{"id":629177,"date":"2024-02-08T15:17:48","date_gmt":"2024-02-08T14:17:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=555085"},"modified":"2024-02-08T15:17:48","modified_gmt":"2024-02-08T14:17:48","slug":"rugby-sei-nazioni-verso-irlanda-italia-unultima-guinness-per-e-con-johnny-sexton-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629177","title":{"rendered":"Rugby\/Sei Nazioni: verso Irlanda Italia. Un&#8217;ultima Guinness per e con Johnny Sexton-di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Questa domenica, l&#8217;Italia far\u00e0 visita all&#8217;Irlanda e, trattandosi di rugby, la notizia non \u00e8 certo delle migliori. O meglio, sfidare i pi\u00f9 bravi al mondo \u00e8 sempre un accadimento meraviglioso ma il rischio di prendere un&#8217;imbarcata solenne \u00e8 incombente. Come questa squadra di marziani non abbia vinto l&#8217;ultimo mondiale \u00e8 un mistero spiegabile solo dalla maledizione che, puntuale come le tasse, ogni quattro anni si abbatte sui verdi nell&#8217;occasione pi\u00f9 importante, frantumando le legittime ambizioni di gloria di un popolo intero che si nutre di mete e placcaggi.<strong> Una delle tante e strane storie che lo sport \u00e8 in grado di raccontare.<\/strong> Disfatta a parte, perch\u00e9 di quello di \u00e8 trattato, in questo momento storico nessuno gioca bene a rugby quanto loro e la rullata inferta alla Francia all&#8217;esordio del Sei Nazioni, per giunta a domicilio, vale pi\u00f9 di troppi discorsi.<\/p>\n<p> Insomma, nel weekend ci tocca alzare il culo dal campo base e prendere di petto l&#8217;Everest. Ad essere pignoli, sarebbe stato molto pi\u00f9 funzionale al nostro piano di crescita procrastinare la sfida per provare a dare un seguito, contro un avversario meno terribile, alla buonissima prova disputata contro gli inglesi lo scorso sabato. Ma il calendario non si tocca e, pertanto, l&#8217;obiettivo \u00e8 quello di non fare troppo male al nostro morale in previsione del proseguo del torneo e, al contempo, di dimostrare, per quanto ci sar\u00e0 consentito dalla presenza di fenomeni che non regaleranno nulla, di essere una squadra dalle giuste credenziali per il contesto.<\/p>\n<p>Nell&#8217;attesa che il nostro allenatore metta a punto il quindici titolare e la composizione della panchina, si spera di pote contare sul rientro di Capuozzo e di ben supplire al forfait di una garanzia come Negri, il pensiero va ad un irlandese che purtroppo domenica non ci sar\u00e0:<strong> Jonathan Jeremiah Sexton, detto Johnny<\/strong>. Niente di grave, intendiamoci, ha semplicemente detto basta, la sua carriera si \u00e8 chiusa per comprensibili questioni anagrafiche. Orgoglio di un popolo intero che respira rugby in ogni angolo di strada e mediano d&#8217;apertura come se ne sono visti pochi nella storia secolare della disciplina, Sexton, ormai quasi quarantenne, ha infatti appeso gli scarpini al chiodo proprio alla conclusione dell&#8217;ultimo mondiale. <\/p>\n<p>Una lunga carriera, la sua, da tremila punti a referto di cui un migliaio in nazionale e di vittorie a ripetizione. In una squadra che pi\u00f9 competitiva non si pu\u00f2 come quella irlandese, \u00e8 stato titolare inamovibile dal 2009 fino al match di commiato tanto da far dire ad un giornalista dell&#8217;Equipe che essere un mediano d&#8217;apertura in Irlanda, anche bravo, \u00e8 un po&#8217; come commerciare vino in Arabia Saudita, una vita senza prospettive. Mani educatissime nel passare l&#8217;ovale in qualunque situazione di gioco e di pressione e piede destro che lo \u00e8 altrettanto, Johnny ha viaggiato con percentuali di trasformazione spesso sopra all&#8217;ottanta per cento, tra gli infiniti trucchi di un illusionista come lui ha sempre svettato una particolarit\u00e0 che lo ha reso unico. Sexton, la cui comprensione istantanea del gioco anticip\u00f2 la scoperta dell&#8217;intelligenza artificiale, utilizzava i primi scampoli di partita per fare la radiografia delle qualit\u00e0 difensive dei suoi avversari e una volta individuata la falla individuale o collettiva, perch\u00e9 tutti ce l&#8217;hanno, dirigeva le operazioni affinch\u00e9 il coro dei suoi compagni potesse andare a punire proprio quella debolezza riscontrata, chirurgicamente. Cos\u00ec, ogni suo passaggio finiva per attivare il compagno che, in quel frangente e in quello spazio, aveva le maggiori possibilit\u00e0 di incidere. Insomma, Johnny altro non era che la palla giusta al momento giusto. Abbacinante definizione di talento, fare sembrare facili le azioni pi\u00f9 complesse, e di intelligenza tattica.<\/p>\n<p>Nativo di Dublino e orgoglioso di esserlo, \u00e8 sempre l&#8217;Equipe che, come sovente accade, trova la metafora pi\u00f9 azzeccata. Per il rotocalco d&#8217;oltralpe, quindi, l&#8217;importanza di uno come lui era tale che se avesse dato un colpo di tosse ad ammalarsi sarebbe stata tutta l&#8217;Irlanda. Per una vita intera, quindi, due le certezze: l&#8217;emozione struggente dell&#8217;Ireland&#8217;s Call &#8211; inno vergato dalla penna di Phil Coulter che unisce sotto lo stesso tetto le due facce dell&#8217;Irlanda, ricordando che tutti gli isolani, spalla a spalla, rispondono sempre presente alla chiamata della nazione &#8211; e che il collettivo di strumentisti con lo shamrock sul cuore avrebbe avuto per guida Sexton. Con la sua bacchetta a strutturare armoniosamente il suono d&#8217;insieme, dal colore verde dei prati. Appunto, come un direttore d&#8217;orchestra a teatro.<\/p>\n<p>Per noi, che Sexton sta al rugby come Iniesta sta al soccer, domenica sar\u00e0 strana, dopo tanti anni, la sensazione di cercare sul campo la maglia irlandese numero dieci per poi scoprire che ad indossarla non sar\u00e0 lui. Perch\u00e9, se \u00e8 vero che \u00e8 prima di tutto il rugby a fare grandi i suoi interpreti pi\u00f9 che il viceversa, \u00e8 altres\u00ec lapalissiano che nel contesto di una una disciplina meravigliosa ci sono campioni pi\u00f9 campioni di altri. Parlando di Johnny, in definitiva, \u00e8 stato davvero un privilegio quello di aver goduto della sua parabola sportiva, appagante come solo una Guinnes tracannata in Temple Bar sotto il cielo di Dublino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa domenica, l&#8217;Italia far\u00e0 visita all&#8217;Irlanda e, trattandosi di rugby, la notizia non \u00e8 certo delle migliori. O meglio, sfidare i pi\u00f9 bravi al mondo \u00e8 sempre un accadimento meraviglioso ma il rischio di prendere un&#8217;imbarcata solenne \u00e8 incombente. 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