{"id":629864,"date":"2024-02-27T18:18:10","date_gmt":"2024-02-27T17:18:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=558050"},"modified":"2024-02-27T18:18:10","modified_gmt":"2024-02-27T17:18:10","slug":"il-censimento-delle-chiese-andate-perdute-nel-tempo-nellaltomilanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629864","title":{"rendered":"Il censimento delle chiese andate perdute nel tempo nell&#8217;Altomilanese"},"content":{"rendered":"<p>ALTOMILANESE &#8211; Sono parecchi gli edifici religiosi dei quali si \u00e8 persa la memoria. Sono tre giorni che piove e abbiamo trovato il tempo per elencarli, aggiungendo parole che abbiamo raccolto nel tempo.  Di alcuni sono rimaste le tracce, di altri le carte d\u2019archivio.<\/p>\n<p>ORATORIO DI SAN TADDEO A SANT\u2019ANTONINO TICINO. Eretto dal nobile Villano Crivelli, abitante in loco, nella seconda met\u00e0 del Trecento, mediante atto del 9 novembre 1354.  Lo troviamo ricordato nel Liber Seminaeii del 1564 con errata indicazione, ed ancora nel giugno 1636 allorch\u00e9 i Francesi, alleati dei sabaudi del Duca Vittorio Amedeo I, invasero la pieve di Dairago \u2013 nel quadro della guerra dei Trent\u2019anni &#8211; seminandovi il terrore.  Probabilmente l\u2019edificio religioso fu sconsacrato in seguito alle drastiche leggi giuseppine della fine del Settecento.<\/p>\n<p>ORATORIO DI SAN FEDELE A CASTANO. La chiesa di S. Fedele si trovava sull\u2019angolo occidentale della piazza  (intersezione tra corso Roma, piazza Mazzini), proprio di fronte all\u2019imboccatura del vicolo della \u2018Chiesa vecchia\u2019 ed era probabilmente l\u2019antica parrocchiale. Gi\u00e0 documentata nel XIII secolo, l\u2019aula rettangolare, senza abside semicircolare, la riporta indietro al tempo della diffusione del cristianesimo, cos\u00ec come S. Maria in Binda a Nosate, S. Maria di Ferno, S. Damiano a Turbigo e via dicendo.<br \/>\nSan Fedele \u2013 cos\u00ec come le chiese che tracciavano la via  che correva lungo la riva sinistra del Ticino &#8211;  era collocata su un\u2019antica strada che, proveniente da Como-Castelsperio, proseguiva per Novara lungo la via Adua (costeggia l\u2019attuale Centro Commerciale e un tempo si chiamava \u2018Via der Pavia\u2019) che si collegava alla \u2018Traversagnetta\u2019 di Robecchetto e proseguiva da una parte lungo la Mercatoria (antica strada posta sulla riva sinistra del Ticino) e dall\u2019altra attraversava il fiume al passo di Turbigo-Robecchetto-Galliate.<\/p>\n<p>L\u2019ORATORIO SAN MAURIZIO A CASTANO era posizionato al confine Sud, vicino al confine con Cuggiono, come ancora oggi indica la toponomastica \u201cAl santo Maurizio\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ORATORIO DEI SS. CORNELIO E CIPRIANO A CASTANO era collocato al confine Est. L\u2019ubicazione esatta \u00e8 indicata dalla mappa vecchia della citt\u00e0 e la chiesetta si trovava non lungi dal cimitero (ad ovest della cascina \u2018Cantona\u2019). Lo documentano la strada intitolata al Santo la quale diparte dal cimitero e alcuni fondi di questa zona che portavano il toponino \u2018Cornelio\u2019. Vicino al Villoresi dunque, in direzione di Buscate. Gi\u00e0 cadente alla fine del Cinquecento fu venduta per 175 lire nel 1787 ad un certo Antonio Ramponi. <\/p>\n<p>LA CHIESA DI S. MARIA IN PRATO A CASTANO di diritto patronale della famiglia Cantoni. L\u2019attuale cappella di Maria Bambina in piazza Garibaldi ricorda un&#8217;antica chiesa demolita nel 1789. Sorgeva all&#8217;angolo nord-est della piazza (detta del \u2018Prato\u2019)  e fu eretta nel 1345 per volont\u00e0 di Marchisio de&#8217; Cantoni, un prete castanese appartenente ad una ragguardevole famiglia del luogo. L&#8217;erezione \u00e8 ricordata da una lapide murata all&#8217;esterno della Prepositurale, vicino all&#8217;entrata laterale di corso Martiri Patrioti.<\/p>\n<p>ORATORIO DI SAN PIETRO AL PONTE DI CASTANO, chiesetta scomparsa, era al confine Ovest, al Ponte di Castano. Gi\u00e0 citata nel 974, come le altre chiese qui indicate, la dedicazione la fa risalire all\u2019epoca longobarda, cos\u00ec come S. Zenone (santi privilegiati, dopo S. Michele Arcangelo, da questo popolo). L\u2019ultima descrizione \u00e8 della seconda met\u00e0 del Cinquecento. Alla fine dell\u2019Ottocento, durante i lavori di costruzione della cascina \u2018Carabelli\u2019 \u2013 sulla riva sinistra del Naviglio Vecchio, vicino al ponte in pietra &#8211; furono rinvenute molte ossa umane: una conferma dell\u2019inumazione di cadaveri che di regola avveniva presso le chiese.<\/p>\n<p>ORATORIO DI SAN MAURIZIO A CUGGIONO. Nel 1660 gli scolari della compagnia di S. Gerolamo chiesero di poter erigere un nuovo oratorio visto l&#8217;alto numero di adepti.<br \/>\nLa chiesa di San Maurizio sorgeva nella piazza omonima. Lasciata andare in disuso venne dapprima usata come scuola per due classi elementari, indi, nel 1880 \u2013 quando entr\u00f2 in servizio il &#8216;Gamba de Legn&#8217;, il tram che collegava Cuggiono a Milano &#8211;  fu abbattuto il campanile e la chiesa adibita a rimessa per le macchine del nuovo mezzo di trasporto. Quando il tracciato del &#8216;Gamba de Legn&#8217; fu prolungato fino a Castano, l&#8217;ex chiesa di San Maurizio fu trasformata in teatro comunale e cos\u00ec rimase fino al 1925, quando, per migliorare la viabilit\u00e0 della piazza fu abbattuta (Badi, 1950)<\/p>\n<p>ORATORIO DI SANTA TERESA A INVERUNO. Nel 1638 Augusto Busti chiese che fosse benedetto l&#8217;oratorio di Santa Teresa da lui fatto costruire. Nessun documento \u00e8 rimaasto per conoscere che fine avesse fatto.<\/p>\n<p>ORATORIO DI SAN MARTINO A NOSATE. Il papa Martino I mor\u00ec nel 655 e fu canonizzato non molti anni dopo. Si hanno notizie di chiese a lui dedicate gi\u00e0 nel XIII secolo e due di queste sono citate  a Nosate e al Padregnano. A Nosate si pensava che fosse nell\u2019attuale area della chiesa di San Guniforte, ma  il restyling  del 2001 non ha dato alcuna certezza.<br \/>\nScrivemmo allora: Nel &#8220;Liber&#8221; compilato da Goffredo da Bussero nel 1287 sono elencate due chiese a Nosate: S. Maria e S. Martino. Mentre S. Maria in Binda \u00e8 stata tramandata dal tempo, di S. Martino si sono perse le tracce. Qualcuno aveva supposto che S. Martino fosse collocata al posto di S. Guniforte, ma lo scavo archeologico non ha dato alcuna certezza e confermato l&#8217;esistenza di una chiesa cinquecentesca (con abside semicircolare ed aula rettangolare), quella che vide San Carlo Borromeo nella Visita Pastorale del 1570 e cio\u00e8 l\u2019attuale. Di San Martino \u00e8 rimasto solo il toponimo che ha dato il nome ad un piano di Lottizzazione in paese.<\/p>\n<p>L\u2019ORATORIO DI SAN MARTINO AL PADREGNANO. Fu lo storico Gian Domenico Oltrona Visconti a tratteggiare per primo \u2013 in un articolo su \u2018Contrade Nostre\u2019 \u2013 quelle che furono le antiche chiese del Padregnano, un tempo caposaldo del contado del Seprio. Di San Martino l\u2019unica citazione risale al 1094, all\u2019epoca della donazione parziale ai Fruttuariensi. Allora si trovava nel villaggio di Padregnano: intus villa de ipso loco. Oggi, lo spirito dell\u2019antica chiesetta, sopravvive nel toponimo del fontanile \u2018Martinone\u2019 e nel campo adiacente dove era insediato l\u2019antico villaggio del XIII secolo.<\/p>\n<p>L\u2019ORATORIO DI S. ILARIO A PADREGNANO. Quando il signor Scattolini, una decina di anni fa, lasci\u00f2 la sua abitazione a Padregnano ci mostr\u00f2 l\u2019area dove \u2013 secondo lui \u2013 c\u2019era un\u2019antica chiesetta, probabilmente quella di S. Ilario, il Santo francese (da Poitiers) che aveva combattuto, come San Martino,  l\u2019eresia  ariana.    Il  suo  ricordo  non  `e  sopravvissuto  &#8211;  come  nel  caso  di  S.  Martino  &#8211;  nella toponomastica,  salvo  interpretare  l\u2019etimologia  della  localit`a  Villaria  come  vicus  Ilario.<\/p>\n<p>L\u2019ORATORIO DI SANTA MARIA A RUBONE. Fino a tutto l\u2019Ottocento nell\u2019antico comune rurale di Rubone vi abitavano circa cinquecento persone, tutti nelle corti dislocate sulla riva sinistra del Naviglio Grande, che prendevano il nome o il soprannome dalle antiche famiglie del luogo (Gualdoni, Bognetti). Barchiroli e contadini, dunque, con le proprie case poste a corollario della chiesetta di Santa Maria (abbandonata da tempo) che vantava una pala d\u2019altare della scuola di Tommaso Cagnola predata da tempo, ma della quale si riconosce ancora la sinopia.<br \/>\nDi tale affresco, appartenente al tipo iconografico di \u2018Maria Regina\u2019, risalente al primo Cinquecento, scrivemmo trent\u2019anni fa  (Contrade Nostre), riportando anche il cartiglio sotteso a quella che era una vera opera d\u2019arte, andata perduta con gli arredi. D\u2019altra parte, quando se ne and\u00f2 l\u2019ultimo barcaiolo il paese divenne un luogo isolato, abitato solo dalla paura. Le mura delle cinque cascine che lo costituivano hanno cominciato ad essere preda della vegetazione rigogliosa e i tetti letteralmente \u201cmangiati\u201d. Poi ci fu un maxintervento edilizio incompiuto che \u00e8 ancora l\u00ec da vedere. <\/p>\n<p>L\u2019ORATORIO DI NOSTRA SIGNORA DEL CARMELO A ROBECCHETTO. L\u2019Oratorio di Nostra Signora del Carmelo era ubicato in un edificio di propriet\u00e0 Fagnani, nel cortile cosiddetto \u201cdei Cardani \u201d. La  devozione  della  comunit\u00e0  a  questo  oratorio  inizi\u00f2 nel  1679. Potevano entrarvi circa quaranta persone in piedi. Si sa che si celebrava ancora nel 1845 per cui possiamo supporre che solo con l\u2019apertura della nuova chiesa parrocchiale sia stato sconsacrato.<\/p>\n<p>L\u2019ORATORIO CAMPESTRE DI S. ANNA A ROBECCHETTO-TURBIGO. La prima notizia risale al 1711. La tradizione orale ha tramandato l\u2019uso dell\u2019oratorio come Lazzaretto durante le epidemie e, in funzione di questo scopo, nel muro si apriva una finestrella attraverso la quale veniva introdotto il cibo. La cura dei malati era affidata ad infermieri dell\u2019Ospedale Maggiore di Milano ed i morti, evacuati nottetempo, erano cosparsi di calce e sepolti nel luogo che piu`  tardi venne detto Burrone. Alla fine dell\u2019Ottocento, `e documentato l\u2019utilizzo dell\u2019edificio come Casa  per  colerosi, ma la memoria  di  \u2018Luogo  di  morte\u2019  `e  documentata  dal  progetto  rintracciato  in  Archivio  Comunale di Robecchetto  che individuava il sito del primo cimitero di Robecchetto proprio nell\u2019area dell\u2019antico \u2018Lazzaretto\u2019. Il progetto non fu realizzato perch\u00e9  la chiesa era di ragione del Comune e il territorio di proprieta`                           della parrocchia di Turbigo, per cui fu giocoforza orientarsi verso S. Vittore, nonostante fosse  distante dall\u2019abitato.  Nel 1912 l\u2019edificio venne demolito.<\/p>\n<p>DIDA &#8211; RUBONE frazione di BERNATE TICINO, nella chiesa di Santa Maria, ormai dissacrata, c&#8217;era un affresco  della scuola di Tommaso Cagnola (secolo XV) strappato in tempi antichi, che qui pubblichiamo.<br \/>\nLa Maria Regina reca in capo la corona e appoggia la mano sinistra sul libro collocato aperto sul suo ginocchio. Con la destra sostiene invece il Figlio seduto sulla sua gamba, nudo. Il gesto della Madre appare protettivo, mentre il suo sguardo, distolto dal figlio, sembra presago del suo tragico destino di sofferenza e di morte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALTOMILANESE &#8211; Sono parecchi gli edifici religiosi dei quali si \u00e8 persa la memoria. Sono tre giorni che piove e abbiamo trovato il tempo per elencarli, aggiungendo parole che abbiamo raccolto nel tempo. Di alcuni sono rimaste le tracce, di altri le carte d\u2019archivio. 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