{"id":629583,"date":"2024-02-19T21:15:11","date_gmt":"2024-02-19T20:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=556872"},"modified":"2024-02-19T21:15:11","modified_gmt":"2024-02-19T20:15:11","slug":"ci-fu-un-tempo-che-la-sicilia-era-ricca-e-prospera-di-domenico-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629583","title":{"rendered":"Ci fu un tempo che la Sicilia era ricca e prospera. Di Domenico Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>Il testo \u00e8 interessante, probabilmente indirizzato soprattutto a studiosi, a specialisti, anche se l&#8217;autore umilmente scrive il contrario. Nei XXI capitoli di ben 468 pagine, l&#8217;autore racconta straordinariamente anche nei particolari la storia della cosiddetta dominazione Normanna in Sicilia e nel Sud Italia. E&#8217; un continuum elenco di nomi, date, episodi, battaglie, intrighi diplomatici, descrizioni di personaggi pi\u00f9 o meno importanti. <\/p>\n<p>Un racconto non sempre scorrevole, si fa fatica a seguire, a volte pu\u00f2 diventare anche noioso, tuttavia possiamo affermare che Norwich conosce abbastanza bene la nostra Storia. Almeno per quanto riguarda l&#8217;argomento trattato. Lo storico inglese ha delle conoscenze particolareggiate, anche perch\u00e9 ha visitato e non solo studiato, i luoghi, il territorio, appartenente al regno Normanno. Inoltre si pu\u00f2 affermare che Norwich \u00e8 un buon conoscitore dell&#8217;arte normanna siciliana e del nostro Meridione.<br \/>\nIl testo \u00e8 corredato da una serie di fotografie rigorosamente in bianco e nero di alcune opere d&#8217;arte normanna, infine oltre a una nutrita bibliografia, \u00e8 presente l&#8217;albero genealogico degli Altavilla e tre cartine tematiche per seguire la complessa Storia di quel tempo.<\/p>\n<p>Questo libro riprende la narrazione de \u201cI Normanni nel Sud. 1016-1130\u201d, che arrivava fino all&#8217;incoronazione di re Ruggero II nella cattedrale di Palermo, nel giorno di Natale 1130. Invece il Regno del sole giunge fino al 1194, all&#8217;altra notte di Natale quando \u00e8 stato incoronato, Enrico IV di Hohenstaufen. Sono sessantaquattro anni intensi che separano i due avvenimenti, che costituiscono l&#8217;intera durata del Regno Normanno nel Sud Italia, in particolare in Sicilia.<br \/>\nLa cultura siculo-normanna.<\/p>\n<p>\u201cNel corso di questi anni \u2013 scrive Norwich \u2013 l&#8217;isola conobbe il periodo del maggior splendore quando, per la prima e unica nella storia, le tre grandi entit\u00e0 razziali e religiose del litorale mediterraneo si fusero, sotto il sole del Meridione, in quel meraviglioso gioiello dalle infinite sfaccettature che fu la cultura siculo-normanna\u201d. Di questa cultura dovrebbero essere segni ben evidenti i monumenti, i palazzi, le chiese, che ancora miracolosamente possiamo ammirare e attirare turisti in Sicilia. <\/p>\n<p>Si tratta delle realizzazioni politiche degli Altavilla che sono riusciti ad amalgamare nelle tecniche e negli stili dell&#8217;Europa occidentale sia Bisanzio, che l&#8217;Islam, \u201cin uno scenario di meravigliosa ricchezza che lascia abbagliato e incredulo lo spettatore\u201d. Infatti questo volume non solo narra la storia di persone e di avvenimenti, ma vuole essere anche una guida ai monumenti della Sicilia Normanna. L&#8217;autore \u00e8 riuscito a descriverli nei particolari legandoli il pi\u00f9 possibile ai loro fondatori, o alle circostanze che li videro sorgere.<\/p>\n<p>E&#8217; opinione degli storici che il governo di Ruggero d&#8217;Altavilla la Sicilia sia entrata in un&#8217;epoca di prosperit\u00e0 mai prima raggiunta. \u201cUna vera et\u00e0 dell&#8217;oro che vide fiorire una accanto all&#8217;altra le culture pi\u00f9 disparate, i popoli pi\u00f9 diversi: normanni, italiani, greci, arabi e inglesi fusi in un&#8217;atmosfera cosmopolita e aperta, vero fatto anomalo considerati i tempi\u201d. <\/p>\n<p>Un&#8217;epoca che purtroppo \u00e8 durata poco, ma che bast\u00f2 per lasciarci meravigliose testimonianze d&#8217;incomparabile valore artistico, come il Duomo di Monreale, di Cefal\u00f9, la Cappella Palatina di Palermo. Se durava di pi\u00f9 poteva farci risparmiare molte sofferenze che hanno afflitto nei vari secoli i popoli del Sud in particolare la Sicilia, che poteva essere l&#8217;isola pi\u00f9 felice, \u201canzich\u00e9 la pi\u00f9 disgraziata delle isole del Mediterraneo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lo Stato multietnico di Ruggero II.<\/strong><\/p>\n<p>Ruggero II ha continuato l&#8217;opera di suo padre, \u00e8 cresciuto in un&#8217;atmosfera cosmopolita di tolleranza e di reciproco rispetto. Il suo Regno stava raggiungendo un&#8217;integrazione totale. \u201cNon vi sarebbero pi\u00f9 dovuti essere siciliani di razza inferiore. Tutti, normanni e italiani, longobardi, greci, saraceni, avrebbero avuto un ruolo da svolgere nel nuovo Stato\u201d. Infatti Ruggero nei posti chiave del suo governo ha nominato uomini di origine saracena o greca. <\/p>\n<p>\u201cLe moschee rimasero affollate come prima, mentre chiese e monasteri cristiani, di rito latino come di rito greco, molti dei quali fondati dallo stesso Ruggero, sorsero ovunque, in numero sempre crescente, nel territorio dell&#8217;isola\u201d. Un periodo di pace che apr\u00ec le vie del commercio e degli scambi con Costantinopoli e con i giovani Stati del Levante, sorti per opera dei crociati. Sostanzialmente per Norwich, la Sicilia, stava diventando lo Stato pi\u00f9 bello e prospero del Mediterraneo, se non dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Ma questo non significa che il re normanno non abbia avuto delle difficolt\u00e0 per governare, ha dovuto affrontare delle \u201ctempeste\u201d, come scrive Norwich, che minacciavano il suo regno. A cominciare dell&#8217;imperatore Lotario, che stava marciando su Roma e poi sui domini siciliani. Qui nel Meridione, non gli mancavano gli appoggi, erano in tanti i grandi vassalli, nobili, che mal tolleravano la loro sudditanza agli Altavilla. Nel testo si fanno i nomi di questi \u201cribelli\u201d, come Tancredi di Conversano e il principe Grimoaldo di Bari. <\/p>\n<p>Oltre ai vari sommovimenti e insurrezioni nei territori, Ruggero doveva vedersela con il Papa, che non sempre gli era amico. I Papi di allora avevano il loro esercito e ci tenevano a mantenere i propri territori. In quel periodo il Papa doveva guardarsi da Nord dove l&#8217;imperatore premeva e da Sud dagli eserciti del Regno dei Normanni. Ruggero era sposto con Elvira, figlia di Alfonso VI di Castiglia, un matrimonio felice, con la nascita di ben sei figli.<br \/>\nNon sto qui a raccontare i vari e complessi avvicendamenti tra eserciti e varie fazioni che si scontravano in Puglia, ai confini con i territori del papa.<\/p>\n<p>Nel 1133 Ruggero II dovette affrontare i vari notabili ribelli della Puglia, alla fine ha la meglio e come capita spesso i perdenti devono pagare ingenti somme di denaro o nel peggiore dei casi li aspetta la prigione o la morte. Non solo anche le citt\u00e0 non vengono risparmiate, spesso vengono distrutte o incendiate.<\/p>\n<p>Ristabilita la pace il re ritornava a Palermo, intanto muore la regina Elvira nel febbraio 1135, di lei si sa poco, Norwich quando non ha notizie sugli avvenimenti lo scrive. A proposito le sue fonti principali sono gli scrittori Falco Beneventano, Alessandro di Telese, Romualdo Salernitano, Ugo Falcando e Pietro da Eboli. Poi c&#8217;\u00e8 tutta la bibliografia esposta alla fine del libro.<\/p>\n<p>Norwich ci tiene a precisare che nel Medioevo, la storia italiana \u201c\u00e8 piena di racconti di guerra inconcludenti; una marea fluttuante di battaglie [\u2026] citt\u00e0 assediate e conquistate, da liberare e riconquistare [\u2026]. Spesso si tratta di \u201cdi una lotta tetra e monotona che sembrava non dovesse mai aver fine\u201d.Una storia di racconti che potrebbero essere insopportabili. Ecco perch\u00e9 il libro di Norwich ci risparmia molti dettagli delle varie campagne militari dei contendenti di quel periodo storico.<\/p>\n<p>Tuttavia in questo periodo una figura straordinaria di Chiesa si fa strada, mi riferisco a S. Bernardo di Chiaravalle, che per la verit\u00e0 Norwich non ha tanta simpatia. Viene descritto come un intrigante, che non sempre lavora per la pacificazione degli animi. Il religioso si intromette nelle varie diatribe tra il Papa Innocenzo, che doveva vedersela con un antipapa, un certo Anacleto, e l&#8217;imperatore Lotario. Intanto subentra un altro personaggio, l&#8217;imperatore bizantino  Giovanni II Comneno di Costantinopoli, che ha delle pretese nei territori del Meridione italiano.<\/p>\n<p>Nel IV capitolo (Riconciliazione e riconoscimento) sono da segnalare gli interventi di Ruggero per sedare le continue e monotone insurrezioni in Puglia, ottenute anche con le consuete repressioni dei perdenti. Le pressioni di S. Bernardo sul re Normanno per convincerlo ad abbandonare l&#8217;appoggio ad Anacleto che poi muore e quindi viene scongiurato lo scisma. Intanto il Papa Innocenzo II dopo lo scontro armato con il re normanno, fu costretto a riconoscere a Ruggero il titolo di re di Sicilia e piena giurisdizione su tutta l&#8217;Italia meridionale. Poi i due insieme cavalcarono fino a Benevento. Ruggero pu\u00f2 tornare in Sicilia da trionfatore avendo sconfitto tutti i suoi nemici. Il capitolo si chiude con una interessante descrizione di Norwich del Palazzo Reale, poi chiamato dei Normanni, della Cappella Palatina.<\/p>\n<p>Ruggero II dopo dieci anni di strenua lotta che aveva subito delusioni, tradimenti e sconfitte, il Regno adesso era tutto suo scrive Norwich. Il Paese era unito e pacificato. Lo studioso inglese sottolinea l&#8217;importante Codice di Ariano (il sistema legislativo del governo di Ruggero II), un documento unico del suo genere nella storia del Medioevo. Sarebbe importante descrivere le norme stabilite alle Assise di Ariano. Comunque pare che adesso Ruggero sia diventato il protettore delle Chiese cristiane  e \u201cacclamato come uno dei pi\u00f9 devoti e generosi sovrani della cristianit\u00e0\u201d.<br \/>\nLa Sicilia di Ruggero II diventa un Eldorado.<\/p>\n<p>Con Ruggero II, sostiene Norwich,\u201cla Sicilia era diventata sempre pi\u00f9 ricca e, con l&#8217;accrescersi della sua prosperit\u00e0, si era pure accresciuta la sua stabilit\u00e0 politica\u201d. Mentre nel resto della penisola italiana regnava la confusione pi\u00f9 totale,\u201cl&#8217;isola era un modello di buon governo, illuminato e giusto; la sua popolazione pacifica ed osservante delle leggi, era un amalgama di razze e lingue diverse, fonte di potenza e non elemento disgregatore; e, con l&#8217;accrescersi del suo benessere, la Sicilia attirava un numero sempre maggiore di ecclesiastici, di amministratori, di studiosi, di mercanti e, pure, di spudorati avventurieri d&#8217;oltremare. Questi giungevano dall&#8217;Inghilterra, dalla Francia, dall&#8217;Italia per stabilirsi in quello che sar\u00e0 apparso loro un vero Eldorado, un regno nel sole\u201d.<\/p>\n<p>Lo scrittore inglese dopo averci ricordato che il re normanno aveva ereditato dal padre una schiera multietnica di funzionari di Stato composta da normanni, greci, latini ed arabi. Sostiene che \u201cla corte di Ruggero a Palermo era, di gran lunga, la corte pi\u00f9 brillante dell&#8217;Europa del secolo XII. Il re stesso era noto per la sua insaziabile curiosit\u00e0 intellettuale e per la sua passione per i fatti concreti\u201d. C&#8217;era un profondo rispetto per l&#8217;erudizione; intorno al 1140, il re fece stabilire a Palermo, \u201cmolti tra i pi\u00f9 ragguardevoli uomini d&#8217;ingegno, studiosi, scienziati, dottori e filosofi, geografi e matematici, sia d&#8217;Europa, sia del mondo arabo [&#8230;]\u201d. <\/p>\n<p>Pare che abbia istituito una commissione di studiosi per costruire il primo planisfero d&#8217;argento, dove erano incisi \u201cla configurazione dei sette climi, insieme a quella dei paesi e delle coste, sia vicini che lontani; golfi, mari e corsi d&#8217;acqua, l&#8217;ubicazione dei deserti e delle aree coltivate [&#8230;]\u201d. Un&#8217;altra perla per la corte di Ruggero \u00e8 un volume di geografia, \u201cOpera di un uomo desideroso di giungere a completa conoscenza dei vari paesi del mondo\u201d, pi\u00f9 conosciuto come \u201cIl Libro di Ruggero\u201d, probabilmente a detta di Norwich questa rappresenta l&#8217;opera geografica pi\u00f9 insigne del Medioevo. Tutta questa erudizione presente nella corte di Ruggero secondo lo studioso inglese \u00e8 dovuto al fatto che si respirava un&#8217;atmosfera prevalentemente araba. Pare che l&#8217;Islam, aiutava a perseverare nella ricerca del sapere. <\/p>\n<p>Solo in Sicilia si poteva studiare de visu sia la cultura greca che quella araba. Ecco perch\u00e9 \u201ci ricercatori della verit\u00e0 giungessero numerosi a Palermo e che, alla met\u00e0 del secolo, l&#8217;isola avesse acquistato la fama di essere il pi\u00f9 importante centro di smistamento, non solo commerciale, ma anche culturale, di tre continenti\u201d. Qualcuno ha scritto che Ruggero non ci ha lasciato nessuna opera letteraria sua come invece ha fatto suo nipote Federico II o Riccardo Cuor di Leone, \u00e8 vero, ma Ruggero aveva eccome spirito creativo, amava la bellezza e lo splendore, ma amava di pi\u00f9 il sapere. <\/p>\n<p>Senza di lui non avremmo avuto il fenomeno culturale della Sicilia, unico del suo genere. Ruggero era una guida sia intellettualmente che politicamente, che teneva saldamente insieme tutte le componenti della societ\u00e0. Ruggero era la Sicilia nel vero senso della parola.<br \/>\nA questo punto potremmo scrivere \u201cdopo di lui il nulla\u201d, forse, ma non \u00e8 stato proprio cos\u00ec.<br \/>\nRuggero II e la crociata.<\/p>\n<p>Intanto arriva la Seconda Crociata. Troviamo diversi protagonisti a partire di Luigi VII re di Francia e poi ancora l&#8217;abate di Chiaravalle, S. Bernardo con i suoi accorati discorsi convince il popolo ad abbracciare la Crociata per liberare i Luoghi Santi. Non solo cavalieri con la croce, ma anche donne, provenienti da tutti i ceti. <\/p>\n<p>Affinch\u00e9 la seconda Crociata riuscisse era essenziale che il re Ruggero si mostrasse favorevole e ben disposto. Anche se non era tanto entusiasta come suo padre; del resto in una Sicilia con la presenza araba, non era facile. Del resto fa notare Norwich che \u201cRuggero era cresciuto insieme agli arabi e ne parlava la lingua; per tutta la vita si era fidato di loro pi\u00f9 dei suoi conterranei normanni\u201d.<\/p>\n<p>Tralascio gli esiti fallimentari della seconda crociata per ritornare al Regno Normanno, dal fallimento della spedizione in terra Santa, tra i grandi sovrani d&#8217;Europa, quello che ne usciva integro era Ruggero II. Ora tutti i delusi degli esiti disastrosi della Crociata guardavano a lui come guida per un possibile riscatto, ma Ruggero scrive Norwich, \u201cnon era crociato n\u00e9 per temperamento, n\u00e9 per convinzione [&#8230;]\u201d. Anzi senza troppi scrupoli, si era avvantaggiato della tragica situazione. <\/p>\n<p>Tuttavia, Ruggero sembra accettare di buon grado il ruolo che gli veniva offerto, diventa il vendicatore dell&#8217;Occidente, ma c&#8217;era Corrado, l&#8217;imperatore geloso che non accettava questa nuova prerogativa del re di Sicilia. Poi subentra il Papa, S.Bernardo e la storia si complica. Mi fermo per non affaticare il lettore e arrivo alla morte di Ruggero II, il 16 febbraio 1154. Tralascio le considerazioni finali del testo sul grande re di Sicilia. E con la Terza parte si passa al dopo Ruggero.<br \/>\nGuglielmo I \u201cIl Malo\u201d.<\/p>\n<p>Il figlio di Ruggero, detto il \u201cMalo\u201d, probabilmente un soprannome che non meritava. Esiste una descrizione di un monaco: Guglielmo \u00e8 alto, folta barba, aspetto selvaggio, che incuteva terrore, una straordinaria forza fisica, certamente superava il padre, ma non in abilit\u00e0 politica. Era l&#8217;opposto del padre, pare che non era stato preparato a svolgere il ruolo regale. Si spos\u00f2 giovanissimo con Margherita di Navarra e poco si interess\u00f2 dei suoi quattro figli. <\/p>\n<p>Anche con Guglielmo i nemici tradizionali del Regno venivano dall&#8217;Impero d&#8217;Occidente, da Bisanzio e dal Papa. In quel momento a guidare l&#8217;Impero c&#8217;era Federico Barbarossa, a Bisanzio, Manuele Comneno, il papa era Adriano IV, inglese, l&#8217;unico della Storia. A proposito degli inglesi, sono rimasto colpito che in questi anni in Sicilia, troviamo, vescovi inglesi come Riccardo Palmer, vescovo di Siracusa e Walter of the Mill, che si fece chiamare Gualtiero del Mulino, prima arcidiacono di Cefal\u00f9 e poi arcivescovo di Palermo.<\/p>\n<p>Naturalmente anche Guglielmo dovette affrontare le ribellioni dei notabili pugliesi, ha subito delle sconfitte, ma poi arrivarono anche le vittorie in Puglia in particolare a Bari, con lo scontro navale contro i greci e i locali del 28 maggio 1156. Guglielmo tratt\u00f2 i prigionieri secondo le leggi di guerra, con i sudditi per\u00f2 si mostr\u00f2 spietato. Durante il Regno di Guglielmo I viene assassinato Maione di Bari, che era diventato uno degli uomini di Stato pi\u00f9 influenti in Europa. Tra gli organizzatori dell&#8217;agguato troviamo Matteo Bonello, che cerc\u00f2 di contrastare anche il re e la sua famiglia, aizzando la plebe palermitana, che arriv\u00f2 a saccheggiare il Palazzo Reale. <\/p>\n<p>Il re a stento si salv\u00f2, rifugiandosi nella Torre Pisana. Guglielmo dopo due mesi di malattia a quarantasei anni cess\u00f2 di vivere il 7 maggio 1166. Gli subentra il figlio dodicenne, che dovr\u00e0 aspettare la maggiore et\u00e0, la reggenza del Regno passa alla madre la regina Margherita, carattere forte e volitivo, aveva trentotto anni, assistita nel governo da Riccardo Palmer, da Matteo d&#8217;Ajello e dal caid Pietro. Successivamente la regina si affida a Stefano di Perche. Il giovane Guglielmo II era amato dal popolo, sicuramente pi\u00f9 simpatico del padre, capelli biondi ereditati dagli antenati vichinghi.<\/p>\n<p><strong>\u201cCala la notte\u201d sul Regno Normanno.<\/strong><br \/>\nRaggiunta la maturit\u00e0 Guglielmo II, chiamato il \u201cBuono\u201d, dopo cinque anni di reggenza della madre, assume il potere e il governo del regno. Il fanciullo nel giorno dell&#8217;incoronazione ai siciliani era apparso come un angelo, ora appare come un dio, secondo Norwich. Ben presto al giovane re fu data una sposa, dove certamente influirono i numerosi e influenti inglesi in Sicilia, fu una giovane donna inglese, Giovanna, figlia di Enrico II d&#8217;Inghilterra. <\/p>\n<p>Dopo un lungo e tortuoso viaggio il 2 febbraio 1177 la giovane principessina Giovanna arriva a Palermo, naturalmente \u00e8 stata preparata una accoglienza trionfale, alla vigilia di San Valentino, furono celebrate le nozze, e subito dopo Giovanna si inginocchio ai piedi del suo conterraneo, l&#8217;arcivescovo Gualtiero, che la incoron\u00f2 regina di Sicilia. Giovanna conquist\u00f2 il cuore dei suoi sudditi, cos\u00ec come era avvenuto per il marito. Ci furono anni di pace e di tranquillit\u00e0 ma che durarono poco.<\/p>\n<p>Era un Regno nel sole, scrive Norwich, prospero e pacifico, sar\u00e0 apparso agli altri principi in Europa come un privilegio benedetto da Dio. Per\u00f2 al giovane re gli mancavano tre doni: una lunga vita, un erede maschio, un minimo di saggezza politica. Mancando queste condizioni, la Sicilia normanna era gi\u00e0 condannata. E fu proprio Guglielmo che la condusse in rovina, prima con la spedizione militare contro Costantinopoli di Andronico. Poi con le nozze del 27 gennaio 1186 della principessa Costanza, ultima erede degli Altavilla, zia di Guglielmo, con Enrico VI di Hohenstaufen nella Basilica di Sant&#8217;Ambrogio a Milano.<\/p>\n<p>A 36 anni muore Guglielmo II a Palermo, sappiamo poco delle circostanze della morte. La fine del Regno Normanno secondo Norwich \u00e8 dovuta al fatto che Guglielmo ha pensato alla pericolosa e irresponsabile politica estera, invece di pensare a rafforzare la posizione del suo paese.<\/p>\n<p>Per concludere, naturalmente chi \u00e8 interessato andr\u00e0 a leggere lo splendido libro di Norwich, Costanza ed Enrico VI ereditano l&#8217;Impero e tutti i possedimenti del Regno di Sicilia. Nella notte di Natale del 1194, l&#8217;imperatore Enrico VI, fu incoronato re di Sicilia nella cattedrale di Palermo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo \u00e8 interessante, probabilmente indirizzato soprattutto a studiosi, a specialisti, anche se l&#8217;autore umilmente scrive il contrario. Nei XXI capitoli di ben 468 pagine, l&#8217;autore racconta straordinariamente anche nei particolari la storia della cosiddetta dominazione Normanna in Sicilia e nel Sud Italia. 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