{"id":631840,"date":"2024-04-26T20:45:17","date_gmt":"2024-04-26T18:45:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=566434"},"modified":"2024-04-26T20:45:17","modified_gmt":"2024-04-26T18:45:17","slug":"quale-25-aprile-a-cura-di-carmelo-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=631840","title":{"rendered":"Quale 25 Aprile? Fatemi capire&#8230; A cura di Carmelo Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO &#8211; Essendo cattolico praticante, potrei uscirmene dicendo: \u201cio il 25 aprile festeggio solo la ricorrenza liturgica di San Marco, come la Chiesa ha disposto da secoli\u201d. In tal modo chiuderei subito il discorso. Sono, per\u00f2, anche cittadino di questo Stato nei cui registri di anagrafe \u00e8 scritto il mio nome e, memore del dell\u2019ammonimento del Maestro \u201cdate a Cesare quello che \u00e8 di Cesare\u201d, ho il dovere di tener conto pure delle ricorrenze civili.<\/p>\n<p> Una di queste, sicuramente la meno condivisa fra tutte (il 17 marzo 1861, il 20 settembre 1870, il 24 maggio 1915, il 4 novembre 1918, l\u201911 febbraio 1929, il 2 giugno 1946, 18 aprile 1948) \u00e8 il \u201c25 Aprile\u201d o \u201cfesta della Liberazione\u201d che, invece di unire gli Italiani \u2013 nonostante siano passati 78 anni dagli eventi, la vita di un uomo! \u2013 li divide ancora con forti polemiche. <\/p>\n<p>Fin da ragazzo, alle Medie \u2013 l\u2019 \u201cet\u00e0 breve\u201d \u2013 mi sono chiesto: \u201cperch\u00e9?\u201d Io dal fascismo sono stato \u201cpizzicato\u201d appena nei primi otto mesi di vita e di esso, ovviamente, non ricordo nulla; mi hanno raccontato di esserne stato \u201cliberato\u201d nell\u2019agosto del 1943 quando una camionetta di soldati Inglesi, comandati da un sergente ancora ricordato da qualche raro anziano, raggiunse il nostro paesello sul versante ionico dei Peloritani in provincia di Messina. Giorni prima un loro aereo, forse per sfizio criminale, con una mitragliata improvvisa nella piazzetta aveva \u201cliberato\u201d un poveretto, uccidendolo sul colpo. Dunque la mia conoscenza del \u201cVentennio\u201d \u00e8 data dalla lettura di libri (mi \u00e8 familiare l\u2019opera monumentale del De Felice, sei mila pagine) e dalle testimonianze di molte persone, che in quei famosi\/famigerati anni c\u2019erano; alcune che il fascismo lo avevano subito e ne parlavano male e altre che lo avevano accettato e perfino osannato specie tra il 1929 e il 1938 e ne parlavano bene. <\/p>\n<p>Fra tutti mio padre, carabiniere (a Fiume 1923, a Roma in servizio di ordine pubblico per la visita in Italia del \u201cCancelliere tedesco\u201d 1938, \u201ctraduzione\u201d di detenuti anche politici da Porto Empedocle a Lampedusa, \u201cmobilitato\u201d in Grecia 1941-43, \u201cprigionia\u201d in Germania 1943-45, infine a Palermo contro la banda Giuliano 1947), del fascismo mi raccontava a lungo, anche lui, quasi questo fosse durato secoli\u2026 Io leggevo, domandavo e ascoltavo avidamente come se l\u2019argomento mi fosse di vitale importanza e andavo raffazzonando idee e convincimenti soprattutto nei riguardi di coloro che nel 1945 erano usciti sconfitti da quelle vicende; mi spingeva a ci\u00f2 anche un aforisma del Guicciardini: \u201cPregate Dio sempre di trovarvi dove si vince, perch\u00e9 vi \u00e8 data laude di quelle cose ancora di che non avete parte alcuna: come per el contrario chi si trova dove si perde \u00e8 imputato di infinite cose dalle quali \u00e8 inculpabilissimo\u201d (\u201cRicordi\u201d CLXXVI).<\/p>\n<p>Approdato a Milano (1963) \u2013 vent\u2019anni, sulla spalla la classica valigia di cartone piena di arance e legata con la cordicella \u2013 guardando quelle enormi arcate in ferro della Stazione Centrale che avevo visto in una foto nel mio libro di geografia in prima media, le scalinate faraoniche, mi parve di essere giunto in un altro mondo; dopo aver risolto le necessit\u00e0 vitali coi primi soldarelli guadagnati (allora la grande Milano offriva lavoro immediato a chiunque!), ho pensato subito di dar fondo alla mia fervida curiosit\u00e0 di \u201cstorico\u201d improvvisato interpellando soprattutto ex fascisti, alcuni anche di primo piano, che erano stati diretti spettatori o protagonisti soprattutto nei 20 mesi \u2013 settembre 1943-aprile 1945 \u2013 della Repubblica Sociale e della \u201cguerra civile\u201d; negli anni Sessanta queste persone erano ancora nel \u201cfiore della vita\u201d e, quindi, potevano ricordare benissimo e raccontare anche i particolari dei fatti accaduti. Cos\u00ec leggendo e sentendo anche ex partigiani, ho potuto quagliare qualche idea e costruire uno schema forse troppo semplice ma, a mio parere, pi\u00f9 equilibrato e veritiero rispetto alla propaganda ufficiale e di parte. <\/p>\n<p>Mi sono convinto che in quei tragici venti mesi di sciagura per la nostra Patria si erano affrontate, senza esclusione di colpi e con la consueta ferocia dell\u2019odio tra fratelli, due minoranze: partigiani e fascisti; i primi in nome della \u201clibert\u00e0\u201d, i secondi in nome dell\u2019 \u201conore\u201d vilipeso, secondo loro, dal \u201ctradimento\u201d dell\u20198 settembre 1943: a tal proposito si ebbero casi \u2013 incredibili col \u201csenno del poi\u201d \u2013 di giovani Italiani che in quei giorni di \u201cmorte della Patria\u201d, si presentarono ai comandi germanici per essere arruolati nell\u2019esercito tedesco con ci\u00f2 credendo, in buona fede, di riscattare l\u2019onore perduto etc. etc.! <\/p>\n<p>Ma la stragrande maggioranza degli Italiani rimase a guardare in quella che il De Felice chiama \u201czona grigia\u201d, cio\u00e8 \u201cnon fascista\u201d ma neanche \u201canti-fascista\u201d, pregando la Madonna e i Santi per aver salva la vita dai bombardamenti terroristici dei \u201cliberatori\u201d che non risparmiavano neanche le chiese, le scuole e gli ospedali, ma pure per salvarsi dalla fame e dalle privazioni causate dalla guerra e affinch\u00e9 la tragedia finisse al pi\u00f9 presto. Mi sono reso conto che \u00e8 una favola quella che racconta di \u201ctutto\u201d un popolo che il \u201c25 Aprile\u201d insorge contro il \u201cnazi-fascismo\u201d come, ad esempio, tenta di far capire il titolo del libro di un noto esponente comunista, \u201cUn popolo alla macchia\u201d! Tutti questi convincimenti mi vennero, poi, a maggior maturazione durante il cosiddetto \u201cSessantotto\u201d a cui partecipai \u201csulle barricate\u201d mentre ero all\u2019universit\u00e0, convincendomi a poco a poco che in quel \u201c68\u201d si stavano ponendo le basi di un rivolgimento epocale mai visto prima: a tal proposito qualcuno parler\u00e0, infatti, di <\/p>\n<p>\u201cRivoluzione antropologica\u201d, confusione tra il bene e il male, cio\u00e8 capovolgimento nel cuore dell\u2019uomo dei \u201cvalori\u201d morali e civili che fino ad allora avevano in qualche modo sostenuto la societ\u00e0: vittima eccellente e per prima fu la Famiglia. Ma, tornando a riflettere a proposito di \u201cfavole\u201d, suggerisco di non meravigliarsi troppo perch\u00e9 \u00e8 dal 1789, \u201cpresa della Bastiglia\u201d a Parigi, che la Storia \u00e8 costretta un po\u2019 a \u201cinventarne\u201d direbbe il buon Manzoni. Cos\u00ec, via via, attraversando il nostro \u201cglorioso\u201d Risorgimento, la Storia vera si intrama con molte \u201cleggende\u201d che la scuola liberale (celebre il \u201cCuore\u201d di De Amicis!), poi quella fascista e poi la democratico-comunista ci ha propinato dal 1861 facendocele credere vere. <\/p>\n<p>Un esempio clamoroso \u00e8 la impresa dei \u201cMille\u201d, forse la pi\u00f9 \u201cgloriosa\u201d e celebrata di tutto l\u2019Ottocento romantico italiano, che fu organizzata e pagata dalle massonerie inglesi in funzione anticattolica: quei signori, in combutta coi \u201cfratelli\u201d delle logge italiane, si prefiggevano, infatti, di abbattere la Monarchia borbonica a Napoli e a Palermo per, poi, raggiunta Roma, defenestrare il Papa e, possibilmente, colpire la nostra Religione. A noi, per\u00f2, a scuola \u00e8 stata raccontata la \u201credenzione\u201d del Sud per opera dell\u2019\u201cEroe\u201d senza macchia \u201cdei due mondi\u201d, Giuseppe Garibaldi\u2026 Cos\u00ec, fatalmente, \u00e8 accaduto un po\u2019 anche per la Resistenza che \u00e8 diventata un mito e i miti e le leggende, che per un Popolo sono talvolta perfino necessari, non fanno per\u00f2 la Storia vera. Col \u201c25 Aprile\u201d \u2013 ad esempio \u2013 siamo di fronte alla \u201cfavola\u201d di un\u2019unica compatta Resistenza come puntualmente ci viene raccontata e celebrata da 77 anni.<\/p>\n<p>Invece \u00e8 di tutta evidenza che ci furono almeno due Resistenze distinte e separate e, spesso, in sanguinoso contrasto: esse conducevano azioni di guerra con metodi diametralmente opposti perch\u00e9 opposti erano gli obiettivi da conseguire: una, quella comunista, e l\u2019altra non comunista e, sicuramente anti-comunista, composta anche da cattolici, monarchici, liberali\u2026 La prima, maggioritaria, agli ordini di Mosca, coi GAP (Gruppi di Azione Partigiana o Patriottica) scaten\u00f2 a freddo la guerra civile soprattutto nelle citt\u00e0 con attentati terroristici militarmente inutili, a cui i Tedeschi risposero con la proverbiale ferocia teutonica: vedi, fra diversi episodi, il massacro di \u201canziani\u201d militari altoatesini in divisa germanica e di poveri civili fra cui un bambino in via Rasella a Roma e la conseguente barbara ritorsione tedesca alle Fosse Ardeatine, marzo 1944. Chi vuole leggere le cronache di quel tragico anno, si imbatter\u00e0 pure nell\u2019attentato di viale Abruzzi a Milano (9-VIII-1944), dove i gappisti misero chili di tritolo nelle ceste di frutta e verdura che i tedeschi distribuivano gratis alla popolazione; risultato: cinque militari germanici e otto civili fulminati con quindici antifascisti innocenti fucilati per rappresaglia nel vicino piazzale Loreto; Quasimodo ne celebrer\u00e0 la memoria in una sua poesia. E non solo, ma la Resistenza comunista, a vittoria conseguita, senza la presenza delle truppe di occupazione anglo-americane, avrebbe sicuramente trasformato la nostra Patria in una repubblica \u201csovietica\u201d come la Polonia, l\u2019Ungheria, la Germania Orientale\u2026 regalate all\u2019Armata Rossa dalla insipienza di Roosewelt che credeva Stalin suo \u201camico\u201d! Come \u00e8 noto, le nazioni dell\u2019Europa centro-orientale hanno potuto riacquistare la libert\u00e0 solo nel 1989 \u2013 44 anni dopo! \u2013 con la \u201cmiracolosa\u201d caduta del Muro di Berlino. Qui mi fermo ch\u00e9 a volere sciorinare e approfondire tanti altri particolari occorrerebbero molti \u201cfoglietti\u201d col rischio di annoiare i miei amici e benevoli lettori. <\/p>\n<p>Domande semplici A quale delle due Resistenze devo credere? Quale delle due devo celebrare? Quella che nel 1945 avrebbe voluto trasformare la nostra Patria in una repubblica \u201csovietica\u201d? Quella che collaborava con le truppe di Tito e si augurava che queste occupassero non solo Trieste ma anche mezzo Veneto per imporvi il comunismo? <\/p>\n<p>Quella che plaud\u00ec alle foibe? (attenzione, qualche ragazzotto, durante una manifestazione \u201cantifascista\u201d di giorni fa, inalberava un cartello su cui, data la sua ignoranza, non s\u2019\u00e8 vergognato di scrivere \u201cviva le foibe!\u201d) Devo celebrare quella dei massacri di Italiani dell\u2019aprile-maggio 1945? Quella del \u201ctriangolo della morte\u201d in Emilia&#8230;? Devo celebrarle insieme? Insomma, mi domando: quale \u201c25 Aprile\u201d? <\/p>\n<p><strong>Carmelo Bonvegna<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO &#8211; Essendo cattolico praticante, potrei uscirmene dicendo: \u201cio il 25 aprile festeggio solo la ricorrenza liturgica di San Marco, come la Chiesa ha disposto da secoli\u201d. In tal modo chiuderei subito il discorso. 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