{"id":632731,"date":"2024-05-24T14:32:00","date_gmt":"2024-05-24T12:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/all-we-imagine-as-light-a-cannes-il-realismo-magico-di-mumbai\/"},"modified":"2024-05-24T14:32:00","modified_gmt":"2024-05-24T12:32:00","slug":"all-we-imagine-as-light-a-cannes-il-realismo-magico-di-mumbai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=632731","title":{"rendered":"\u201cAll We Imagine As Light\u201d, a Cannes il realismo magico di Mumbai"},"content":{"rendered":"<p>Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>CANNES (ITALPRESS) \u2013 C\u2019\u00e8 qualcosa di magico e qualcosa di realistico in \u201cAll We Imagine As Light\u201d, il primo film di finzione della giovane documentarista indiana Payal Kapadia, presentato in Concorso a Cannes 77. In sostanza si tratta del ritratto di Mumbai composto attraverso la storia di due donne che condividono un appartamento e si confrontano con i loro sogni, tra passato e presente, in un flusso narrativo molto dolce e tendenzialmente trasognato, che ha anche qualcosa di ipnotico. C\u2019\u00e8 Prabha, che fa l\u2019infermiera in ospedale e cerca di gestire incombenze di lavoro e questioni di vita con un misto di sensibilit\u00e0, pragmatismo e vaga indolenza. Nella sua vita c\u2019\u00e8 anche un medico che forse le fa un p\u00f2 la corte e le regala un poema scritto pensando a lei, col quale intende partecipare a un concorso. <br \/>Nel suo passato c\u2019\u00e8 invece un marito ormai lontano da anni, dal quale per\u00f2 un giorno riceve, del tutto inaspettatamente, un grande pacco con dentro un elettrodomestico. Prabha condivide l\u2019appartamento con la pi\u00f9 giovane Anu, che ha un carattere pi\u00f9 lieve e spensierato e coltiva un amore sincero con un ragazzo, col quale cerca invano di trovare un posto per trascorrere un p\u00f2 di tempo in serenit\u00e0 e intimit\u00e0. Sar\u00e0 un viaggio in una localit\u00e0 di mare a offrire a entrambe l\u2019occasione per sganciarsi dal peso della quotidianit\u00e0 e trovare lo spazio e il tempo per liberare le loro coscienze e il loro spirito: un chiosco sul mare sul far della notte sar\u00e0 il luogo in cui, finalmente sole con se stesse, le donne potranno ridefinire il loro rapporto con la realt\u00e0 e Anu potr\u00e0 presentare all\u2019amica il suo ragazzo. La regista costruisce questa tessitura narrativa lieve e concreta partendo dalla sua capacit\u00e0 di osservare luoghi e persone in chiave documentaria, ma individuando un tono narrativo che sta mirabilmente in bilico tra l\u2019intimo e l\u2019oggettivo, il mondo reale e quello psicologico. <br \/>Le interpreti offrono al film la chiave d\u2019accesso alla dimensione femminile, mentre la regista, Payal Kapadia, conferma tutte le qualit\u00e0 che la avevano vista premiata alla Quinzaine di Cannes di tre anni fa con il documentario \u201cA Night of Knowing Nothing\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 foto Ipa Agency \u2013<br \/>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli CANNES (ITALPRESS) \u2013 C\u2019\u00e8 qualcosa di magico e qualcosa di realistico in \u201cAll We Imagine As Light\u201d, il primo film di finzione della giovane documentarista indiana Payal Kapadia, presentato in Concorso a Cannes 77. 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