{"id":629890,"date":"2024-02-28T13:30:28","date_gmt":"2024-02-28T12:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/?p=558259"},"modified":"2024-02-28T13:30:28","modified_gmt":"2024-02-28T12:30:28","slug":"in-difesa-di-liceo-classico-lingua-greca-e-lingua-latina-da-barbadillo-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=629890","title":{"rendered":"In difesa di Liceo Classico, lingua greca e lingua latina (da Barbadillo.it)"},"content":{"rendered":"<p>Non sappiamo se si possa parlare \u2013 come taluni hanno fatto \u2013 di un \u201ccambiamento d\u2019epoca\u201d rispetto alla diminuzione degli iscritti al Liceo Classico. Un dato \u00e8 certo: la contrazione delle iscrizioni alla scuola secondaria superiore per l\u2019anno scolastico 2024\/25 riportano una quota del 5,34% di iscritti al liceo classico, contro il 5,8% dell\u2019anno precedente.<br \/>\nStudiare latino e greco ai tempi di twitter non serve pi\u00f9? Polemiche storiche e politiche a parte interrogarsi sul senso di un liceo spiccatamente umanistico, nel tempo dell\u2019assolutismo informatico, \u00e8 un argomento cruciale per l\u2019intero Paese.<\/p>\n<p>Non solo in ragione del \u201cruolo\u201d, storicamente svolto dal Liceo Classico, di \u201cselezionatore\u201d della classe dirigente, ruolo che oggi appare sbiadito, a fronte di una mutata domanda formativa, finalizzata a garantire uno sbocco lavorativo pi\u00f9 immediato. Quanto piuttosto della pi\u00f9 vasta comprensione di un patrimonio culturale, insieme letterario, filosofico, scientifico ed antropologico, che sta alla base dell\u2019Occidente, europeo e non solo: sorta di porta aperta per la conoscenza, un \u201cbattesimo profano \u2013 per dirla con Hegel \u2013 destinato a dare all\u2019anima la prima e inalienabile inclinazione e disponibilit\u00e0 al gusto e alla cultura\u201d, che riguarda certamente la formazione dei ceti dirigenti, ma non pu\u00f2 non toccare la pi\u00f9 vasta sensibilit\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p>Nel greco e nel latino ci sono infatti modelli ed impulsi spirituali che hanno segnato tutto il mondo civile. E\u2019 quindi doveroso rivendicarli con orgoglio, anche di fronte a certi tentativi di rendere predominanti modelli linguistici dialettali e provinciali o, d\u2019altra parte, di farsi contaminare acriticamente dai neo-linguaggi della globalizzazione.<br \/>\nMa \u00e8 anche necessario, proprio nel momento in cui c\u2019\u00e8 una presa di consapevolezza sul ruolo e la funzione formativa del Liceo Classico, ripensare i sistemi d\u2019insegnamento e migliorarne la diffusione.<\/p>\n<p>E\u2019 certamente un problema che tocca il corpo docente, a cui va chiesto di non limitarsi ad una pedissequa ed un po\u2019 stanca applicazione del metodo grammaticale-traduttivo, impegnandosi piuttosto a \u201cvivificare\u201d i metodi d\u2019insegnamento, coinvolgendo gli studenti in un viaggio affascinante alla scoperta della tradizione e della cultura classica , ancora prima che all\u2019apprendimento di regole. Ma \u00e8 anche una questione ben pi\u00f9 vasta, che deve toccare il nostro sentire collettivo, il senso di un\u2019appartenenza in grado di parlare alla contemporaneit\u00e0. Impresa difficile, ma non impossibile, sulla quale sarebbe interessante aprire una seria riflessione, ipotizzando inusuali \u201ccontaminazioni\u201d.<\/p>\n<p>Come ha \u2013 del resto \u2013 ribadito Paola Mastrocola, convinta paladina di una Scuola \u201csfidante\u201d ed autenticamente democratica (suo il libro Il danno scolastico. La scuola progressista come macchina della disuguaglianza , uscito nel 2021, con coautore Luca Ricolfi): \u201cIl latino \u00e8 importante per imparare la nostra lingua e i meccanismi logici del pensiero. Ci obbliga a vedere la struttura della frase, come se facessimo una radiografia a quello che diciamo. E\u2019 un\u2019impalcatura che tiene su le strutture logiche e che aiuta sempre, qualsiasi percorso si intraprender\u00e0, dall\u2019idraulico al professore di filosofia al panettiere\u201d.<br \/>\nSulla strada del \u201crilancio\u201d del Liceo Classico un\u2019ipotesi interessante potrebbe essere quella di reintrodurre lo studio della lingua latina a partire dalla scuola secondaria di primo grado. Un\u2019apertura in questo senso era stata fatta, due anni fa, da Patrizio Bianchi, Ministro dell\u2019Istruzione nel Governo Draghi, che aveva dichiarato, in sede parlamentare: \u201cConcordo nel riconoscere il valore formativo delle lingue classiche essenziali per comprendere il presente e per sviluppare i saperi fondamentali che conducono alla riflessione e alla pi\u00f9 ampia conoscenza del mondo e della societ\u00e0 moderni, allo spirito critico e al ragionamento necessari per l\u2019emancipazione delle alunne e degli alunni, per la cittadinanza europea e per la difesa dei valori comuni\u201d. Nella risposta data ad alcuni senatori, che chiedevano chiarimenti sull\u2019ipotesi del ritorno del latino a partire dalla Scuola Media, il Ministro aveva per\u00f2 anche precisato che purtroppo una reintroduzione in via ordinaria dell\u2019insegnamento del latino per tutte le scuole \u201crichiederebbe un intervento normativo di tipo regolamentare che vada ad incidere sull\u2019assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola secondaria di primo grado con una rimodulazione dell\u2019intero piano di studi e dei relativi quadri orari\u201d.<\/p>\n<p>In una nuova fase politico-culturale come l\u2019attuale perch\u00e9 non provare a rilanciare la questione ? Magari iniziando a recuperare un dibattito sull\u2019utilit\u00e0 del latino (spesso affiancato dal greco) che ha segnato tutta la nostra storia nazionale, da Monaldo Leopardi al fisico Guido Tonelli, passando per Antonio Gramsci e Pier Paolo Pasolini.<br \/>\nGramsci, nei Quaderni dal carcere, evidenzi\u00f2 come il latino ed il greco \u201csi imparano per conoscere la civilt\u00e0 dei due popoli, la cui vita si pone come base della cultura mondiale\u201d. Pasolini (in I Dialoghi \u2013 1960-1965) and\u00f2 gi\u00f9 duro, con il suo stile senza compromessi: \u201cOra io sento un profondo senso d\u2019ira contro l\u2019azione sacrilega, nei confronti del passato, cio\u00e8 della nostra storia, della classe dirigente tradizionalista e cinica. Difenderei il latino, con ira, contro la sua difesa bugiarda. Dobbiamo conoscere e amare il nostro passato, contro la ferocia speculativa del nuovo capitalismo, che non ama nulla, non rispetta nulla, non conosce nulla\u201d.<\/p>\n<p>Proprio sull\u2019onda dell\u2019appello pasoliniano, lanciato negli Anni Sessanta ed ancora attualissimo, \u00e8 giunto il momento di riaprire la questione del Liceo Classico, in ragione certamente di una memoria da salvaguardare, senza temere per\u00f2 di aggiornarne metodologie ed insegnamenti fino ad arrivare a spregiudicate \u201ccontaminazioni\u201d.<br \/>\n\u201cCome gi\u00e0 soleva sottolineare il compianto grande linguista Tullio De Mauro \u2013 ha specificato Andrea Del Ponte, appassionato cultore della materia (cfr. Per le nostre radici. Carta d\u2019identit\u00e0 del latino, 2018) \u2013 l\u2019inglese andrebbe nominato \u2018lingua neolatina ad honorem\u2019, in quanto circa il 75% del suo lessico \u00e8 formato da prestiti dal francese (lingua ovviamente neolatina) o da parole derivanti direttamente dal latino.<br \/>\n\u201cPresident\u201d viene dal latino praesidens. \u201cTo order\u201d dal latino ordo, ordinis. \u201cArrest\u201d dal latino ad + restare. \u201cAnother\u201d \u00e8 collegato al latino alter, \u201cuno fra due\u201d. \u201cSenator\u201d \u00e8 identico al latino senator e viene dal latino senex, \u201cvecchio\u201d e da senatus. \u201cAdministration\u201d viene dal latino ad + ministrare. (\u2026) Per quanto riguarda il lessico tecnologico, \u00e8 saturo di derivazioni greche e latine. \u201cComputer\u201d deriva dritto dritto dal latino computare, \u201ccalcolare\u201d e \u201cbit\u201d \u00e8 abbreviazione di \u201cbinary digit\u201d, dove \u201cbinary\u201d deriva dal latino bini (\u201cdue per volta\u201d) e \u201cdigit\u201d da digitus, \u201cdito\u201d. Niente paura: la tecnologia digitale applicata agli studi letterari e filologici ha consentito e sempre pi\u00f9 consentir\u00e0 di fare enormi progressi nel campo delle nostre conoscenze\u201d.<\/p>\n<p>Riscoprire, attraverso un \u201crilancio\u201d del Liceo Classico, il latino ed il greco, per \u201creinventarne\u201d l\u2019apprendimento, rendendoli capaci di parlare alla sensibilit\u00e0 moderna? Impresa difficile, ma non impossibile \u2013 da quel che abbiamo sommariamente tratteggiato \u2013 sulla quale sarebbe interessante aprire una seria riflessione. Per sentirci tutti pi\u00f9 impegnati nella valorizzazione della nostra identit\u00e0, magari ripensandola pi\u00f9 moderna e dunque capace di parlare alla sensibilit\u00e0 delle nuove generazioni. Ne va dei destini non solo della Scuola italiana e dei futuri ceti dirigenti, ma di un pezzo essenziale della Storia e della cultura d\u2019Italia e d\u2019Europa, ivi compreso il Liceo Classico.<\/p>\n<p><strong>di Enrico Nistri (www.barbadillo.it)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sappiamo se si possa parlare \u2013 come taluni hanno fatto \u2013 di un \u201ccambiamento d\u2019epoca\u201d rispetto alla diminuzione degli iscritti al Liceo Classico. Un dato \u00e8 certo: la contrazione delle iscrizioni alla scuola secondaria superiore per l\u2019anno scolastico 2024\/25 riportano una quota del 5,34% di iscritti al liceo classico, contro il 5,8% dell\u2019anno precedente. 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