{"id":629736,"date":"2024-02-23T20:33:03","date_gmt":"2024-02-23T19:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=557561"},"modified":"2024-02-23T20:33:03","modified_gmt":"2024-02-23T19:33:03","slug":"verso-italrugby-francia-allons-enfants-de-la-patrie-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629736","title":{"rendered":"Verso Ital(rugby)-Francia: allons enfants de la patrie- di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>In quella circostanza ci negarono financo lo stadio migliore. Perch\u00e9 il Parco dei Principi, i francesi, lo riservavano solo alle occasioni importanti, quando i Blues erano incentivati ad indossare lo smoking dal blasone dell&#8217;avversario. Cos\u00ec, noi cugini considerati poveri e pure un po&#8217; sfigati, con quella spocchia che fa tanto Francia fummo dirottati al Lesdigui\u00e8res, diecimila posti di capienza e il fascino, si fa per dire, di un campo in periferia. Come dargli torto, a ben pensarci. Alle nostre latitudini, del resto, il rugby era ancora qualcosa che sulla Gazzetta dello Sport, come in tiv\u00f9, trovava collocazione in fondo, molto in fondo, dopo la serie C del calcio e i rugbisti considerati rozzi omaccioni con i piedi troppo poco educati e il ventre spropositato per fare i calciatori. Cos\u00ec, alla frontiera, perch\u00e9 al tempo i confini erano ancora lontani dal divenire liquidi, il gendarme, riconosciuto il bus con a bordo la nazionale italiana, sfoder\u00f2 la consueta battuta che da sempre accompagnava le nostre incursioni nella terra della rivoluzione e della Bastiglia: &#8220;Vi siete portati la cesta?&#8221;. Sottintendendo la quantit\u00e0 di punti che ci saremmo dovuti portare a casa sul groppone.<\/p>\n<p>Quel giorno, per\u00f2, sul bus degli italiani non c&#8217;era troppa gente disposta a scherzare. Perch\u00e9, piano piano, con il lavoro di George Coste, un francese, si erano costruiti una certa competenza rugbistica e in quella Coppa Europa i meno distratti avevano gi\u00e0 intravisto qualche indizio interessante. Nulla che potesse far presagire ad un cataclisma, ma a sfidare la stratosferica Francia, composta per nove quindicesimi dai trionfatori del Cinque Nazioni (con annesso Grande Slam) solo qualche giorno prima, l&#8217;Italia schierava una formazione che a rileggerla ora, ventisette anni pi\u00f9 tardi, fa tremare i polsi. La mediana di Dominguez e Troncon, il capitano Giovannelli, Cuttitta a tallonare, poi Francescato e Properzi, Giovanelli e Sgorlon. E via via tutti gli altri, gente speciale con una fame bestiale e la propensione a morire sul campo prima di vendere le armi. Cos\u00ec, lo scherno ricevuto dall&#8217;ignaro gendarme scivol\u00f2 via senza lasciare traccia, tra una birra e una sigaretta quali consuete compagne di viaggio.<\/p>\n<p>Siamo nel 1997 e, appunto, il pi\u00f9 antico torneo della palla ovale, e pi\u00f9 in generale anche del mondo, lo giocano ancora solo cinque nazioni &#8211; quattro d&#8217;oltremanica e i transalpini &#8211; e la massima competizione internazionale a noi riservata \u00e8 la Coppa Europa che vedeva, appunto, nella Francia la assoluta dominatrice e noi a fare da sparring partner. A Grenoble, per\u00f2, sarebbe presto successo qualcosa di epocale per lo sport azzurro tout court e per l&#8217;universo rugby quella partita assunse immediatamente il significato eterno di madre di tutte le partite. Perch\u00e9 la vincemmo. Una valanga di mete a referto e la perfezione del piede di Dominguez scrissero il 40 a 32 che, per chi c&#8217;era, ha rappresentato l&#8217;acme della rivalsa, un momento di sport ma anche di vita che fu spartiacque, come tutte le volte in cui c&#8217;\u00e8 un Davide a fare piccolo piccolo un Golia eccessivamente sicuro di s\u00e9. La sorpresa fu ovviamente enorme. La portata \u00e8 quella di Buster Douglas che abbatte Mike Tyson, quello vero. l&#8217;Equipe, al solito migliore dei corrispettivi rotocalchi italiani, l&#8217;indomani celebr\u00f2 il nostro trionfo certificando il compimento di qualcosa di insindacabilmente grande. <\/p>\n<p>Piangevano un po&#8217; tutti: noi dalla gioia, i francesi dalla delusione. Meno uno, il nostro George Coste, che a bordo campo in mezzo alla festa gi\u00e0 pregustava il volto abbacchiato del gendarme di cui sopra che, infatti, rimase rintanato in guardiola osservando il bus italiano che sfrecciava verso Roma, carico di una soddisfazione indescrivibile. La vittoria di Grenoble cambi\u00f2 tutto perch\u00e9 l&#8217;establishment del rugby, sempre cos\u00ec ostile alle variazioni delle gerarchie ancorate alla notte dei tempi, si convinse a spalancare le porte del futuro Sei Nazioni all&#8217;Italia; accadimento che si verific\u00f2 gi\u00e0 tre anni dopo, nulla per le tempistiche del rugby. L&#8217;esordio con vittoria ai danni della Scozia di un altro pomeriggio leggendario in quel del Flaminio, pertanto, fu la naturale prosecuzione di quell&#8217;impresa meravigliosa. Il resto \u00e8 storia. Una storia che ci ha visto sconfiggere la Francia in altre due occasioni ufficiali in mezzo a troppe sconfitte sonore ma, si sa, il rugby \u00e8 sport crudo e poco propenso a fare di un miracolo una consuetudine.<\/p>\n<p>Domenica prossima, a Lille, torna in palio il Trofeo Garibaldi che premia la vincitrice, ovviamente nel contesto del Sei Nazioni, dello scontro non anglosassone tra la nostra nazionale e quella francese. A Lille e non a Parigi, ma questa volta la spocchia non c&#8217;entra. La capitale, infatti, \u00e8 gi\u00e0 in clima olimpico e indisponibile a concedersi, quindi tutti altrove. Dove, \u00e8 bene dirlo subito, non ci sar\u00e0 un&#8217;altra Grenoble ma, cos\u00ec come pronosticato e poi verificatosi con l&#8217;Inghilterra all&#8217;esordio nel torneo, abbiamo la possibilit\u00e0 di evitare il naufragio e provare a restare in partita piuttosto a lungo. Che nel rugby, dove novantanove volte su cento a vincere \u00e8 quello meglio attrezzato, vale sempre molto. Poi, chiss\u00e0, pu\u00f2 sempre esserci qualcuno di folle a cui venga in mente di chiederci della famigerata cesta. E un italiano incazzato, a dirlo \u00e8 la storia, non \u00e8 mai un bell&#8217;avversario. Nemmeno se c&#8217;\u00e8 da schiacciare in meta una palla ovale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quella circostanza ci negarono financo lo stadio migliore. Perch\u00e9 il Parco dei Principi, i francesi, lo riservavano solo alle occasioni importanti, quando i Blues erano incentivati ad indossare lo smoking dal blasone dell&#8217;avversario. Cos\u00ec, noi cugini considerati poveri e pure un po&#8217; sfigati, con quella spocchia che fa tanto Francia fummo dirottati al Lesdigui\u00e8res, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":557563,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"localita":[78],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-629736","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport","localita-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/629736","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=629736"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/629736\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/557563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=629736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=629736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=629736"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=629736"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=629736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}