{"id":626531,"date":"2023-11-29T14:00:57","date_gmt":"2023-11-29T13:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=543869"},"modified":"2023-11-29T14:00:57","modified_gmt":"2023-11-29T13:00:57","slug":"fenomenologia-sinner-unanalisi-approfondita-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=626531","title":{"rendered":"Fenomenologia Sinner: un&#8217;analisi approfondita- di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>In senso assoluto, s&#8217;intende, perch\u00e9 che sappia giocare a tennis \u00e8 inutile stare a ripeterlo di continuo. Che si cerchi di rispondere alla domanda proprio ora, all&#8217;indomani della straordinaria vittoria della Coppa Davis quasi integralmente targata Sinner e quando la tentazione di farlo con toni trionfalistici sarebbe financo comprensibile, per chi, come noi, cerca di non vendere tappeti \u00e8 atto informativo dovuto. <\/p>\n<p>Un po&#8217; d&#8217;ordine, quindi. Sinner \u00e8 un classe 2001, ha ventidue anni abbondanti: due pi\u00f9 di Alcaraz e di Rune, i quasi coetanei di maggiore insidia, anche se ventiquattro mesi a quell&#8217;et\u00e0 non sono pochi; cinque meno di Medvedev, che lo sopravanza seppur di poco nel ranking; quindici meno di Djokovic, che fa storia (e corsa) a s\u00e9. In questo preciso momento, l&#8217;analisi dello stato dell&#8217;arte pu\u00f2 tranquillamente non includere altri giocatori, forse Zverev qualora riuscisse a ristabilirsi dal devastante infortunio occorso ormai diverso tempo fa, ed \u00e8 un problema di qualit\u00e0 complessiva, perch\u00e9 la corsa allo scettro del tennis, con tutta probabilit\u00e0, \u00e8 ristretta a questi soli cinque: i primi quattro della classifica pi\u00f9 il danese, che sarebbe l\u00ec in mezzo a sgomitare per il podio se solo non si fosse preso sei mesi sabbatici tra l&#8217;ultima primavera e l&#8217;inizio dell&#8217;inverno. Nell&#8217;attesa che qualcun altro si affacci ai piani alti con credenziali tecniche degne di nota, per tornare alla domanda iniziale, occorre capire, intanto, quanto siano competitivi gli avversari dell&#8217;azzurro, cosa abbiano ottenuto fino ad ora e che margini di crescita si pensa possano avere a stretto giro.<\/p>\n<p>Djokovic meriterebbe un enciclopedia ma, per farla breve, \u00e8 il pi\u00f9 forte giocatore della storia di questo sport. Alcuni storceranno il naso &#8211; noi, dal canto nostro, non guarderemmo una sua partita nemmeno sotto tortura ammesso non divida il campo con uno da Kyrgios in su, quindi l&#8217;australiano e basta &#8211; ma a dirlo sono i numeri. Tuttavia, il Djokovic 2023 che balbetta, per la verit\u00e0 nemmeno troppo, contro i rivali di cui sopra, se incrociasse la racchetta di quello del 2011 che bastonava le migliori versioni, o quasi, di Federer, Nadal e Murray &#8211; mica Rublev, con rispetto parlando &#8211; finirebbe con le ossa rotte. Mera questione anagrafica. Ci\u00f2, per dire con tutto il rammarico del caso che il tennis degli ultimi vent&#8217;anni ha fissato la sua eccellenza su livelli decisamente superiori di quelli oggi espressi dal gotha della disciplina. Preambolo a parte, il serbo, ad ora, quando conta vince quasi sempre lui. Per restare all&#8217;attualit\u00e0, che si sia preso le Finals e non la Davis, con buona pace dei vincitori che hanno sempre ragione, non \u00e8 per nulla un caso. A trentasei anni, Nole ha imparato benissimo a centellinare ogni goccia di sudore e a spendersi in maniera direttamente proporzionale al prestigio della manifestazione e, sempre per non raccontare frottole, un&#8217;insalatiera non vale per intero una messa. Lo slice di rovescio tremebondo, giocato sul primo dei tre match point avuti a disposizione contro Sinner a Malaga, a Wimbledon o a New York non lo sbaglierebbe nemmeno se gli sparassero dalla tribuna. Gi\u00e0 dall&#8217;Australia tra qualche mese, l&#8217;uomo da battere per vincere uno Slam sar\u00e0 ancora lui, nonostante tutto. Sinner ha rotto il tab\u00f9 e nel giro di una settimana lo ha sconfitto due volte perdendo per\u00f2 malissimo nella circostanza pi\u00f9 importante. La domanda, pertanto, \u00e8 se Jannik sia pronto o meno a far fuori il serbo da uno Slam. Essere considerato forte passa da l\u00ec, senza sconti.<\/p>\n<p>Alcaraz \u00e8 l&#8217;unico giocatore che nel 2023 ha battuto Djokovic in un frangente di palla che scotta. L&#8217;unico. Lo ha sconfitto nella partita pi\u00f9 importante dell&#8217;anno, la finale dei Championships, a testimonianza della possibilit\u00e0 dello spagnolo di saper essere il pi\u00f9 bravo di tutti. Con gi\u00e0 due Major in saccoccia, traguardo che fa tutta la differenza del caso, Alcaraz \u00e8 probabilmente il solo tennista potenzialmente epocale, per risultati e gioco, oggi in vita agonistica, una rigorosa questione di talento. Esondante, nel suo caso. Se ci si volesse fossilizzare solo su questo aspetto, quindi il saper giocare a tennis, i ragionamenti finirebbero qua perche Carlitos pu\u00f2 vantare una qualit\u00e0 che sopravanza e non di poco la somma di quella in dote agli altri quattro competitor messi insieme, non c&#8217;\u00e8 partita. Ci\u00f2 che ancora lo separa dall&#8217;esercizio di una brutale tirannia, allora, sono una gestione non ottimale del serbatoio, a luglio era bollito ma \u00e8 aspetto relativamente facile da risolvere, e, cosa assai pi\u00f9 delicata, la voglia maniacale di essere il numero uno. In tutta onest\u00e0, su quest&#8217;ultimo punto non siamo in grado di mettere le mani sul fuoco. E a quanto pare nemmeno Ferrero, il coach, che di recente ha provato a pungolare il suo pupillo con un rimbrotto planetario. Vedremo in Australia se ha avr\u00e0 sortito l&#8217;effetto sperato. Sinner, tennisticamente, non vale Alcaraz, anche se lo ha spesso battuto, ma non \u00e8 una tragedia. Perch\u00e9, sempre Alcaraz, e uno che non avrebbe nulla invidiare nemmeno ai Big Four anche nella loro versione deluxe, quindi non \u00e8 certo una nota di demerito per l&#8217;italiano concedergli un sensibile distacco in termini di valore. Detto senza mezzi termini, si pu\u00f2 essere molto forti e vincere molto meno dello spagnolo. <\/p>\n<p>Medvedev \u00e8 un altro che sa benissimo come si vince uno Slam perch\u00e9 in un&#8217;occasione ha demolito Djokovic ad un passo dal Grande Slam e in un altro a regalato la coppa ad un incredulo Nadal. Brutto come la morte nella mimica e divertente come una casella esattoriale nel gioco, Daniil, con la defunta qualit\u00e0 della prima decade del millennio, sarebbe stato poco pi\u00f9 di un buon top ten e di certo non un dominatore, ma con i tempi che corrono il suo tennis sparagnino di contrattacco gli \u00e8 sufficiente per essere incluso nell&#8217;attuale cerchia dei migliori. Sinner, che per diverso tempo \u00e8 sembrato non poterlo scalfire, ha imparato a batterlo con una certa regolarit\u00e0 ma non ancora sulla lunga distanza, quella dei Major, che \u00e8 tutto un altro sport. Insomma, per Sinner, l&#8217;essere considerato forte in senso assoluto passa necessariamente per la capacit\u00e0 di disporre con relativo agio, pi\u00f9 a Melbourne che a Vienna, di un giocatore come il russo, che resta eccezionale ma che sa fare (benissimo) due cose in croce.<br \/>\nRune, infine, \u00e8 la variabile impazzita: la certezza \u00e8 che non valga il miglior Alcaraz; il timore che si spera essere infondato \u00e8 che possa avere picchi di rendimento pi\u00f9 alti di Sinner. A valle di un 2023 orribile nel quale ha perso con imbarazzante regolarit\u00e0 contro giocatori di tre categorie inferiori, gli \u00e8 stato sufficiente aver di fronte Djokovic per ritrovare in un amen il livello perduto. Ci ha perso due volte di seguito, vero, e una volta ha perso pure con Sinner, ma sempre sul filo di lana. In condizioni psicologiche di scarsissima fiducia, causa assenza di risultati degni di nota alle spalle, e fisiche di inerzia azzerata. Che, tradotto, significa avere possibilit\u00e0 future enormi qualora Becker, il suo nuovo allenatore, riuscir\u00e0 a gestire un cavallo pazzo conscio del suo talento e, cosa che non guasta, infarcito di autostima tendente alla spocchia come solo i campioni sanno essere. Sinner gli concede il lusso di una mano decisamente pi\u00f9 educata ma, almeno per ora, dispone di un colpo del ko che Rune non ha nelle corde e di una migliore capacit\u00e0 di esercitare pressione all&#8217;atto di condurre lo scambio. A bombardamento, insomma, Jannik si fa preferire. Anche in questo caso, essere forte, e sempre in senso assoluto, impone quantomeno di fare corsa spalla a spalla con Rune anche quando scende dal letto con il piede giusto e alza i giri del motore. Impegnativo ma sulla carta fattibile. <\/p>\n<p>La dovuta banalit\u00e0 in apertura di chiosa finale. Sinner \u00e8 un grande giocatore come forse non si era mai visto alle nostre latitudini, anche se noi restiamo ancorati alla bellezza senza tempo di Panatta. Nessuno \u00e8 cos\u00ec pazzo da metterlo in dubbio. Accantonati, per\u00f2, i titoli da leggenda di questi giorni, per la verit\u00e0 sui generis perch\u00e9 viziati dalle scorie di una stagione agli sgoccioli, sarebbe meglio restare con i piedi per terra. Ci sono anche gli avversari e, per quanto detto, sono attrezzati e agguerriti anche pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 visto. Accostare San Sinner da San Candido ai grandi del passato di questa disciplina \u00e8, in questo preciso momento, un azzardo. <\/p>\n<p>Due i motivi. Il primo \u00e8 che per dare sostanza alla teoria occorre anche la fortificazione della pratica, quindi mettere a referto risultati pesanti. Un esempio? Battere Djokovic in finale ai prossimi Australian Open sarebbe un ottimo inizio. Il secondo \u00e8 squisitamente tecnico e meriterebbe anch&#8217;esso un lungo discorso a parte. Sintetizzando, per\u00f2, Cahill e Vagnozzi, gli allenatori, sono chiamati ad aggiungere qualit\u00e0 in diversi frangenti del gioco di Sinner che oggi, detto nel contesto del gotha dove \u00e8 necessario fare le pulci ai tennisti, risulta scevro da efficaci variazioni sul tema. Un tema meraviglioso, quello azzurro, ma che resta uno. Trattasi dell&#8217;esigenza del sapere fare con costrutto pi\u00f9 cose possibili per fronteggiare le difficolt\u00e0 impreviste proposte da incontri via via pi\u00f9 complessi. <\/p>\n<p>Con la consapevolezza che la mano non troppo educata, tipo quella di Sinner se paragonata a quella di un Alcaraz o di un Musetti, \u00e8 sempre questione immutabile se non per intercessione divina. Quindi s\u00ec, \u00e8 forte Sinner. Fortissimo. Che, in quanto a vittorie &#8211; considerato che per il gioco esaltante sar\u00e0 sempre necessario rivolgersi altrove &#8211; possa diventare un giocatore segnante un&#8217;epoca, invece, \u00e8 una delle possibilit\u00e0 concrete sul tavolo del tennis. Non \u00e8 poco e lo scopriremo presto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In senso assoluto, s&#8217;intende, perch\u00e9 che sappia giocare a tennis \u00e8 inutile stare a ripeterlo di continuo. 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