{"id":626792,"date":"2023-12-05T15:25:01","date_gmt":"2023-12-05T14:25:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/giovan-battista-moroni-in-mostra-alle-gallerie-ditalia-di-milano\/"},"modified":"2023-12-05T15:25:01","modified_gmt":"2023-12-05T14:25:01","slug":"giovan-battista-moroni-in-mostra-alle-gallerie-ditalia-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=626792","title":{"rendered":"Giovan Battista Moroni in mostra alle Gallerie d\u2019Italia di Milano"},"content":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 E\u2019 dedicata a Giovan Battista Moroni la mostra che apre al pubblico dal 6 dicembre 2023 al 1\u00b0 aprile 2024 alle Gallerie d\u2019Italia di Milano, museo di <a href=\"https:\/\/www.intesasanpaolo.com\/\">Intesa Sanpaolo<\/a>, il gruppo bancario guidato da Carlo Messina.<br \/>\nL\u2019esposizione \u201cMoroni (1521 \u2013 1580). Il ritratto del suo tempo\u201d a cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino, sotto l\u2019Alto Patronato del Presidente della Repubblica, \u00e8 inserita nel programma Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 ed \u00e8 realizzata in partnership con Accademia Carrara di Bergamo e Fondazione Brescia Musei.<br \/>\nLa mostra, la prima dedicata alla carriera di Giovan Battista Moroni, presenta oltre 100 opere tra disegni, libri, medaglie, armature, ma soprattutto dipinti provenienti da prestigiosi musei internazionali quali la National Gallery di Londra, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, Gem\u00e0ldegalerie \u2013 Staatliche Museen di Berlino, il Mus\u00e8e du Louvre, il Museo Nacional del Prado, la National Gallery of Art di Washington e il Philadelphia Museum of Art.<br \/>\nAlle opere di Moroni si affiancano importanti testimonianze figurative di Lotto, Moretto, Savoldo, Anthonis Mor, Tiziano, Veronese e Tintoretto.<br \/>\nGiovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, afferma: \u201cSiamo lieti di presentare un progetto espositivo di ampio respiro dedicato a Giovan Battista Moroni, che consente di riscoprire e ammirare negli spazi delle Gallerie d\u2019Italia una delle pagine pi\u00f9 belle e intense della pittura del Cinquecento lombardo e italiano. Questa iniziativa, cui hanno concorso importanti musei nazionali e internazionali, suggella l\u2019impegno della nostra banca nella valorizzazione del patrimonio di Brescia e di Bergamo, nell\u2019anno in cui sono state Capitale della Cultura italiana\u201d.<br \/>\nLa mostra \u00e8 suddivisa in nove nuclei tematici, ciascuno dedicato ad un particolare aspetto della produzione artistica dell\u2019artista lombardo. Il percorso inizia con un approfondimento della figura di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, il maestro di Moroni, di cui verranno esposte due testimonianze figurative capitali quali la Pala di Sant\u2019Andrea e San Paolo caduto da cavallo. A partire dall\u2019inizio degli anni \u201940 del Cinquecento, Moroni \u00e8 documentato nella bottega bresciana del suo maestro ed \u00e8 proprio qui che inizia a raccogliere appunti grafici che andranno a costituire un prezioso taccuino di disegni, ricostruito in occasione della mostra.<br \/>\nSuccessivamente \u00e8 possibile trovare una sezione di approfondimento su Lorenzo Lotto, molto attivo a Bergamo dove ha lasciato significative tracce del suo passaggio. Sia sul fronte delle invenzioni di soggetto sacro sia su quello del genere ritrattistico Lotto ha rappresentato per Moroni una continua fonte di ispirazione: ne sono testimonianza il confronto tra le due Trinit\u00e0 esposte in mostra e i cosiddetti ritratti \u201cin azione\u201d.<br \/>\nSegue un approfondimento sul contesto trentino della met\u00e0 del Cinquecento a partire dal Ritratto di Cristoforo Madruzzo, il Principe-Vescovo di Trento dipinto da Tiziano nel 1552. Segue la comparazione tra il Ritratto di Alessandro Vittoria, scultore trentino, con il Ritratto di Giulio Romano di Tiziano. Chiude la sezione la cosiddetta Pala dei Dottori, un\u2019opera pubblica commissionata a Moroni dalla corporazione dei legali e dei dottori per il proprio altare nella basilica di Santa Maria Maggiore, all\u2019epoca sede delle sedute conciliari.<br \/>\nMoroni dedica un\u2019ampia parte della sua carriera alla ritrattistica che viene approfondita in tutte le sue sfaccettature. Una delle sezioni della mostra espone i ritratti del potere, in particolare \u00e8 possibile ammirare i ritratti di Tiziano e Tintoretto, in grado di valorizzare lo status del personaggio perdendone di vista le specificit\u00e0 individuali, in contrasto con quelli realizzati da Moroni che, nonostante fossero nati con lo scopo esplicito di esaltare il loro ruolo pubblico, non ha potuto fare a meno di restituirci l\u2019aspetto umano. Esemplare in questo contesto \u201cRitratto di un Podest\u00e0\u201d del 1560-65 proveniente da Accademia Carrara di Bergamo.<br \/>\nLa sezione successiva, dedicata ai ritratti al naturale, indaga un aspetto peculiare della produzione moroniana. Questa tipologia di ritratto riproduce in maniera fedele, senza forme di idealizzazione le persone immortalate nei quadri. Moroni, tendenzialmente, costruisce dei set di posa sempre uguali \u2013 come facevano i fotografi nell\u2019Ottocento \u2013 concentrando l\u2019attenzione dell\u2019osservatore sulla testa, lo sguardo, la posa delle mani e i dettagli della moda.<br \/>\nMoroni dedica parte della sua produzione ai ritratti delle personalit\u00e0 del suo tempo, fra i quali spiccano la poetessa Isotta Brembati, gli aristocratici Prospero Alessandri, Giovan Gerolamo Grumelli e Gabriel de la Cueva (futuro Governatore di Milano) i cui ritratti saranno messi in dialogo con cinquecentine, armi e armature, selezionati con lo scopo di creare una relazione diretta con i dipinti.<br \/>\nViene, inoltre, approfondito il legame tra Lotto e Moretto che non si limita alla reciproca influenza artistica ma si tratta di un modo comune e originale di interpretare i tempi della Riforma cattolica. La scelta di esporre lo Stendardo delle Croci \u2013 parte della Collezione di Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, museo di riferimento per Moretto \u2013 e l\u2019Elemosina di Sant\u2019Antonino vuole mettere in evidenza la presenza di ritratti reali, l\u2019establishment della Chiesa bresciana nel primo caso, anonimi poveri e diseredati nel secondo.<br \/>\nSu questi modelli Moroni continuer\u00e0 a produrre immagini destinate a una Diocesi fedele ai dettami del Concilio di Trento: in questa sezione saranno messi in risalto i personaggi ritratti che hanno chiesto di entrare a far parte delle storie sacre illustrate nelle varie pale d\u2019altare, oltre a opere pubbliche di Moroni in perenne bilico tra innovazione e conservazione.<br \/>\nUna sezione della mostra \u00e8 dedicata alla preghiera individuale che durante la Controriforma trova riscontro in numerosi dipinti. Nel caso di Moretto e Moroni il ruolo del personaggio ritratto diventa sempre pi\u00f9 incombente nei dipinti dove \u00e8 protagonista l\u2019orazione mentale: una sorta di visione dei fatti sacri ricreata nella mente del devoto.<br \/>\nLa mostra si chiude con Il Sarto, proveniente dalla National Gallery di Londra, considerato il dipinto pi\u00f9 iconico di Moroni. Non \u00e8 un caso che il personaggio sia stato ripreso mentre sta tagliando con la forbice un pezzo di stoffa tinta di nero, colore per antonomasia della moda europea del tempo. Da qui nasce l\u2019idea di raccogliere ritratti della seconda met\u00e0 del Cinquecento in grado di evidenziare la diffusione di abiti e cappelli, anche di fogge diverse, tutti costituiti da varie tipologie di stoffe nere.<br \/>\nIl Libro del Sarto, un repertorio di modelli raccolto da un sarto milanese nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, illustra in modo efficace l\u2019uso del nero nella moda del tempo. In alcuni di questi ritratti compaiono delle imprese: motti e iscrizioni che si combinano con degli oggetti simbolici per restituire al gesto esibito dal ritrattato un significato allegorico.<br \/>\nIl catalogo della mostra \u00e8 realizzato da Edizioni Gallerie d\u2019Italia\/Skira.<br \/>\nLa sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, \u00e8 parte del progetto museale Gallerie d\u2019Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici.<br \/>\n-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo \u2013<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it MILANO (ITALPRESS) \u2013 E\u2019 dedicata a Giovan Battista Moroni la mostra che apre al pubblico dal 6 dicembre 2023 al 1\u00b0 aprile 2024 alle Gallerie d\u2019Italia di Milano, museo di Intesa Sanpaolo, il gruppo bancario guidato da Carlo Messina. L\u2019esposizione \u201cMoroni (1521 \u2013 1580). 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