{"id":627549,"date":"2023-12-25T09:45:14","date_gmt":"2023-12-25T08:45:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=548263"},"modified":"2023-12-25T09:45:14","modified_gmt":"2023-12-25T08:45:14","slug":"il-santo-natale-in-una-riflessione-di-papa-benedetto-xvi-del-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=627549","title":{"rendered":"Il Santo Natale in una riflessione di Papa Benedetto XVI del 2008"},"content":{"rendered":"<p>Signori Cardinali, venerati Fratelli nell\u2019Episcopato e nel Presbiterato, cari fratelli e sorelle! Il Natale del Signore \u00e8 alle porte. Ogni famiglia sente il desiderio di radunarsi, per gustare l\u2019atmosfera unica e irripetibile che questa festa \u00e8 capace di creare. Anche la famiglia della Curia Romana si ritrova, stamane, secondo una bella consuetudine grazie alla quale abbiamo la gioia di incontrarci e di scambiarci gli auguri in questo particolare clima spirituale. A ciascuno rivolgo il mio saluto cordiale, colmo di riconoscenza per l\u2019apprezzata collaborazione prestata al ministero del Successore di Pietro. Ringrazio vivamente il Cardinale Decano Angelo Sodano, che si \u00e8 fatto interprete dei sentimenti di tutti i presenti e anche di quanti sono al lavoro nei diversi uffici, comprese le Rappresentanze Pontificie. Accennavo all\u2019inizio alla speciale atmosfera del Natale. Mi piace pensare che essa sia quasi un prolungamento di quella misteriosa letizia, di quell\u2019intima esultanza che coinvolse la santa Famiglia, gli Angeli e i pastori di Betlemme, nella notte in cui Ges\u00f9 venne alla luce. La definirei \u201cl\u2019atmosfera della grazia\u201d, pensando all\u2019espressione di san Paolo nella Lettera a Tito: \u201cApparuit gratia Dei Salvatoris nostri omnibus hominibus\u201d (cfr Tt 2,11). L\u2019Apostolo afferma che la grazia di Dio si \u00e8 manifestata \u201ca tutti gli uomini\u201d: direi che in ci\u00f2 traspare anche la missione della Chiesa e, in particolare, quella del Successore di Pietro e dei suoi collaboratori, di contribuire cio\u00e8 a che la grazia di Dio, del Redentore, diventi sempre pi\u00f9 visibile a tutti, e a tutti rechi la salvezza.<\/p>\n<p>L\u2019anno che sta per concludersi \u00e8 stato ricco di sguardi retrospettivi su date incisive della storia recente della Chiesa, ma ricco anche di avvenimenti, che recano con s\u00e9 segnali di orientamento per il nostro cammino verso il futuro. Cinquant\u2019anni fa moriva Papa Pio XII, cinquant\u2019anni fa Giovanni XXIII veniva eletto Pontefice. Sono passati quarant\u2019anni dalla pubblicazione dell\u2019Enciclica Humanae vitae e trent\u2019anni dalla morte del suo Autore, Papa Paolo VI. Il messaggio di tali avvenimenti \u00e8 stato ricordato e meditato in molteplici modi nel corso dell\u2019anno, cos\u00ec che non vorrei soffermarmici nuovamente in questa ora. Lo sguardo della memoria, per\u00f2, si \u00e8 spinto anche pi\u00f9 indietro, al di l\u00e0 degli avvenimenti del secolo scorso, e proprio in questo modo ci ha rimandato al futuro: la sera del 28 giugno, alla presenza del Patriarca ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli e di rappresentanti di molte altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali abbiamo potuto inaugurare nella Basilica di S. Paolo fuori le Mura l\u2019Anno Paolino, nel ricordo della nascita dell\u2019Apostolo delle genti 2000 anni fa. Paolo per noi non \u00e8 una figura del passato. Mediante le sue lettere, egli ci parla tuttora. E chi entra in colloquio con lui, viene da lui sospinto verso il Cristo crocifisso e risorto. L\u2019Anno Paolino \u00e8 un anno di pellegrinaggio non soltanto nel senso di un cammino esteriore verso i luoghi paolini, ma anche, e soprattutto, in quello di un pellegrinaggio del cuore, insieme con Paolo, verso Ges\u00f9 Cristo. In definitiva, Paolo ci insegna anche che la Chiesa \u00e8 Corpo di Cristo, che il Capo e il Corpo sono inseparabili e che non pu\u00f2 esserci amore per Cristo senza amore per la sua Chiesa e la sua comunit\u00e0 vivente.<\/p>\n<p>Tre specifici avvenimenti dell\u2019anno che s\u2019avvia alla conclusione saltano particolarmente agli occhi. C\u2019\u00e8 stata innanzitutto la Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 in Australia, una grande festa della fede, che ha riunito pi\u00f9 di 200.000 giovani da tutte le parti del mondo e li ha avvicinati non solo esternamente \u2013 nel senso geografico \u2013 ma, grazie alla condivisione della gioia di essere cristiani, li ha anche avvicinati interiormente. Accanto a ci\u00f2 c\u2019erano i due viaggi, l\u2019uno negli Stati Uniti e l\u2019altro in Francia, nei quali la Chiesa si \u00e8 resa visibile davanti al mondo e per il mondo come una forza spirituale che indica cammini di vita e, mediante la testimonianza della fede, porta luce al mondo. Quelle sono state infatti giornate che irradiavano luminosit\u00e0; irradiavano fiducia nel valore della vita e nell\u2019impegno per il bene. E infine c\u2019\u00e8 da ricordare il Sinodo dei Vescovi: Pastori provenienti da tutto il mondo si sono riuniti intorno alla Parola di Dio, che era stata innalzata in mezzo a loro; intorno alla Parola di Dio, la cui grande manifestazione si trova nella Sacra Scrittura. Ci\u00f2 che nel quotidiano ormai diamo troppo per scontato, l\u2019abbiamo colto nuovamente nella sua sublimit\u00e0: il fatto che Dio parli, che Dio risponda alle nostre domande. Il fatto che Egli, sebbene in parole umane, parli di persona e noi possiamo ascoltarLo e, nell\u2019ascolto, imparare a conoscerLo e a comprenderLo. Il fatto che Egli entri nella nostra vita plasmandola e noi possiamo uscire dalla nostra vita ed entrare nella vastit\u00e0 della sua misericordia. Cos\u00ec ci siamo nuovamente resi conto che Dio in questa sua Parola si rivolge a ciascuno di noi, parla al cuore di ciascuno: se il nostro cuore si desta e l\u2019udito interiore si apre, allora ognuno pu\u00f2 imparare a sentire la parola rivolta appositamente a lui. Ma proprio se sentiamo Dio parlare in modo cos\u00ec personale a ciascuno di noi, comprendiamo anche che la sua Parola \u00e8 presente affinch\u00e9 noi ci avviciniamo gli uni agli altri; affinch\u00e9 troviamo il modo di uscire da ci\u00f2 che \u00e8 solamente personale. Questa Parola ha plasmato una storia comune e vuole continuare a farlo. Allora ci siamo nuovamente resi conto che \u2013 proprio perch\u00e9 la Parola \u00e8 cos\u00ec personale \u2013 possiamo comprenderla in modo giusto e totale solo nel \u201cnoi\u201d della comunit\u00e0 istituita da Dio: essendo sempre consapevoli che non possiamo mai esaurirla completamente, che essa ha da dire qualcosa di nuovo ad ogni generazione. Abbiamo capito che, certamente, gli scritti biblici sono stati redatti in determinate epoche e quindi costituiscono in questo senso anzitutto un libro proveniente da un tempo passato. Ma abbiamo visto che il loro messaggio non rimane nel passato n\u00e9 pu\u00f2 essere rinchiuso in esso: Dio, in fondo, parla sempre al presente, e avremo ascoltato la Bibbia in maniera piena solo quando avremo scoperto questo \u201cpresente\u201d di Dio, che ci chiama ora.<\/p>\n<p>Infine era importante sperimentare che nella Chiesa c\u2019\u00e8 una Pentecoste anche oggi \u2013 cio\u00e8 che essa parla in molte lingue e questo non soltanto nel senso esteriore dell\u2019essere rappresentate in essa tutte le grandi lingue del mondo, ma ancora di pi\u00f9 in senso pi\u00f9 profondo: in essa sono presenti i molteplici modi dell\u2019esperienza di Dio e del mondo, la ricchezza delle culture, e solo cos\u00ec appare la vastit\u00e0 dell\u2019esistenza umana e, a partire da essa, la vastit\u00e0 della Parola di Dio. Tuttavia abbiamo anche appreso che la Pentecoste \u00e8 tuttora \u201cin cammino\u201d, \u00e8 tuttora incompiuta: esiste una moltitudine di lingue che ancora attendono la Parola di Dio contenuta nella Bibbia. Erano commoventi anche le molteplici testimonianze di fedeli laici da ogni parte del mondo, che non solo vivono la Parola di Dio, ma anche soffrono per essa. Un contributo prezioso \u00e8 stato il discorso di un Rabb\u00ec sulle Sacre Scritture di Israele, che appunto sono anche le nostre Sacre Scritture. Un momento importante per il Sinodo, anzi, per il cammino della Chiesa nel suo insieme, \u00e8 stato quello in cui il Patriarca Bartolomeo, alla luce della tradizione ortodossa, con penetrante analisi ci ha aperto un accesso alla Parola di Dio. Speriamo ora che le esperienze e le acquisizioni del Sinodo influiscano efficacemente sulla vita della Chiesa: sul personale rapporto con le Sacre Scritture, sulla loro interpretazione nella Liturgia e nella catechesi come anche nella ricerca scientifica, affinch\u00e9 la Bibbia non rimanga una Parola del passato, ma la sua vitalit\u00e0 e attualit\u00e0 siano lette e dischiuse nella vastit\u00e0 delle dimensioni dei suoi significati.<\/p>\n<p>Della presenza della Parola di Dio, di Dio stesso nell\u2019attuale ora della storia si \u00e8 trattato anche nei viaggi pastorali di quest\u2019anno: il loro vero senso pu\u00f2 essere solo quello di servire questa presenza. In tali occasioni la Chiesa si rende pubblicamente percepibile, con essa la fede e perci\u00f2 almeno la questione su Dio. Questo manifestarsi in pubblico della fede chiama in causa ormai tutti coloro che cercano di capire il tempo presente e le forze che operano in esso. Specialmente il fenomeno delle Giornate Mondiali della Giovent\u00f9 diventa sempre pi\u00f9 oggetto di analisi, in cui si cerca di capire questa specie, per cos\u00ec dire, di cultura giovanile. L\u2019Australia mai prima aveva visto tanta gente da tutti i continenti come durante la Giornata Mondiale della Giovent\u00f9, neppure in occasione dell\u2019Olimpiade. E se precedentemente c\u2019era stato il timore che la comparsa in massa di giovani potesse comportare qualche disturbo dell\u2019ordine pubblico, paralizzare il traffico, ostacolare la vita quotidiana, provocare violenza e dar spazio alla droga, tutto ci\u00f2 si \u00e8 dimostrato infondato. \u00c8 stata una festa della gioia \u2013 una gioia che infine ha coinvolto anche i riluttanti: alla fine nessuno si \u00e8 sentito molestato. Le giornate sono diventate una festa per tutti, anzi solo allora ci si \u00e8 veramente resi conto di che cosa sia una festa \u2013 un avvenimento in cui tutti sono, per cos\u00ec dire, fuori di s\u00e9, al di l\u00e0 di se stessi e proprio cos\u00ec con s\u00e9 e con gli altri. Qual \u00e8 quindi la natura di ci\u00f2 che succede in una Giornata Mondiale della Giovent\u00f9? Quali sono le forze che vi agiscono? Analisi in voga tendono a considerare queste giornate come una variante della moderna cultura giovanile, come una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il Papa quale star. Con o senza la fede, questi festival sarebbero in fondo sempre la stessa cosa, e cos\u00ec si pensa di poter rimuovere la questione su Dio. Ci sono anche voci cattoliche che vanno in questa direzione valutando tutto ci\u00f2 come un grande spettacolo, anche bello, ma di poco significato per la questione sulla fede e sulla presenza del Vangelo nel nostro tempo. Sarebbero momenti di una festosa estasi, che per\u00f2 in fin dei conti lascerebbero poi tutto come prima, senza influire in modo pi\u00f9 profondo sulla vita.<\/p>\n<p>Con ci\u00f2, tuttavia, la peculiarit\u00e0 di quelle giornate e il carattere particolare della loro gioia, della loro forza creatrice di comunione, non trovano alcuna spiegazione. Anzitutto \u00e8 importante tener conto del fatto che le Giornate Mondiali della Giovent\u00f9 non consistono soltanto in quell\u2019unica settimana in cui si rendono pubblicamente visibili al mondo. C\u2019\u00e8 un lungo cammino esteriore ed interiore che conduce ad esse. La Croce, accompagnata dall\u2019immagine della Madre del Signore, fa un pellegrinaggio attraverso i Paesi. La fede, a modo suo, ha bisogno del vedere e del toccare. L\u2019incontro con la croce, che viene toccata e portata, diventa un incontro interiore con Colui che sulla croce \u00e8 morto per noi. L\u2019incontro con la Croce suscita nell\u2019intimo dei giovani la memoria di quel Dio che ha voluto farsi uomo e soffrire con noi. E vediamo la donna che Egli ci ha dato come Madre. Le Giornate solenni sono soltanto il culmine di un lungo cammino, col quale si va incontro gli uni agli altri e insieme si va incontro a Cristo. In Australia non per caso la lunga Via Crucis attraverso la citt\u00e0 \u00e8 diventata l\u2019evento culminante di quelle giornate. Essa riassumeva ancora una volta tutto ci\u00f2 che era accaduto negli anni precedenti ed indicava Colui che riunisce insieme tutti noi: quel Dio che ci ama sino alla Croce. Cos\u00ec anche il Papa non \u00e8 la star intorno alla quale gira il tutto. Egli \u00e8 totalmente e solamente Vicario. Rimanda all\u2019Altro che sta in mezzo a noi. Infine la Liturgia solenne \u00e8 il centro dell\u2019insieme, perch\u00e9 in essa avviene ci\u00f2 che noi non possiamo realizzare e di cui, tuttavia, siamo sempre in attesa. Lui \u00e8 presente. Lui entra in mezzo a noi. \u00c8 squarciato il cielo e questo rende luminosa la terra. \u00c8 questo che rende lieta e aperta la vita e unisce gli uni con gli altri in una gioia che non \u00e8 paragonabile con l\u2019estasi di un festival rock. Friedrich Nietzsche ha detto una volta: \u201cL\u2019abilit\u00e0 non sta nell\u2019organizzare una festa, ma nel trovare le persone capaci di trarne gioia\u201d. Secondo la Scrittura, la gioia \u00e8 frutto della Spirito Santo (cfr Gal 5, 22): questo frutto era abbondantemente percepibile nei giorni di Sydney. Come un lungo cammino precede le Giornate Mondiali della Giovent\u00f9, cos\u00ec ne deriva anche il camminare successivo. Si formano delle amicizie che incoraggiano ad uno stile di vita diverso e lo sostengono dal di dentro. Le grandi Giornate hanno, non da ultimo, lo scopo di suscitare tali amicizie e di far sorgere in questo modo nel mondo luoghi di vita nella fede, che sono insieme luoghi di speranza e di carit\u00e0 vissuta.<\/p>\n<p>La gioia come frutto dello Spirito Santo \u2013 e cos\u00ec siamo giunti al tema centrale di Sydney che, appunto, era lo Spirito Santo. In questa retrospettiva vorrei ancora accennare in maniera riassuntiva all\u2019orientamento implicito in tale tema. Tenendo presente la testimonianza della Scrittura e della Tradizione, si riconoscono facilmente quattro dimensioni del tema \u201cSpirito Santo\u201d.<\/p>\n<p>1. C\u2019\u00e8 innanzitutto l\u2019affermazione che ci viene incontro dall\u2019inizio del racconto della creazione: vi si parla dello Spirito creatore che aleggia sulle acque, crea il mondo e continuamente lo rinnova. La fede nello Spirito creatore \u00e8 un contenuto essenziale del Credo cristiano. Il dato che la materia porta in s\u00e9 una struttura matematica, \u00e8 piena di spirito, \u00e8 il fondamento sul quale poggiano le moderne scienze della natura. Solo perch\u00e9 la materia \u00e8 strutturata in modo intelligente, il nostro spirito \u00e8 in grado di interpretarla e di attivamente rimodellarla. Il fatto che questa struttura intelligente proviene dallo stesso Spirito creatore che ha donato lo spirito anche a noi, comporta insieme un compito e una responsabilit\u00e0. Nella fede circa la creazione sta il fondamento ultimo della nostra responsabilit\u00e0 verso la terra. Essa non \u00e8 semplicemente nostra propriet\u00e0 che possiamo sfruttare secondo i nostri interessi e desideri. \u00c8 piuttosto dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci e con ci\u00f2 ci ha dato i segnali orientativi a cui attenerci come amministratori della sua creazione. Il fatto che la terra, il cosmo, rispecchino lo Spirito creatore, significa pure che le loro strutture razionali che, al di l\u00e0 dell\u2019ordine matematico, nell\u2019esperimento diventano quasi palpabili, portano in s\u00e9 anche un orientamento etico. Lo Spirito che li ha plasmati, \u00e8 pi\u00f9 che matematica \u2013 \u00e8 il Bene in persona che, mediante il linguaggio della creazione, ci indica la strada della vita retta.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 la fede nel Creatore \u00e8 una parte essenziale del Credo cristiano, la Chiesa non pu\u00f2 e non deve limitarsi a trasmettere ai suoi fedeli soltanto il messaggio della salvezza. Essa ha una responsabilit\u00e0 per il creato e deve far valere questa responsabilit\u00e0 anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l\u2019acqua e l\u2019aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere anche l\u2019uomo contro la distruzione di se stesso. \u00c8 necessario che ci sia qualcosa come una ecologia dell\u2019uomo, intesa nel senso giusto. Non \u00e8 una metafisica superata, se la Chiesa parla della natura dell\u2019essere umano come uomo e donna e chiede che quest\u2019ordine della creazione venga rispettato. Qui si tratta di fatto della fede nel Creatore e dell\u2019ascolto del linguaggio della creazione, il cui disprezzo sarebbe un\u2019autodistruzione dell\u2019uomo e quindi una distruzione dell\u2019opera stessa di Dio. Ci\u00f2 che spesso viene espresso ed inteso con il termine \u201cgender\u201d, si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell\u2019uomo dal creato e dal Creatore. L\u2019uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ci\u00f2 che lo riguarda. Ma in questo modo vive contro la verit\u00e0, vive contro lo Spirito creatore. Le foreste tropicali meritano, s\u00ec, la nostra protezione, ma non la merita meno l\u2019uomo come creatura, nella quale \u00e8 iscritto un messaggio che non significa contraddizione della nostra libert\u00e0, ma la sua condizione. Grandi teologi della Scolastica hanno qualificato il matrimonio, cio\u00e8 il legame per tutta la vita tra uomo e donna, come sacramento della creazione, che lo stesso Creatore ha istituito e che Cristo \u2013 senza modificare il messaggio della creazione \u2013 ha poi accolto nella storia della sua alleanza con gli uomini. Fa parte dell\u2019annuncio che la Chiesa deve recare la testimonianza in favore dello Spirito creatore presente nella natura nel suo insieme e in special modo nella natura dell\u2019uomo, creato ad immagine di Dio. Partendo da questa prospettiva occorrerebbe rileggere l\u2019Enciclica Humanae vitae: l\u2019intenzione di Papa Paolo VI era di difendere l\u2019amore contro la sessualit\u00e0 come consumo, il futuro contro la pretesa esclusiva del presente e la natura dell\u2019uomo contro la sua manipolazione.<\/p>\n<p>2. Solo qualche ulteriore breve accenno circa le altre dimensioni della pneumatologia. Se lo Spirito creatore si manifesta innanzitutto nella grandezza silenziosa dell\u2019universo, nella sua struttura intelligente, la fede, oltre a ci\u00f2, ci dice la cosa inaspettata, che cio\u00e8 questo Spirito parla, per cos\u00ec dire, anche con parole umane, \u00e8 entrato nella storia e, come forza che plasma la storia, \u00e8 anche uno Spirito parlante, anzi, \u00e8 Parola che negli Scritti dell\u2019Antico e del Nuovo Testamento ci viene incontro. Che cosa questo significhi per noi, l\u2019ha espresso meravigliosamente sant\u2019Ambrogio in una sua lettera: \u201cAnche ora, mentre leggo le divine Scritture, Dio passeggia nel Paradiso\u201d (Ep. 49, 3). Leggendo la Scrittura, noi possiamo anche oggi quasi vagare nel giardino del Paradiso ed incontrare Dio che l\u00ec passeggia: tra il tema della Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 in Australia e il tema del Sinodo dei Vescovi esiste una profonda connessione interiore. I due temi \u201cSpirito Santo\u201d e \u201c Parola di Dio\u201d vanno insieme. Leggendo la Scrittura apprendiamo per\u00f2 anche che Cristo e lo Spirito Santo sono inseparabili tra loro. Se Paolo con sconcertante sintesi afferma: \u201cIl Signore \u00e8 lo Spirito\u201d (2 Cor 3, 17), appare non solo, nello sfondo, l\u2019unit\u00e0 trinitaria tra il Figlio e lo Spirito Santo, ma soprattutto la loro unit\u00e0 riguardo alla storia della salvezza: nella passione e risurrezione di Cristo vengono strappati i veli del senso meramente letterale e si rende visibile la presenza del Dio che sta parlando. Leggendo la Scrittura insieme con Cristo, impariamo a sentire nelle parole umane la voce dello Spirito Santo e scopriamo l\u2019unit\u00e0 della Bibbia.<\/p>\n<p>3. Con ci\u00f2 siamo ormai giunti alla terza dimensione della pneumatologia che consiste, appunto, nella inseparabilit\u00e0 di Cristo e dello Spirito Santo. Nella maniera forse pi\u00f9 bella essa si manifesta nel racconto di san Giovanni circa la prima apparizione del Risorto davanti ai discepoli: il Signore alita sui discepoli e dona loro in questo modo lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo \u00e8 il soffio di Cristo. E come il soffio di Dio nel mattino della creazione aveva trasformato la polvere del suolo nell\u2019uomo vivente, cos\u00ec il soffio di Cristo ci accoglie nella comunione ontologica con il Figlio, ci rende nuova creazione. Per questo \u00e8 lo Spirito Santo che ci fa dire insieme col Figlio: \u201cAbba, Padre!\u201d (cfr Gv 20, 22; Rm 8, 15).<\/p>\n<p>4. Cos\u00ec, come quarta dimensione, emerge spontaneamente la connessione tra Spirito e Chiesa. Paolo, in Prima Corinzi 12 e in Romani 12, ha illustrato la Chiesa come Corpo di Cristo e proprio cos\u00ec come organismo dello Spirito Santo, in cui i doni dello Spirito Santo fondono i singoli in un tutt\u2019uno vivente. Lo Spirito Santo \u00e8 lo Spirito del Corpo di Cristo. Nell\u2019insieme di questo Corpo troviamo il nostro compito, viviamo gli uni per gli altri e gli uni in dipendenza dagli altri, vivendo in profondit\u00e0 di Colui che ha vissuto e sofferto per tutti noi e che mediante il suo Spirito ci attrae a s\u00e9 nell\u2019unit\u00e0 di tutti i figli di Dio. \u201cVuoi anche tu vivere dello Spirito di Cristo? Allora sii nel Corpo di Cristo\u201d, dice Agostino a questo proposito (Tr. in Jo. 26, 13).<\/p>\n<p>Cos\u00ec con il tema \u201cSpirito Santo\u201d, che orientava le giornate in Australia e, in modo pi\u00f9 nascosto, anche le settimane del Sinodo, si rende visibile tutta l\u2019ampiezza della fede cristiana, un\u2019ampiezza che dalla responsabilit\u00e0 per il creato e per l\u2019esistenza dell\u2019uomo in sintonia con la creazione conduce, attraverso i temi della Scrittura e della storia della salvezza, fino a Cristo e da l\u00ec alla comunit\u00e0 vivente della Chiesa, nei suoi ordini e responsabilit\u00e0 come anche nella sua vastit\u00e0 e libert\u00e0, che si esprime tanto nella molteplicit\u00e0 dei carismi quanto nell\u2019immagine pentecostale della moltitudine delle lingue e delle culture.<\/p>\n<p>Parte integrante della festa \u00e8 la gioia. La festa si pu\u00f2 organizzare, la gioia no. Essa pu\u00f2 soltanto essere offerta in dono; e, di fatto, ci \u00e8 stata donata in abbondanza: per questo siamo riconoscenti. Come Paolo qualifica la gioia frutto dello Spirito Santo, cos\u00ec anche Giovanni nel suo Vangelo ha connesso strettamente lo Spirito e la gioia. Lo Spirito Santo ci dona la gioia. Ed Egli \u00e8 la gioia. La gioia \u00e8 il dono nel quale tutti gli altri doni sono riassunti. Essa \u00e8 l\u2019espressione della felicit\u00e0, dell\u2019essere in armonia con se stessi, ci\u00f2 che pu\u00f2 derivare solo dall\u2019essere in armonia con Dio e con la sua creazione. Fa parte della natura della gioia l\u2019irradiarsi, il doversi comunicare. Lo spirito missionario della Chiesa non \u00e8 altro che l\u2019impulso di comunicare la gioia che ci \u00e8 stata donata. Che essa sia sempre viva in noi e quindi s\u2019irradi sul mondo nelle sue tribolazioni: tale \u00e8 il mio auspicio alla fine di quest\u2019anno. Insieme con un vivo ringraziamento per tutto il vostro faticare ed operare, auguro a tutti voi che questa gioia derivante da Dio ci venga donata abbondantemente anche nell\u2019Anno Nuovo.<\/p>\n<p>Affido questi voti all\u2019intercessione della Vergine Maria, Mater divinae gratiae, chiedendoLe di poter vivere le Festivit\u00e0 natalizie nella letizia e nella pace del Signore. Con questi sentimenti a voi tutti e alla grande famiglia della Curia Romana imparto di cuore la Benedizione Apostolica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signori Cardinali, venerati Fratelli nell\u2019Episcopato e nel Presbiterato, cari fratelli e sorelle! Il Natale del Signore \u00e8 alle porte. Ogni famiglia sente il desiderio di radunarsi, per gustare l\u2019atmosfera unica e irripetibile che questa festa \u00e8 capace di creare. Anche la famiglia della Curia Romana si ritrova, stamane, secondo una bella consuetudine grazie alla quale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":548265,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[40],"localita":[78],"sezione-speciale":[153],"class_list":["post-627549","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-tempo-libero","tag-prima-pagina","localita-italia","sezione-speciale-natale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/627549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=627549"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/627549\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/548265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=627549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=627549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=627549"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=627549"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=627549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}