{"id":633079,"date":"2024-06-03T14:32:13","date_gmt":"2024-06-03T12:32:13","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/open-roads-il-cinema-italiano-ancora-ai-comandi-per-lamerica\/"},"modified":"2024-06-03T14:32:13","modified_gmt":"2024-06-03T12:32:13","slug":"open-roads-il-cinema-italiano-ancora-ai-comandi-per-lamerica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=633079","title":{"rendered":"\u201cOpen Roads\u201d, il cinema italiano ancora \u201cai comandi\u201d per l\u2019America"},"content":{"rendered":"<p>Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) \u2013 Da 23 anni, \u201cOpen Roads: New Italian Cinema\u201d, la rassegna organizzata a New York tra maggio e giugno dal Lincoln Center con Cinecitt\u00e0, apre le sconfinate strade delle sale cinematografiche americane ai film italiani. Lo fa non solo con i registi affermati, ma anche con i giovani cineasti esordienti del nostro cinema prima di diventare famosi (come capit\u00f2 ad un certo Sorrentino\u2026). Gioved\u00ec, puntuale come ogni anno, si \u00e8 aperta la rassegna di quest\u2019anno  che porta in totale 13 film, di cui 7 registi erano a New York per presentare le ore opere nella celebre sala del Walter Reade Theater del Lincoln Center, guidato per il cinema italiano da Dan Sullivan. <br \/>Quest\u2019anno la rassegna portata a New York da Cinecitt\u00e0 guidata da Nicola Maccanico, \u00e8 stata aperta con \u201cComandante\u201d di Edoardo De Angelis, film applauditissimo in una sala sold out. Il regista napoletano ha anche ricevuto un\u2019ovazione quando, poche ore dopo che un tribunale di Manhattan aveva condannato l\u2019ex presidente Donald Trump, ha detto che era \u201cil giorno giusto\u201d per presentare qui il suo film, con protagonista uno splendido Pierfrancesco Favino nel ruolo di Salvatore Todaro, comandante di un sommergibile italiano durante la Seconda Guerra Mondiale.  Il film di De Angelis sar\u00e0 distribuito negli Stati Uniti con il titolo di \u201cWar Machine\u201d e sar\u00e0 nelle sale da luglio. Per il regista napoletano si tratta della seconda volta, gi\u00e0 nel 2017 apr\u00ec la rassegna con \u201cIndivisibili\u201d.<br \/>Alla rassegna di 13 film, a New York sono presenti anche i registi Ginevra Elkann con \u201cTe l\u2019avevo detto\u201d; Enrico Maria Artale con \u201cEl Paraiso\u201d; Tommaso Santambrogio con \u201cGli Oceani sono i veri continenti\u201d; Laura Luchetti con \u201cLa bella estate\u201d; Alain Parroni con \u201cUna sterminata domenica\u201d; Piero Messina con \u201cAnother End\u201d. Per la rassegna sono stati scelti anche il film campione di incassi \u201cC\u2019\u00e8 ancora Domani\u201d di Paola Cortellesi; \u201cIl sol dell\u2019avvenire\u201d di Nanni Moretti; \u201cMi fanno male i capelli\u201d di Roberto Torre; \u201cEnea\u201d di Pietro Castellitto; \u201cAdagio\u201d di Stefano Sollima e \u201cLubo\u201d di Giorgio Diritti. \u201cLa storia di quell\u2019uomo \u00e8 la storia di tutti gli uomini\u201d ha risposto De Angelis all\u2019Italpress su quello che spera il pubblico americano colga dal suo film: \u201ce quindi mi piacerebbe che passasse questa sensazione, questo sentimento universale che riguarda l\u2019importanza per ogni uomo di salvare l\u2019altro uomo inerme\u201d. E se avesse l\u2019occasione di poter fare un film negli USA, quale soggetto sceglierebbe De Angelis? \u201cIn questo momento negli Stati Uniti il soggetto pi\u00f9 importante mi sembra quello della responsabilit\u00e0. Mi piacerebbe fare un film sulla responsabilit\u00e0. Un racconto che attraverso l\u2019esplorazione di questo tema giunga poi alla definizione di una nuova identit\u00e0\u201d. \u201cL\u2019Italia \u00e8 una terra dove si racchiude tutto il bene e il male del mondo\u201d ha risposto De Angelis alla domanda se l\u2019Italia resti ancora una forte fonte di ispirazione per i suoi cineasti: \u201cE\u2019 una terra dove gli elementi della natura si esprimono attraverso una forza primordiale. Raccontare storie legate a questa terra, mi sembra pi\u00f9 una necessit\u00e0 che una scelta\u201d. \u201cNoi scegliamo i film in un modo condiviso. Perch\u00e8 Open Roads, come tutte le rassegne che organizziamo in giro per il mondo del cinema italiano, ha l\u2019obiettivo di funzionare nel territorio dove avviene il festival. Quindi Open Roads deve funzionare con il pubblico americano. Il ruolo decisivo nella selezione dei film \u00e8 di Dan Sullivan, che \u00e8 il responsabile dei film per il Lincoln Center\u201d spiega all\u2019Italpress Nicola Maccanico, CEO di Cinecitt\u00e0, sulle modalit\u00e0 per la selezione dei film per la rassegna.\u201dSono 23 anni che noi consideriamo come parametro del successo di questa iniziativa il numero di film che trovano un distributore nel territorio americano. Noi facciamo \u2018Open Roads\u2019 per diffonderlo nel cinema americano e farlo arrivare al suo pubblico\u201d ha proseguito Maccanico, che poi aggiunge: \u201cSopra il 40% pensiamo che Open Roads ha servito il cinema italiano. Sotto quella cifra non siamo contenti\u201d. <br \/>\u201cIl cinema di New York City ha avuto sempre una relazione speciale con il cinema italiano. Anche in periodi della storia delle rassegne tenute a New York dove molto poco del cinema internazionale veniva importato negli Stati Uniti, da noi il cinema italiano ha trovato sempre spazio. Quindi per me Open Roads mantiene quella tradizione di assicurare che New York sia sempre una casa per i nuovi film italiani\u201d dice all\u2019Italpress il selezionatore dei film della rassegna del Lincoln Center, Dan Sullivan, che poi conferma di aver visto un cambiamento nel cinema italiano: \u201cPenso di s\u00ec, ci sia stato ma \u00e8 difficile descriverlo. Ora siamo nel 2024, qualche anno \u00e8 passato dalla pandemia di Covid e quello che caus\u00f2 nelle produzioni cinematografiche. Ci stiamo allontanando da quel periodo. Stiamo assistendo ad un risorgimento in molti cinema nazionali, e l\u2019Italia era stata particolarmente colpita dalla pandemia. Penso che l\u2019industria cinematografica italiana si sia \u2018vaccinat\u00e0 per tornare in giro nel mondo. Conseguentemente, molti film che abbiamo scelto sono anche co-produzioni, con qualche film girato fuori dall\u2019Italia, ma nonostante ci\u00f2 sono distintamente italiani sotto ogni punto di vista\u201d.<br \/>I sette registi presenti a New York sabato hanno partecipato alla Casa Italiana Zerilli Marim\u00f2 della New York University, diretta dal Professore Stefano Albertini, ad un dibattito sullo stato di salute del cinema italiano. L\u2019istituzione della NYU \u00e8 fin dalla prima edizione di \u201cOpen Roads\u201d tra i principali sponsor della manifestazione, come lo \u00e8 l\u2019Istituto Italiano di Cultura di New York, attualmente diretto dal Professore Fabio Finotti, che ha anche ospitato un pranzo celebrativo della manifestazione al ristorante \u201cThe Leopard at des Artistes\u201d sulla West Side di Manhattan. Il festival, come ogni anno, ha goduto dell\u2019organizzazione sugli eventi cinematografici a New York dell\u2019azienda Pr Sally Fischer.<\/p>\n<p>foto: xo9\/Italpress<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) \u2013 Da 23 anni, \u201cOpen Roads: New Italian Cinema\u201d, la rassegna organizzata a New York tra maggio e giugno dal Lincoln Center con Cinecitt\u00e0, apre le sconfinate strade delle sale cinematografiche americane ai film italiani. 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