{"id":628666,"date":"2024-01-25T20:45:46","date_gmt":"2024-01-25T19:45:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=552884"},"modified":"2024-01-25T20:45:46","modified_gmt":"2024-01-25T19:45:46","slug":"sinner-leverest-e-lo-slam-stanotte-il-sogno-azzurro-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=628666","title":{"rendered":"Sinner, l&#8217;Everest.. e lo Slam: stanotte il sogno azzurro- di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Djokovic, ancora tu. Come alle Finals, due volte, come in Coppa Davis. Tra Sinner e la vera gloria, quindi, si mette in mezzo sempre lui, il pi\u00f9 vincente di ogni epoca, forse di ogni galassia. Che, per la verit\u00e0, sarebbe pure il contrario, per lignaggio. \u00c8 Sinner a tentare di ostacolare la cavalcata del serbo perch\u00e9, il serbo, \u00e8 l\u00ec dove dev&#8217;essere per desossiribonucleico, quindi in procinto di addentare lo Slam numero venticinque di una carriera che costringe a coniare nuovi aggettivi di merito. Il tabellone degli Australian Open \u00e8 allineato alle semifinali e ci \u00e8 mancato un pelo che i posti disponibili venissero occupati dalle prime quattro teste di serie nonch\u00e9 primi quattro giocatori delle classifiche mondiali. Filotto mancato per colpa dello sciagurato Alcaraz, quello che a giocare a tennis \u00e8 il pi\u00f9 bravo di tutti, incappato in una giornata tremebonda al punto da impedire a Zverev di perdere una partita che al solito aveva tutte le intenzioni di gettare alle ortiche.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, nella parte bassa, sar\u00e0 il tedesco a sfidare Medvedev che, per sbarazzarsi di un Hurckacz forte e anche un po&#8217; sciupone, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Quelle che, invece, Sinner non ha nemmeno indossato in tutto il torneo che lo ha visto arrivare in semifinale senza aver perso un set e concedendo in cinque match la miseria di due break agli avversari. Insomma, fin qui \u00e8 stato inavvicinabile nonostante la coppia russa composta da Kachanov, prima, e Rublev, poi, avesse le carte in regola per creargli qualche grattacapo. Niente, Sinner se li \u00e8 bevuti con l&#8217;autorevolezza dei campioni, come si fa con una birra al bancone del bar. Ma Djokovic non \u00e8 un campione, \u00e8 epoca e pure epica e non lo si batte al meglio dei cinque set se non ci si inventa la giornata perfetta da contrapporre ad una sua luna, se non nera, almeno un po&#8217; infelice.<\/p>\n<p>E perfetta, parlando di Jannik, significa prendere la percentuale di prime di servizio esibita nei turni precedenti, l&#8217;unico neo, e tirarla su di diversi punti. Perch\u00e9, appunto, contro il ribattitore per antonomasia, dal servizio bisogna ottenere tanto macinato per scongiurare la morte certa. Il resto \u00e8 gi\u00e0 da corsa, cos\u00ec com&#8217;\u00e8. Solidit\u00e0 mentale inclusa, che nel suo caso \u00e8 tendente al robotico, tanto da sembrare lui stesso il serbo. Serbo che potrebbe, chiss\u00e0, provare un certo imbarazzo nel fronteggiare un avversario che sotto quell&#8217;aspetto fondamentale non cede di un millimetro. Per il background verrebbe da pensare che in caso di battaglia punto a punto con arrivo in volata Djokovic sarebbe favorito. Troppo esperto per non fare lui l&#8217;ultimo punto al culmine di una lunga e cruenta lotta. L&#8217;anagrafica, per\u00f2, suggerirebbe il contrario. Va bene essere un fenomeno ma trentasette anni, e quasi quindici in pi\u00f9 del rivale, sono tanti che diventano tantissimi giocando contro uno che impone un ritmo asfissiante e che fa viaggiare la palla come una saetta costringendoti alla maratona. Non ci stupiremmo, quindi, di rivedere all&#8217;opera una sua versione pi\u00f9 verticale, pi\u00f9 propensa ad accorciare gli scambi. Anche improvvisando pi\u00f9 sortite a rete del consueto, da meraviglioso stratega quale \u00e8. Perch\u00e9 non si vincono ventiquattro Slam, molti dei quali strappati a Federer e Nadal, senza la capacit\u00e0 camaleontica di adattarsi alla contingenza e, pertanto, Jannik dovr\u00e0 anch&#8217;esso essere bravo nel cambiare pelle in corsa per non finire tritato come nella finale dell&#8217;ultimo Master torinese, quando ci ha capito troppo poco.<\/p>\n<p>Peraltro, gi\u00e0 il fatto di considerare possibile una sua vittoria rappresenta un traguardo importante, per lui e per tutto il movimento. Fondamentale, all&#8217;uopo, aver rotto il sortilegio che lo vedeva essere, prima dello scorso novembre, poco pi\u00f9 che una vittima sacrificale. Ma i tempi sono cambiati, adesso Sinner \u00e8 per Djokovic avversario vero, forse il peggiore che possa capitargli. E, probabilmente facendoci ingannare un&#8217;altra volta dal Djoker con le consuete messe in scena, si ha la sensazione di non essere di fronte ad una sua versione sublime. Quantomeno non lo \u00e8 stata contro Fritz, mica Borg, che lo ha tenuto in campo quattro set e quattro ore. Ma si sa, il suo livello di gioco tende ad alzarsi proporzionalmente al valore dell&#8217;avversario e sarebbe bene non attendersi sconti. Sinner non sar\u00e0 favorito, del resto chi lo sarebbe, ma il divario non \u00e8 esagerato in termini di pronostico. A dirlo sono  i bookmakers, gente che per necessit\u00e0 \u00e8 abituata a vederci lungo, che separano i contendenti di un solo punto. Poco. Morale, l&#8217;attesa \u00e8 quella di una partita vera nella quale importante e tendente al decisivo sar\u00e0 per l&#8217;azzurro partire davanti nel punteggio &#8211; in soldoni, vincere il primo set &#8211; per non aggiungere ulteriori certezze a quelle che gi\u00e0 possiede Djokovic a bocce ferme. Uno che, se messo nelle condizioni di giocare da lepre e non da cacciatore, lo si rivede solo dopo il traguardo.<\/p>\n<p>La sensazione, che conta niente ma c&#8217;\u00e8, \u00e8 che per il tennis italiano i tempi possano essere maturi, non aggiungiamo altro. Agganciato l&#8217;obiettivo minimo delle semifinali, minimo per questioni di ranking si intende, \u00e8 lecito e appassionante sperare in un upgrade azzurro. Djokovic \u00e8 l&#8217;Everest ma non esiste un ottomila nel mondo che non sia stato domato almeno una volta. E Sinner, della montagna, \u00e8 docente universitario. Forza Jannik, scriviamo la storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Djokovic, ancora tu. Come alle Finals, due volte, come in Coppa Davis. Tra Sinner e la vera gloria, quindi, si mette in mezzo sempre lui, il pi\u00f9 vincente di ogni epoca, forse di ogni galassia. 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