{"id":627016,"date":"2023-12-11T20:35:38","date_gmt":"2023-12-11T19:35:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=545897"},"modified":"2023-12-11T20:35:38","modified_gmt":"2023-12-11T19:35:38","slug":"il-mediovero-lunica-epoca-che-qualcuno-definisce-buia-che-ci-ha-lasciato-cattedrali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=627016","title":{"rendered":"Il Mediovero l&#8217;unica epoca che qualcuno definisce &#8216;buia&#8217; che ci ha lasciato Cattedrali"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLuce del Medioevo\u201d, di Regine Pernoud, \u00e8 uno dei primi libri non scolastici che ho letto. Convinto che non eravate \u201cin pensiero\u201d per la mia presentazione, ho pensato di rileggerlo e presentarlo ai miei quattro lettori interessati. <\/p>\n<p>Sono tentativi di \u201crileggere\u201d la Storia, in questo caso del Medioevo, epoca che ha spesso subito troppe deformazioni a cominciare dalle nostre scuole e universit\u00e0. Da troppo tempo in testi, anche autorevoli (?) \u201ccopia incolla\u201d si ripete la solita \u201cleggenda nera\u201d, sul tema. Una leggenda, totalmente ideologica. A proposito di certi studiosi sul Medioevo, (tipo Le Goff, o Duby)la Pernoud sostiene che \u201cpreferiscono scrivere i loro libri sulla base di altri libri, piuttosto che verificare le fonti\u201d.<\/p>\n<p>Il testo di Pernoud, \u00e8 la migliore sintesi sui dieci secoli che dalla pseudo storiografia illuminista sono stati chiamati per disprezzo \u201cMedioevo\u201d. La storica francese per oltre quarant&#8217;anni ha studiato direttamente le fonti, i documenti per comprendere quei secoli tanto discussi, tanto che \u00e8 stata chiamata \u201cla signora Medioevo\u201d.<\/p>\n<p>Io avevo letto l&#8217;edizione pubblicata da Giovanni Volpe nel 1978. Ora ho letto l&#8217;edizione di Piero Gribaudi anno 2000, curata da Marco Respinti. Presentata da monsignor Luigi Negri, con contributi finali di Massimo Introvigne, Marco Respinti e Marco Tangheroni.<\/p>\n<p>Merita un gesto di gratitudine, una grande maestra che ci ha rivelato il vero volto e il fascino della grande civilt\u00e0 medievale. \u201cRegine Pernoud, &#8211; scrive monsignor Negri &#8211; ha navigato contro corrente ed ha opposto al pregiudizio secolare sul Medioevo (\u00e8 il titolo di uno dei suoi volumi pi\u00f9 importanti) le linee di una riscoperta rigorosamente scientifica, appassionatamente critica, fino all&#8217;entusiasmo, della nostra comune eredit\u00e0 medievale\u201d.<\/p>\n<p>La studiosa francese ci guida \u201cpasso dopo passo a prendere coscienza di tutti i tasselli che compongono il grande mosaico reale del Medioevo cristiano: dalle personalit\u00e0 dei santi, dei guerrieri, delle donne, all&#8217;ambito della vita famigliare, al coniugarsi delle varie forme di esperienza ecclesiale, all&#8217;irresistibile energia della grande cultura e della grande arte, in cui la civilt\u00e0 medievale ha racchiuso il suo messaggio per gli uomini di tutti i tempi, quindi anche di questo tempo\u201d.<\/p>\n<p>La Luce del Medioevo \u00e8 la fede che lentamente ha impregnato tutte le cose, fino a creare la civilt\u00e0 cristiana medievale che ha richiesto un lungo cammino. Attenzione, monsignor Negri precisa che il Medioevo non \u00e8 la forma definitiva della fede e dell&#8217;impegno cristiano alla missione e quindi alla civilizzazione e certamente non \u00e8 \u201cla creazione sulla terra definitiva del Regno di Dio che deve venire\u201d. E&#8217; sicuramente una testimonianza, nella variet\u00e0 delle forme, un tentativo che i popoli europei di allora hanno ogni giorno fatto per costruire una vera societ\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>Il testo della Pernoud \u00e8 composto di 13 capitoli, con un dizionarietto finale del Medioevo convenzionale. Con tre appendici alla nuova edizione.<br \/>\nTorniamo al testo che mette in discussione intanto il termine appiccicato a mille anni di Storia. Non \u00e8 possibile definire cos\u00ec tanti secoli come un semplice passaggio tra l&#8217;Antichit\u00e0 e il Rinascimento. Come un qualcosa di cui sbarazzarci al pi\u00f9 presto e passare subito alla civilt\u00e0 susseguente. Naturalmente seguendo le pagine dell&#8217;opera questa tesi dell&#8217;et\u00e0 di mezzo viene egregiamente confutata dalla studiosa francese. Basterebbe accennare alla completa scomparsa della schiavit\u00f9 in questi secoli, ( il servo non era considerato come lo schiavo dell&#8217;antichit\u00e0).<\/p>\n<p>Il primo argomento affrontato dal libro \u00e8 \u201cL&#8217;organizzazione sociale\u201d. Per troppo tempo si \u00e8 classificata la societ\u00e0 medievale con la classica e rigida, fittizia e superficiale divisione in tre ordini: clero, nobilt\u00e0 e terzo stato. \u201cNulla di pi\u00f9 lontano dalla realt\u00e0 storica\u201d. <\/p>\n<p>E&#8217; una suddivisione che pu\u00f2 essere attribuita all&#8217;Ancien Regime, al XVII e XVIII secolo. Se vogliamo affrontare il tema dei privilegi, secondo Pernoud, nel Medioevo si ebbero privilegi sia alla sommit\u00e0 che alla base della scala sociale. \u201cConsiderare solamente i privilegi della nobilt\u00e0 e del clero significa farsi un&#8217;idea completamente falsa dell&#8217;ordinamento sociale\u201d. Per capire la societ\u00e0 medievale occorre studiare l&#8217;organizzazione della famiglia, \u00e8 questa la \u201cchiave\u201d del Medioevo. Tutti i rapporti si rifanno al modello familiare, quello che contava non era l&#8217;ammontare della popolazione, ma dei \u201cfocolari\u201d.<br \/>\nIl secondo argomento affrontato dalla Pernoud \u00e8 \u201cIl vincolo feudale\u201d.<\/p>\n<p>Il Medioevo \u201c\u00e8 una societ\u00e0 che vive secondo un modello sociale completamente diverso dal nostro, di cui la nozione di lavoro salariato, e in parte addirittura quella di denaro, sono assenti o del tutto secondari\u201d. La base dei rapporti umani \u00e8 la fedelt\u00e0 da una parte e la protezione dall&#8217;altra. L&#8217;autorit\u00e0 non era concentrata in un solo punto (organismo o individuo) veniva ripartita sull&#8217;insieme del territorio. <\/p>\n<p>E qui la Pernoud si attarda sul rapporto tra il re e il feudatario, il giuramento sui Vangeli, l&#8217;atto sacrale, l&#8217;onore. Rinnegare un giuramento, secondo la mentalit\u00e0 medievale \u00e8 la peggiore mancanza. In questo rapporto, nel cerimoniale, il rito trionfa. Nel Medioevo, la persona era valorizzata. Si valorizzava esclusivamente gli accordi da uomo a uomo. Certo \u201cconcepire una societ\u00e0 basata sulla fedelt\u00e0 reciproca era certamente audace: come ci si pu\u00f2 immaginare, ci furono degli abusi, dei tradimenti; le lotte dei re contro i vassalli recalcitranti ne fanno prova\u201d. Tuttavia, \u201cper pi\u00f9 di cinque secoli la fede e l&#8217;onore rimasero la base essenziale, la ossatura dei rapporti sociali\u201d.<\/p>\n<p>In questo periodo centrale diventa il feudo e la sua difesa, in particolare dei suoi abitanti. Essere nobili comporta onori ma anche obblighi. A proposito dei nobili Regine Pernoud fa una riflessione interessante: il grave errore di strappare i nobili dalle loro terre, li ha portati ad abbracciare le idee illuministe, l&#8217;irreligiosit\u00e0 di Voltaire  degli enciclopedisti che portarono Luigi XVI al patibolo.<br \/>\nIl terzo capitolo (La vita rurale) in questa sezione si esamina la questione della servit\u00f9, differente dalla schiavit\u00f9, del possesso della terra, i cosiddetti uomini liberi del Medioevo. Anche qui attenzione a non guardare l&#8217;epoca storica con gli occhi del nostro tempo. Gli uomini liberi delle citt\u00e0, ma anche molti contadini sono liberi, chiamati villani, colui che abita un podere, una villa.<\/p>\n<p>La questione servi, \u00e8 stata spesso fraintesa, spesso il servo viene confuso con lo schiavo dell&#8217;antichit\u00e0. Della schiavit\u00f9, fondamento della societ\u00e0 antica, non si trova nessuna traccia nella societ\u00e0 medievale. \u201cLa condizione del servo \u00e8 completamente diversa da quella dell&#8217;antico schiavo: lo schiavo \u00e8 un oggetto, non una persona; \u00e8 sotto la potest\u00e0 assoluta del padrone che ha su di lui diritto di vita e di morte; gli \u00e8 preclusa ogni attivit\u00e0 personale, non ha famiglia, n\u00e9 sposa, n\u00e9 beni\u201d.<\/p>\n<p>Al contrario secondo Pernoud, il servo, \u201c\u00e8 una persona e non un oggetto, e come tale lo si tratta. Ha una famiglia, un&#8217;abitazione, un campo e quando gli ha pagato ci\u00f2 che gli deve, non ha pi\u00f9 obblighi verso il suo signore\u201d. Insiste la Pernoud nel descrivere la situazione del cosiddetto servo, \u201cegli non  \u00e8 affatto sottomesso a un padrone, \u00e8 vincolato a un feudo: il che non \u00e8 una servit\u00f9 personale, ma una servit\u00f9 reale. L&#8217;unica restrizione alla sua libert\u00e0 \u00e8 che non pu\u00f2 lasciare la terra che coltiva\u201d. <\/p>\n<p>Comunque sia da questa situazione secondo la studiosa francese, pu\u00f2 essere intesa, una limitazione, per\u00f2 che ha dei vantaggi: \u201cse non puoi la sciare il fondo che hai in godimento, questo non gli pu\u00f2 nemmeno essere tolto\u201d. Pertanto, secondo gli storici dell&#8217;epoca, i servi, \u201channo il privilegio di non poter essere rimossi dalla loro terra\u201d.<\/p>\n<p>Aggiunge la Pernoud, oggi di fronte alla disoccupazione diffusa potrebbe rappresentare, una specie di garanzia contro la disoccupazione.<br \/>\nIl vincolo con la terra secondo la Pernoud, rivela molto della mentalit\u00e0 medievale, anche il nobile per certi versi \u201cha gli stessi obblighi del servo poich\u00e9 anche lui non pu\u00f2 in nessun caso alienare il suo possesso o in qualche modo disfarsene: agli estremi della gerarchia si ritrova la stessa esigenza di stabilit\u00e0 [&#8230;]\u201d.<\/p>\n<p>La Pernoud insiste nella sua tesi: il contadino francese, \u201ctenuto per secoli sullo stesso fondo, senza responsabilit\u00e0 civili, senza obblighi militari, \u00e8 diventato il vero padrone della terra [&#8230;]\u201d. la leggenda del contadino miserabile, incolto, disprezzato, come viene descritto nei manuali scolastici, non viene accettata dalla studiosa francese. Certo il contadino nel Medioevo ha sofferto quanto l&#8217;uomo in tutta la storia dell&#8217;umanit\u00e0. Ha subito le conseguenze delle guerre, la carestie, la peste etc. Tuttavia la figura del contadino \u00e8 presente, prevale in tutto il Medioevo. Il lavoro nei campi \u00e8 il tema pi\u00f9 comune, il contadino appare nella sua autentica vita.<\/p>\n<p>Segue il tema della Vita urbana. L&#8217;uomo medievale nell&#8217;XI secolo si sposta dal feudo alla citt\u00e0. E questo accade quando i mestieri e il commercio prendono piede. \u201cL&#8217;evoluzione di una citt\u00e0 nel Medioevo \u00e8 uno degli spettacoli pi\u00f9 affascinanti della storia [&#8230;]\u201d. Citt\u00e0 mediterranee, come Marsiglia, Arles, Avignone o Montpellier, rivaleggiano in audacia con le grandi citt\u00e0 italiane. A poco a poco acquistano le libert\u00e0 necessarie per il loro sviluppo. Ogni citt\u00e0 aveva le loro usanze, i loro costumi, c&#8217;era tanta variet\u00e0, che dava al Paese un aspetto gradevole e molto seducente.<\/p>\n<p>Il commercio si sviluppa perch\u00e8 sono state indette le Crociate. Cos\u00ec si acquista  nuovo vigore i rapporti con l&#8217;Oriente. Per la scrittrice francese inizia una epopea, fatta di commerci, di fondachi, piccole citt\u00e0, con la loro cappella, bagni pubblici, magazzini, fino ai castelli. Non posso dilungarmi nella descrizione, ma c&#8217;\u00e8 un episodio interessante raccontato dalla Pernoud, che non conoscevo. San Luigi, il re \u201caveva intravisto una possibilit\u00e0 di alleanza con i Mongoli, che, se fosse stata realizzata, avrebbe forse cambiato completamente il destino del mondo orientale e occidentale\u201d. Poi la sua morte improvvisa, la ristrettezza di vedute dei suoi discendenti, alla fine tutto \u00e8 svanito. Intanto precisa Pernoud, \u201csolo i Mongoli potevano opporre una barriera efficace all&#8217;Islam; essi cercarono l&#8217;alleanza con i Franchi e protessero i cristiani nel loro impero\u201d.<\/p>\n<p>La Monarchia nella societ\u00e0 medievale appare come un organismo completo paragonabile a quello umano: con una testa, un cuore e delle membra. I tre ordini, nobilt\u00e0, clero e terzo stato, pi\u00f9 che disuguaglianze rappresentano, un sistema di ripartizione delle forze, di divisione del lavoro. Tuttavia, chiarisce la Pernoud, nel Medioevo non c&#8217;era posto per un regime autoritario o per una monarchia assoluta. Le caratteristiche della monarchia medievale sono interessanti perch\u00e9 ognuna di esse offre la soluzione di un particolare problema.<\/p>\n<p>Nel capitolo sui Rapporti Internazionali, si descrive l&#8217;organizzazione dell&#8217;Europa, che non \u00e8 n\u00e9 impero, n\u00e9 una federazione: \u00e8 la Cristianit\u00e0. E qui naturalmente c&#8217;\u00e8 il ruolo della Chiesa e del Papato, fattori essenziali per l&#8217;unit\u00e0 europea. Sempre con la distinzione e non separazione dei due poteri temporale e spirituale. \u201cSiamo abituati a considerare l&#8217;autorit\u00e0 spirituale e l&#8217;autorit\u00e0 temporale due potenze nettamente distinte [&#8230;]\u201d. <\/p>\n<p>L&#8217;ingerenza della Chiesa nelle cose temporali \u00e8 stata giudicata negativamente, ma spesso sono stati gli stessi principi e popoli a volerla, perch\u00e9 credenti, e quindi vogliono confermare la loro autorit\u00e0 e i loro diritti dalla Chiesa un potere super partes. Tuttavia, \u00e8 innegabile che vi siano stati degli abusi, da parte della Santa Sede, ma anche del potere temporale. Comunque grazie alla Cristianit\u00e0, l&#8217;Europa non si \u00e8 trasformata in un campo di battaglia.<\/p>\n<p>A questo proposito la Pernoud approfondisce la questione della guerra, con le frequenti Pace di Dio e Tregue per le tante feste religiose, e poi la guerra era riservata solo a chi era preparato a battersi. Molti erano esentati dal partecipare alle guerre. Molto spazio \u00e8 dedicato alla cavalleria e al cavaliere, il prototipo del combattente e dell&#8217;uomo medievale, ubbidiente alla Chiesa, rispettoso delle sue leggi, devoto a San Michele e a San Giorgio.<\/p>\n<p>La storia della Chiesa \u00e8 intimamente legata a quella del Medioevo in generale. Non si pu\u00f2 capire l&#8217;epoca se non si possiede qualche conoscenza della Chiesa. Carlo Magno ha capito subito dell&#8217;importanza e dell&#8217;organizzazione della Chiesa. Certo i rapporti tra i due poteri non erano privi di rischi come abbiamo visto poi con le lotte per le investiture. L&#8217;unico rimprovero, secondo la studiosa francese che si pu\u00f2 fare al clero medievale \u00e8 di non aver saputo dominare la propria ricchezza. Ma ecco subentrare i monaci benedettini e poi i francescani e domenicani che lavorato contro gli abusi presenti all&#8217;interno della Chiesa.<\/p>\n<p>L&#8217;insegnamento nel Medioevo si \u00e8 sviluppato intorno alla parrocchia o al monastero. Ogni chiesa ha vicino una scuola. Talvolta queste scuole sono private, nate dall&#8217;associazione degli abitanti di un villaggio, che mantengono un maestro per istruire i fanciulli. L&#8217;insegnamento \u00e8 gratuito per i poveri e a pagamento per i ricchi. Molte sono le figure importanti nate in famiglie povere. Le universit\u00e0 sono creazioni ecclesiastiche, create dal Papato, hanno un carattere completamente ecclesiastico: i professori appartengono tutti alla Chiesa, due nomi per tutti: san Bonaventura e San Tommaso d&#8217;Aquino. L&#8217;universit\u00e0 un mondo variegato, con una lingua comune, il latino, l&#8217;unica parlata all&#8217;universit\u00e0. Le universit\u00e0 sono state il grande orgoglio del Medioevo, ma anche il sapere ha un posto rilevante: \u201cmuore giustamente senza onore chi non ama i libri\u201d, recitava un proverbio.<\/p>\n<p>C&#8217;era un appetito di sapere, scrive Pernoud. Continuando la presentazione, salto le pagine delle Lettere, a questo punto devo fare delle scelte. Passo alle Arti, un tema centrale per l&#8217;epoca medievale, che apprezzo pi\u00f9 di altri. \u201cIl Medioevo ignora l&#8217;arte per l&#8217;arte\u201d, gi\u00e0 questo potrebbe innescare una serie di discussioni. In questa epoca si \u00e8 ancorati all&#8217;utilit\u00e0, che determina tutte le creazioni. Ma questo no va a discapito della bellezza dell&#8217;opera. Ogni costruzione a cominciare dalle chiese e poi i castelli, subiscono modifiche per rendere pi\u00f9 utile la costruzione. L&#8217;espressione pi\u00f9 completa dell&#8217;arte medievale in Francia, si trova nella sua architettura, nelle sue cattedrali, dove il Medioevo ha espresso tutta la sua anima.<\/p>\n<p>Naturalmente la nostra studiosa dedica molto spazio alla cattedrale in stile gotico, una specie di miracolo, dove c&#8217;\u00e8 una variet\u00e0 spettacolare, infatti, sembrerebbe una costruzione disordinata, senza regole precostituite. Per alcuni storici, il Medioevo amava il buio, falso: nelle cattedrali medievali l&#8217;architetto si preoccupava di avere santuari luminosi, immense vetrate che dovevano far passare il sole e illuminare sempre meglio lo splendore delle celebrazioni religiose. <\/p>\n<p>Il mondo medievale era colorato, basta vedere le vetrate delle cattedrali di Chartres, di Saint-Denis. Nulla \u00e8 lasciato al caso: la bellezza deve coniugarsi con l&#8217;utilit\u00e0. Ogni dettaglio aveva la sua importanza, ogni statua, tutte hanno un significato e costituiscono un simbolo, un segno. Il simbolismo delle cattedrali va studiato, approfondito.<\/p>\n<p>La Pernoud insiste sull&#8217;aspetto del colore, colpisce nel costume del Medioevo. \u201cLo spettacolo della strada doveva essere allora un incanto per gli occhi: ornamento di facciate dipinte e insegne rutilanti, il movimento di questi personaggi tutti vestiti di colori vivaci, uomini e donne, [\u2026] <\/p>\n<p>Nel mondo moderno non si pu\u00f2 in alcun modo immaginare simile festa di colore, se non in quelle sfilate, che non molto tempo fa conosceva l&#8217;Inghilterra, in occasione del matrimonio di un principe o dell&#8217;incoronazione di un re e in certe cerimonie ecclesiastiche come quelle che si svolgono in Vaticano\u201d. Il 3 settembre scorso ho visto per la prima volta il \u201cPalio di Asti\u201d, una manifestazione dove essenzialmente si rievocano alcuni passaggi della vita medievale della citt\u00e0 e mentre assistevo alla sfilata dei circa milleduecento figuranti in costume medievale, con tutti quei colori che accenna la Pernoud, pensavo chiss\u00e0 se tutta questa gente cosa pensa del Medioevo, o se ha qualche conoscenza di quell&#8217;epoca in modo corretto come l&#8217;ha descritta la grande studiosa Regine Pernoud.<\/p>\n<p>Chiusa parentesi. Salto il tema delle Scienze e passo alla vita quotidiana.<br \/>\nLa studiosa si sofferma sulla costruzione e disposizione delle strade nei villaggi, nelle citt\u00e0. Le case si aprono sulla strada; \u00e8 il segno di una vera rivoluzione nei costumi. La strada diventa un elemento della vita quotidiana \u2013 come era in passato l&#8217;agor\u00e0 \u2013 o il gineceo. Tutti i bottegai espongono la loro mercanzia all&#8217;aria aperta. Lo studio di Regine Pernoud, prende in considerazione tutti gli aspetti delle citt\u00e0 medievali (le fogne, le latrine, le sale da bagno, la cura della salute pubblica, le campane delle chiesa, le case). Il Medioevo \u00e8 stato un&#8217;epoca di igiene e pulizia. L&#8217;Abbazia romanica di Cluny, che risale all&#8217;XI secolo, aveva non meno di dodici sale da bagno.<\/p>\n<p>E poi l&#8217;arte culinaria, le tradizioni della gastronomia, certamente l&#8217;uomo medievale non era un perpetuo \u201cmorto di fame\u201d come \u00e8 stato rappresentato spesso nei manuali scolastici.<br \/>\nL&#8217;ultimo intervento \u00e8 su \u201cLa mentalit\u00e0 del Medioevo\u201d. I nostri antenati pare che hanno avuto come caratteristica il senso dell&#8217;utilit\u00e0, il senso pratico in tutti i campi. Anche la bellezza deve essere collegata all&#8217;utilit\u00e0. C&#8217;\u00e8 orrore per l&#8217;astrazione, per l&#8217;ideologia. Due preoccupazioni coinvolgono gli uomini: la casa e il pellegrinaggio. <\/p>\n<p>I medievali nonostante il loro legame con il territorio, furono sempre in continuo movimento. Abbiamo assistito a grandi spostamenti di folle, ad una circolazione intensa, che non si \u00e8 vista in altre epoche storiche. Basti pensare alle Crociate, ai pellegrinaggi verso Roma, San Giacomo di Compostella. Una febbre del viaggiare, che fa del mondo medievale un mondo in marcia. Pernoud sottolinea a questo proposito come il giovane all&#8217;et\u00e0 di quattordici o quindici anni, si allontana dalla propria famiglia per fondarne una sua. Nel Medioevo ovunque brilla, la gioia di esistere, un&#8217;epoca in cui seppe apprezzare le cose semplici, sane e gioiose: il pane, il vico e l&#8217;allegria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLuce del Medioevo\u201d, di Regine Pernoud, \u00e8 uno dei primi libri non scolastici che ho letto. Convinto che non eravate \u201cin pensiero\u201d per la mia presentazione, ho pensato di rileggerlo e presentarlo ai miei quattro lettori interessati. Sono tentativi di \u201crileggere\u201d la Storia, in questo caso del Medioevo, epoca che ha spesso subito troppe deformazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":545912,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35,10],"tags":[38],"localita":[79],"sezione-speciale":[143],"class_list":["post-627016","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-cultura-e-tempo-libero","tag-in-evidenza","localita-lombardia","sezione-speciale-stuzzicamenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/627016","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=627016"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/627016\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/545912"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=627016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=627016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=627016"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=627016"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=627016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}