{"id":630089,"date":"2024-03-04T21:30:41","date_gmt":"2024-03-04T20:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ticinonotizie.it\/castellammare-presentato-lampliamento-del-museo-di-stabia\/"},"modified":"2024-03-04T21:30:41","modified_gmt":"2024-03-04T20:30:41","slug":"castellammare-presentato-lampliamento-del-museo-di-stabia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=630089","title":{"rendered":"Castellammare, presentato l\u2019ampliamento del museo di Stabia"},"content":{"rendered":"<p>Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Il Museo Archeologico di Stabia \u201cLibero D\u2019Orsi\u201d riapre al pubblico il 6 marzo nel suo rinnovato allestimento, con un percorso ampliato, depositi visitabili e scuola di formazione e digitalizzazione. All\u2019inaugurazione del nuovo percorso museale assieme al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, sono intervenuti il Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, il Prefetto Capo della Commissione Straordinaria di Castellammare di Stabia, Raffaele Cannizzaro, il Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, la Direttrice del Museo Archeologico di Stabia \u201cLibero D\u2019Orsi\u201d, Maria Rispoli, Carlo Rescigno dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Campania \u201cLuigi Vanvitelli\u201d.<br \/>Nell\u2019occasione \u00e8 stato anche presentato dal Comandante del NCTP, Cap. Massimiliano Croce il recupero di circa 125 reperti archeologici di produzione campana, frutto di una complessa attivit\u00e0 ispettiva condotta dal Nucleo TPC di Napoli, con la collaborazione dell\u2019Arma Territoriale di Torre Annunziata e in sinergia con il Parco archeologico di Pompei \u2013 Area Tutela, nei confronti di un collezionista privato della provincia di Salerno. I reperti saranno tutelati e valorizzati nel contesto del rinnovato Museo Archeologico di Stabia \u201cLibero D\u2019Orsi\u201d.<br \/>Si duplicano le sale e si arricchisce la collezione di opere provenienti dalle ville del territorio stabiese. 507 i reperti ora esposti, tra dipinti murali, arredi marmorei, suppellettili in ceramica e bronzo. Il percorso si integra con tecnologie e apparati multimediali didattici che implementano l\u2019accessibilit\u00e0 fisica e culturale delle opere e dei contenuti. Valorizzati anche i depositi del complesso, secondo un nuovo concept finalizzato a renderli non pi\u00f9 solo luoghi di conservazione ma anche di fruizione e ricerca, aperti al pubblico.<br \/>Il Museo \u00e8 ospitato dal 2020 negli spazi della Reggia di Quisisana \u2013 edificio che vanta una storia di oltre sette secoli, poi valorizzato in epoca borbonica \u2013 come spazio dedicato all\u2019esposizione di numerosi e prestigiosi reperti del territorio stabiano, insieme a preziose testimonianze della vita quotidiana, in particolare quella che si svolgeva nelle ville romane d\u2019otium (lussuose residenze finalizzate al riposo, del corpo e dello spirito, dalle attivit\u00e0 e dagli affari) e nelle ville rustiche (simili nella concezione alle moderne fattorie), site in posizione panoramica con \u201cvista\u201d sul Golfo di Napoli.<br \/>L\u2019operazione di valorizzazione del complesso del Quisisana, in concessione d\u2019uso dal Comune di Castellammare, fu curata e promossa dal Parco Archeologico di Pompei diretto all\u2019epoca dall\u2019attuale Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, consentendo di restituire al patrimonio italiano il pi\u00f9 antico sito reale borbonico, oggi sede di un prestigioso Museo e centro di cultura.<br \/>\u201cLa riapertura al pubblico del Museo Archeologico di Stabia, con il suo nuovo allestimento, le sue collezioni arricchite dai reperti provenienti dalle ville stabiesi e la riunione temporanea con quelli conservati al MANN, le sue sale rinnovate, il centro di formazione avanzato, \u00e8 una notizia bellissima per la cultura. Questo \u00e8 un sito unico che, grazie al lavoro di tutti, torna a splendere e ad offrire ai cittadini e agli appassionati un\u2019offerta incredibile di testimonianze storiche di grandissimo rilievo. Un tassello fondamentale dell\u2019operazione strategica di valorizzazione di questa area, all\u2019interno del progetto della Grande Pompei, ovvero quell\u2019immenso parco della storia diffuso, entro cui insistono le aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplontis, Boscoreale e tutto il territorio circostante. Il nuovo Museo di Stabia sar\u00e0 una delle perle di questo progetto che testimonia, ancora una volta, la centralit\u00e0 che la Campania ha per l\u2019archeologia mondiale e la nostra scelta di continuare ad investire su queste meravigliose ricchezze del patrimonio culturale della Nazione. \u2013 dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano \u2013 Su Castellammare c\u2019\u00e8 anche un finanziamento del Ministero pari a 4mln di euro per il restauro e la rifunzionalizzazione del Convento di San Francesco, alle spalle del Museo Diocesano. Il progetto esecutivo \u00e8 in consegna. Entro l\u2019estate avvieremo i lavori\u201d.<br \/>\u201cOggi si raccolgono i frutti di un progetto ambizioso in cui ho creduto da sempre, impegnandomi in prima linea per la valorizzazione della Reggia di Quisisana, divenuta, dal 2020, il naturale e prestigioso spazio espositivo del patrimonio archeologico dell\u2019antica Stabiae. \u2013 dichiara il Direttore generale dei Musei, Massimo Osanna \u2013 Visitare il Museo Archeologico di Stabia significa non soltanto comprendere la vita e la cultura del passato, ma anche proiettarsi verso il futuro: qui, infatti, si intende costruire un modello virtuoso di dialogo con il territorio, una buona pratica basata sulla sinergia interistituzionale e sulla ricerca scientifica sperimentale. L\u2019istituto, che riapre al pubblico con un nuovo allestimento arricchito nella compagine di reperti esposti e nella metodologia di comunicazione didattica, \u00e8 un invito alla scoperta della nostra storia: anche l\u2019accordo di valorizzazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha permesso di proporre ai visitatori un viaggio straordinario tra manufatti appena sottoposti a un\u2019attenta campagna di restauro\u201d.<br \/>\u201cIl Museo Archeologico di Stabia \u00e8 molto pi\u00f9 di un museo di opere archeologiche di pregio, per quantit\u00e0 e qualit\u00e0 che evidenziano il valore storico e culturale del territorio stabiano \u2013 sottolinea il Direttore Gabriel Zuchtriegel \u2013 ma un vero e proprio polo culturale e centro di ricerca di richiamo internazionale, in quanto sede di una scuola di formazione per la valorizzazione dei beni culturali dotata di attrezzature per la digitalizzazione e depositi accessibili per la ricerca e lo studio\u201d.<br \/>Oggi il percorso di visita \u00e8 stato ampliato con l\u2019introduzione di nuovi reperti restaurati mentre quello esistente \u00e8 stato rivisitato alla luce dell\u2019introduzione delle nuove tecnologie, di apparati multimediali e didattici. Per la prima volta gli allestimenti mettono insieme gli apparati decorativi delle ville marittime rinvenute sulla collina di Varano durante gli scavi di et\u00e0 borbonica e quelli scoperti da Libero D\u2019Orsi a partire dal 1950.<br \/>L\u2019allestimento che vede riuniti, dopo oltre 250 anni, i reperti stabiesi conservati al MANN e quelli rinvenuti dal preside, oggi custoditi al Quisisana, \u00e8 stato possibile grazie all\u2019Accordo siglato con il MANN per la valorizzazione del patrimonio stabiano che consente al museo di avere in prestito per tre anni molti dei reperti rinvenuti a Stabia secondo cicli di rotazione. Pertanto, per la prima volta sar\u00e0 possibile fruire degli apparti decorativi organizzati per contesti di provenienza.<br \/>-foto ufficio stampa Mic-<br \/>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli ROMA (ITALPRESS) \u2013 Il Museo Archeologico di Stabia \u201cLibero D\u2019Orsi\u201d riapre al pubblico il 6 marzo nel suo rinnovato allestimento, con un percorso ampliato, depositi visitabili e scuola di formazione e digitalizzazione. 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