{"id":632574,"date":"2024-05-20T14:00:04","date_gmt":"2024-05-20T12:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=569489"},"modified":"2024-05-20T14:00:04","modified_gmt":"2024-05-20T12:00:04","slug":"cerano-una-volta-gli-internazionali-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=632574","title":{"rendered":"C&#8217;erano una volta gli Internazionali di Roma&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Qualcosa \u00e8 andato storto, bisogna avere l&#8217;onest\u00e0 intellettuale per dirlo. Se in Italia la meravigliosa escalation di Jannik Sinner \u00e8 efficace anestetico al tutto, <\/strong>il resto del mondo, per la verit\u00e0 gi\u00e0 da un po&#8217;, si interroga sullo stato di salute del tennis che per usare un eufemismo versa in condizioni preoccupanti. Non che servisse fornire l&#8217;ennesima dimostrazione inconfutabile al suddetto pensiero ma, involontariamente, l&#8217;atto finale degli Internazionali d&#8217;Italia andato in onda nel tardo pomeriggio di domenica ha finito per farlo. Una prece, intanto, per chi ha speso cifre folli per uno spettacolo &#8211; si fa per dire &#8211; simile.<\/p>\n<p>Se l&#8217;universo femminile ha regalato la miglior finale romana possibile, quella tra la numero uno Swiatek e la numero due Sabalenka, quello maschile non ha saputo fare di meglio che concedere il palcoscenico al duo Zverev-Jarry che, senza mancare di rispetto a nessuno, ha lo stesso appeal della replica di una puntata di Beautiful ma confezionata con la qualit\u00e0 tecnica di una telenovela argentina degli anni &#8217;80. Secondo pronostico ha vinto il tedesco, una partita nella quale il suo avversario in undici turni di ribattuta ha incamerato la miseria di cinque (!) punti, roba che se Zverev sul campo da tennis fosse un minimo cinico &#8211; e non lo \u00e8 &#8211; questo strazio di match sarebbe durato un&#8217;ora, con premiazione, doccia e conferenza stampa comprese. Invece, il 6-4 7-5 finale ha costretto gli spettatori ad un calvario sensibilmente pi\u00f9 lungo, oltre che a formulare un inevitabile paragone storico. <\/p>\n<p>Anno 2006, nemmeno un ventennio fa. In un pomeriggio, che sarebbe diventato immediatamente leggenda, andava in scena il Fedal che, seppur in assenza di controprova, ha indirizzato in maniera granitica i successivi lustri di una delle rivalit\u00e0 tennistiche pi\u00f9 emozionanti di sempre, quella tra Federer e Nadal. Il pi\u00f9 grande talento di questo o eventuali altri universi e l&#8217;uomo che pi\u00f9 di ogni altro ha sublimato il concetto di rifiuto della sconfitta. Partita epica, tecnicamente ineccepibile, interminabile nello svolgimento e avversa alle coronarie, quella romana, vinta dal maiorchino dopo che il basilese, fin l\u00ec formidabile, da consolidata (per lui) tradizione ha dilapidato due match point con due dritti sparati nel nulla. Con il tarlo di quella partita donchisciottesca che lo ha relegato per anni a vittima sacrificale, almeno sulla terra battuta, del suo rivale per antonomasia. La nemesi capace di levargli sonno e lacrime. Tutto ci\u00f2, per dire che se dal Fedal, per giunta in versione deluxe, si \u00e8 passati allo Zverev-Jarry di ieri, ecco che qualcosa non dev&#8217;essere andato per il verso migliore.<\/p>\n<p>A preoccupare, e non poco, due aspetti, ora che sembrano essere sopraggiunti i titoli di coda, quantomeno ufficiosi, anche per Djokovic, ma del serbo se ne sapr\u00e0 di pi\u00f9 a Parigi, e Nadal, il cui fisico lo ha forse definitivamente abbandonato. Uno \u00e8 legato alla condizione di Alcaraz, talento epocale con il compito e la qualit\u00e0 per non fare rimpiangere i dioscuri che l&#8217;hanno preceduto. Lo spagnolo, gi\u00e0 vincitore di due Slam e depositario a pi\u00f9 riprese della prima posizione mondiale, trascorre pi\u00f9 tempo in infermeria che sui playground e, considerata l&#8217;et\u00e0, ci\u00f2 non fa presagire nulla di buono. La mancanza di continuit\u00e0 di gioco, inoltre, ne sta minando anche la fiducia tennistica, tanto che nelle ultime apparizioni agonistiche non \u00e8 apparso nemmeno il lontano parente del giocatore meraviglioso che avevamo imparato a conoscere, finendo pure per perdere contro giocatori di un paio di fasce pi\u00f9 basse. Non \u00e8 un iperbole: oggi c&#8217;\u00e8 un tennis con Alcaraz e uno senza, con la seconda nefasta opzione che ammazza la qualit\u00e0 globale del circus.<\/p>\n<p>Il secondo, invece, \u00e8 connesso alla mancata esplosione di alcuni giocatori potenzialmente dominanti e l&#8217;estemporaneita congenita di altri. Shapovalov e Auger-Aliassime, ragazzi sui quali si era fatto un certo affidamento, annaspano. Il principe Kyrgios, bont\u00e0 sua, ha sempre di meglio da fare. Dimitrov, il baby non pi\u00f9 baby Federer, vive una seconda giovinezza ma gli anni migliori per lasciare una traccia indelebile sono andati. Medvedev, che affascinante non lo \u00e8 ma interessantissimo nella sua ontologica avversione per il bello, brucia met\u00e0 delle sue energie nervose per litigare col mondo che lo circonda anzich\u00e9 per disporre di avversari decisamente meno forti di lui. Poi c&#8217;\u00e8 Sinner, l&#8217;uomo chiamato seriet\u00e0 e italica provvidenza che a breve sar\u00e0 il pi\u00f9 forte di tutti, anche per il computer visto che al lato pratico lo \u00e8 gi\u00e0, ma, campanilismo a parte, \u00e8 personaggio di una noia mortale dentro e fuori dal campo e, come non bastasse, a vent&#8217;anni gi\u00e0 litiga con le anche. La kryptonite dei tennisti, vero, ma di solito pi\u00f9 attempati di lui, vedi Murray. Sempre a proposito di notizie non buone.<br \/>\n<strong><br \/>\nTornando alla finale, c&#8217;\u00e8 davvero poco da raccontare, qualcosa che fuoriesca almeno un minimo dalle desolante pochezza.<\/strong> Zverev, di livello superiore e paradossalmente tra i favoriti per l&#8217;imminente Roland Garros, \u00e8 stato in perenne controllo delle operazioni, tutto senza mai fare qualcosa in pi\u00f9 del compitino e che non fosse aspettare l&#8217;errore dell&#8217;avversario puntualmente arrivato. Al di l\u00e0 della rete, Jarry a fare con riconoscibile garra latina quel che ha potuto, cio\u00e8 poco. In sintesi, qualche sportellata tirata col dritto ma che non sempre ha trovato il perimetro del campo e un certo coraggio nel fronteggiare la miriade di palle break concesse. Troppo poco per l&#8217;atto conclusivo di un Mille. Ancora meno, questa volta pi\u00f9 in generale, per non fare apparire il dopo Federer-Nadal-Djokovic come uno sport differente, qualitativamente lontano anni luce dai fasti del triumvirato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcosa \u00e8 andato storto, bisogna avere l&#8217;onest\u00e0 intellettuale per dirlo. Se in Italia la meravigliosa escalation di Jannik Sinner \u00e8 efficace anestetico al tutto, il resto del mondo, per la verit\u00e0 gi\u00e0 da un po&#8217;, si interroga sullo stato di salute del tennis che per usare un eufemismo versa in condizioni preoccupanti. 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