{"id":627836,"date":"2024-01-04T20:05:40","date_gmt":"2024-01-04T19:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=549428"},"modified":"2024-01-04T20:05:40","modified_gmt":"2024-01-04T19:05:40","slug":"al-manzoni-di-milano-dal-16-al-28-gennaio-arriva-quasi-amici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=627836","title":{"rendered":"Al Manzoni di Milano, dal 16 al 28 gennaio, arriva Quasi Amici"},"content":{"rendered":"<p>Quasi Amici e\u0300 una storia importante, di quelle storie che meritano di essere condivise e raccontate. Anche con il linguaggio delle emozioni pi\u00f9 profonde: quello teatrale.  Un adattamento per il teatro del soggetto e della sceneggiatura di Quasi amici e\u0300 affascinante perch\u00e9 permette di dilatare, in drammaturgia teatrale, quelle emozioni che nascono per il cinema con un altro linguaggio, non solo visivo, ma anche filmico. Emozioni che devono irrobustirsi pero\u0300 con parole e simboli precisi sul palcoscenico per poter rimandare tutti noi a un immaginario condiviso con il quale far dialogare il proprio. E partecipare. Ed \u00e8 straordinario raccontare ancora pi\u00f9 nell\u2019intimit\u00e0 delle parole, degli scambi, delle svolte narrative, delle luci, dei movimenti, che solo una drammaturgia teatrale pu\u00f2 cogliere e restituire, dando il senso profondo di una grande amicizia in fieri. Osservando poi il percorso che compiono i due protagonisti per crescere, ognuno nella rispettiva vita e in quella dell\u2019altro e di come uno diventi assolutamente necessario all\u2019altro per poter proseguire indenne, o quasi, il proprio cammino su questa terra. <\/p>\n<p>Due uomini talmente diversi da costituire una teorizzazione dell\u2019antimateria. Due particelle che potrebbero portare a un\u2019esplosione, un annichilimento delle proprie personalit\u00e0 e invece avviene il miracolo. Ed e\u0300 questo Miracolo laico che vorrei raccontare. Un uomo molto agiato, ricco, molto ricco, troppo ricco, intelligente, affascinante; un uomo che vive di cultura e con la cultura vive, che si muove e conquista e soddisfa il proprio ego narcisistico con il cervello pi\u00f9 che con il corpo. Un uomo a cui il destino ha voluto, per contrappasso, relegare a solo cervello, facendolo precipitare con il parapendio e fratturandogli la quarta vertebra cervicale e riprendendosi il corpo.<\/p>\n<p> Quel corpo, che era solo un bagaglio della mente, ora nell\u2019assenza, diventa il fantasma di un\u2019identit\u00e0 da inseguire e recuperare. E un altro uomo che entra ed esce di galera, sin da ragazzino, svelto, con una sua intelligenza vivace e una cultura fatta sulla strada e nei film di serie b, che ha visto. Ma decisamente smart. Un uomo che preferisce porre il suo corpo avanti a tutto e lasciare il cervello quieto nelle retrovie. Un corpo che, da subito, ha cercato di farsi strada nelle periferie degradate, in cui un\u2019incertezza diventa come in natura, essenziale per determinare il proprio posto nella catena alimentare. Un predatore che in realt\u00e0\u0300 e\u0300 una preda delle proprie debolezze. Un uomo che si e\u0300 privato della carica del cervello che avrebbe potuto essere per lui determinante.<br \/>\nQuesti due uomini si incontrano per un caso e questo caso far\u00e0 si\u0300 che diventino uno per l\u2019altro indissolubili, l\u2019uno indispensabile alla vita dell\u2019altro e lenitivo alla ferita\u0300 fatale che ognuno ha dentro di se\u0301. Non lo sanno ma loro possiedono un dono che ognuno pu\u00f2 donare all\u2019altro: la leggerezza. Come in Pigmalione assistiamo per osmosi a un\u2019educazione alla vita e alla cultura e un\u2019istruzione alla leggerezza.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019assenza di leggerezza, pi\u00f9\u0300 che la malattia, che tiene ancorato sulla sedia Philippe, la sua pesantezza della vita, della sua percezione del mondo, che lo inchioda a decisioni sbagliate con la figlia adottiva, con i suoi collaboratori, ma soprattutto con s\u00e9 stesso.<br \/>\nNon si perdona mai. Da cosa non si e\u0300 ben capito. Dalla difficolta\u0300 di vivere?<br \/>\nE l\u2019altro uomo che ha fatto della sua leggerezza un modo per non occuparsi di nulla, di scansare ogni problema, ogni profondit\u00e0, ogni disagio. Una leggerezza frivola, gassosa, che lo porta a risolvere tutto con il corpo, fisicamente e caso strano, pesantemente. Una leggerezza che ha la pesantezza di un dirigibile senza l\u2019idrogeno. Una leggerezza senza controllo. <\/p>\n<p>Paul Val\u00e9ry ha detto: \u00abIl faut e\u0302tre le\u0301ger comme l\u2019oiseau, et non comme la plume\u00bb. Uno usa il corpo e uno la mente. Occorre una ridistribuzione totale dei talenti.<br \/>\nNell\u2019adattamento teatrale il ruolo di Philippe, l\u2019uomo sulla sedia, dovr\u00e0 essere riequilibrato, perch\u00e9 nella versione cinematografica e\u0300 molto sbilanciato il racconto a favore di Driss, l\u2019uomo che arriva ad aiutarlo. Nella versione teatrale i due ruoli saranno equiparati per poter scavare molto di pi\u00f9 nel loro rapporto e nella loro ricerca di questa leggerezza calviniana che ci faccia emozionare, godere, ridere fino alle lacrime<br \/>\nHo immaginato quindi, di inserire anche quei momenti di sconforto che nel film, per necessita\u0300 del tempo di racconto non hanno probabilmente trovato spazio, invece nella versione teatrale ci permettono di entrare nella psiche di un uomo completamente paralizzato che diventa tutt\u2019uno con la sua sedia a rotelle elettrica. E nella testa di un altro uomo che ha considerato la vita fino allora come un aperitivo leggero da ingurgitare e poi tranquillamente digerire. Ad esempio: un sogno in cui Philippe si sveglia e lo vediamo camminare. E questa cosa ci disorienta. Philippe chiama subito Driss, e\u0300 entusiasta della notizia che gli deve dare e Driss arriva ma e\u0300 lui sulla sedia a rotelle. Philippe, come nel peggiore incubo, si rende conto che e\u0300 solo un sogno e si sveglia madido di sudore nel suo letto. Ma nel sogno, per una volta, ha capito la strada. Ha perso la gravita\u0300 che gli dava pesantezza. Ma la ricerca alla leggerezza passa anche per la comicit\u00e0. Ridere sar\u00e0 il veicolo segreto per arrivare a comprendere ancora di pi\u00f9 i meccanismi che regolano la vita e i destini di questi uomini. Ridere di se\u0301 e dell\u2019altro per conoscere di pi\u00f9 in profondit\u00e0 chi ci sta davanti: nudo, senza schermi. Un uomo macchina che custodisce gelosamente l\u2019essenza del suo essere uomo in un incontro epistolare con una donna che potrebbe risultare la sua ragione di vita. Che alla fine potr\u00e0 restituirci uno scampolo di vita reale. <\/p>\n<p>Per la regia mi sono immaginato un grande spazio aperto, un grande panorama illuminato come una giornata estiva, una notte autunnale, un pomeriggio piovoso. E un piano inclinato che dirada verso il proscenio e che racchiuda al suo interno tutti i luoghi della vicenda, che si aprono e diventano a volte studio, camera da letto, salotto, a volte ristorante eccetera. Ma poi richiudendosi all\u2019interno del praticabile ci restituiscono solo una pianura inclinata in cui far scivolare dolcemente la sedia a rotelle o faticosamente spingerla in salita. Un non luogo esterno che potrebbe essere una spiaggia con il mare davanti, la platea, o un prato dove volano i parapendii e dove nel finale, per realismo magico, seguendo un aquilone che Driss fa volare nel vento di un pomeriggio, Philippe finalmente acquisisce la sua leggerezza e si stacca dalla sua sedia a rotelle e vola come se fosse sul parapendio lasciando finalmente quella sedia che lo schiacciava verso la gravita\u0300 pi\u00f9\u0300 pesante del mondo.<br \/>\nPhilippe ha perso la gravita\u0300. Ha imparato la leggerezza e Driss, la leggera profondit\u00e0\u0300 che non lo fa volare e tiene Philippe ancorato a se\u0301, come un riferimento importante. La loro amicizia, una centratura, per vivere ed essere uomini un po\u2019 pi\u00f9\u0300 consapevoli della meraviglia e poter ridere, finalmente a crepapelle. <\/p>\n<p>Alberto Ferrari<\/p>\n<p>Enfi Teatro<br \/>\npresenta<br \/>\nDal 16 al 28 gennaio 2024<br \/>\nferiali ore 20,45 &#8211; domenica ore 15,30<br \/>\nsabato 27 gennaio ore 15,30 e 20,45<\/p>\n<p>MASSIMO GHINI   PAOLO RUFFINI<\/p>\n<p>QUASI AMICI<\/p>\n<p>dal film \u201cQuasi amici\u201d di Eric Toledano e Olivier Nakache<\/p>\n<p>Adattamento e regia<br \/>\nAlberto Ferrari<br \/>\ncon<br \/>\nClaudia Campolongo<br \/>\nFrancesca Giovannetti<br \/>\nLeonardo Ghini<br \/>\nGiammarco Trulli<br \/>\nGiulia Sessich<br \/>\nDiego Sebastian Misasi<\/p>\n<p>Scene Roberto Crea &#8211; Costumi Stefano Giovani<br \/>\nDisegno luci Pietro Sperduti &#8211; Musiche Roberto Binetti<br \/>\nAssistente alla regia Cristiano Malacrino &#8211; Video Robin studio<\/p>\n<p>Interpreti e personaggi<br \/>\nMassimo Ghini &#8211; Filippo<br \/>\nPaolo Ruffini &#8211; Driss<br \/>\nClaudia Campolongo &#8211; Yvonne, La Voce della Navigator<br \/>\nFrancesca Giovannetti &#8211; Magda ed Eleonora<br \/>\nLeonardo Ghini &#8211; Adamo, Candidato, Badante, Gallerista<br \/>\nGiammarco Trulli &#8211; Alberto, Giardiniere, Antonio Legenda, Cameriere, Candidato<br \/>\nGiulia Sessich &#8211; Deb ed Elisa<br \/>\nDiego Sebastian Misasi &#8211; Bastiano, Candidato, Badante, Violinista<\/p>\n<p>BIGLIETTI<br \/>\nDa marted\u00ec a venerd\u00ec<br \/>\nPrestige \u20ac 36,50 &#8211; Poltronissima \u20ac 33,00 &#8211; Poltrona \u20ac 25,00 &#8211; Poltronissima under 26 anni \u20ac 16,00<br \/>\nSabato e domenica<br \/>\nPrestige \u20ac 41,00 &#8211; Poltronissima \u20ac 36,50 &#8211; Poltrona \u20ac 26,50 &#8211; Poltronissima under 26 anni \u20ac 18,50<br \/>\nPer acquisto:<br \/>\nbiglietteria del Teatro<br \/>\nonline https:\/\/www.teatromanzoni.it\/acquista-online\/?event=3296348<br \/>\ntelefonicamente 027636901<br \/>\ncircuito Ticketone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi Amici e\u0300 una storia importante, di quelle storie che meritano di essere condivise e raccontate. 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