{"id":633563,"date":"2024-06-16T18:37:26","date_gmt":"2024-06-16T16:37:26","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/ucraina-dalla-conferenza-di-lucerna-secco-no-alle-condizioni-poste-da-putin\/"},"modified":"2024-06-16T18:37:26","modified_gmt":"2024-06-16T16:37:26","slug":"ucraina-dalla-conferenza-di-lucerna-secco-no-alle-condizioni-poste-da-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=633563","title":{"rendered":"Ucraina, dalla Conferenza di Lucerna secco no alle condizioni poste da Putin"},"content":{"rendered":"<p>ESTERI: Ultim&#8217;ora ticinonotizie.it<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 In un vertice, quello tenuto a Lucerna con le delegazioni di oltre novanta paesi, che si \u00e8 concluso con una dichiarazione finale fin troppo scontata, la presa di posizione meno banale \u00e8 stata probabilmente proprio quella ucraina. La conferenza di pace in Svizzera, alla fine dei lavori, ha sancito, fra i punti cruciali, che la \u201cintegrit\u00e0 territoriale\u201d di Kiev va rispettata e che il \u201cdialogo tra tutte le parti\u201d sarebbe necessario per trovare una soluzione duratura. Un\u2019ovviet\u00e0 ma d\u2019altronde in un tavolo in cui colui che ha scatenato la guerra non \u00e8 stato invitato (e molto probabilmente non ci sarebbe venuto), era difficile attendersi qualcosa di pi\u00f9 costruttivo. La firma sul documento che ha chiuso l\u2019incontro, in ogni caso, non l\u2019hanno apposta tutti: sono diversi i paesi del \u201csud del mondo\u201d che si sono rifiutati di approvare la bozza conclusiva del vertice e che evidentemente ritengono che i confini possano essere modificati arbitrariamente e persino con le armi. Arabia Saudita, Messico, India, Indonesia, Brasile e Sudafrica, per citarne alcuni, rappresentano complessivamente circa 2 miliardi di persone su tutto il pianeta ed i loro governi, presenti a Lucerna, si sono rifiutati di uscire da quella ambiguit\u00e0 che circonda i \u201cBrics\u201d ed altre potenze emergenti.<br \/>\nLe dichiarazioni pi\u00f9 sagge, in ogni caso, sono arrivate proprio da Kiev, secondo cui anche la Russia andrebbe coinvolta nei negoziati di pace. D\u2019altronde non esiste trattativa senza il nemico ed a riconoscerlo \u00e8 stato lo stesso ministro degli esteri Dmytro Kuleba: \u201cNon abbiamo problemi\u201d a rendere partecipe anche Mosca, \u00e8 stato il suo pensiero, ma prima di farlo \u201cil mio lavoro e la priorit\u00e0 del presidente Volodymyr Zelensky \u00e8 portare l\u2019Ucraina al tavolo nella posizione pi\u00f9 forte possibile\u201d.<br \/>\nParole, queste, che hanno trovato una pronta replica russa: \u201cIl presidente Vladimir Putin non rifiuta i negoziati, ma il loro esito deve essere approvato dal legittimo governo ucraino. Volodymyr Zelensky non appartiene a questa categoria\u201d, ha dichiarato alla Tass il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo il quale l\u2019attuale numero uno di Kiev \u201cnon \u00e8 la persona con cui si pu\u00f2 registrare un accordo per iscritto perch\u00e9 de jure questa registrazione sar\u00e0 illegittima\u201d.<br \/>\nSecondo la Russia il rinvio delle elezioni presidenziali ha reso incostituzionale la carica ricoperta da Zelensky ma forse a Mosca dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla loro idea di democrazia. In ogni caso, ha precisato Peskov, \u201cPutin non rifiuta nulla, non rifiuta la possibilit\u00e0 di negoziati, secondo la costituzione del Paese\u201d.<br \/>\nNel frattempo, mentre la montagna svizzera ha partorito il topolino, sia il consigliere americano per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, che la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sono ritornati sull\u2019ultima sortita dello \u201czar\u201d, che nei giorni scorsi aveva proposto la risoluzione immediata del conflitto se Kiev si ritirasse dalle quattro regioni in cui si combatte, vale a dire gli oblast di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia. \u201cNessuna nazione responsabile pu\u00f2 dire che questa sia una base ragionevole per la pace. Sfida la Carta delle Nazioni Unite, sfida la moralit\u00e0 fondamentale, sfida il buon senso\u201d, sono state le parole del rappresentante americano a Lucerna.<br \/>\n\u201cNessun Paese accetterebbe mai i termini vergognosi di Putin. Il percorso per la pace reale richiede determinazione, alla fine toccher\u00e0 all\u2019Ucraina decidere i termini di una pace giusta. Chiedo alla Russia di ascoltare la voce della comunit\u00e0 internazionale\u201d, \u00e8 stato invece il pensiero di von der Leyen.<br \/>\nSul campo, intanto, i russi hanno annunciato la conquista di un nuovo villaggio definito strategico nella regione di Zaporizhzhia mentre l\u2019energia rimane razionata anche nella capitale con black-out alternati nel corso della giornata.<br \/>\nUna situazione ancora sostenibile nei mesi estivi ma se a giugno la luce va e viene, che ne sar\u00e0 fra qualche mese, con l\u2019arrivo dei primi freddi e la necessit\u00e0 di accendere i termosifoni? Una domanda che molti ucraini iniziano a porsi e che accresce le perplessit\u00e0 della popolazione sul futuro del loro paese.<\/p>\n<p>\u2013 Foto Ipa Agency \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ESTERI: Ultim&#8217;ora ticinonotizie.it ROMA (ITALPRESS) \u2013 In un vertice, quello tenuto a Lucerna con le delegazioni di oltre novanta paesi, che si \u00e8 concluso con una dichiarazione finale fin troppo scontata, la presa di posizione meno banale \u00e8 stata probabilmente proprio quella ucraina. 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