{"id":629672,"date":"2024-02-22T10:50:29","date_gmt":"2024-02-22T09:50:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=557301"},"modified":"2024-02-22T10:50:29","modified_gmt":"2024-02-22T09:50:29","slug":"busto-arsizio-lantifascismo-senza-slanci-e-senza-cuore-che-non-puo-capire-una-vita-come-quella-di-checco-lattuada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629672","title":{"rendered":"Busto Arsizio: l&#8217;antifascismo senza slanci e senza cuore che non pu\u00f2 capire una vita come quella di Checco Lattuada"},"content":{"rendered":"<p>Il passare del tempo mitiga gli eccessi e coadiuva, o almeno dovrebbe, la riflessione. E allora s\u00ec, \u00e8 adesso- trascorso su per gi\u00f9 un mese- il momento di chiedersi, una volta di pi\u00f9, il motivo di cotanto rancore progressista, progressivo, continuo ancorch\u00e9 periclitante, dell&#8217;antifascismo bustocco (nell&#8217;accezione, ovvia, di Busto Arsizio, quinta citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa di Lombardia) per Francesco Lattuada, al secolo e per tutti Checco. <\/p>\n<p>La pietra dello scandalo, ulteriore ridda di profluvi social e del consueto cahier des doleances antifascista marca Partito Democratico, sinistre e dintorni, \u00e8 una foto pubblicata sul profilo del Checco al far della notte del 27 gennaio. Foto di antico conio. Una vetta, degli amici, del sentimento comunitario, una mano che s&#8217;alza. Tesa. Scandalo. Checco Lattuada, privato e libero cittadino fuori da tempo dalla politica politicienne (cui non s&#8217;\u00e8 mai attagliato, neppure quando v&#8217;era immerso), perseguito e perseguitato dalla giustizia italiana senza che nei suoi confronti sia mai giunta una condanna (la sinistra nostrana \u00e8 pure forcaiola, dimentica spesso), torna a far dibattere, a discutere. Il tema \u00e8 succoso. I giornali vi si gettano. Il Checco \u00e8 conosciuto e fa audience, fa letture sui social e sul web.<\/p>\n<p>Il primo gesto conseguente, nella massima assise di Busto dove il Checco \u00e8 assente da anni, \u00e8 l&#8217;ennesima dimostrazione di un uomo e di un sindaco coraggioso, al secolo Emanuele Antonelli, che notoriamente tiene los cojones. In aula Emanuele difende l&#8217;amico, non rinnega l&#8217;amicizia. Gesto spesso impolitico. Respinge al mittente le accuse. Ma il mittente cosa sa, cosa conosce, cosa giudica, perch\u00e9 punta il dito accusatore e progressista senza conoscere? Perch\u00e9 questo, da settimane, ci tormenta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, cari compagni, agitate lo spettro dell&#8217;antifascismo (paradossale, in assenza e contumacia di fascismo dal 1945) senza entrare nella carne viva del problema? Perch\u00e9 siete cos\u00ec superficiali nel giudizio sprezzante di un uomo?<\/p>\n<p>Io il Checco l&#8217;ho rivisto dopo tanto, troppo tempo il 26 gennaio ultimo scorso, alla Comunit\u00e0 Giovanile su cui poi torneremo. A Busto si festeggiava la Gioeubia. Terra, tradizione e territorio. Arrivo e vedo un nugolo di ragazzini fuori dall&#8217;invenzione, geniale, di Giovanni Blini e giovani antesignani, tra cui il Checco. Entro e lo saluto con calore, e aggiungo &#8220;Checco ma chi diavolo sono quei teppisti l\u00e0 fuori? Stanno fuggendo da una rapina a un mini market?&#8221;, scherzo e sorrido.<\/p>\n<p>Sono giovani tifosi della Pro Patria, mi dice. Hanno 20 anni, quando tutti hanno o abbiamo avuto sete di assoluto, per dirla con Platone. Inquieti, incostanti, pieni di domande e provocazioni. Il Checco, fratello maggiore di anni 53, ma trenta di meno nello spirito e nell&#8217;ardore, semplicemente li accoglie. Non li giudica, come ci ha insegnato il pi\u00f9 grande personaggio giallo del Novecento letterario, Jules Maigret, nella costruzione mirabile di Georges Simenon. L&#8217;uomo non si giudica. Si cerca di comprenderlo, di accudirlo, di capirlo, se necessario di strigliarlo. In Comunit\u00e0 Giovanile questi ragazzi siedono a una tavola e celebrano un rito, mangiano risotto, cercano di comprimere la bramosia dell&#8217;io convertendola in una potenziale mistica d&#8217;azione del Noi. Dai muri della CG li scruta Bobby Sands, morto poco pi\u00f9 vecchio di loro nelle carceri inglesi. C&#8217;\u00e8 San Michele Arcangelo.<\/p>\n<p>E poi al loro fianco c&#8217;\u00e8 lui, il Checco, col quale parlo dei servizi resi ogni settimana agli anziani, ai poveri, a chi sente il bisogno di un pasto caldo. Il Checco lo fa da anni, assieme a tanti, ma non credo debba essere dispensato da un giudizio, anche duro, perch\u00e9 &#8220;porta da mangiare ai vecchi&#8221;. Mi colpisce perch\u00e9 mi parla di impersonalit\u00e0 dell&#8217;azione. Si predicano imprese alte, per un ragazzo di oggi, come di ieri, in questo cortile di vicolo Carpi 4, con la ferrovia che corre a fianco. Mi viene in mente The Commitments, il capolavoro di Alan Parker. &#8220;Gli irlandesi sono i pi\u00f9 negri d&#8217;Europa, i dublinesi i pi\u00f9 negri d&#8217;Irlanda, e noi della periferia i pi\u00f9 negri di Dublino&#8221;. Anche qui \u00e8 periferia profonda. Di Lombardia. Dove il fango prevale sull&#8217;estetismo, ma da quel fango, quel guano, deandrenianamente parlando spesso nascono i fiori.<\/p>\n<p>La sinistra alza la voce, strilla, inveisce. Soprattutto giudica. Giudica senza conoscere. Lo fa dimentica di parole inattuali, del tutto fuori dall&#8217;oggi ma evidentemente protese a una stagione smarrita, che Massimo Crespi- sodale di questo sulfureo Checco Lattuada da decenni- scrive l&#8217;indomani dell&#8217;ennessimo, virulento attacco social.<\/p>\n<p>&#8220;C\u2019\u00e8 un uomo che \u00e8 sensibile ed il cui sguardo, lo so, rivela la partecipazione, l\u2019emozione per la verit\u00e0 anche quand\u2019\u00e8 triste, fa arrabbiare e fa sperare. \u00c8 un uomo che parte e va a donare, che prepara da mangiare e raschia il fondo del suo piatto, offerto senza nemmeno pensare; non \u00e8 capace di calcolare, d\u2019architettare. Non \u00e8 capace n\u00e9 pieno di s\u00e9. Ha costruito la sua casa, la sua comunit\u00e0, l\u2019ha protetta; l\u2019ha resa solida, aperta, di valore. L\u2019ha riempita di idee, di benessere e stare, di sogni.<br \/>\nHa fatto l\u2019educatore e formato il cuore di mille giovani bisognosi di cura, di occasione e di rilievo; consigliere senza alcun mandato da parte del solito vigliacco potentato, da gi\u00f9, da dentro, da s\u00e9 stesso. Ma costui va al contrario dentro la corrente ed \u00e8 ribelle; non \u00e8 pecora, non \u00e8 bianca, non stanca; non si porta al macello. Scalpita, alza la voce e la mano, non accetta, non subisce, non prende forma. Rappresent\u00f2 &#8220;ci\u00f2 che mancava&#8221;: un modo diverso di stare insieme, senza dubbio pi\u00f9 costruttivo&#8221;.<\/p>\n<p>N\u00e8 pi\u00f9 n\u00e8 meno. Leggo e rifletto. Avrei voluto scriverle io, ma conosco il Checco da soli 15 anni. Massimo di pi\u00f9, assai di pi\u00f9.<\/p>\n<p>E con Massimo c&#8217;era (e la sinistra lo dimentica sempre, che scivolone) Giovanni Blini. Tolto allo sguardo di suo padre, sua madre e sua sorella che era poco pi\u00f9 d&#8217;un ragazzo, che sarebbe probabilmente diventato il leader della Destra italiana e oggi sarebbe Ministro. Ma la volont\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, Dio Padre Onnipotente e Signore degli Eserciti, \u00e8 un Mistero che l&#8217;uomo di fede deve accettare. E chi non ha fede cercare di capire, che diversamente la vita \u00e8 tutta un&#8217;inutile sequela di tragedie. Ma non si possono affettare parole virulente se prima non ci si confronta, fino in fondo, con la vita, l&#8217;azione, la visione e la prospettiva di uno come Giovanni Blini. Eppertanto pure della parabola di uno come Checco Lattuada. <\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi ne ha scritto (anche) da tribune e prospettive differenti, e con efficacia sintattica e narrativa, come Vincenzo Coronetti, fabbro di elevato conio del giornalismo di Varese e dintorni. &#8220;Si maligna per i suoi trascorsi giudiziari (sempre assolto, per\u00f2) che rimandano ad altri saluti romani, a festeggiamenti per il compleanno di Hitler, a daspo ricevuti per le intemperanze allo stadio della Pro Patria, insomma, per una serie di cosucce che non pare siano apprezzate agli alti livelli dei meloniani. Che per\u00f2 non fanno curriculum in quel di Busto Arsizio. D\u2019altra parte, il Checco \u00e8 un generoso, si occupa dei senza tetto ed \u00e8 attivo sul versante della solidariet\u00e0. L\u2019hanno ribadito gli esponenti del centrodestra durante l\u2019assemblea civica di gioved\u00ec sera. Peccato che certe volte tracimi&#8221;. Sic Coronetti dixit, Malpensa24 il 2 febbraio scorso. No Vincenzo, consentimi: quel tracimare dal tono vagamente censorio che adotti nel pezzo (bello) coglie poco della globalit\u00e0, dell&#8217;interezza, dell&#8217;insieme. Del Checco. E&#8217; una ben affetata descrizione di un Checco Lattuada politicienne. Che, come detto.. Non \u00e8 il Checco.<\/p>\n<p>E allora bisogna ricordare quanto Maria Sorbi scrisse sul Giornale nel 2011, circa la genesi della Comunit\u00e0 Giovanile: &#8220;In tanti raccolsero la sfida. Cos\u00ec cominci\u00f2 la storia del gruppo: con la battaglia contro la droga assieme a Vincenzo Muccioli, con le ripetizioni gratuite per gli studenti delle superiori, con le attivit\u00e0 sportive, il volontariato, la Festa estiva aperta a tutta la citt\u00e0, i dibattiti sulla guerra della ex Jugoslavia, l&#8217;Afghanistan, la questione tibetana. O ancora, i concorsi fotografici, i cineforum e Bustok, la rassegna musicale di giovani band&#8221;.<\/p>\n<p>E la storia continua, col Checco che ha unito la sua vita di sposo ad Elena, la sorella di Giovanni, e i loro due figli che palesano sul viso segni evidenti di quella fierezza.<\/p>\n<p>E allora bisogna amarla davvero, la vita e l&#8217;umanit\u00e0, specie quella periclitante e sempre su di un cornicione scheggiato e sgaruppato, per capire gli slanci di uno come Checco Lattuada. E non limitarsi a parole miserrime su un braccio teso. Bisogna amare.<\/p>\n<p>&#8220;Se fossi un guardiano ti guarderei<br \/>\nse fossi un cacciatore non ti caccerei<br \/>\nse fossi un sacerdote come un&#8217;orazione<br \/>\ncon la lingua tra i denti ti pronuncerei<br \/>\nse fossi un sacerdote come un salmo segreto<br \/>\ncon le mani sulla bocca ti canterei<br \/>\nSe avessi braccia migliori ti costringerei<br \/>\nse avessi labbra migliori ti abbatterei<br \/>\nse avessi buona la bocca ti parlerei<br \/>\nse avessi buone le parole ti fermerei<br \/>\nad un angolo di strada io ti fermerei<br \/>\nad una croce qualunque ti inchioderei<br \/>\nE invece come un ladro come un assassino<br \/>\nvengo di giorno ad accostare il tuo camminop<br \/>\nper rubarti il passo il passo e la figura<br \/>\ne amarli di notte quando il sonno dura<br \/>\nE amarti per ore ore ore\/e ucciderti all&#8217;alba di un altro amore<br \/>\ne amarti per ore ore ore e icciderti all&#8217;alba di un altro amore<br \/>\nPerch\u00e8 l&#8217;amore \u00e8 carte da decifrare<br \/>\ne lunghe notti e giorni da calcolare<br \/>\nse l&#8217;amore \u00e8 tutto segni da indovinare<br \/>\nPerdona se non ho avuto il tempo di imparare<br \/>\nSe io non ho avuto il tempo di imparare&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco, l&#8217;unica concessione che vi facciamo, cari antifascisti senza cuore, senza canti, senza suoni e senza vino, \u00e8 quella del tempo che vi \u00e8 mancato per imparare.<\/p>\n<p>Tempo che a voi piacendo non manca. Tempo che nel &#8216;frattempo&#8217; noi spenderemo sempre attorno a un fuoco, al Checco e alla sua famiglia allargata, alla sua Comunit\u00e0. E sapete perch\u00e9? Perch\u00e9 in tanti anni \u00e8 tra i posti migliori dove abbiamo imparato la brezza della autentica Libert\u00e0. Del coraggio. Della sfrontatezza. Del romanticismo. Voi lo chiamate fascismo. Noi sappiamo che \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 grande, di pi\u00f9 impegnativo, di pi\u00f9 complesso. E&#8217; l&#8217;applicazione costante di una durezza che ha per approdo estremo la felicit\u00e0 integrale. Rara avis. Soprattutto per dei senza cuore come voi. Noi sempre con lui, il Checco. E mai e poi mai con voi. Ma non precluderemo mai la possibilit\u00e0 che vi sediate a quella tavola. Per parlare di sogni, di rivoluzione, di Uomini capaci di sacrificarsi per un&#8217;Idea. <\/p>\n<p>Fabrizio Provera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il passare del tempo mitiga gli eccessi e coadiuva, o almeno dovrebbe, la riflessione. 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