{"id":628994,"date":"2024-02-03T13:13:06","date_gmt":"2024-02-03T12:13:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=554283"},"modified":"2024-02-03T13:13:06","modified_gmt":"2024-02-03T12:13:06","slug":"buon-sei-nazioni-e-assalto-al-cielo-a-tutti-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=628994","title":{"rendered":"Buon Sei Nazioni (e assalto al cielo..) a tutti! Di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Nemmeno il tempo di metabolizzare un mondiale meraviglioso per alcuni, terribile per altri e sufficiente per noi che \u00e8 gi\u00e0 tempo di Sei Nazioni, quindi di fare sul serio nella competizione sportiva pi\u00f9 antica al mondo. Correva l&#8217;anno 1883 e l&#8217;Inghilterra sconfiggeva il Galles nella prima storica partita di un torneo che sarebbe presto diventato leggendario. All&#8217;epoca battezzato Home Nations, in quanto a parteciparvi erano le sole quattro compagini britanniche, due le svolte epocali e una orgogliosamente ci riguarda. La prima con l&#8217;ammissione della Francia e la seconda, a noi pi\u00f9 cara, con l&#8217;invito esteso all&#8217;Italia nell&#8217;anno 2000, l&#8217;alba di una nuova dimensione azzurra. Tempo ne \u00e8 passato, lasciando in eredit\u00e0 gioie, poche ma preziose come diamanti, e dolori, tantissimi. Frutto, questi ultimi, di una legge non scritta ma inviolabile di un gioco crudo come solo il rugby sa essere per la quale a vincere \u00e8 sempre il pi\u00f9 attrezzato per farlo e, misurando la nostra forza con il gotha della disciplina, abbiamo sempre dovuto inseguire col fiatone il livello degli altri. Soffrendo ma crescendo, in un processo, quello della costruzione di una squadra vincente, che \u00e8 comprensibilmente lungo ed estenuante e che ci vede stazionare ancora in mezzo ad un cantiere ma con una certa consapevolezza riguardo alle nostre virt\u00f9.<\/p>\n<p> Per rendere l&#8217;idea della complessit\u00e0 dell&#8217;impresa \u00e8 sufficiente ricordare che la Francia ha impiegato mezzo secolo per vincere in solitaria la sua prima edizione del fu Cinque Nazioni e nessun transalpino si crucci\u00f2 pi\u00f9 del necessario. L&#8217;Italia, a beneficio di chi ad ogni sconfitta se ne esce con la tiritera sulla nostra congenita inadeguatezza per questo sport, vi partecipa da meno di un quarto di secolo nel quale, Inghilterra a parte, li abbiamo sconfitti tutti in almeno una occasione e chi pensa sia poca cosa dimostra una scarsa capacit\u00e0 di lettura della questione che resta un assalto al cielo.<\/p>\n<p>Tornando alla contingenza, oggi pomeriggio ci far\u00e0 visita all&#8217;Olimpico proprio l&#8217;Inghilterra, quella maledetta armata che ci ha sempre sconfitto e che piu appare in difficolt\u00e0 e pi\u00f9 trova conigli nel cilindro. Come negli ultimi mondiali dove, zitta zitta, a momenti fa il colpo gobbo. E scender\u00e0 in campo con una formazione che include diversi debuttanti ma, considerato il bacino inesausto e di qualit\u00e0 dal quale Steve Borthwick pu\u00f2 attingere, non \u00e8 lecito arrendersi regali. Anzi. Noi, intanto, abbiamo un coach nuovo che ha preso il posto di un Crowley ottimo e non sufficientemente considerato, l&#8217;argentino Gonzalo Quesada. Il quale ha a disposizione due aspetti che non tutti i suoi predecessori hanno avuto la fortuna di avere, forse nessuno. Una squadra con un gioco identitario e riconoscibile e un roster ampio. Un po&#8217; falcidiato dagli infortuni in prima linea, dove mancheranno Ferrari, Riccioni e Lamb ma che, in generale, consente pi\u00f9 di un&#8217;opzione di gioco. Insomma, l&#8217;allenatore non avr\u00e0 la formazione perennemente obbligata.<\/p>\n<p>Le buonissime notizie sono date dal rientro di Menoncello, un ragazzo che (qui ci giochiamo la reputazione) avr\u00e0 una carriera da primo della classe, e di Lucchesi, entrambi reduci da in campionato del mondo visto in tiv\u00f9. Quesada, giustamente, almeno in questo inizio di avventura non far\u00e0 sconvolgimenti rispetto al lavoro egregiamente svolto da Crowley e la sua prima formazione n\u00e9 \u00e8 la conferma con qualche piccola aggiustata. A nostro parere, il meglio che oggi si possa proporre. Triangolo allargato con Allan nel ruolo di estremo e nel momento migliore della carriera e la copia di ali supersoniche composta da Ioane e Capuozzo. Due schegge alle quali se concedi un metro li ritrovi a schiacciare la palla in meta. Sorpresa ma fino ad un certo punto in mediana, dove Quesada propone i fratelli Garbisi, insieme. E se per Paolo \u00e8 ormai quasi consuetudine, per Alessandro, invece, \u00e8 investitura pesante.<\/p>\n<p> Inutile rimarcare l&#8217;importanza del ruolo del numero 9 nell&#8217;economia del gioco, quindi in bocca al lupo. Menoncello e Brex saranno i centri dai quali ci si aspetta davvero tanto, mentre la seconda linea vedr\u00e0 per protagonisti Ruzza, alla presenza numero 50, e Niccol\u00f2 Cannone. Con il rientrante Lucchesi a tallonare, in prima linea spazio a Ceccarelli e Fischetti, con gli infortuni di cui sopra ad accorciare un po&#8217; la coperta dei primi tre uomini. A chiudere il quindici titolare, infine, la collaudata terza linea presidiata da Lamaro, il capitano, con Negri e Lorenzo Cannone. Due, quindi, le coppie di fratelli in campo, un bellissimo affare di famiglia. In panchina, tra gli altri, c&#8217;\u00e8 un giocatore che vale oro quanto pesa e che, siamo certi, in questo Sei Nazioni far\u00e0 il decisivo salto di qualit\u00e0: Manuel Zuliani. Un&#8217;iradiddio che quando entra in campo spacca in due la partita.<\/p>\n<p>Non siamo certo qua a vendere tappeti, l&#8217;Italia non vincer\u00e0 la partita di oggi anche se, in caso contrario, saremmo felici di non averci capito un granch\u00e9. Tuttavia, che alla complicatissima partita che ci attende al varco l&#8217;Italia possa restare agganciata e protagonista \u00e8 qualcosa di realmente possibile, nelle nostre corde. Nel rugby, se le vittorie sono ovviamente fondamentali come in ogni altro sport, conta parecchio &#8211; per chi come l&#8217;Italia \u00e8 nano sulle spalle dei giganti &#8211; ricordare all&#8217;establishment della disciplina, ma anche agli avversari, che non hanno sbagliato ad includere gli azzurri al banchetto del Sei Nazioni. Abbiamo la qualit\u00e0 tecnica e morale per farlo e, soprattutto, il dovere di offrire di noi la migliore versione possibile. Perch\u00e9 il rugby esige il suo tributo.<\/p>\n<p>Buon Sei Nazioni a tutti, senza paura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nemmeno il tempo di metabolizzare un mondiale meraviglioso per alcuni, terribile per altri e sufficiente per noi che \u00e8 gi\u00e0 tempo di Sei Nazioni, quindi di fare sul serio nella competizione sportiva pi\u00f9 antica al mondo. 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