{"id":628768,"date":"2024-01-28T15:32:37","date_gmt":"2024-01-28T14:32:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=553339"},"modified":"2024-01-28T15:32:37","modified_gmt":"2024-01-28T14:32:37","slug":"sinner-anatomia-di-un-trionfo-che-ci-ripaga-da-decenni-di-pane-duro-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=628768","title":{"rendered":"Sinner, anatomia di un trionfo che ci ripaga da decenni di pane duro. Di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, siamo stati pi\u00f9 fortunati dei bookmakers. Medvedev favorito, ovviamente, ci poteva stare ma, per dirla alla maniera tommasina, i pronostici li sbaglia soltanto chi li fa e questa volta ha detto bene a noi che nella cavalcata di Sinner avevamo intravisto la gloria. \u00c8 stata dura, anzi durissima. Perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 qualcosa che non si pu\u00f2 allenare \u00e8 proprio l&#8217;esperienza che esige sempre il suo tributo e cos\u00ec anche un ragazzo glaciale come Jannik Sinner si \u00e8 visto costretto a mettere mano al portafoglio. Un obolo lungo e pesante due set, i primi, di fatto non giocati perch\u00e9, appunto, la finale Slam da debuttante \u00e8 comprensibile faccia brutti scherzi. Medvedev che, al contrario, da queste parti ci era gi\u00e0 passato pi\u00f9 volte, dai blocchi di partenza \u00e8 scattato come una molla; uno squalo che fiuta l&#8217;odore del sangue. Le ultime scoppole rimediate con l&#8217;azzurro sul finire del 2023, inoltre, devono averlo ben consigliato, del resto Daniil \u00e8 ragazzo estremamente intelligente, perch\u00e9 alcune correzioni tattiche &#8211; la posizione avanzata in risposta su tutte &#8211; hanno scompaginato i piani del suo avversario che, complice la tensione, ci ha capito davvero poco per almeno un&#8217;ora e mezza. Quella che \u00e8 servita al russo per incamerare due parziali simmetrici, 6-3 6-3 lo score, senza appello, frutto anche di una concretezza al servizio da scoraggiare qualunque tipo di ambizione.<\/p>\n<p>In piena tormenta, per\u00f2, tra prime palle di servizio che non trovano il campo e una diagonale rovescia che incoccia la versione deluxe di Medvedev finendo sbriciolata, c&#8217;\u00e8 qualcosa che fa pensare non sia ancora finita, che ci sia vita dentro Jannik: il body language. Quello di chi ha imparato a rigettare il concetto di sconfitta, almeno finch\u00e9 non finisce fuori l&#8217;ultima palla. Non a caso, l&#8217;essersi trovato sul cornicione \u00e8 stato motivo di switch mentale, quello che pu\u00f2 sempre aprire una nuova partita. Con Medvedev che ha sciaguratamente dilapidato energie preziose nel corso dei primi turni e che, snaturando un po&#8217; il suo tennis canonico, ha dato fondo alle riserve mentali per fare da lepre in questa finale, il pensierino che deve aver dominato la mente di Sinner in quel frangente \u00e8 quello di avere come migliore alleato il tempo, quindi un&#8217;ultima fiche pesante da giocare. Perch\u00e9, ragionando lucidamente, il suo tennis non avrebbe potuto che crescere mentre quello del suo avversario avrebbe presto imboccato il ramo discendente della parabola. La pazienza dei forti, un&#8217;arma micidiale. <\/p>\n<p>E un&#8217;altra partita \u00e8 iniziata davvero, con Sinner che si \u00e8 messo a fare il Sinner post novembre 2023, quindi ingestibile, imponendo ai rally talvolta infiniti un ritmo forsennato e svuota-polmoni, e con Medvedev, a fare da contraltare, che si \u00e8 visto rubare progressivamente campo da un rivale che sembrava nutrirsi di fatica per essere sempre pi\u00f9 dominante, punto dopo punto, minuto dopo minuto. La sensazione, strappato il terzo set con un break chirurgico in chiusura di esso, era che Jannik avesse messo la freccia e che per tagliare in solitaria il traguardo fosse, appunto, solamente questione di tempo. Detto del linguaggio del corpo dell&#8217;italiano, robotico, lo sguardo di Medvedev si \u00e8 invece fatto cupo, parallelamente alla perdita di aggressivit\u00e0 dei colpi che lo ha costretto a subire il cannoneggiamento dell&#8217;azzurro e a macinare chilometri alla stregua di un maratoneta. Se il risultato \u00e8 rimasto comunque in bilico fino alla fine \u00e8 perch\u00e9 &#8211; giusto ribadirlo &#8211; il russo \u00e8 un campione vero. Uno di quelli che con la spia della riserva accesa e senza pi\u00f9 frecce nella faretra trova lo stesso il modo di vendere cara la pelle, vada come vada. Aggrappandosi al servizio, Daniil \u00e8 rimasto l\u00ec, stanco ma non disposto a fare regali e dev&#8217;essergli riconosciuto.<\/p>\n<p>Tuttavia, quando dalla met\u00e0 del quarto set \u00e8 tornato ad assumere una posizione in risposta al servizio cos\u00ec arretrata da uscire dal campo visivo delle telecamere \u00e8 stato definitivamente chiaro a tutti che non sarebbe stato lui il nuovo campione dello Slam australiano. Nel gergo rugbistico, Medvedev \u00e8 arrivato corto alla linea di meta mentre, sempre attingendo dal mondo della palla ovale, le ondate di Sinner hanno spezzato i placcaggi a difesa del fortino. In sostanza, si fosse trattato di boxe, una vittoria per ko tecnico, con lancio dell&#8217;asciugamano dall&#8217;angolo del russo. L&#8217;autorit\u00e0, infine, con la quale Sinner ha chiuso il match sancisce un&#8217;appartenenza, quella al club di chi, in prossimit\u00e0 della fiamma rossa dell&#8217;ultimo chilometro, non trema nemmeno di fronte alla morte. Insomma, l&#8217;Italia ha per le mani un campione vero. Moderno, che potr\u00e0 non essere il pi\u00f9 spettacolare di tutti nel gioco ma che vincente lo sar\u00e0 di sicuro.<\/p>\n<p>In questa giornata di vera gloria, un pensiero va immediatamente al nostro Adriano Panatta che finalmente non \u00e8 pi\u00f9 solo e immaginiamo possa essere felice di condividere il privilegio che spetta ad un vincitore Slam insieme a Jannik. I tempi sono cambiati, con il tennis che sembra non essere nemmeno pi\u00f9 un parente di quello reso entusiasmante da Panatta, e noi, inguaribili romantici nonch\u00e9 fanatici della bellezza, fatichiamo un po&#8217; ad entrare in sintonia con l&#8217;evoluzione dello sport del diavolo. Jannik Sinner, per\u00f2, di questo tennis \u00e8 espressione luminescente e ci ripaga di tanti, troppi anni di pane duro, quando giocoforza ci siamo abituati a vedere vincere sempre gli altri. Per chiudere, un bravo va anche alla coppia di coach Vagnozzi-Cahill e a chi nella peggior diffidenza possibile, quella del post-Piatti, ha creduto con coraggio proprio in Vagnozzi. Uno che da giocatore alla pallina sapeva dare del tu e che qualche aggiustata tecnica a Sinner &#8211; il back di rovescio, per esempio &#8211; oltre ad un pizzico di fantasia qua e l\u00e0 ha saputo darla. Pi\u00f9 che un azzardo un&#8217;altra scommessa stravinta dal team. <\/p>\n<p>Non riusciamo ad aggiungere altro. Oggi, per chi il tennis \u00e8 sempre meraviglioso paradigma di vita, \u00e8 una giornata davvero speciale. Quindi, grazie Jannik, ci hai reso davvero felici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, siamo stati pi\u00f9 fortunati dei bookmakers. Medvedev favorito, ovviamente, ci poteva stare ma, per dirla alla maniera tommasina, i pronostici li sbaglia soltanto chi li fa e questa volta ha detto bene a noi che nella cavalcata di Sinner avevamo intravisto la gloria. \u00c8 stata dura, anzi durissima. Perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 qualcosa che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":553342,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[40],"localita":[78],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-628768","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport","tag-prima-pagina","localita-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/628768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=628768"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/628768\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/553342"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=628768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=628768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=628768"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=628768"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=628768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}