{"id":632776,"date":"2024-05-25T18:37:07","date_gmt":"2024-05-25T16:37:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=570348"},"modified":"2024-05-25T18:37:07","modified_gmt":"2024-05-25T16:37:07","slug":"noi-vogliamo-uneuropa-diversa-di-domenico-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=632776","title":{"rendered":"Noi vogliamo un&#8217;Europa diversa. Di Domenico Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>Nel frastuono mediatico di interventi pi\u00f9 o meno interessanti per le prossime elezioni europee, quello che pi\u00f9 di altri mi ha sedotto maggiormente \u00e8 l&#8217;intervento di 15 minuti di Giorgia Meloni, per via telematica alla Convention dei Patrioti spagnoli a Madrid, \u201cEuropa VIVA 24\u201ddi Vox di Santiago Abascal. <\/p>\n<p>Per qualcuno sar\u00f2 troppo di parte, \u00e8 probabile, anche se ci tengo a sottolineare che NON ho mai avuto una tessera partitica. Un polemista cattolico diceva appartengo al \u201cPartito di Dio\u201d. Meloni \u00e8 intervenuta come presidente del Consiglio del Governo italiano, ma anche come Presidente dei Conservatori Europei (ECR). A proposito la Meloni ha talmente egemonizzato i media italiani, che si fa fatica a trovare il suo discorso completo. Cercher\u00f2 di sottolineare alcuni passaggi meritevoli di essere ricordati. Comincio con quello contro il fondamentalismo verde. Siamo conservatori e amiamo la natura, ma la vogliamo difendere con l&#8217;uomo dentro, ha detto \u201cGiorgia\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non esiste sostenibilit\u00e0 ambientale senza l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo. Invece gli ecocatastrofisti, \u201cpensano che l\u2019uomo sia nemico della natura, non solo per le attivit\u00e0 che svolge, ma per il fatto stesso di esistere, e ci sono cattivi maestri che ci spiegano che non dobbiamo fare figli perch\u00e9 i figli inquinano\u201d. L&#8217;UE in questi anni, \u201cha preteso di decidere quello che potevamo o non potevamo mangiare, come dovevamo o non dovevamo ristrutturare le nostre case (ovviamente senza dirci con quali soldi dovevamo farlo), quale automobile potevamo o non potevamo guidare, quale tecnologia le nostre aziende potevano o non potevano utilizzare\u201d.<\/p>\n<p>Sostanzialmente i fondamentalisti verdi, hanno utilizzato l\u2019alibi della difesa della natura per dare vita a un attacco alla nostra libert\u00e0 che noi dobbiamo respingere. Successivamente il nostro Presidente ha toccato i temi storici. \u201cL\u2019Unione europea che abbiamo in mente deve ritrovare l\u2019orgoglio della sua storia e della sua identit\u00e0. Continueremo a opporci con forza a tutti i tentativi di negare o cancellare le nostre radici culturali, a partire da quelle cristiane. Perch\u00e9 \u00e8 un fatto che furono i monasteri i primi mattoni dell&#8217;Europa, e dimenticarlo, negarlo, sminuirlo significa negare il senso stesso dell&#8217;Europa come civilt\u00e0, e non intendiamo consentirlo\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, ha dato spazio ai temi etici. \u201cCi opporremo, allo stesso modo, a chi vuole mettere in discussione la famiglia, quale pilastro della nostra societ\u00e0, a chi vuole introdurre la teoria gender nelle scuole, a chi intende favorire pratiche disumane come la maternit\u00e0 surrogata. Perch\u00e9 nessuno mi convincer\u00e0 mai che si possa definire progresso consentire a uomini ricchi di comprare il corpo di donne povere, o scegliere i figli come fossero prodotti del supermercato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 progresso, \u00e8 oscurantismo, e sono fiera che al parlamento italiano sia in approvazione, su proposta di Fratelli d\u2019Italia, una legge che vuole fare dell\u2019utero in affitto un reato universale, cio\u00e8 perseguibile in Italia anche se commesso all\u2019estero\u201d. Giorgia Meloni, decisamente afferma che contraster\u00e0 la sinistra, insieme a tutti i conservatori europei. Una sinistra accecata dal desiderio di cancellare le identit\u00e0, e che, \u201cintende usare Bruxelles per imporre la sua agenda globalista e nichilista, dove le nazioni sono ridotte a incidenti della storia, le persone a meri consumatori, dove multiculturalismo e relativismo etico sono spacciati come i pilastri necessari dell\u2019integrazione europea\u201d. <\/p>\n<p>Dopo quest&#8217;ampia selezione del discorso della Meloni, intendo segnalare e porre alla vostra attenzione un altro intervento-discorso abbastanza interessante del Sottosegretario Alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano che ha fatto a Convegno del 15 maggio scorso a Roma, organizzato dal Centro Studi \u201cRosario Livatino\u201d, dal tema: \u201cRipartire dall&#8217;Europa, ripensare l&#8217;unione\u201d. Anche per questo intervento cercher\u00f2 di selezionare i passaggi pi\u00f9 significativi. Il testo completo lo trovate nel sito del Centro Studi Rosario Livatino e della del settimanale \u201cTempi\u201d. <\/p>\n<p>Mantovano inizia con una riflessione \u201creligiosa\u201d, (la prima cartolina). L&#8217;Europa, ancora prima che il\u201csole vero sorgesse\u201d in Palestina, lo attendeva da molto tempo come si pu\u00f2 constatare dall&#8217;enorme monumento sepolcrale \u201cNewgrange\u201d di Drogheda in Irlanda, realizzato tra il 3.000 e il 2.700 a.C. Poi continua con altre \u201ccartoline\u201d storiche, per avvalorare le sue tesi sulle origini cristiane del nostro Vecchio Continente. Perch\u00e9 il Sottosegretario ha proposto queste immagini: Che cosa ha voluto dire?<br \/>\n\u201cVoglio dire che non c\u2019\u00e8 angolo d\u2019Europa che non sia stato illuminato dalla luce che in un posto cos\u00ec periferico come Drogheda veniva evocata per indicare la speranza nella vita oltre la morte. <\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 opera letteraria o artistica europea che possa prescinderne, anche solo per provare a spegnarla. Lo attesta perfino la bandiera dell\u2019Unione Europea, con le dodici stelle su fondo azzurro, che rinvia direttamente alla Madre del figlio di Dio, al di l\u00e0 della consapevolezza del suo significato da parte di chi l\u2019ha adottata\u201d. Subito Mantovano precisa che non intende rivendicare primazie confessionali.<\/p>\n<p>Pertanto, \u00e8 convinto che \u00e8 \u201csempre attuale la magistrale lezione di papa Benedetto XVI a Ratisbona, quando \u2013 riprendendo il dialogo di Manuele Paleologo col saggio sufi \u2013 sottolineava che la fede non si impone con la spada\u201d. In pratica, perfino un ateo deve prendere atto che senza la radice cristiana, che ha inverato e vivificato le radici greca e romana, \u201cl\u2019Europa sarebbe rimasta una penisola occidentale del grande continente asiatico: tale \u00e8 geograficamente\u201d. <\/p>\n<p>Quindi, \u201cse l\u2019Europa \u00e8 qualificata come continente \u00e8 esclusivamente per ragioni storiche e culturali: \u00e8 perch\u00e9 sulle terre che avevano visto espandersi e rovinare gli imperi greci e romani hanno arato e seminato in tanti, da San Benedetto in poi, i quali hanno fatto crescere i contadi e le citt\u00e0, e in esse le universit\u00e0, i luoghi di cura, le cattedrali, e poi le strutture politiche e gli ordinamenti giuridici\u201d. Un ottimo libro che sto leggendo in questi giorni studia questi aspetti, si tratta di \u201cIl Millennio d&#8217;Europa\u201d, dello storico polacco Oscar Halecki, pubblicato da D&#8217;Ettoris Editori(2023).<br \/>\nComunque per Mantovano per ripensare l&#8217;Unione, occorre vincere il paradosso che ha preso piede da anni, anzi da decenni: \u201cquello di istituzioni europee che puntano a rendere tutto eguale, da Stoccolma a La Valletta, dalle dimensioni degli ortaggi alle realizzazioni del PNRR, ma poi rifiutano il solo elemento realmente che identifica e unisce l\u2019Europa\u201d. Ci si irrigidisce sui dettagli e poi invece su quello che conta decidere compatti, ognuno fa come vuole, si trascura l&#8217;essenziale. E Mantovano precisa che non si riferisce solo all\u2019Ucraina o a Gaza. Parlo di quello che accade in un continente come l\u2019Africa, diventato centrale anche per l\u2019Europa.<\/p>\n<p>E qui per farsi capire, invece delle cartoline, utilizza la carta geografica, limitandosi all\u2019area del Mar Rosso. A quello che \u00e8 successo nell&#8217;ultimo anno. A come sia cambiato in breve tempo, lo scenario geo-politico di questi territori. Mi limito a qualche riferimento territoriale come quello dell&#8217;Etiopia, il Sudan, la Somalia, lo Yemen, l&#8217;Arabia Saudita. A distanza di un anno, in questi Paesi hanno preso il sopravvento gruppi terroristici islamisti abbastanza significativi che stanno mettendo a rischio la stabilit\u00e0 politica dell&#8217;area.<\/p>\n<p>Si pensi al Sudan in preda a una devastante guerra civile esplosa nell\u2019aprile 2023, con un territorio diviso in due e con una situazione umanitaria catastrofica, circa 25 milioni di persone malnutrite, 8 milioni di sfollati interni, quasi 2 milioni di persone fuggite nei territori confinanti di Sud Sudan, Ciad ed Egitto. Il rischio di alimentare i flussi migratori verso l\u2019Europa \u00e8 pi\u00f9 che che concreto. Sorvolo su altri Paesi, passo agli attacchi Houthi contro le navi che attraversano il mar Rosso e il golfo di Aden e poi Israele sotto attacco.<\/p>\n<p>E ancora, si chiede il sottosegretario: \u201cChe c\u2019entra questa rassegna con la prima parte del mio intervento? Che c\u2019entra con l\u2019Europa?\u201d. C\u2019entra, perch\u00e9 fra poco, se non cambia nulla, milioni di profughi sudanesi saranno fra noi. E con loro milioni di siriani, in fuga dal Libano, se la crisi di questa piccola grande Nazione si aggraver\u00e0\u201d. Inoltre occorre stare attenti al nuovo asse di resistenza fondamentalista islamista guidato dall&#8217;Iran con i movimenti paraterroristici di Hamas, Hezbollah e gli stessi Houthi. Questi terroristi possono estendere i loro attacchi al territorio europeo. <\/p>\n<p>A fronte di tutto questo per Mantovano, l&#8217;Europa di oggi, pare incapace \u201cdi dare risposte a un quadro geo politico che cambia con tanta rapidit\u00e0\u201d. Inoltre, lamenta che si sia data poca rilevanza a tutti questi rischi, quale tg se ne sta occupando o parlando. I temi sono altri come la separazione delle carriere dei magistrati.  <\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;Africa il Sottosegretario ricorda che occorre occuparsi con lo spirito costruttivo e non predatorio. \u201cLe nuove sfide geopolitiche ne esigono il coinvolgimento da protagonista\u201d. Ecco perch\u00e9, \u201cda Nazione europea, abbiamo lanciato il piano Mattei per l\u2019Africa\u201d. Si tratta di un orizzonte \u201centro il quale definire ogni singolo passo sulla base di un confronto paritario con gli interlocutori africani, rendendo sempre stretti i reciproci legami di fiducia e di collaborazione\u201d.<\/p>\n<p>Ripartire dall\u2019Europa significa tornare alle radici. Ripensare l\u2019Unione vuol dire mettere da parte l\u2019ideologia da Manifesto di Ventotene, secondo cui tutto deve calare dall\u2019alto, e tornare alla sostanza delle esigenze dei popoli. Dunque un lavoro di ripartenza che non ha scopi confessionali, ma antropologici, dove i cristiani residuali dovrebbero stare in prima fila. \u201cVi \u00e8 ancora spazio  &#8211; si domanda Mantovano &#8211; per un contributo di pensiero e di testimonianza? O dobbiamo rassegnarci, quasi senza speranza, a vedere una saracinesca abbassata, col cartello \u2018chiuso per cessazione di attivit\u00e0\u2019, perch\u00e9 non si ha pi\u00f9 nulla da dire e da fare?<\/p>\n<p>All\u2019ultimo Meeting di Rimini \u00e8 stata allestita una bella mostra su Charles P\u00e9guy. Di P\u00e9guy si ricordano tanti passaggi acuti; ne riprendo uno: \u201cla disperazione\u2013 egli dice \u2013 \u00e8 il peccato pi\u00f9 grave, perch\u00e9 \u00e8 il rifiuto a trarre profitto dalle infecondit\u00e0 dell\u2019insuccesso\u201d. Infatti, \u201cGiuda si perde perch\u00e9 non ha pi\u00f9 speranza, pi\u00f9 ancora che per aver tradito\u201d. Il peccato pi\u00f9 grave \u00e8, dopo aver scambiato la luce con i lumi ed esserne stati pesantemente delusi, immaginare che la luce vera, quella preconizzata a Newgrange e accesa da duemila anni in ogni angolo d\u2019Europa, si sia spenta definitivamente. Ma oltre a P\u00e9guy, <\/p>\n<p>\u201cc\u2019\u00e8 stato un grande europeo, che pareva anche lui avviato a collezionare insuccessi, che invece \u00e8 stato straordinariamente capace di renderli fecondi. Al momento del crollo dei Muri, da lui tenacemente perseguito, di fronte a chi evocava ingenuamente \u2018la fine della storia\u2019, Karol Wojtyla esort\u00f2 tutti, fedeli e non, a vincere il \u2018fatalismo della storia\u2019.<\/p>\n<p>Chi ha responsabilit\u00e0 politiche \u00e8 chiamato a convincersi che c\u2019\u00e8 un solo modo per vincere la disperazione e il fatalismo della storia. Ed \u00e8 \u2018fare la storia\u2019. Nei primi anni di Pontificato la critica pi\u00f9 frequente che i media progressisti rivolgevano a Papa Wojtyla era di non essere al passo coi tempi. A loro modo avevano ragione: dopo appena un decennio \u00e8 stata la storia che ha deciso di porsi al passo di Giovanni Paolo II.<br \/>\n\u00c8 quello che, con i limiti di ciascuno e con l\u2019aiuto di Dio, nell\u2019Europa di oggi viene chiesto a ciascuno di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel frastuono mediatico di interventi pi\u00f9 o meno interessanti per le prossime elezioni europee, quello che pi\u00f9 di altri mi ha sedotto maggiormente \u00e8 l&#8217;intervento di 15 minuti di Giorgia Meloni, per via telematica alla Convention dei Patrioti spagnoli a Madrid, \u201cEuropa VIVA 24\u201ddi Vox di Santiago Abascal. 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