{"id":628122,"date":"2024-01-12T10:16:43","date_gmt":"2024-01-12T09:16:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=550617"},"modified":"2024-01-12T10:16:43","modified_gmt":"2024-01-12T09:16:43","slug":"cresce-lappeal-dei-lavori-pratici-pronto-1-giovane-su-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=628122","title":{"rendered":"Cresce l&#8217;appeal dei lavori pratici: pronto 1 giovane su 4"},"content":{"rendered":"<p>Le nuove generazioni stanno rivalutando i mestieri &#8220;manuali&#8221;, soprattutto se sono ad alta specializzazione. Specie nella componente maschile, dove oltre un terzo (35%) sta pensando di intraprendere uno di questi percorsi. Portando, parallelamente, al crollo di alcuni stereotipi: oggi solo 1 su 5 pensa che con il diploma di liceo si debba per forza fare l&#8217;universit\u00e0. Alle scuole superiori, 1 studente su 4 sta vagliando la possibilit\u00e0, per il suo futuro, di scegliere un lavoro tecnico-pratico. Considerando la sola componente maschile si sale a 1 su 3.<\/p>\n<p>L&#8217;industria digitale ed elettronica, il comparto chimico-farmaceutico e il settore alberghiero e della ristorazione sono gli ambiti pi\u00f9 attrattivi per le ragazze. I ragazzi puntano soprattutto al comparto dell&#8217;industria dei mezzi di trasporto, oltre che sul digitale e sulla ricettivit\u00e0 turistica. Solo 1 alunno delle superiori su 5 crede che con il diploma liceale ci si debba necessariamente laureare per svolgere poi un lavoro teorico, scartando a priori un lavoro tecnico-pratico: un pregiudizio che un anno fa riguardava 1 studente su 3.<\/p>\n<p>Qualcosa sta cambiando: i mestieri tecnico-pratici ricominciano a guadagnare consensi tra le nuove generazioni. Un&#8217;ottima notizia, visto che nel contempo il mondo del lavoro fatica costantemente a trovare figure preparate a svolgerli. A rivelarlo \u00e8 l&#8217;annuale Osservatorio &#8220;Giovani e Professioni&#8221;, realizzato da Skuola.net in collaborazione con Autostrade per l&#8217;Italia, interpellando 2.500 studenti delle scuole secondarie superiori.<\/p>\n<p>Fra i giovani prossimi al diploma, infatti, circa 1 su 4 sta considerando queste occupazioni come una possibile opzione per il futuro, soprattutto se associate a una elevata formazione e conseguente retribuzione. Insomma, ci sono molti ragazzi &#8211; qui la quota sale a 1 su 3 &#8211; ma anche ragazze intenzionati a valutare e svolgere professioni tecnico-pratiche, a patto che ci siano le giuste condizioni.<\/p>\n<p>Il numero degli studenti ben disposti verso una carriera pi\u00f9 manuale che teorica, peraltro, cresce rapidamente nel tempo. Basta paragonare i dati attuali con quelli dell&#8217;Osservatorio 2022: allora i mestieri pratici convincevano solo il 19% degli intervistati e il 26% dei maschi.<\/p>\n<p>Inoltre, altrettanto velocemente, si inizia a svuotare la platea dei giovani che scartano a priori questo avvenire, che scende sotto la soglia psicologica del cinquanta per cento: dal 53% di un anno fa al 49% attuale; che tra i maschi si riduce al 39%.<\/p>\n<p>Potremmo, dunque, essere di fronte a una mini-rivoluzione. Anche perch\u00e9, parallelamente, perdono forza alcuni stereotipi. Ad esempio, calano dal 19% al 14% coloro che scartano le professioni pratiche per congetture legate al loro status socio-economico: per questi non sarebbero mestieri adatti al proprio genere oppure al riconoscimento sociale atteso dal contesto di riferimento o dai genitori stessi.<\/p>\n<p>Parimenti, si indebolisce un altro grande preconcetto: ormai solo 1 studente su 5 considera quasi &#8220;obbligatorio&#8221; per un liceale intraprendere una professione pi\u00f9 teorica, dopo essersi laureato; mentre dodici mesi fa erano 1 su 3. Insomma, da questi segnali si intravede forse uno spiraglio per poter ricucire la differenza tra domanda (del mercato del lavoro) e offerta (di competenze dei giovani), magari attraverso percorsi di formazione professionalizzanti e specifici post-diploma, come giustamente ritiene il 57% degli intervistati.<\/p>\n<p>Ma quali sono i settori che attirano quel 51% di studenti delle superiori che non dicono &#8220;no&#8221; a una professione tecnico-pratica? Anche qui c&#8217;\u00e8 il genere pu\u00f2 fare molta differenza. Quasi la met\u00e0 degli uomini concentra le sue preferenze in un podio che vede il comparto della mobilit\u00e0 &#8211; automobilistica, ferroviaria, aeronautica &#8211; al primo posto, seguito dall&#8217;industria digitale ed elettronica e dal settore dei servizi alberghieri e della ristorazione. Invece, praticamente la met\u00e0 delle donne si divide in quote paritetiche, nell&#8217;ordine, tra il comparto del digitale e dell&#8217;elettronica, quello alimentare\/chimico\/farmaceutico e quello dei servizi alberghieri e della ristorazione. Guadagna preferenze anche uno dei settori strategici per lo sviluppo del Paese, pur risultando ancora meno gettonato: il 6% degli uomini e l&#8217;8% delle donne prenderebbe in considerazione un impiego nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture.<\/p>\n<p>A tal proposito, lo stesso Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia sta portando avanti in prima persona diversi progetti. Come l&#8217;Amplia Academy, un vero e proprio &#8220;cantiere dei mestieri&#8221; pensato per anticipare i percorsi formativi dedicati alle principali figure professionali ricercate. Formando ruoli tecnico-pratici nei settori di sua competenza, come l&#8217;assistente di cantiere, il carpentiere, il conducente di mezzi speciali, il minatore. Specializzazioni sempre pi\u00f9 richieste, ma per le quali l&#8217;offerta di manodopera risulta oggi molto carente nel nostro Paese.<\/p>\n<p>&#8220;Anticipare nel tempo l&#8217;orientamento e la formazione delle giovani generazioni &#8211; sostiene Gian Luca Orefice, Direttore Human Capital Organization del Gruppo Aspi &#8211; \u00e8 fondamentale per il nostro Gruppo. Abbiamo il dovere di investire sulle persone, creando una solida rete con<\/p>\n<p>imprese e istituzioni, per fare in modo di preparare le giovani generazioni a costruire un mondo pi\u00f9 sostenibile, per creare i professionisti del futuro da inserire nel mercato del lavoro&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;I mestieri tecnico-pratici possono rappresentare una risposta alle principali istanze di quanti, all&#8217;interno della generazione zeta, si proiettano verso il mondo del lavoro &#8211; sottolinea Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net &#8211; visto che, in base ai dati emersi dall&#8217;Osservatorio &#8220;Giovani e Professioni&#8221;, i tre aspetti pi\u00f9 importanti richiesti a una posizione lavorativa, per loro, sono una buona retribuzione, un sufficiente bilanciamento tra vita privata e lavorativa, alti standard di sicurezza sul lavoro. Proprio quello che, grazie all&#8217;evoluzione del mercato occupazionale e delle tecnologie, queste professioni riescono a offrire pi\u00f9 che in passato. Unendovi, peraltro, un forte elemento valoriale: contribuire a realizzare prodotti o servizi utili per la collettivit\u00e0; un altro aspetto, questo, molto importante per 9 giovani su 10. Ecco spiegato perch\u00e9 le attivit\u00e0 manuali, specie se ad alta specializzazione, stanno tornando a essere pi\u00f9 appetibili per le ragazze e i ragazzi di oggi&#8221;. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nuove generazioni stanno rivalutando i mestieri &#8220;manuali&#8221;, soprattutto se sono ad alta specializzazione. Specie nella componente maschile, dove oltre un terzo (35%) sta pensando di intraprendere uno di questi percorsi. 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