{"id":634348,"date":"2024-07-09T11:31:08","date_gmt":"2024-07-09T09:31:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=576924"},"modified":"2024-07-09T11:31:08","modified_gmt":"2024-07-09T09:31:08","slug":"wimbledon-un-sogno-azzurro-dopo-i-decenni-del-pane-duro-di-cane-camporese-caratti-furlan-giu-il-cappello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=634348","title":{"rendered":"Wimbledon, un sogno azzurro. Dopo i decenni del pane duro di Can\u00e8, Camporese, Caratti, Furlan (gi\u00f9 il cappello)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per apprezzare realmente ci\u00f2 che di straordinario sta accadendo in questo periodo storico tennistico serve probabilmente avere almeno una quarantina di primavere sulle spalle e una certa abitudine al pane duro<\/strong>. Perch\u00e9 a leggere certe analisi ci si rende conto che sono in troppi a non avere il polso della situazione. Troppi, infatti, quelli che danno per scontato l&#8217;eccezionale. Da Panatta in poi, urge ricordarlo, non solo \u00e8 stato impossibile per decenni pensare di trovare due azzurri nei quarti di finale del pi\u00f9 importante torneo al mondo, ma con ostriche e champagne si celebravano due match in fila vinti da un italiano in uno Slam. Una rarit\u00e0, altro che duplice seconda settimana in Church Road. E non \u00e8 che fossero scarsi i nostri.<strong> Perch\u00e9 i vari Camporese, Can\u00e8, Gaudenzi, Caratti, Pozzi, Furlan e tanti altri, erano realmente signori giocator<\/strong>i ma, per una somma di circostanze tra le quali una brutale concorrenza in un vertice della piramide debordante di campioni epocali, fare meglio era forse impossibile. Oggi, invece, sembra quasi che piazzare tra i migliori otto superstiti a Wimbledon due connazionali come Sinner e Musetti sia una sorta di minimo sindacale.<\/p>\n<p><strong>Jannik Sinner (oggi, dalle 14.30 su Sky Sport) \u00e8 atteso da quel pazzoide di Daniil Medvedev che \u00e8 ontologicamente un affare tennistico meno decifrabile di uno scritto in aramaico anti<\/strong>co. Il russo \u00e8 giocatore formidabile che ha il difetto, o il pregio in base ai punti di vista, di detestare tutto il genere umano e ogni superficie sotto ai suoi piedi che non sia il cemento. Se la terra battuta lo mette di malumore a livelli esagerati, non \u00e8 che l&#8217;erba lo faccia sorridere pi\u00f9 di tanto. Ma, essendo tennista straordinario, con un pizzico di buona sorte l&#8217;obiettivo minimo per uno del suo pedigree, i quarti di finale, lo ha timbrato. Non bisogna dimenticare che c&#8217;\u00e8 stato un periodo nemmeno cos\u00ec remoto in cui Sinner sembrasse non trovare il modo di scalfire la regolarit\u00e0 certosina del moscovita che, infatti, era arrivato a sei successi consecutivi negli head-to-head, una sorta di bestia nera. Poi, le cose sono decisamente cambiate e l&#8217;attualit\u00e0 racconta di quanto sarebbe sorprendente oggi se riuscisse a insinuare pi\u00f9 di qualche risolvibile dubbio nella mente dell&#8217;azzurro. Ci\u00f2 non significa affatto una scampagnata ma che, qualora entrambi al meglio delle possibilit\u00e0, l&#8217;azzurro sui prati vincerebbe nove volte su dieci. Prima di beneficiare del ritiro di Dimitrov, sono bastati Muller e Struff per complicare oltremodo la vita a Medvedev che, pertanto, qualora non trovasse il modo di alzare e non di poco l&#8217;asticella sarebbe a rischio stesa. Attenzione, per\u00f2, Daniil \u00e8 un campione ed \u00e8 sempre salutare averlo ben stampato in mente. Perch\u00e9 l&#8217;orso, questa mattina, potrebbe essere sceso dal letto col piede giusto.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Musetti (giocher\u00e0 domani contro Fritz, orario da definire) \u00e8 al risultato pi\u00f9 importante della carriera.<\/strong> Che sia depositario di un tennis da paradiso non \u00e8 garanzia di nulla se non del senso di estasiato appagamento che lascia appiccicato sulla pelle di chi ha il privilegio di vederlo giocare. Folle come solo chi ha la genialit\u00e0 intagliata nelle molecole, non pi\u00f9 tardi di qualche settimana fa lo si trovava impantanato nei Challenger per riassaporare un minimo della fiducia smarrita e non era raro perdesse contro gente che &#8211; detto con rispetto &#8211; non sembrava nemmeno facesse lo stesso sport. Ma nella disciplina che pi\u00f9 diabolica non potrebbe essere, ci\u00f2 che \u00e8 valso ieri non \u00e8 detto possa valere domani e, cos\u00ec, Lorenzo \u00e8 tornato, senza che tutt&#8217;intorno cambiasse nulla, il Magnifico, proprio nel momento clou della stagione.<\/p>\n<p> Prima la finale al Queen&#8217;s e ora i quarti ai Championships, tutto senza l&#8217;aiuto della terra battuta che, a quanto pare, non \u00e8 pi\u00f9 una condizione necessaria del carrarino. A contendergli l&#8217;accesso in semifinale sar\u00e0 Taylor Fritz che a sorpresa, ma non troppa, ha estromesso Sascha Zverev, il recente finalista di Parigi. Lo statunitense \u00e8 il tipico prodotto tennistico d&#8217;oltreoceano: gigante, servizio bomba, dritto devastante, mano ruvida come il porfido. Uno che diventa pericoloso se lasciato agire nella sua zona confortevole ma assai pi\u00f9 docile se costretto ad esplorare gli evidenti limiti tecnici che lo accompagnano. Musetti, che ha la possibilit\u00e0 di giocare colpi tutti diversi per ore, per darsi una chance di successo \u00e8 obbligato a scansare la battaglia dei muscoli che lo vedrebbe quasi certamente soccombere e a dare sfoggio di tutto il suo repertorio balistico. In altre parole, Lorenzo ha nelle corde la possibilit\u00e0 di mandarlo ai matti a suon di variazioni che Taylor farebbe una fatica bestiale a gestire. Bisogna essere onesti. Quando ti capita Fritz nel quarto di finale di Wimbledon significa sostanzialmente due cose: la fortuna \u00e8 dalla tua parte e l&#8217;occasione dev&#8217;essere presa al volo, vivo o morto. Sarebbe meraviglioso vedere Musetti sfidare ancora una volta Djokovic, impensierito fino a spingerlo ad un palmo dalla sconfitta nell&#8217;ultimo Roland Garros, per l&#8217;approdo alla finalissima e, chiss\u00e0, magari proprio contro Sinner. <\/p>\n<p><strong>Un passo alla volta. Comunque vada a finire, quello che abbiamo davanti agli occhi \u00e8 gi\u00e0 da ora incredibilmebte straordinario, anzi di pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per apprezzare realmente ci\u00f2 che di straordinario sta accadendo in questo periodo storico tennistico serve probabilmente avere almeno una quarantina di primavere sulle spalle e una certa abitudine al pane duro. Perch\u00e9 a leggere certe analisi ci si rende conto che sono in troppi a non avere il polso della situazione. 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