{"id":633150,"date":"2024-06-05T10:50:54","date_gmt":"2024-06-05T08:50:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=571925"},"modified":"2024-06-05T10:50:54","modified_gmt":"2024-06-05T08:50:54","slug":"repetita-iuvant-teo-parini-lo-scrisse-nel-2021-riguardo-sinner-numero-uno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=633150","title":{"rendered":"Repetita iuvant: Teo Parini lo scrisse nel 2021, riguardo Sinner numero uno.."},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00c8 successo: anche per il computer, pi\u00f9 avvezzo a fare di conto che a guardarsi le partite con competenza tennistica, il numero uno al mondo \u00e8 Jannik Sinner. <\/strong>Perch\u00e9, di fatto, l&#8217;azzurro si merita lo scettro da almeno sei mesi, da quando la cavalcata trionfale agli ultimi Australian Open ha incluso lo scalpo di Djokovic, il pi\u00f9 forte di ogni epoca eccetto questa. Epoca che ha due possibili tiranni: Sinner, appunto, o Alcaraz. E se tutto proceder\u00e0 secondo i piani li attende una rivalit\u00e0 che, detto senza troppa blasfemia, possa rendere il tramonto del Fedal un po&#8217; meno catastrofico.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 lo spagnolo, in quanto a genialit\u00e0, ventaglio di soluzioni, fantasia e manualit\u00e0, parla la stessa lingua di Federer, al quale concede qualcosa in termini di eleganza ma lo sopravanza per killer instinct. E perch\u00e9 l&#8217;italiano, in una cosa piuttosto decisiva ai fini del gioco, \u00e8 depositario della stessa genetica di Nadal, l&#8217;imperturbabilit\u00e0 della psiche. Dura come le dolomie, robotica. Una prospettiva che mette di buon umore gli aficionados pi\u00f9 esigenti in un periodo che, fenomeni succitati esclusi, sta offrendo davvero pochino in termini di qualit\u00e0. Con Kyrgios disperso nei meandri della vita, Shapovalov in quelli dell&#8217;involuzione e il binomio Murray-Wawrinka a fare i conti con l&#8217;intransigenza di Chronos. Ma gli assenti hanno quasi sempre torto e il traguardo tagliato da Sinner, primo a riuscirci alle nostre attualmente floride latitudini dopo decenni di pane duro, \u00e8 epocale; una pagina di sport che si colloca immediatamente nell&#8217;Olimpo dei nostri concittadini pi\u00f9 virtuosi. Meglio di Pietrangeli, quando il computer ancora non era in servizio. Meglio di Panatta, inarrivabile per bellezza intrinseca dentro e fuori dal campo ma mai sul podio del ranking mondiale. Meglio di chiunque altro si sia cimentato con la racchetta, di legno o in lega, senza possibilit\u00e0 di dubbio.<\/p>\n<p>Sembra quasi passare sottotraccia, come fosse normalit\u00e0 scritta sulle pagine del destino. No, \u00e8 eccezionalit\u00e0 alla potenza enne, un azzurro nella disciplina del diavolo guarda il mondo dall&#8217;alto. Che meraviglia. Il computer, ancora lui, ha un pregio, non prova emozioni. Se Sinner \u00e8 il numero uno, campanilismo a parte, \u00e8 perch\u00e9 nell&#8217;ultimo scorcio di stagione ha corso pi\u00f9 degli altri. Perdendo, peraltro, un numero di partite esiguo a tal punto da rinverdire il mito del 1984 di McEnroe, quello invincibile al netto dei tormenti parigini. \u00c8 successo praticamente solo con Alcaraz per i motivi di cui sopra, gli altri hanno sempre finito per pagargli campo e lezione.<\/p>\n<p>Lo sappiamo fin troppo bene &#8211; modestia a parte, meglio di un gran numero di addetti ai lavori &#8211; che per lo spettacolo serve rivolgersi altrove.<strong> Sinner \u00e8 paradigma della contemporaneit\u00e0 tennistica, quella che esige due peculiarit\u00e0 delle quali Jannik \u00e8 docente universitario. Tirare sempre forte e non sbagliare quasi mai<\/strong>. Il corri-e-tira vergato da Bollettieri, il vate, con il piede incollato sull&#8217;acceleratore e senza possibilit\u00e0 di abbassare i giri del motore. L&#8217;evoluzione della rivoluzione: signori e signori, Jannik Sinner. Se l&#8217;anca non gli gioca scherzi strani, per buttarlo gi\u00f9 dal cucuzzolo servir\u00e0 un Big Bang o gi\u00f9 di l\u00ec.<\/p>\n<p>Anticipando gli immancabili detrattori per i quali gli avversari sono sempre scarsi, quindi tutto demerito altrui, urge ricordare che la stessa cosa la si sentiva raccontare di Federer nel triennio 2004-2006, quando a finire polverizzati dalla magnificienza del basilese erano i vari Roddick, Hewitt e Ferrero. Poca roba, dissero, salvo poi contare gli Slam incamerati dallo svizzero anche dopo l&#8217;avvento di Nadal e Djokovic. Su una popolazione di sette miliardi di essere umani, non si vanta un primato planetario se non si \u00e8 baciati dagli d\u00e8i. E Sinner, ovviamente, non fa eccezione. <strong>Cos\u00ec, da luned\u00ec prossimo, il lavoro certosino compiuto dall&#8217;altoatesino in compartecipazioneil con Piatti, prima, e dalla coppia Vagnozzi-Cahill, ora, trover\u00e0 il suo meritato acme.<\/strong> l&#8217;Everest del tennis, l&#8217;Ottomila per antonomasia, il mostro che conosce solo gloria o morte, \u00e8 stato spianato. Un pensiero emozionante, come ogni prima assoluta che si rispetti. Che dire, chapeau, Jannik. E cento di queste settimane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 successo: anche per il computer, pi\u00f9 avvezzo a fare di conto che a guardarsi le partite con competenza tennistica, il numero uno al mondo \u00e8 Jannik Sinner. 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