{"id":634005,"date":"2024-06-28T21:00:35","date_gmt":"2024-06-28T19:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=575522"},"modified":"2024-06-28T21:00:35","modified_gmt":"2024-06-28T19:00:35","slug":"leccezione-antropologica-italiana-secondo-mantovano-di-domenico-bonvegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=634005","title":{"rendered":"L&#8217;eccezione antropologica italiana secondo Alfredo Mantovano. Di Domenico Bonvegna"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi due eventi si sono svolti all\u2019attenzione di chi ha a cuore la crisi umana che attanaglia l\u2019Occidente da almeno mezzo secolo, da quando esplose negli Anni 60 del secolo scorso. Una crisi antropologica che viene da lontano. Si tratta di una aggressione politica e militare da parte di un asse di Paesi uniti fra loro dal rifiuto delle libert\u00e0 e dall\u2019odio contro la civilt\u00e0 occidentale, sia per come si \u00e8 ridotta da decenni di secolarismo, sia per alcuni suoi valori qualificanti, che rimangono nonostante la crisi antropologica. Due eventi hanno cercato di affrontare questa crisi, il primo, Il Festival dell&#8217;umano, organizzato dal network Ditelo sui tetti, e la Manifestazione nazionale per la vita, entrambi svoltisi a Roma rispettivamente il 18\/19 giugno e il 22 dello stesso mese.<\/p>\n<p>Riprendo dal sito del Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri(governo.it) l\u2019interessante intervento che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ha pronunciato al \u201cFestival dell\u2019Umano tutto intero\u201d, nella sessione dedicata a \u201cL\u2019eccezione (antropologica) italiana per l\u2019Europa e il mondo\u201d. Vale la pena leggere le profonde riflessioni storiche, culturali, sociali, politiche e religiose. Ho escluso qualche parte per creare una sintesi per il giornale.<br \/>\nL&#8217;intervento del Sottosegretario Mantovano al 1\u00b0 Festival dell\u2019\u00abUmano tutto intero\u00bb: \u2019Eccezione (antropologica) italiana \u00e8 utile al mondo?\u201c <\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 un Paese sbagliato. Pu\u00f2 dispiacerci, ma \u00e8 cos\u00ec. \u00c8 stato quasi sempre dalla parte sbagliata. Ha perduto tutti gli appuntamenti pi\u00f9 significativi con la Storia: al momento della rivolta luterana \u00e8 rimasto con la Chiesa cattolica; ha vissuto s\u00ec il Rinascimento, ma conferendo a esso un\u2019impronta di fede; ha mostrato scarso entusiasmo per la Rivoluzione francese, tant\u2019\u00e8 che quando Napoleone ha condotto in Italia i lumi del progresso sulle baionette dei propri soldati, tutti i popoli della Penisola, chi pi\u00f9 chi meno, si sono ribellati; sembrava aver estromesso il potere clericale con la formazione dello Stato unitario, ma poi lo sciagurato Concordato lo ha ripristinato. E cos\u00ec via, fino ai giorni nostri, che vedono nel governo Meloni l\u2019apoteosi dell\u2019anomalia: quella di un popolo che elegge una maggioranza sulla base di un programma elettorale, e questa maggioranza sostiene un governo che prova a essere coerente con quel programma. Sbaglio che pi\u00f9 grave non si pu\u00f2, in controtendenza con la felice esperienza dell\u2019ultimo decennio, che invece aveva visto formarsi governi a prescindere dalla variegata e mutevole volont\u00e0 popolare\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un momento in cui questo \u201csbaglio\u201d ha impresso il suo sigillo nella pietra. \u00c8 descritto in uno di quei romanzi che non dovremmo stancarci di leggere coi nostri figli o coi nostri nipoti: si tratta di Quo vadis?,del polacco Henryk Sienkiewicz, a cui per quest\u2019opera nel 1905 fu riconosciuto il premio Nobel per la letteratura. La storia \u00e8 conosciuta: a Roma infuria la persecuzione di Nerone, e i Cristiani convincono Pietro ad allontanarsi dall\u2019Urbe perch\u00e9 altrimenti sarebbe stato ucciso. Era una preoccupazione fondata, era pi\u00f9 di un rischio: e peraltro da sempre i cristiani pregano per il Papa affinch\u00e9 \u201cnon tradat eum in \u00e1nimam inimic\u00f3rum \u00e9ius\u201d. Cos\u00ec Pietro esce da Roma e inizia a percorrere la via Appia e, nel luogo dal quale adesso parte la strada che conduce alle catacombe di S. Callisto, incrocia un Uomo che invece si dirige verso Roma; non lo riconosce subito, anche se il viandante ha una immagine familiare. Gli domanda: Quo vadis, Domine?La risposta svela a Pietro chi \u00e8 quell\u2019Uomo e qual \u00e8 il destino dell\u2019Apostolo: Eo Romam, iterum crucifigi(vado a Roma, per essere crocifisso nuovamente). Pietro comprende e torna sui suoi passi.<\/p>\n<p>L\u2019incontro, ripreso nel romanzo, deriva da una antichissima tradizione popolare, ricordata dal magistero pontificio. In quel sito sorge la piccola chiesa del &#8220;Domine quo vadis&#8221;: fu visitata nel 1983 da Giovanni Paolo II, che defin\u00ec quel luogo di &#8220;speciale importanza nella storia di Roma e nella storia della Chiesa&#8221;. Perch\u00e9 di &#8220;speciale importanza\u201d? Perch\u00e9 segna l\u2019indissolubile originario legame fra Roma e la fede cristiana, e quindi fra l\u2019Italia che ha Roma al centro, e il cristianesimo. Non \u00e8 un legame solo confessionale: \u00e8 un legame storico e culturale, che ha impresso nella nostra Nazione un sigillo materiale. S\u00ec, anche quando non esisteva politicamente come Nazione, l\u2019Italia \u00e8 stata unita nella cultura e nella fede.<\/p>\n<p>Il legame fra Roma e l\u2019Italia si \u00e8 dilatato in Europa e nel mondo. Lo ha ricordato di recente Ernesto Galli della Loggia, in un editoriale sul Corriere della sera, quando ha elencato quelli che ha definito i caratteri ambientali, visivi e sonori tipici dell\u2019Europa, che si ritrovano anche oltre gli Oceani, l\u00ec dove gli europei si sono radicati. Quei caratteri sono partiti da Roma e, percorrendo le vie consolari, hanno raggiunto ogni angolo dell\u2019Europa e del mondo.<\/p>\n<p>Quel sigillo ha lasciato il segno nella pietra, nel senso pi\u00f9 concreto del termine: la piccola chiesa \u00e8 stata edificata attorno all\u2019impronta dei piedi che, sempre secondo la tradizione, Cristo ha impresso sul selciato della via Appia. Luogo di &#8220;speciale importanza nella storia di Roma e nella storia della Chiesa&#8221;: nel momento in cui Pietro, pietra angolare su cui viene edificata la Chiesa, viene unito a Roma, perfino le pietre di Roma ne diventano testimoni per i millenni che seguiranno.<\/p>\n<p>Quello che una robusta corrente del pensiero, della politica, dell\u2019economia e della finanza considera da secoli uno \u201csbaglio\u201d, inizia proprio da l\u00ec. Per Giovanni Paolo II non era uno \u201csbaglio\u201d, lo definiva al contrario una \u201ceccezione\u201d, la c.d. \u201ceccezione italiana\u201d: il Papa Santo usava questa espressione per intendere la straordinaria resistenza della nostra Nazione attorno ai suoi principi identificativi.<br \/>\nNon voglio aprire il capitolo di quanto di questa eccezione sopravviva oggi. Il mix costituito da sentenze della Corte costituzionale, sentenze dei giudici di legittimit\u00e0 e di merito, e di leggi su materie eticamente sensibili approvate nelle ultime legislature, in particolare durante il governo Renzi, hanno circoscritto notevolmente l\u2019area della eccezione. Questi provvedimenti hanno inciso sul comune sentire. <\/p>\n<p>L&#8217;immagine della statua della maternit\u00e0 rifiutata dagli esperti del Comune di Milano \u00e8 la sintesi di tutta questa deriva. Le immagini sintetizzano meglio delle parole. l\u2019opera in bronzo, intitolata Dal &#8216;latte materno veniamo&#8217;, rappresenta una donna che allatta al seno un neonato,una stata donata dalla scultrice Vera Amodeo al capoluogo lombardo dai figli dell\u2019artista. La sua posa doveva avvenire in una piazza della citt\u00e0, ma ha avuto il parere contrario della commissione del Comune, con la seguente motivazione: \u201cLa scultura rappresenta valori rispettabili ma non universalmente condivisibili da tutte le cittadine e i cittadini, ragion per cui non viene dato parere favorevole all\u2019inserimento in uno spazio condiviso\u201d. E&#8217; la certificazione evidente che viviamo un periodo in cui ci stiamo allontanando dall\u2019essere eccezione (viene in mente la furia che in alcune citt\u00e0 USA ha portato alla rimozione delle statue di Colombo, et similia)! Sarebbe interessante capire cosa ne pensano i componenti della Commissione su come su come ciascuno di loro \u00e8 venuto al mondo!<\/p>\n<p>Ma, grazie a Dio, qualche residuo di anormalit\u00e0 in Italia c\u2019\u00e8 ancora. Se ne ha traccia non solo nello scandalo di un governo che si \u00e8 formato in coerenza col voto popolare, ma pure in qualche profilo che, dalla prospettiva che affrontiamo oggi, e in particolare in questo panel, \u00e8 stato poco scandagliato.<br \/>\nIl G7 dei capi di Stato e di Governo ha attestato l\u2019importanza dell\u2019avvio da parte dell\u2019Italia del \u201cpiano Mattei per l\u2019Africa\u201d. L\u2019Italia non arriva certamente per prima in Africa. Ma costituisce una eccezione il modo in cui, fra mille difficolt\u00e0, affrontando mille ostacoli, con mille incertezze, essa ha proposto e sta seguendo l\u2019avvio del Piano. <\/p>\n<p>\u00c8 una eccezione quanto alla modalit\u00e0 di interlocuzione con le singole Nazioni africane. Fa eccezione certamente rispetto a come in questi anni Russia e Cina intervengono in Africa: la Russia con contingenti in armi, aprendo nuove basi militari, appoggiando rivolgimenti violenti, tutelando l\u2019estrazione delle materie prime nelle aree a maggiore rischio; la Cina con la sua finora inarrestata espansione infrastrutturale, commerciale e tecnologica.<\/p>\n<p>Ma il modo italiano \u00e8 differente anche rispetto ad altre Nazioni europee, che fino a un recente passato hanno utilizzato &#8211; e in parte ancora utilizzano &#8211; le incredibili ricchezze dell\u2019Africa, con scarso ritorno per le popolazioni locali: adesso ne pagano il prezzo, essendo costrette a ridimensionare la loro presenza e a ritirarsi. Il Piano Mattei risponde a una logica differente: quella di un approccio paritario,che certamente distingue fra le Nazioni che mettono a disposizione le risorse, e le Nazioni destinatarie delle risorse medesime. Il sottosegretario risponde alle critiche  Rispondo a chi critica il Piano perch\u00e9 non sarebbe preciso nei dettagli: noi abbiamo scelto di stabilire la governance e le linee di fondo, e non intendiamo imporre nulla dall\u2019alto. <\/p>\n<p>Il Piano Mattei non \u00e8 un diktat: \u00e8 un orizzonte entro il quale definire ogni singolo passo sulla base di un confronto paritario con gli interlocutori africani, rendendo sempre stretti i reciproci legami di fiducia e di collaborazione.<br \/>\nQuesto vuol dire guardare all\u2019Africa con spirito costruttivo e non predatorio. A chi dice che pensiamo di conferire risorse a Paesi di origine o di transito dei migranti, quasi fosse un corrispettivo perch\u00e9 loro controllino le partenze, rispondo che questa era l\u2019impostazione dell\u2019Unione europea nei confronti degli Stati europei di primo approdo prima che il governo italiano &#8211; quello in carica &#8211; la ribaltasse: in sintesi, denaro in cambio del trattenimento dei migranti. <\/p>\n<p>La dinamica del Piano Mattei \u00e8 diversa: favorendo lo sviluppo negli Stati di origine, si creano le condizioni per non emigrare; curando la formazione di chi comunque intende lasciare il proprio Paese, ci si assicura gi\u00e0 a monte, attraverso flussi migratori regolari, un percorso di integrazione anzitutto lavorativa. Abbiamo iniziato mettendo ordine nella quantit\u00e0 frammentata di risorse del nostro sistema di cooperazione: fermando gli interventi a pioggia, concentrandoci su progetti che lascino traccia. \u00c8 un approccio che rispetta non soltanto i popoli africani e i loro governanti, ma anche le singole persone. Dobbiamo stroncare la prospettiva che il modo per arrivare in Italia e in Europa sia quello di affidare il proprio denaro e la propria vita ai trafficanti, e di affrontare viaggi disperati. L\u2019eccezione italiana deve essere anche questa, non quella di sostenere ong che si collochino al limite delle acque territoriali libiche o tunisine per raccogliere chi parte sui barchini: perch\u00e9 quel sostegno, anche solo finanziario, fatto anche con le migliori intenzioni, \u00e8 un incentivo ai traffici di morte.<\/p>\n<p>L\u2019eccezione italiana fuori dall\u2019Italia ha un altro scenario di riferimento: quello latinoamericano e si declina nella collaborazione per il contrasto al narcotraffico. I clan criminali mettono in ginocchio troppe aree del Sud e del Centro America, condizionano la vita quotidiana, distorcono l\u2019economia, corrompono la politica. L\u2019Italia fornisce know-how e concreta collaborazione per combattere questa deriva:la nostra legislazione \u00e8 presa a modello,nostri funzionari e ufficiali delle forze di polizia svolgono attivit\u00e0 di addestramento, nostri magistrati suggeriscono percorsi di indagini. Anche su questo terreno l\u2019eccezione italiana si manifesta con efficacia.<\/p>\n<p>Anche nel modo di trattare le crisi internazionali, a cominciare da quella in Ucrainae da Gaza, l\u2019Italia fa valere il suo tratto. Penso, al netto degli aiuti in termini di difesa, a quanto l\u2019Italia ha fatto e sta facendo per garantire l\u2019energia elettrica in una parte significativa del territorio ucraino e all\u2019avvio dei progetti per la ricostruzione a Odessa. Oppure, quanto a Gaza, all\u2019impegno congiunto della nostra Difesa, dell\u2019intelligence, degli Esteri, e della Salute, che finora ha permesso di tirare fuori da quell\u2019inferno 58 bambini gravemente feriti e 98 maggiorenni, loro familiari, per condurli nei principali ospedali della nostra Penisola, per lo pi\u00f9 pediatrici. \u00c8 un gesto di concreta vicinanza a ciascuno di loro, ma \u00e8 al tempo stesso un segnale di pace in quell\u2019area: come abbiamo condannato l\u2019attacco terroristico contro Israele, cos\u00ec soccorriamo, per quello che ci viene permesso, i piccoli che ne subiscono le conseguenze. E attraverso questo proviamo a stabilire condizioni di reciproca fiducia che permettano le interlocuzioni necessarie per comporre la crisi.<\/p>\n<p>Chiudo da dove ho iniziato: dal legame fra Roma e Pietro, che \u00e8 all\u2019origine della eccezione italiana. Ci sono stati momenti in cui Pietro si \u00e8 allontanato da Roma: non sono stati anni felici. S. Caterina da Siena\u00e8 stata proclamata Patrona d\u2019Italia anche per il suo impegno per riportare il Papa da Avignone a Roma.Sono molto grato alle associazioni che costituiscono il network Sui tetti,a chi lo promuove, e a chi ha organizzato questa due giorni di riflessione perch\u00e9 fornisce il suo contributo a che questo legame continui a esserci.Nel 2001, dopo aver assistito alla proiezione di un nuovo film tratto dal romanzo di Henryk Sienkiewicz, Giovanni Paolo II comment\u00f2 in questo modo: \u201cNon si pu\u00f2 capire l\u2019odierno quadro della Chiesa e della spiritualit\u00e0 cristiana (se) non ritornando alle vicende religiose degli uomini che, entusiasmati dalla Buona notizia su Ges\u00f9 Cristo, divennero i Suoi testimoni. <\/p>\n<p>Bisogna ritornare a questo dramma che si verific\u00f2 nelle loro anime, in cui si confrontarono l\u2019umano timore e il sovrumano coraggio, il desiderio di vivere e la volont\u00e0 di essere fedele fino alla morte, il senso della solitudine davanti all\u2019impassibile odio e nello stesso tempo l\u2019esperienza della potenza che scaturisce dalla vicina, invisibile presenza di Dio e dalla comune fede della Chiesa nascente. Bisogna ritornare a quel dramma perch\u00e9 nasca la domanda: qualcosa di quel dramma si verifica in me?\u201d.<br \/>\nLe giornate che stanno per concludersi attestano quanto voi intendiate essere non soltanto testimoni ma soprattutto protagonisti, ciascuno per il suo, di questo incredibile dramma, in una Nazione eccezionale qual \u00e8 l\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi due eventi si sono svolti all\u2019attenzione di chi ha a cuore la crisi umana che attanaglia l\u2019Occidente da almeno mezzo secolo, da quando esplose negli Anni 60 del secolo scorso. Una crisi antropologica che viene da lontano. Si tratta di una aggressione politica e militare da parte di un asse di Paesi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":575524,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35,10],"tags":[],"localita":[78],"sezione-speciale":[158],"class_list":["post-634005","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-cultura-e-tempo-libero","localita-italia","sezione-speciale-langolo-del-bonvegna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/634005","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=634005"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/634005\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/575524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=634005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=634005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=634005"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=634005"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=634005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}