{"id":628679,"date":"2024-01-26T10:43:41","date_gmt":"2024-01-26T09:43:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/salutequita-regioni-ancora-indietro-con-le-reti-oncoematologiche\/"},"modified":"2024-01-26T10:43:41","modified_gmt":"2024-01-26T09:43:41","slug":"salutequita-regioni-ancora-indietro-con-le-reti-oncoematologiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=628679","title":{"rendered":"Salutequit\u00e0 \u201cRegioni ancora indietro con le reti oncoematologiche\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Neoplasie ematologiche: sono il 10 per cento di tutti i tumori. Oggi oltre 300.000 persone vivono con diverse forme di leucemia o dopo una diagnosi di linfoma di hodgkin o non hodgkin e nel 2023 si sono registrate 24.000 nuove diagnosi solo per leucemie e linfoma non hodgkin (I numeri del cancro, 2023).<br \/>L\u2019ultimo Piano oncologico nazionale (2023-2027) dichiara che \u201cIl cancro \u00e8 la patologia cronica potenzialmente pi\u00f9 prevenibile e oggi anche pi\u00f9 \u201ccurabile\u201d, dedica un paragrafo ai tumori onco-ematologici sottolineando che rivestono un ruolo di primo piano nel SSN. In ambito onco-ematologico esistono neoplasie come la leucemia linfatica cronica o la leucemia mieloide cronica in cui il concetto di cronicit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 esplicitamente espresso con il \u201cnome della patologia\u201d. Sono anche tra le neoplasie ematologiche in cui i traguardi scientifici raggiunti, grazie alla ricerca, hanno modificato radicalmente i percorsi di cura, l\u2019aspettativa di vita (che nella maggioranza dei casi pu\u00f2 raggiungere quella della popolazione non malata) e le esigenze di presa in carico.<br \/>Prendendo ad esempio la Leucemia Linfatica Cronica,\u00a0forma di leucemia pi\u00f9 frequente negli adulti in occidente e tipica dell\u2019et\u00e0 pi\u00f9 avanzata, il 40% delle diagnosi \u00e8 effettuato oltre i 75 anni. Ma l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 sottolinea come possa \u2018essere molto difficile affrontare una diagnosi di\u00a0leucemia linfatica cronica, sia dal punto di vista pratico che emotivo e che\u00a0la malattia generalmente ha una progressione molto lenta e pu\u00f2 essere curata e mantenuta efficacemente sotto controllo molto a lung\u00f2.<br \/>Il Piano Oncologico Nazionale individua la risposta alla complessit\u00e0 nelle reti cliniche e come indicatore di monitoraggio specifico per l\u2019oncoematologia la \u201cPresenza formale di reti oncoematologiche regionali\u201d.<br \/>Tuttavia, se in onco-ematologia si prospetta lo stesso percorso sviluppato per quelle oncologiche, tempi e risultati possono essere lunghi e non scontati ed \u00e8 necessario tener conto che debbano essere progettate come nodi di un\u2019unica rete (almeno) nazionale per assicurare l\u2019omogeneit\u00e0 sia nell\u2019approccio diagnostico che nell\u2019erogazione delle terapie e nel monitoraggio della patologia, mantenendo basso l\u2019impatto logistico ed il costo (attraverso, ad esempio, l\u2019impiego di strutture di riferimento interregionali laddove non sia necessario replicarne oltre un certo numero per assicurare efficienza e qualit\u00e0).<br \/>I servizi presenti, i costi e l\u2019approccio multidisciplinare A prendersi cura delle persone con neoplasie ematologiche sono oltre 100 centri ematologici (la Fondazione GIMEMA \u2013 Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell\u2019Adulto che promuove, gestisce e coordina protocolli di ricerca clinica indipendente sulle malattie del sangue \u2013 ne annovera poco meno di 150), diffusi sul territorio nazionale con una lieve maggiore concentrazione in alcune regioni del nord insieme a Lazio e Sicilia. Il Piano Oncologico sottolinea che \u201ceterogenea \u00e8 la situazione relativa alle strutture e ai servizi con compiti di supporto diagnostico e terapeutico ai centri clinici ematologici sul piano della distribuzione territoriale, della dotazione strumentale e dei livelli qualitativi delle prestazioni, dei reparti di radiodiagnostica, radioterapia, laboratori di citometria, citogenetica e biologia molecolare\u201d.<br \/>Un recente studio di Altems, l\u2019Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, sull\u2019approccio multidisciplinare in alcune neoplasie ematologiche croniche come Macroglobulinemia di Waldenstrom e dalla Leucemia linfatica cronica ha dimostrato che il team multidisciplinare si \u00e8 dimostrato cruciale per seguire il paziente in modo pi\u00f9 completo durante il percorso di cura e per assistere l\u2019ematologo nella gestione delle comorbidit\u00e0.<br \/>Il peso economico totale stimato da EEHTA-CEIS, -Facolt\u00e0 di Economia Universit\u00e0 degli studi di Roma Tor Vergata, per le due patologie \u00e8 pari ad oltre 317,5 milioni di euro annui, circa 256 milioni annui dovuti alla LLC e circa 62 alla Waldenstrom. In altre parole, una media per paziente di oltre 41mila euro. L\u201982% \u00e8 riferito a costi diretti; il 18% a quelli indiretti (prestazioni previdenziali e assistenziali erogate ai pazienti, anche attraverso indennit\u00e0 di accompagno e invalidit\u00e0 o giorni di lavoro persi di paziente o caregiver).<br \/>La necessit\u00e0 di istituire le reti oncoematologiche \u00e8 pi\u00f9 recente rispetto a quelle oncologiche, previste in uno specifico documento del 2014 \u201cLinee guida per l\u2019implementazione delle reti oncologiche\u201d e del pi\u00f9 recente aggiornamento nel 2019 che spiega come la \u201cFormazione di Rete rappresenta un obiettivo prioritario, con particolare riferimento alle modalit\u00e0 di lavoro multi-professionale e multidisciplinare, all\u2019integrazione ospedale-territorio, alle azioni di supervisione e tutoraggio dei nuovi assunti e all\u2019utilizzo di audit clinico e training strutturati\u201d. E\u201d opportuno sottolineare che da oltre 40 anni sono operative in Italia reti ematologiche nazionali, attraverso l\u2019implementazione delle cosiddette \u201creti di professionisti\u201d: GIMEMA, per tutte le leucemie acute e croniche dell\u2019adulto (operante dal 1982), AIEOP (per tutte le neoplasie pediatriche), FIL (per tutti i linfomi dell\u2019adulto), GITMO (per il trapianto di cellule staminali), per assicurare omogeneit\u00e0 di percorsi diagnostici e terapeutici in Italia, secondo gli approcci pi\u00f9 innovativi su scala mondiale.<br \/>La situazione delle reti oncologiche e oncoematologiche nelle Regioni Stando per\u00f2 al monitoraggio Agenas, l\u2019Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ancora in sette Regioni nel 2022 non \u00e8 stato formalizzato con atto regionale il coordinamento funzionale della rete tumori rari (tumori oncoematologici rari, pediatrici, solidi dell\u2019adulto) con la Rete oncologica regionale: Basilicata, Calabria, Lazio, Lombardia, Molise, Sicilia, Umbria.<br \/>Secondo Agenas, le reti oncologiche regionali (ROR) possono contare su un piano economico-finanziario per assicurare la continuit\u00e0 operativa della rete in sole cinque regioni (Campania, Piemonte, Toscana, Valle d\u2019Aosta e Veneto); integra le sue attivit\u00e0 con la rete territoriale come da DM 77 in sole 13 Regioni (manca in Basilicata, FVG, Marche, Molise, PA Bolzano, Puglia, Sicilia, Umbria); quota parte del tempo dei professionisti per le specifiche attivit\u00e0 di rete \u00e8 formalmente dedicata all\u2019aggiornamento professionale e\/o collaborazione con centri ad alta specializzazione solo in 9 Regioni (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d\u2019Aosta e Veneto) e solo in 7 di queste partecipano alle attivit\u00e0 di equipe itineranti (Campania e Lombardia non lo prevedono); in 13 regioni il coordinamento della ROR non ha definito indicatori e strumenti per misurare il raggiungimento degli obiettivi (monitoraggio).<br \/>A oggi lo stato dell\u2019arte in Italia, ricostruito dall\u2019Osservatorio Salutequit\u00e0, mostra che le reti ematologiche\/oncoematologiche formalizzate sono presenti in nove Regioni: Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia.<br \/>\u2018Tra i principali problemi da affrontare \u2013 spiega Tonino Aceti, presidente di Salutequit\u00e0 (nella foto) \u2013 c\u2019\u00e8 la gestione delle neoplasie ematologiche, soprattutto nell\u2019anziano, e la presenza di comorbidit\u00e0, fragilit\u00e0 e necessit\u00e0 di personalizzazione delle scelte terapeutiche che sono condizionate da valutazioni logistiche e che richiedono una forte collaborazione tra i diversi professionisti, non solo per specialit\u00e0, ma anche ospedale-territorio, cos\u00ec come socio-sanitari\u00e0.<br \/>\u2018E\u2019 necessario poi \u2013 aggiunge Marco Vignetti, Presidente Fondazione GIMEMA Franco Mandelli onlus \u2013 lavorare sulla necessit\u00e0 di garantire e mantenere un equo accesso ai centri di eccellenza nelle strutture e servizi con compiti di supporto diagnostico e terapeutico ai centri clinici ematologici, necessari per diagnosi e controllo di molte patologie, attraverso l\u2019investimento e l\u2019istituzionalizzatone delle reti ematologiche sia diagnostiche (quali Labnet, che permette da oltre 10 anni di offrire a tutti i pazienti lo stesso percorso di diagnosi e di monitoraggio molecolare) che terapeutiche, in coordinamento con l\u2019attuazione delle reti ematologiche regionali, che non devono diventare un percorso destinato a cancellare l\u2019eccellenza esistente, ma anzi devono rappresentare l\u2019occasione per \u201csfruttarla\u201d e per valorizzarl\u00e0. <br \/>\u2018Soprattutto per\u00f2 \u2013 conclude Aceti \u2013 il\u00a0Piano Nazionale della Cronicit\u00e0 deve iniziare ad occuparsi anche di neoplasie ematologiche croniche, disegnando\u00a0un modello di presa in carico della dimensione di cronicit\u00e0 che le caratterizza e descrivendo obiettivi e indicatori di misurazione. A oggi n\u00e8 il Piano oncologico nazionale, n\u00e8 quello delle cronicit\u00e0 prevedono indicatori specifici per la capacit\u00e0 di presa in carico di tali patologie, nonostante la cronicit\u00e0 in oncologia sia prioritaria e diversa dalla\u00a0lungo sopravvivenza.\u00a0E sappiamo gi\u00e0 che ci troveremo a fare i conti con carenze specialistiche, se non si invertir\u00e0 la tendenza registrata quest\u2019anno con il 37% di non immatricolati nella scuola di specializzazione in ematologi\u00e0.<\/p>\n<p>\u2013 foto Ipa Agency \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultim&#8217;ora su ticinonotizie.it ROMA (ITALPRESS) \u2013 Neoplasie ematologiche: sono il 10 per cento di tutti i tumori. 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