{"id":629366,"date":"2024-02-13T19:00:18","date_gmt":"2024-02-13T18:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=555862"},"modified":"2024-02-13T19:00:18","modified_gmt":"2024-02-13T18:00:18","slug":"salute-via-libera-dellaifa-al-polatuzumab-terapia-innovativa-per-linfoma-diffuso-a-grandi-cellule-b","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629366","title":{"rendered":"Salute. Via libera dell&#8217;AIFA al polatuzumab, terapia innovativa per linfoma diffuso a grandi celluleB"},"content":{"rendered":"<p>Per la prima volta negli ultimi venti anni, l\u2019Agenzia italiana del Farmaco ha dato il suo ok a una terapia innovativa per il trattamento in prima linea dei pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B, il tipo di cancro aggressivo pi\u00f9 comune tra quelli che colpiscono il sistema linfatico. Con 500mila nuove diagnosi all\u2019anno in tutto il mondo \u2013 poco pi\u00f9 di 13mila casi solo in Italia soprattutto tra gli over 65, ma non sono infrequenti pazienti con pi\u00f9 di 40 anni \u2013 arrivare a un farmaco per contrastare il progredire della malattia era da tempo uno degli obiettivi della ricerca. Ora l\u2019Aifa lo ha approvato.<\/p>\n<p>Si tratta del polatuzumab vedotin, che potr\u00e0 essere somministrato ai pazienti adulti in associazione con rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone sintetizzate nella sigla R-Chp. Il s\u00ec dell\u2019Aifa \u00e8 arrivato dopo che lo studio Polarix \u2013 portato nel nostro Paese da Roche Italia \u2013 ha dimostrato che la combinazione di polatuzumab e R-Chp riduce del 27% il rischio di progressione della malattia, ricaduta o morte.<br \/>\nPer quanto in moltissimi casi il linfoma diffuso a grandi cellule B venga contenuto bene dai trattamenti iniziali, quasi il 40% di chi ne \u00e8 affetto sperimenta una seconda fase aggressiva della patologia. Con la somministrazione della nuova terapia a base di polatuzumab questa percentuale \u00e8 destinata a ridursi, come \u00e8 emerso dalla fase tre dello studio Polarix, che ha coinvolto 879 pazienti.<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 esattamente il polatuzumab? A spiegarlo \u00e8 il dottor Antonello Pinto, direttore medico dell\u2019Istituto dei Tumori di Napoli, Fondazione \u2018G. Pascale\u2019: \u201c\u00c8 un farmaco iniettato in vena al paziente che si basa sull\u2019utilizzo di un anticorpo che riconosce un antigene, una proteina espressa dalle cellule B del linfoma. Una volta che l\u2019anticorpo si \u00e8 legato all\u2019antigene, rilascia all\u2019interno delle cellule una tossina, il vedotin, che inibisce la costruzione dei microtubuli durante la riproduzione cellulare e impedisce la replicazione della cellula malata. Si tratta di una modalit\u00e0 terapeutica che, oltre a essere innovativa, contribuisce a preservare e migliorare la qualit\u00e0 della vita dei pazienti\u201d, ha sottolineato il dottor Pinto.<\/p>\n<p>D\u2019accordo con il collega anche il professor Maurizio Martelli, direttore di Ematologia al Policlinico Umberto I di Roma. \u201cCelebriamo un importante passo avanti nella lotta contro il linfoma diffuso a grandi cellule B. La decisione dell\u2019Aifa apre le porte a una nuova era di trattamento per i pazienti di recente diagnosi\u201d, ha affermato.<\/p>\n<p>Sebbene in Italia le diagnosi di linfoma siano migliaia ogni anno, in pochi sono in grado di definire con precisione in cosa consiste questa patologia. Secondo un sondaggio condotto da Elma Research per conto di Roche Italia, su un campione di mille intervistati quasi il 20% non sa che si tratta di un tumore del sistema linfatico che scaturisce dalla degenerazione delle cellule B, responsabili della produzione degli anticorpi. La conseguenza \u00e8 che aumenta la possibilit\u00e0 di rivolgersi agli specialisti sbagliati e non a quelli di riferimento, che sono ematologi e oncologi. L\u2019evidente confusione sul tema e la mancanza di conoscenze specifiche hanno funto da spinta per il lancio della campagna \u2018Dal primo momento\u2019, che Roche Italia ha presentato in concomitanza con la Giornata della consapevolezza sul Linfoma. Hanno sposato la causa dell\u2019azienda farmaceutica anche due associazioni di pazienti, l\u2019Ail e \u2018La Lampada di Aladino\u2019, entrambe presenti alla conferenza di annuncio dell\u2019approvazione di polatuzumab.<\/p>\n<p>Per questo il nostro impegno nella ricerca oncoematologica continua. Nel trattamento di tumori come il linfoma diffuso a grandi cellule stiamo lavorando per esempio a combinare gli anticorpi farmaco coniugati con nuovi farmaci B specifici. <\/p>\n<p>Siamo impegnati anche sul fronte dei linfomi follicolari. Riteniamo infatti che queste forme di patologie particolarmente aggressive debbano trovare delle nuove modalit\u00e0 di approccio. Riuscire a garantire le opportunit\u00e0 di sperimentazione lungo tutte le linee di trattamento di neoplasie ematologiche come nel caso dei linfomi pu\u00f2 rappresentare un beneficio per il sistema, per i pazienti e per chi si prende cura di chi \u00e8 affetto da queste malattie\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta negli ultimi venti anni, l\u2019Agenzia italiana del Farmaco ha dato il suo ok a una terapia innovativa per il trattamento in prima linea dei pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B, il tipo di cancro aggressivo pi\u00f9 comune tra quelli che colpiscono il sistema linfatico. 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