{"id":632650,"date":"2024-05-22T13:32:07","date_gmt":"2024-05-22T11:32:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=569855"},"modified":"2024-05-22T13:32:07","modified_gmt":"2024-05-22T11:32:07","slug":"ma-il-giro-ditalia-non-si-merita-di-meglio-a-parte-un-grande-pogacar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=632650","title":{"rendered":"Ma il Giro d&#8217;Italia non si merita di meglio (a parte un grande Pogacar?)"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 nostra abitudine vendere tappeti e qualcuno deve prendersi la briga di dire le cose come stanno. Il Giro d&#8217;Italia, evento nazionalpopolare, fenomeno identitario di costume, societ\u00e0 e cultura, in questa edizione sta esplorando i suoi minimi storici. Un disastro su tutta la linea che \u00e8 un attentato al nostro patrimonio genetico. All&#8217;uopo, la giornata di ieri ne \u00e8 l&#8217;attestato tridimensionale. Tappa numero sedici, nata per far transitare i corridori dallo Stelvio (Cima Coppi) poi sostituito dal passo Umbrail per questioni di sicurezza, ma quest&#8217;ultimo era praticamente la stessa cosa per collocazione e altitudine quindi con buona probabilit\u00e0 anch&#8217;esso impraticabile, infine neutralizzata nella sua lunga parte iniziale dopo un tira-e-molla tra i corridori decisi a non fare la discesa dell&#8217;Umbrail sotto la neve &#8211; sacrosanto, ma quanto sono lontani i tempi del Lupo del Gavia &#8211; e gli organizzatori, pi\u00f9 interessati agli affaire di contorno e relativi desiderata che a trovare una soluzione decente, sportivamente parlando.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la partenza \u00e8 un caos dantesco, tra corridori che non si presentano nei tempi stabiliti, risibili passerelle pubblicitarie della carovana prima ideate (la sfilata cittadina a Livigno) e poi cancellate, il trasferimento in macchina imbastito in fretta e furia con i bus delle squadre gi\u00e0 partiti e non si sa bene perch\u00e9, fino allo ridefinizione della partenza con riduzione della tappa a poco piu di un centinaio di chilometri. Tutto deciso minchiam, sui due piedi, da un&#8217;armata Brancaleone organizzativa in evidente stato confusionario e in balia delle esigenze di chi paga la baracca, e ci pu\u00f2 stare, e delle volont\u00e0 dei corridori, peraltro comprensibili nel caso specifico. Ma chi pensa che le disgrazie siano finite con l&#8217;avvio della corsa commette un errore di sopravvalutazione delle nefaste circostanze.<\/p>\n<p>Se, infatti, il lato gestionale \u00e8 paradigma di come non debbano essere fatte le cose, quello prettamente sportivo, che al solito ci interessa di pi\u00f9, \u00e8 stato, se possibile, anche peggiore. Pi\u00f9 che una tappa, a Milano, quella di ieri, la si definirebbe una mano di &#8216;ciapa no&#8217; sotto alle intemperie. Insomma, non se la voleva aggiudicare nessuno. Chi per volont\u00e0, quelli della UAE, chi per stramba inadeguatezza tattica, gli altri, ed \u00e8 finita nell&#8217;imbarazzo generale con il monarca Pogacar che se l&#8217;\u00e8 dovuta prendere controvoglia e non \u00e8 un&#8217;iperbole. \u00c8 successo che sull&#8217;ascesa finale, dopo il pasticcio dei Movistar che hanno finito per inseguirsi da soli prima di mettere ko il loro stesso capitano, le operazioni ricadessero sulla squadra della maglia rosa, la cui voglia di vincere era pari a quella di farsi l&#8217;Umbrail nella tormenta, cio\u00e8 nulla. <\/p>\n<p>Tanto che, nella pochezza generale, Pogacar ha giustamente pensato di concedere una giornata di gloria al fidato Majka, gregario enorme ma nell&#8217;occasione senza la gamba per correre in proprio. Cos\u00ec, terminato il solito lavoro del compagno, Pogacar si \u00e8 ritrovato in testa al gruppo e pure da solo perch\u00e9, nel frattempo, i rivali (si fa per dire) di classifica erano gi\u00e0 rimbalzati tutti all&#8217;indietro. Davanti, reduce dalla fuga, un gigantesco Pellizzari, il pi\u00f9 giovane dei partecipanti, che, seminato uno per uno i compagni di avventura, cominciava ad assaporare l&#8217;aria dell&#8217;impresa.<br \/>\n<strong><\/p>\n<p>Gli ultimi duemila metri, per\u00f2, sono risultati surreali, non un bello spettacolo.<\/strong> Con Pogacar in pantofole che cercava di non raggiungere l&#8217;italiano e che si voltava di continuo nella speranza di scorgere una vita alle sue spalle che non c&#8217;era. Ripreso malvolentieri Pellizzari, e dopo aver cercato vanamente di tenerselo con s\u00e9 a ruota per poi lasciargli la tappa, lo sloveno, con comprensibile imbarazzo, si \u00e8 trascinato il pi\u00f9 lentamente possibile fin sotto al traguardo nell&#8217;intenzione evidente di non cannibalizzare ancora di pi\u00f9 un Giro d&#8217;Italia relegato ad esibizione personale. Spiace doverlo ammettere ma a guardare la classifica e i valori in campo nessuno dei primi dieci, dal secondo in gi\u00f9, salvo miracoli finirebbe in top ten al Tour de France e forse nemmeno alla Vuelta. La colpa non \u00e8 certo dell&#8217;epocale Pogacar, che fa tutto un altro mestiere, se potrebbe vincere pure in Graziella. Semmai, ci si potrebbe domandare se la strategia degli organizzatori di pagarlo profumatamente per essere al via, perch\u00e9 succede cos\u00ec, sia stata la migliore possibile. Quando, con lo stesso esborso e qualche scelta pi\u00f9 lungimirante, si sarebbero potuti assicurare i servigi di qualche atleta qualificato in pi\u00f9 per dare al Giro un minimo di competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>Invece, bont\u00e0 loro, hanno scelto l&#8217;assolo dell&#8217;uomo solo al comando, col risultato di una corsa dallo stesso interesse di una puntata di Porta a porta. Senza mancare di rispetto a nessuno, perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 una cosa che non fa difetto ai ciclisti \u00e8 l&#8217;amore per la disciplina e la pi\u00f9 assoluta dedizione alla causa, non aver saputo portare al via di questa edizione del Giro corridori pi\u00f9 attrezzati dell&#8217;eterno Thomas, a cui va la massima stima, o di Martinez, gregario formidabile con in tasca met\u00e0 della vittoria rosa di Bernal, \u00e8 una colpa irredimibile per chi ha il privilegio di organizzare un evento cos\u00ec italiano. Evento che, duole dirlo, per una serie di ragioni non propriamente fortuite \u00e8 passato da avvicinare in qualche frangente l&#8217;egemonia e il blasone del Tour a perdere anche il primato sulla Vuelta che, oggi, \u00e8 corsa di maggiore appeal e il lotto dei partecipanti lo conferma.<br \/>\nPi\u00f9 in generale, si assiste ad un&#8217;epoca ciclistica per certi versi senza precedenti. Dove cinque corridori fanno uno sport e tutti gli altri ne fanno un altro.<\/p>\n<p> Cos\u00ec, nella malaugurata circostanza per la quale solo uno dei dioscuri risulti presente, come in questo Giro, il lato agonistico della vicenda \u00e8 irrimediabilmente compromesso, tanta \u00e8 la differenza di cilindrata. Tornando all&#8217;arrivo di ieri, vedere Pogacar fare brandelli della concorrenza senza volerlo e in conserva perch\u00e9 con un occhio gi\u00e0 al Tour, il tutto nel contesto di una classifica che vede tra lui e gli altri lo spazio di un&#8217;era geologica, \u00e8 motivo di grande rammarico.<strong> Perch\u00e9 il Giro d&#8217;Italia, per storia, tradizione e ruolo sociale, si merita di meglio. <\/strong>Fortuna vuole che Tadej sia proprio un bravo ragazzo: l&#8217;abbraccio finale con Pellizzari e lo scambio della maglia che ha reso orgoglioso l&#8217;azzurro, sono gesti che riconciliano con lo sport e ci ricordano che i ciclisti, anche quando tutto intorno butta male, sono sempre persone speciali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 nostra abitudine vendere tappeti e qualcuno deve prendersi la briga di dire le cose come stanno. Il Giro d&#8217;Italia, evento nazionalpopolare, fenomeno identitario di costume, societ\u00e0 e cultura, in questa edizione sta esplorando i suoi minimi storici. Un disastro su tutta la linea che \u00e8 un attentato al nostro patrimonio genetico. All&#8217;uopo, la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":569859,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[38],"localita":[78],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-632650","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport","tag-in-evidenza","localita-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/632650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=632650"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/632650\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/569859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=632650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=632650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=632650"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=632650"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=632650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}