{"id":629793,"date":"2024-02-26T08:00:05","date_gmt":"2024-02-26T07:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=557837"},"modified":"2024-02-26T08:00:05","modified_gmt":"2024-02-26T07:00:05","slug":"che-meraviglia-litalrygby-a-un-palo-dalla-leggenda-di-teo-parini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629793","title":{"rendered":"Che meraviglia, l&#8217;Italrugby.. a un palo dalla leggenda- di Teo Parini"},"content":{"rendered":"<p>Adesso i sedicenti addetti ai lavori ci diranno che una Francia cos\u00ec brutta non la si era mai vista. E che l&#8217;Italia, pertanto, non \u00e8 nemmeno stata da meno. Ma noi, che addetti ai lavori non siamo, facciamo fatica a partorire un pensiero lucido a valle di ottanta minuti che solo un palo &#8211; cazzo, un palo &#8211; ha impedito si trasformassero in una delle imprese sportive pi\u00f9 luminescenti della storia azzurra, sport by sport. Partiamo dalla fine. Sul punteggio di tredici punti per parte, l&#8217;Italia arrembante come nemmeno nei sogni pi\u00f9 ottimistici estirpa il pallone, subendo fallo, ai portatori francesi. Il tempo sul cronometro \u00e8 colorato di rosso, tempo scaduto. Il che significa una cosa: calcio Italia, se finisce in mezzo ai pali \u00e8 la vittoria del trofeo Garibaldi, viceversa \u00e8 pari e patta. Paolo Garbisi, deputato alla trasformazione, pasticcia un po&#8217;, c&#8217;\u00e8 tensione, si perde del tempo prezioso. Ancora pochi secondi per calciare, la rincorsa \u00e8 raffazzonata ma il calcio \u00e8 di quelli facili. Vola l&#8217;ovale, volano le pulsazioni di tutti quanti, dal campo al divano passando per gli spalti.<\/p>\n<p> \u00c8 fatta, la palla sembra dentro. Sembra, perch\u00e9 sbatte sul palo: partita finita, \u00e8 pareggio.<br \/>\nLa risata amarissima e un po&#8217; isterica di Paolo \u00e8 una pugnalata al cuore; Menoncello, uno al quale daremmo la figlia per quanto sappia essere meraviglioso, picchia i pugni nell&#8217;erba. Un palo. In un amen, dall&#8217;impresa pi\u00f9 eclatante di sempre al rimpianto pi\u00f9 doloroso, forse di sempre. C&#8217;\u00e8 un per\u00f2. Siamo realisti, avremmo messo la firma per non prendere una scoppola (vi ricordate al mondiale, vero?), figuriamoci per un pareggio. Un risultato stratosferico arrivato nella maniera peggiore, questo \u00e8 lo sport. Questo \u00e8 il rugby, sport crudo e crudele, dove quasi sempre vince il pi\u00f9 forte. Con quel quasi che, questa volta, ci toglier\u00e0 il sonno, perch\u00e9 oggi, i pi\u00f9 forti, abbiamo dimostrato di essere noi. Artefici di una difesa che non si vedeva dalle barricate di Stalingrado, una cerniera impermeabile che ha finito per mandare ai matti gli avanti francesi, erodendo vigore e certezze. Ci\u00f2, con almeno tre prestazioni individuali da Paradiso. Detto di Menoncello, uno che quando avr\u00e0 smesso e si spera il pi\u00f9 tardi possibile ricorderemo come uno dei pi\u00f9 forti rugbisti italiani di sempre, commoventi le prove di Brex, placcatore inesausto, e di Zuliani, l&#8217;illusionista rubapalloni. Ma \u00e8 difficile essere severi con qualcuno dei ragazzi di Quesada. Certo, errori di possesso tanti ma in mezzo ad altrettanti cuore e polmoni.<\/p>\n<p>Brutta Francia? Pu\u00f2 darsi. Ma a spingerla a commettere una marea di errori inconsueti, per loro, \u00e8 stata l&#8217;Italia, mica la malasorte. Un merito che ci prendiamo tutto. E se la meta italiana \u00e8 bella come la Gioconda, ma non ce la ruberanno, l&#8217;unica messa a referto dai francesi non \u00e8 che il gentile omaggio di un arbitro che, oltre a vederla solo lui, conferma che, ancora oggi dopo vent&#8217;anni di Sei Nazioni, nel dubbio le decisioni puniscono implacabilmente l&#8217;Italia. Ma siamo gente di rugby, testa bassa e pochi piagnistei. Se ora siamo incazzati come bestie, al risveglio ci renderemo conto di aver dato di noi una versione che ci deve riempire d&#8217;orgoglio. Sempre per non vendere tappeti, avvisiamo che non sar\u00e0 sempre cos\u00ec. La Francia costretta a giocare per un tempo con un uomo in meno &#8211; decisione sacrosanta, peraltro &#8211; \u00e8 un bel vantaggio pi\u00f9 che una consuetudine e Galles ma soprattutto Scozia hanno le qualit\u00e0 e la competenza per mettere a nudo quelle che restano le nostre endemiche difficolt\u00e0. Insomma, tra quindici giorni saremo chiamati alla stessa sofferenza odierna e, si sa, la prova del nove di tommasiana definizione spesso ha finito per respingere i sogni nostrani. Cercheremo di sfatare anche questo tab\u00f9.<\/p>\n<p>In ogni caso, ci sar\u00e0 tempo per preparare gli ultimi due scontri. Adesso, per\u00f2, \u00e8 l&#8217;ora della festa, perch\u00e9 i ragazzi si meritano una festa che, in parte, li possa ripagare da anni di pane durissimo e critiche feroci, solitamente fuori luogo. Siamo sinceri, quel palo non lo si dimenticher\u00e0 in fretta. Tuttavia, proprio da quel palo, si rientra in Italia con una certezza in pi\u00f9: se stuzzicati, magari dalla spocchia transalpina, abbiamo i cromosomi adatti per difendere il nostro fortino fino alla morte. Proprio come dice il nostro inno, intonato con le lacrime agli occhi da Cannone a ricordarci due cose. La meraviglia del rugby, l&#8217;orgoglio di essere italiani. <\/p>\n<p>Grazie di cuore, ragazzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adesso i sedicenti addetti ai lavori ci diranno che una Francia cos\u00ec brutta non la si era mai vista. E che l&#8217;Italia, pertanto, non \u00e8 nemmeno stata da meno. 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