{"id":630859,"date":"2024-03-26T13:41:05","date_gmt":"2024-03-26T12:41:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=562422"},"modified":"2024-03-26T13:41:05","modified_gmt":"2024-03-26T12:41:05","slug":"il-ritorno-del-magnifico-diamante-musetti-e-domani-sfida-con-alcaraz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/il-ritorno-del-magnifico-diamante-musetti-e-domani-sfida-con-alcaraz\/","title":{"rendered":"Il ritorno del Magnifico &#8216;diamante&#8217; Musetti. E domani, sfida con Alcaraz.."},"content":{"rendered":"<p>Non ne azzeccava mezza ormai da mesi. Per\u00f2 il talento \u00e8 come i diamanti, per sempre, e prima o poi i depositari trovano sempre il modo di tirarlo a lucido. Lorenzo Musetti, nell&#8217;epoca di Sinner, Berrettini e compagni, \u00e8 per distacco l&#8217;italiano pi\u00f9 talentuoso. Che non significa il pi\u00f9 vincente, significa pi\u00f9 bravo a giocare a tennis e ci\u00f2 pu\u00f2 tranquillamente non essere un plus nell&#8217;evoluzione odierna della disciplina, resa troppo democratica dalla tecnologia degli attrezzi e da qualche scelta umana legata alla costruzione dei playground. Gioca il tennis qualitativamente migliore perch\u00e9 capace di produrre la maggior quantit\u00e0 di soluzioni possibili  con la semplicit\u00e0 agli altri preclusa, che poi altro non \u00e8 che la definizione di talento. Pensare, mettere in pratica e poi risolvere quesiti complessi come bere un bicchiere d&#8217;acqua. A onor del vero, la strada del talento, della variet\u00e0 e della fantasia \u00e8 la pi\u00f9 tortuosa per scalare la montagna del tennis. Molto meglio essere competenti in poche cose, farle con sicurezza granitica e ripetitivit\u00e0 inesausta, con il paradosso che porta giustamente a considerare financo uno svantaggio il possesso di un ventaglio di opzioni troppo ampio. Pi\u00f9 assi in mano, pi\u00f9 possibilit\u00e0 di usarli male. Pi\u00f9 opzioni, pi\u00f9 possibilit\u00e0 di fare la scelta sbagliata. Il tennis contemporaneo questo \u00e8.<br \/>\n<strong><br \/>\nMa se nasci Musetti tutti questi ragionamenti lasciano il tempo che trovano, questione di vocazione.<\/strong> Un po&#8217; come la coppia Aykroyd-Belushi, quelli in missione per conto di Dio che hanno visto la luce. A rendere complicati i piani c&#8217;\u00e8 pure la questione della fiducia che, come una candela, si consuma sconfitta dopo sconfitta e che sta al tennis come la benzina per il motore, \u00e8 propulsione. Quando manca sono dolori, perch\u00e9 l&#8217;impressione disagevole che si prova in campo, nonostante gli sforzi per sgombrare la mente dalle nuvole, \u00e8 quella che, comunque, il match finir\u00e0 per andare male e male andr\u00e0 davvero. Un loop dal quale \u00e8 difficile venirne a capo, difficilissimo se sei come Musetti, per i motivi tecnico-tattici di cui sopra e le relative implicazioni psicologiche. Cos\u00ec, non \u00e8 affatto strano che il giocatore meraviglioso che metteva in riga Alcaraz, peraltro nella sua versione migliore, in finale ad Amburgo e scalava le classifiche mondiali fino al numero quindici possa perdersi in un amen senza pi\u00f9 raccapezzarsi. Finendo per perdere un match dietro l&#8217;altro contro giocatori che, con rispetto parlando, fanno questo mestiere pi\u00f9 per la penuria generale che per la qualit\u00e0 che sanno esprimere.<\/p>\n<p>Normale, del resto il sempre compianto Robertino Lombardi liquidava l&#8217;annosa questione definendolo lo sport del diavolo. Un tetris, dove o tutto \u00e8 a posto o \u00e8 tutto sbagliato. E per Lorenzo, negli ultimi mesi, di incastri precisi ce ne sono stati davvero pochi, tanto da alimentare nei tanti detrattori, di un ragazzo che ha il pregio di essere sempre un anticonvenzionale allergico all&#8217;omologazione, le solite teorie infantili del vinci sei bravo\/perdi sei scarso. La dicotomia dell&#8217;incompetenza, nugoli di appassionati ma anche di sedicenti addetti ai lavori che salgono e scendono dal carro alla velocit\u00e0 della luce. Come se un genio come Musetti avesse potuto disimparare l&#8217;arte. Infatti, succede che una decina di giorni fa a Lorenzo e alla compagna Veronica nasca Ludovico, il primogenito, e che la primavera del tennis sposti i riflettori sul rovente cemento nordamericano, Miami nello specifico. E il vento cambia.<\/p>\n<p>Accreditato della ventitreesima testa di serie del tradizionale appuntamento del Miami Open, il neopap\u00e0 fa il suo esordio contro l&#8217;onesto Safiullin che dispone senza grandi patemi d&#8217;animo, ed \u00e8 gi\u00e0 una buona notizia. Una rondine non fa primavera, men che meno nello sport, ma il secondo turno che gli viene proposto \u00e8 di quelli tosti, tra i peggiori. Perch\u00e9 la racchetta incrociata questa notte \u00e8 quella di Shelton, il ragazzone che \u00e8 prototipo del tennis statunitense. Quindi, predilezione per il cemento outdoor, fisico da baywatch, servizio e dritto che fanno i buchi nel pavimento, spocchia di uno dei famosi nemici d&#8217;oltreoceano di Bud Spencer nelle pellicole anni Ottanta. Insomma, una brutta bestia e una prova del nove decisamente significativa. Bene. Muso fa il Muso, quindi plasma tennis come creta, e il ragazzone di casa &#8211; Shelton \u00e8 nato in Florida &#8211; con pi\u00f9 muscoli che fosforo \u00e8 rimandato a settembre. Una prestazione, quella dell&#8217;azzurro, che non si vedeva da due anni. Viene da s\u00e9 la sua soddisfazione alla stretta di mano finale e pure la nostra, noi che non abbiamo mai smesso di essere visceralmente innamorati di un tennista che d\u00e0 del tu alla pallina alla stregua dei pi\u00f9 grandi della disciplina e che ci ricorda quanto possa essere meraviglioso uno sport che, vivaddio, non vive di solo Djokovic.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che, per\u00f2, ci rende ancora pi\u00f9 euforici \u00e8 l&#8217;imminente assalto di Lorenzo al pi\u00f9 bravo di tutti, Carlitos Alcara<\/strong>z. Un altro che, seppur in misura diversa, da poco si \u00e8 rimesso sui binari a lui pi\u00f9 congeniali, quelli che conducono alla poltrona del numero uno. Ci perdoner\u00e0 il formidabile Sinner, l&#8217;antitesi vincente del toscano, ma, con Kyrgios a fare altro nella vita e Bublik intento a litigare con gente a caso e per i pi\u00f9 bizzarri motivi, la sfida all&#8217;epocale spagnolo portata da Musetti \u00e8 probabilmente la pietanza pi\u00f9 prelibata del ristorante-tennis in questo momento storico. Quale somma complessiva di talento pi\u00f9 alta che ci sia.<\/p>\n<p>Tuttavia, non essendo abituati a vedere tappeti, sottolineiamo come sia ancora presto per cantare vittoria. La ricostruzione del tennis dell&#8217;azzurro \u00e8 appena cominciata ma, considerato che ogni viaggio comincia sempre con un passo ed il primo rischia di essere il pi\u00f9 complicato, sentiamo di essere ottimisti. Spesso ci si dimentica che a vent&#8217;anni, sempre ammesso di non essere Nadal, \u00e8 davvero difficile essere dei robot e non cadere nell&#8217;alternanza degli alti e bassi che contraddistinguono un&#8217;et\u00e0 meravigliosa. Nell&#8217;attesa di metterci in poltrona per godere dei trucchi che Musetti ed Alcaraz estrarranno dai rispettivi cilindri, chiosa finale dedicata ad altri due azzurri che, sempre a Miami, stanno scrivendo pagine importanti. Uno, manco a dirlo, \u00e8 Jannik Sinner, la cui autorevolezza \u00e8 ormai una consuetudine, tanto da far sembrare una mezza sorpresa il fatto che possa aver smarrito per strada un set contro il tutt&#8217;altro che banale Griekspoor. L&#8217;atro, infine, \u00e8 Matteo Arnaldi, la cui crescita professionale \u00e8 davvero precipitosa. Dopo aver rispedito a casa Bublik e Shapovalov, due personcine con una mano baciata dagli d\u00e8i e la testa che fa qualche viaggio di troppo, se dovesse sconfiggere anche Machac si regalerebbe il quarto di finale di un ATP 1000 proprio contro Jannik.<\/p>\n<p>Che dire, bravi tutti gli azzurri. Soprattutto nell&#8217;aver ridato ossigeno ad un movimento, il nostro, che non pi\u00f9 tardi di due anni fa ancora si vedeva costretto ad aggrapparsi alle lune di un Fognini splendido ma ormai a fine corsa. Bentornato Lorenzo, non serve dire quanto tu ci sia mancato. Torniamo a divertirci insieme..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ne azzeccava mezza ormai da mesi. Per\u00f2 il talento \u00e8 come i diamanti, per sempre, e prima o poi i depositari trovano sempre il modo di tirarlo a lucido. Lorenzo Musetti, nell&#8217;epoca di Sinner, Berrettini e compagni, \u00e8 per distacco l&#8217;italiano pi\u00f9 talentuoso. Che non significa il pi\u00f9 vincente, significa pi\u00f9 bravo a giocare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":562424,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"localita":[78],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-630859","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport","localita-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/630859","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=630859"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/630859\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/media\/562424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=630859"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=630859"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=630859"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/localita?post=630859"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/wp-json\/wp\/v2\/sezione-speciale?post=630859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}