{"id":626577,"date":"2023-11-30T13:02:49","date_gmt":"2023-11-30T12:02:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/corre-lindustria-dei-rifiuti-272-mld-di-euro-di-ricadute-per-litalia\/"},"modified":"2023-11-30T13:02:49","modified_gmt":"2023-11-30T12:02:49","slug":"corre-lindustria-dei-rifiuti-272-mld-di-euro-di-ricadute-per-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=626577","title":{"rendered":"Corre l\u2019industria dei rifiuti, 27,2 mld di euro di ricadute per l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Il settore della raccolta e trattamento dei rifiuti urbani e speciali in Italia registra un valore della produzione 2022 di 18,2 miliardi di euro, in aumento del 10,5% sull\u2019anno precedente, e genera 27,2 miliardi di euro di valore condiviso. Questo significa che per ogni euro di valore aggiunto prodotto dalle aziende di gestione rifiuti, se ne generano 3,4 di ricadute economiche per tutto il Paese. Sono alcuni dei dati principali del WAS Report 2023, il rapporto dedicato all\u2019industria italiana della gestione dei rifiuti, che analizza i dati dei player della raccolta, trattamento, smaltimento e selezione, presentato questa mattina a Roma da Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e coordinatore del think tank Waste Strategy, in occasione del convegno \u2018La gestione dei rifiuti crea valore per l\u2019Italia\u201d.<br \/>\u2018Il WAS Report \u2013 ha detto l\u2019economista \u2013 offre il quadro di un\u2019industria italiana della gestione dei rifiuti che continua a trasformarsi sotto l\u2019impulso dell\u2019innovazione, generando simbiosi industriali inedite e convergenze waste-energy, anche sulla spinta dei finanziamenti del PNRR. Come dimostrano anche i dati sul valore condiviso, il settore dei rifiuti \u00e8 a tutti gli effetti una componente essenziale del sistema economico e industriale del Paese, in grado di contribuire alla sostenibilit\u00e0 ambientale, alla salute, allo sviluppo economico e al progresso sociale\u201d.<br \/>Il comparto dei rifiuti non \u00e8 solamente un servizio pubblico essenziale ma \u00e8 anche dotato della capacit\u00e0 di produrre e distribuire ricchezza, benessere e occupazione oltre i suoi confini, e comprende in una visione ampia anche gli impatti sociali, ambientali, sulla salute e sulla sicurezza. E\u2019 questa, infatti, la definizione del concetto di valore condiviso, concepito ad Harvard e sviluppato in Italia dallo Shared Value Institute promosso da Althesys. E\u2019 stato calcolato che la catena del valore del comparto della gestione rifiuti comprende 9,1 miliardi di ricadute dirette, date dal valore aggiunto e dal contributo fiscale delle imprese del settore; 8,45 miliardi di ricadute indirette, ossia il valore creato dai fornitori; 9,6 miliardi di ricadute indotte, grazie all\u2019effetto leva sul sistema industriale prodotto con il recupero di materie prime seconde ed energia. Il rapporto tra valore aggiunto del settore della gestione dei rifiuti e il valore condiviso creato per l\u2019intero sistema economico \u00e8 circa 3,4. Significa che per ogni euro di valore aggiunto prodotto dalle aziende di gestione rifiuti, se ne generano 3,4 di ricadute per tutto il Paese. Sussiste, dunque, una forte integrazione tra sistema socio-economico e comparto della gestione dei rifiuti.<br \/>Dalla fotografia del report emerge che i rifiuti urbani raccolti dai 115 principali operatori nella raccolta, trattamento e smaltimento si attestano nel 2022 a 21,47 milioni di tonnellate, con una crescita del 7% rispetto al 2021, un dato derivante pi\u00f9 dalla maggiore estensione del perimetro geografico e di business delle aziende che non dalla quantit\u00e0 di rifiuti prodotta che \u00e8 in calo. <br \/>Il valore della produzione \u00e8 di 11,05 miliardi di euro, in aumento del 10% sul 2021. A dispetto del contesto macroeconomico, pi\u00f9 di un terzo dei player registra una crescita, grazie soprattutto all\u2019ampliamento delle attivit\u00e0, fattori che hanno portato anche alla diminuzione del numero degli operatori scesi a 115 rispetto ai 124 dell\u2019edizione precedente e all\u2019aumento del valore della produzione medio passato da 88,3 milioni di euro del 2021 a 96,1 milioni di un anno dopo. <br \/>Nel segmento della selezione e valorizzazione dei rifiuti, alcune delle imprese maggiori hanno aumentato la scala delle attivit\u00e0 per meglio competere sul mercato, acquisendo piccole e medie societ\u00e0. Altri operatori hanno invece optato per una razionalizzazione delle proprie controllate.<br \/>L\u2019istantanea del settore waste evidenzia che il 92% del fatturato coinvolge 104 aziende della raccolta e trattamento, che hanno servito circa 4.411 Comuni, pari al 56% delle municipalit\u00e0 italiane, e 44 milioni di abitanti, equivalenti al 75% della popolazione.  Il 61% degli operatori ha propriet\u00e0 pubblica, il 22% mista e il 13% privata. Il restante 4%, infine, \u00e8 rappresentato da aziende quotate che comprendono le tre grandi multiutility (A2A, Iren, Hera) che costituiscono oltre un terzo del volume della produzione, servendo pi\u00f9 di 870 Comuni e 11 milioni di abitanti.<br \/>In generale, a livello territoriale, il 32% circa delle aziende analizzate si colloca nelle regioni del Nord Ovest, il 24% nel Nord Est, il 23% nel Centro Italia e il 15% circa nel Sud e Isole. Grazie soprattutto all\u2019ampliamento delle attivit\u00e0 di raccolta e trattamento sono fortemente aumentati gli investimenti (+11,8%) sull\u2019anno precedente, arrivando a 955 milioni di euro. La quota destinata agli impianti (58% del totale), rimane la principale. Il 63,4% degli investimenti nel 2022 si deve alle Grandi multiutility, in aumento rispetto al quasi 62% dell\u2019anno precedente. In crescita anche il peso di Operatori privati e Operatori metropolitani. Il Nord Ovest resta l\u2019area pi\u00f9 interessata da questa corsa (49%), seguito dal Nord Est (38,5%). <br \/>Questi mercati rivestono un ruolo crescente nelle strategie di numerosi player, grazie alle opportunit\u00e0 di innovazione e di redditivit\u00e0 che offrono. Il settore include sia le aziende attive negli urbani (25 su 115) che le principali (55) aziende specializzate nella raccolta e trattamento dei RS. Nel primo caso, oltre un terzo delle aziende gestisce sia RU che RS, con le 25 utility per cui sono disponibili i dati sui RS che hanno generato un VP aggregato di 5,57 miliardi di euro (+16%), circa met\u00e0 di quello dei Top 115 player. Le maggiori 55 imprese dei RS hanno invece un VP aggregato di 3,86 miliardi di euro, salito dell\u20198% grazie soprattutto ad acquisizioni effettuate da alcune societ\u00e0. Il comparto \u00e8 frammentato, con i piccoli operatori specializzati e le piccole-medie imprese diversificate che sono l\u201982% del totale. I grandi gruppi sono appena il 5%, ma generano ben il 33% del Valore della Produzione (VP).<br \/>L\u2019evoluzione del settore, spinta dall\u2019innovazione tecnologica, \u00e8 foriera di opportunit\u00e0 laddove sono presenti simbiosi industriali con convergenze tra settori waste ed energy. Ad esempio, nel biometano emerge la ricerca di una simbiosi delle multiutility con le industrie produttive che ha portato all\u2019inaugurazione di un impianto che produce biometano a partire da Forsu e da rifiuti agroalimentari; oppure come il riciclo chimico che vede applicazioni sia per il recupero dei rifiuti in plastica mista (plasmix), sia di trasformazione in materia prima da impiegare nella produzione di nuovi polimeri. Al centro delle nuove strategie ci sono anche le cosiddette \u201cMaterie Prime Critiche\u201d, con la ricerca di nuove modalit\u00e0 volte a recuperarne sempre maggiori quantitativi a partire dai rifiuti di dispositivi elettronici e batterie, tutti flussi che hanno visto un sensibile aumento negli anni. Tra le pi\u00f9 recenti frontiere vi \u00e8 anche il recupero delle fibre di carbonio provenienti sia dal settore aerospaziale che da quello energetico. Lo studio di nuovi processi interessa anche il trattamento dei fanghi di depurazione. Alcune aziende, sia utility che del settore energetico, stanno esplorando poi le possibilit\u00e0 di sviluppo di tecnologie Waste to Fuel, volte alla produzione di carburanti dai rifiuti speciali provenienti da diversi settori industriali e commerciali. Ugualmente si stanno studiando processi per ottenere idrogeno dai rifiuti, sia urbani che speciali. Un altro ambito da considerare, che pure non esaurisce la variet\u00e0 dei casi rilevati, \u00e8 quello del Waste to Energy. Nuovi sviluppi, infine, potrebbero derivare anche dall\u2019uscita di un Regolamento per il recupero delle batterie (luglio 2023), ma anche dal Decreto per i rifiuti tessili, mentre due nuovi regolamenti comunitari sono oggi in itinere, con impatti ancora da valutare appieno.<br \/>A un anno dall\u2019uscita delle graduatorie dei progetti finanziati dal PNRR per il settore dei rifiuti, buona parte \u00e8 in una fase intermedia, tra l\u2019affidamento dei lavori di costruzione e il loro avvio.<br \/>L\u2019analisi riguarda le Linee 1.1 B, relativa ai rifiuti urbani, e 1.1 C, riguardante fanghi, materiali assorbenti ad uso personale e tessili, del PNRR, per un totale di 93 iniziative e 900 milioni di euro a disposizione. La decisione di assegnare le risorse agli enti pubblici, come aveva gi\u00e0 segnalato il WAS nelle scorse edizioni, ha rallentato molto i tempi. Non solo, anche altri fattori ne stanno frenando lo sviluppo: tra questi, i fenomeni Nimby, che non hanno risparmiato impianti sia nel Nord che al Sud. Le principali infrastrutture, in termini di capacit\u00e0, sono quelle per il trattamento di rifiuti urbani e Forsu rispetto a quelle per la gestione di fanghi, rifiuti tessili e materiali assorbenti ad uso personale. Nell\u2019organico, per\u00f2, si stima che solo tre regioni, soprattutto al Centro-Sud, al 2025 avranno ancora un deficit di capacit\u00e0 nella raccolta dell\u2019organico, per circa 60mila tonnellate ciascuna, contro un surplus di quasi due milioni di tonnellate nel Nord Italia (stime CIC).<br \/>In conclusione, il WAS Report 2023 delinea un settore del waste management in fermento e sempre pi\u00f9 integrato nel sistema socio-economico italiano. Prosegue, infatti, il consolidamento dei maggiori player lungo la filiera, mentre lo sviluppo tecnologico porta a soluzioni pi\u00f9 smart per le tradizionali fasi di raccolta e selezione e a nuovi processi per il trattamento e il recupero di specifici flussi di materiali.<\/p>\n<p>\u2013 foto xc3\/Italpress \u2013<br \/>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it ROMA (ITALPRESS) \u2013 Il settore della raccolta e trattamento dei rifiuti urbani e speciali in Italia registra un valore della produzione 2022 di 18,2 miliardi di euro, in aumento del 10,5% sull\u2019anno precedente, e genera 27,2 miliardi di euro di valore condiviso. 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