{"id":629678,"date":"2024-02-22T14:15:27","date_gmt":"2024-02-22T13:15:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=557258"},"modified":"2024-02-22T14:15:27","modified_gmt":"2024-02-22T13:15:27","slug":"tenemos-un-problema-carlitos-alcaraz-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629678","title":{"rendered":"Tenemos un problema, Carlitos (Alcaraz)? Di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Qualunque discorso riguardante Carlos Alcaraz non pu\u00f2 prescindere da un aspetto. \u00c8 un classe 2003 ed \u00e8 nato ad agosto, ci\u00f2 significa che non ha ancora compiuto ventuno anni. Per intenderci, Sinner lo precede di ventiquattro mesi che a quell&#8217;et\u00e0 fanno tutta la differenza del mondo e non serve certo spiegare il perch\u00e9. Tuttavia, altri due concetti non possono essere trascurati. Il primo \u00e8 che dalla strepitosa vittoria di Wimbledon nel luglio scorso, quando fin\u00ec per abbattere Djokovic dove nemmeno Federer fu in grado, Carlitos non ha pi\u00f9 vinto un torneo e negli ultimi sette disputati non ha nemmeno raggiunto una finale. In mezzo, due Slam mal giocati, New York 2023 e Melbourne 2024, e le Finals di Torino dove il rendimento \u00e8 stato, se possibile, anche peggiore. Il secondo \u00e8 dato dal confronto proprio con Sinner, oggi il tennista pi\u00f9 forte al mondo: l&#8217;italiano, come si chiede ad un campione, ad ogni torneo si presenta con una novit\u00e0, fosse anche impercettibile ma c&#8217;\u00e8. Alcaraz, invece, a dire involuto \u00e8 forse blasfemia ma bloccato, in questo momento, lo \u00e8 di sicuro. La domanda che sorge spontanea \u00e8: perch\u00e9?<\/p>\n<p>Intanto, la conferma dell&#8217;assioma che sar\u00e0 banale ma a molti sembra non entrare mai in testa. Confermarsi al vertice in una disciplina cos\u00ec esigente \u00e8 sempre un casino bestiale. Anche se sei Alcaraz, quindi uno che ha geni e genialit\u00e0 per fare epoca. Pi\u00f9 di Sinner, pi\u00f9 di Medvedev, pi\u00f9 di Djokovic che, noncurante di quelli pi\u00f9 talentuosi di lui, sono vent&#8217;anni che fissa gli obiettivi e non perde praticamente mai quando conta. Pu\u00f2 essere, quindi, che il post Wimbledon abbia fatto pi\u00f9 male che bene ad Alcaraz. Per esempio, nel caso avesse malauguratamente pensato, sollevando il trofeo pi\u00f9 importante al mondo, di poter rivincere a ogni latitudine per diritto di cromosomi. Non succedeva al McEnroe del 1984, la definizione plastica di magnificenza, figuriamoci agli altri. Pi\u00f9 si vince e pi\u00f9 si deve lavorare duramente, affinch\u00e9 la fame non abbia di che calare, una legge non scritta del gioco. Perch\u00e9 in un mondo di squali, che venderebbero la mamma per un quindici, il contrario significherebbe morte certa, anche per lo spagnolo che gioca a tennis infinitamente meglio dei suoi rivali.<\/p>\n<p>Infatti, per tornare alla pi\u00f9 stretta attualit\u00e0, \u00e8 bastato il lungagnone Jarry, al solito tignoso quando mette piede sulla terra battuta sudamericana anche se poi capace di perdere all&#8217;indomani con il non trascendentale Diaz Acosta, per inceppare un meccanismo evidentemente poco oliato di questi tempi. Cos\u00ec, nemmeno l&#8217;aver ritrovato i campi rossi, sui quali in linea teorica dovrebbe avere ancora pi\u00f9 margine, ha invertito la brutta tendenza con una serie di indizi che sommati sono prossimi a fare una prova. Carlitos, mi sa che abbiamo un problema. Tuttavia, Juan Carlos Ferrero al box dovrebbe essere una garanzia. Anzi, lo \u00e8. Questo perch\u00e9, con lui, Alcaraz trova al fianco la sua antitesi pi\u00f9 marcata; uno che da giocatore ha spremuto alla carriera il centouno per cento di quel che ci fosse da spremere, grazie ad abnegazione e intelligenza a compensare un talento, diciamo, cos\u00ec cos\u00ec. Tanto da portare un tennis oggettivamente povero di qualit\u00e0 fino alla prima posizione del ranking mondiale. Insomma, in quanto a cultura del lavoro tennistica, Carlitos ha per coach un docente universitario. Il problema, semmai, \u00e8 la voglia di seguirlo. Lo dicemmo in tempi non sospetti, soprattutto nelle giornate di gloria, in tal senso Alcaraz non \u00e8 Sinner, uno che sprizza dedizione maniacale da tutti i pori.<\/p>\n<p>Poi, come spesso accade agli uomini di maggior talento, la tattica non \u00e8 tipicamente il suo punto forte. L&#8217;impressione \u00e8 che troppo spesso i suoi match non seguano un copione preparato a monte ma si compongano della sequenza di colpi dettati pi\u00f9 dall&#8217;istinto che dalla ragione e, ancora peggio, slegati dalle peculiarit\u00e0 dell&#8217;avversario. E se inizialmente l&#8217;effetto sorpresa, messo in atto da uno che con la racchetta potrebbe fare qualsiasi cosa da quanto educata \u00e8 la mano che la governa, ha fatto sfracelli, ecco che quelli bravi e sagaci hanno messo a punto le contromosse del caso, cos\u00ec da non farsi pi\u00f9 abbindolare oltremodo dai suoi mille trucchi. I Sinner e i Djokovic non perdonano i passaggi a vuoto altrui nel corso dei match perch\u00e9 meravigliosi depositari della regolarit\u00e0 e della costanza, che stanno al tennis come la sciolina sta alla discesa libera o la pressione degli pneumatici all&#8217;automobilismo: vitale. Questa sua estemporaneit\u00e0 tattica fa talvolta scopa con quella di rendimento, il che significa, appunto, passaggi a vuoto. Una kryptonite e, cos\u00ec, pu\u00f2 bastare un buon Jarry per capitalizzare l&#8217;omaggio e passare all&#8217;incasso. Figuriamoci un Sinner, la cui capacit\u00e0 di tenere sempre alti i giri del motore \u00e8 robotica, per non parlare di Djokovic che ha fatto del rifiuto della sconfitta un&#8217;opera d&#8217;arte moderna.<\/p>\n<p>A fargli le pulci, ma senza la pretesa di sostituirci al lavoro del suo formidabile team, ci sarebbe anche da evidenziare una lieve ma potenzialmente significativa problematica tecnica lasciata a met\u00e0. Ricordando sempre di avere di fronte un tennista di quelli che nascono ogni morte di Papa, quello che non passa inosservato \u00e8 il mancato miglioramento in questi primissimi anni di carriera di un colpo di capitale importanza per l&#8217;economia del gioco, il servizio. Se n&#8217;\u00e8 immediatamente accorto anche Andy Roddick, uno che, oltre ad essere notoriamente una mente brillante, con quel colpo ha letteralmente fatto sfracelli. Un parere autorevole decisamente pi\u00f9 del nostro. L&#8217;ex numero uno al mondo, nonch\u00e9 ultimo statunitense a vincere un Major, ha sollevato la questione nei seguenti termini. L&#8217;involuzione in quanto a velocit\u00e0 della prima palla, che mediamente appare financo diminuita rispetto a un anno fa, e la scarsa variet\u00e0 nelle scelte. Egemonizzate, queste ultime, dal &#8216;kick&#8217; mancino che, seppur formidabile, non \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 una sorpresa n\u00e9 una fucina di punti rapidi. Sempre per Roddick, poi, al di l\u00e0 della velocit\u00e0 che dice tanto di una battuta ma non tutto &#8211; del resto Federer difficilmente passava i duecento orari ma di punti col servizio ne faceva in quantit\u00e0 industriale &#8211; la meccanica di impatto non proprio ortodossa \u00e8 tale da produrre una palla di relativamente &#8216;facile&#8217; gestione per i califfi della risposta. Zverev, agli ultimi Australian Open, lo ha estromesso dal torneo sconfiggendolo al termine di un match nel quale gli ha strappato per ben sette volte il servizio. Per dare l&#8217;idea, Sinner, nello stesso torneo, ha perso il suo primo turno di battuta solo in finale. Una bella differenza di rendimento con il fondamentale di inizio gioco.<\/p>\n<p>Morale, Alcaraz non era invincibile un anno fa e non \u00e8 diventato un giocatore normale adesso. Meglio essere chiari per non finire nel calderone poco edificante dei sedicenti addetti ai lavori che a ogni risultato mutano il loro pensiero. Carlitos ha tutte le qualit\u00e0 per essere un fattore dominante di questa generazione ma, come da normalit\u00e0 in ambito sportivo, ha da risolvere un grattacapo. Probabilmente il primo della carriera, di sicuro non l&#8217;ultimo. Detta della volont\u00e0, che lo stesso Ferrero ha velatamente messo in dubbio almeno nell&#8217;ultimo periodo, e della necessit\u00e0 di continuare ad aggiungere frecce nella faretra come si conviene per un fuoriclasse di tale risma, sar\u00e0 interessante vedere gli effetti che sortiranno le recenti scoppole (gli ultimi match importanti li ha persi tutti) su un ragazzo consapevole di possedere potenzialit\u00e0 teoricamente illimitate. Egoisticamente parlando, noi di TicinoNotizie.it cultori della tirannia della bellezza, ci auguriamo che Carlitos ritrovi in fretta la quadratura del cerchio. Ci ha abituato bene, riuscendo nell&#8217;impresa di rendere l&#8217;addio di Federer almeno un po&#8217; meno doloroso, e, con quel maledetto di un Kyrgios che fa di tutto pur di non giocare a tennis, abbiamo un disperato bisogno di lui. Di pi\u00f9, \u00e8 il tennis che ne ha.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualunque discorso riguardante Carlos Alcaraz non pu\u00f2 prescindere da un aspetto. \u00c8 un classe 2003 ed \u00e8 nato ad agosto, ci\u00f2 significa che non ha ancora compiuto ventuno anni. Per intenderci, Sinner lo precede di ventiquattro mesi che a quell&#8217;et\u00e0 fanno tutta la differenza del mondo e non serve certo spiegare il perch\u00e9. 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