{"id":630812,"date":"2024-03-25T11:21:00","date_gmt":"2024-03-25T10:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=562218"},"modified":"2024-03-25T11:21:00","modified_gmt":"2024-03-25T10:21:00","slug":"alessandro-davenia-ulisse-bellezza-e-stupor-mundi-700-persone-incantate-ad-abbiategrasso-un-successo-incredibile-per-beatrice-poggi-e-umane-connessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=630812","title":{"rendered":"Alessandro D&#8217;Avenia, Ulisse, Bellezza e stupor mundi: 700 persone incantate, ad Abbiategrasso. Un successo incredibile per Beatrice Poggi e Umane Connessioni"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019uomo ricco d\u2019astuzie raccontami, o Musa, che a lungo err\u00f2 dopo ch\u2019ebbe distrutto la rocca sacra di Troia; di molti uomini le citt\u00e0 vide e conobbe la mente, molti dolori pat\u00ec in cuore sul mare,<br \/>\nlottando per la sua vita e pel ritorno dei suoi. Ma non li salv\u00f2, bench\u00e9 tanto volesse,<br \/>\nper loro propria follia si perdettero, pazzi!, che mangiarono i bovi del Sole Iper\u03b9\u0301one,<br \/>\ne il Sole distrusse il giorno del loro ritorno. Anche a noi di\u2019 qualcosa di queste avventure, o dea, figlia di Zeus&#8221;.<\/p>\n<p>Millenni di letteratura, di storia, di evoluzioni, guerre, scoperte. Eppure l&#8217;uomo, anche quello&#8217;incistato&#8217; nella post modernit\u00e0, nel post nichilismo, cento e pi\u00f9 anni dopo Nietzsche, rimane ancorato a poche, essenziali domande. Alla sete d&#8217;assoluto di cui parlava Platone. Venerd\u00ec 22 marzo la citt\u00e0, ma meglio sarebbe dire la comunit\u00e0 di Abbiategrasso si \u00e8 come fermata (&#8216;presa per incantamento&#8217;, avrebbe detto il poeta..), <strong>avvinta dalle parole di Alessandro D&#8217;Avenia, dalla sua proverbiale capacit\u00e0 di &#8216;sentire&#8217;, prendere per mano il pubblico-<\/strong> 700 persone- e condurlo attraverso i perigliosi, ma affascinanti, sentieti letterari.<\/p>\n<p><strong>La rassegna Umane Connessioni, voluta dal vicesindaco Beatrice Poggi assieme a gruppi, associazioni e realt\u00e0 cittadine, ha toccato senza dubbio il suo punto pi\u00f9 alto. <\/strong> Merito dell&#8217;intuizione iniziale, primigenia diremmo, e della capacit\u00e0 di fare rete, sintesi, comunione.<\/p>\n<p>Straordinaria l&#8217;organizzazione garantita dall&#8217;ufficio Cultura del Comune di Abbiategrasso e dall&#8217;oratorio san Giovanni Bosco. Le persone, come se rapite per tutta la durata dell&#8217;incontro, sono state introdotte dalla partecipazione dei ragazzi e delle ragazze dell&#8217;oratorio, che hanno cantato una bellissima, intensa canzone dei Mumford &#038; Son, &#8216;Awake my soul&#8217;, sulla quale D&#8217;Avenia si \u00e8 poi soffermato.<\/p>\n<p>L&#8217;autore Mondadori che nel 2010 colse il clamoroso successo di Bianca come il latte rossa come il sangue ha presentato (ma in realt\u00e0 detto e fatto molto di pi\u00f9) l&#8217;ultima sua opera, Resisti cuore, un affascinante viaggio sull&#8217;Odissea e l&#8217;arte di essere.. mortali.<\/p>\n<p>Alessandro D&#8217;Avenia, docente di materie classiche al collegio San Carlo di Milano, si \u00e8 dapprima intrattenuto a cena con Beatrice Poggi ed alcuni amici, entrando in relazione diretta con uno studente di Conservatorio, parlando della tensione ideale di un qualsiasi insegnante (chiamato a &#8216;incarnarsi&#8217;), ha apprezzato i vini della sua terra nativa sorseggiati insieme, Etna Bianco e Passito di Pantelleria (la Sicilia \u00e8 una iperbolica terra di grande, anzi immensa viticoltura).<\/p>\n<p>Di lui non colpiscono soltanto l&#8217;assoluta padronanza del linguaggio, la capacit\u00e0 di muoversi negli spazi, l&#8217;eloquio, la capacit\u00e0 di tenere avvinto l&#8217;ascoltatore alla sua &#8216;narrazione&#8217;. No, si tratta a nostro avviso di aspetti importanti ma non primari. Dopo averlo conosciuto e sentito per la prima volta dal vivo (parlo ovviamente del sottoscritto), l&#8217;impressione \u00e8 quella di un fiume carsico, di un moto perpetuo, ideale e valoriale, che D&#8217;Avenia smuove ogni volta che affronta i temi, anzi diremmo la carne viva, del tema educativo. Della Bellezza. Della lezione senza tempo che &#8216;promana&#8217; dalla classicit\u00e0.<\/p>\n<p>La vita non \u00e8 un\u2019odissea, ma \u00e8 l\u2019Odissea. Questo sostiene Alessandro D\u2019Avenia nel suo libro \u201cResisti, cuore. L\u2019Odissea e l\u2019arte di essere mortali\u201d (Mondadori). Un po\u2019 saggio letterario, a tratti romanzo autobiografico, brillante guida alla lettura del poema omerico. Comunque pagine di palese entusiasmo e stupore verso quest\u2019opera fondamentale della cultura classica occidentale che, a detta di D\u2019Avenia, ad ogni lettura (lui, in veste di insegnante, ne svolge ogni anno scolastico la lettura integrale, a voce alta in classe) risulta nuova e pi\u00f9 \u2018attuale\u2019 di un qualsiasi giornale quotidiano.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019Odissea \u00e8 un setaccio che trattiene l\u2019oro disperso nel flusso di opere e giorni della nostra esistenza, che non equivale alla somma dei minuti che vivremo, e nemmeno alle formule in cui di volta in volta cercheremo di ingabbiarla per averne meno paura. E cos\u2019\u00e8 allora vivere? La speranza di venire alla luce del tutto e darne (rac)conto al mondo. Ci\u00f2 che i Greci, i quali della luce del Mediterraneo fecero la loro religione, chiamavano al\u00e8theia. Una parola composta dalla a- della privazione seguita dalla radice lath-, che indica perdita di memoria pi\u00f9 o meno volontaria: dalla disattenzione all\u2019oblio, dalla fuga al sonno; dalla stessa radice viene infatti la parola \u201cletargo\u201d. Al\u00e8theia \u00e8 quindi vita che viene alla luce perch\u00e9 sottratta all\u2019oscurit\u00e0 della dimenticanza, della menzogna, della morte. <\/p>\n<p>\u00abOggi per noi la morte \u00e8 qualcosa da scongiurare, i greci invece l\u2019avevano davanti agli occhi tutti i giorni e si chiedevano cosa rester\u00e0 per sempre nel contino fluire delle cose\u00bb dice il professore, sottolineando che per lottare contro la morte basta essere animali. \u00abNoi lottiamo per mangiare e dormire, ma questo ci serve a sopravvivere. L\u2019umano invece ha bisogno di pi\u00f9, deve vivere sopra\u00bb. E cita la Pala dell\u2019Assunta di Tiziano nella Basilica dei Frari: <Gli apostoli tendono le mani verso il l\u2019alto e uno in particolare tocca il cielo con un dito. \u00c8 una potentissima rappresentazione degli uomini che chiedono come si fa a fare della terra un cielo\u00bb spiega, affascinato dall\u2019opera. La vita \u00e8 un affanno continuo che chiede di essere vissuta, ed essere vivi richiede essere eroi: \u00abIn greco originalmente eroe vuol dire uomo, non persona straordinaria. Successivamente questa parola si \u00e8 legata al concetto di coraggio. Visto che per vivere ci vuole coraggio, la vita \u00e8 dunque un\u2019Odissea. \u2013 e continua \u2013 Ulisse soffre e lotta per salvarsi e garantire il ritorno ai suoi compagni, ma non ci riesce. \u00c8 una storia in cui l\u2019eroe non ce la fa. Oggi invece l\u2019eroe \u00e8 un perfetto che non \u00e8 mai stato imperfetto\u00bb, si legge in un suo recente intervento che ci ha particolarmente colpito.\n\n\n<strong>&#8220;Non trovavo pi\u00f9 vita dentro e fuori di me, cos\u00ec ho pregato come chi non ha e non pu\u00f2 niente,<\/strong> come uno appena venuto alla luce e che pu\u00f2 solo ricevere, come uno in cui l\u2019ora presente e l\u2019ora della morte coincidono; e ho scoperto che quell\u2019unica ora era l\u2019ora di nascere.<strong> E come una risposta, mi \u00e8 venuta incontro l\u2019Odissea:<\/strong> per capire chi ero quando non ero pi\u00f9 chi credevo di essere dovevo ricevermi da qualcun altro che mi conosceva e amava pi\u00f9 di quanto io mi conoscessi e amassi. L\u2019Amore era la fonte dell\u2019essere che mi mancava. L\u2019ho invocato davvero, per la prima volta. L\u2019uomo donami, Amore. Fammi nascere di nuovo. Fammi chi sono. Fammi tornare alla luce. Ulisse torn\u00f2 re solo dopo esser stato un naufrago e un mendicante che chiede un tozzo di pane. Ulisse divenne naufrago e mendicante anche di se stesso. L\u2019Odissea \u00e8 la risposta a una preghiera, a una richiesta d\u2019amore. Ogni odissea lo \u00e8. Ora e nell\u2019ora della nostra nascita&#8221;.<\/p>\n<p>Resister\u00e0 per lungo tempo nelle menti di chi c&#8217;era (e per sempre nei cuori), l&#8217;incontro con Alessandro D&#8217;Avenia. Se fosse solo per questo, varrebbe la pena di dire GRAZIE al Comune di Abbiategrasso e a Beatrice Poggi. Ma sappiamo, novelli Ulisse che cavalcano le onde dell&#8217;oggi, che \u00e8 per una ragione, anzi una Ragione, ben pi\u00f9 grande dell&#8217;emotivit\u00e0 di una sera.<\/p>\n<p>Fabrizio Provera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019uomo ricco d\u2019astuzie raccontami, o Musa, che a lungo err\u00f2 dopo ch\u2019ebbe distrutto la rocca sacra di Troia; di molti uomini le citt\u00e0 vide e conobbe la mente, molti dolori pat\u00ec in cuore sul mare, lottando per la sua vita e pel ritorno dei suoi. 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