{"id":634403,"date":"2024-07-10T16:00:10","date_gmt":"2024-07-10T14:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=577060"},"modified":"2024-07-10T16:00:10","modified_gmt":"2024-07-10T14:00:10","slug":"salute-diabete-in-italia-colpisce-4-milioni-di-persone-2-su-3-hanno-piu-di-65-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=634403","title":{"rendered":"Salute: Diabete, in Italia colpisce 4 milioni di persone, 2 su 3 hanno pi\u00f9 di 65 anni"},"content":{"rendered":"<p>In Italia, secondo l\u2019Istat, sono circa 3,9 milioni le persone che nel 2022 hanno dichiarato di avere il diabete, ovvero il 6,6% della popolazione, e le proiezioni indicano che nel 2040 questa percentuale potrebbe arrivare al 10% se continuasse il trend osservato combinato con il rilevante impatto della dinamica demografica dei prossimi 20 anni.<\/p>\n<p>I numeri dell\u2019Istituto nazionale di statistica sono contenuti nell\u2019Italian Barometer Diabetes Report \u2018Dati sul diabete in Italia, una fotografia su una pandemia complessa e in continua evoluzione\u2019, presentato nel corso del 17\u00b0 Italian Barometer Diabetes Summit 2024.<\/p>\n<p>Realizzato su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini, in collaborazione con Intergruppo parlamentare obesit\u00e0, diabete e malattie croniche non trasmissibili, Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation (IBDO Foundation), Istat, Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata-Dipartimento Medicina dei Sistemi, Coresearch, Crea Sanit\u00e0 e Bhave e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, l\u2019evento vede la partecipazione di istituzioni, societ\u00e0 scientifiche ed esperti per fare il punto sulla portata economica, sociale, clinica e politica del diabete per implementare le politiche sanitarie sul diabete nel nostro Paese.<\/p>\n<p>\u201cIl diabete\u2013 si legge nella prefazione del Report del ministro della Salute Orazio Schillaci\u2013 rappresenta una delle sfide pi\u00f9 rilevanti del nostro tempo, trattandosi di una patologia che continua a registrare una costante crescita in tutti gli Stati, soprattutto in quelli a basso e medio reddito. In questo contesto, il Diabetes Barometer Report si conferma un importante strumento per la valutazione e il monitoraggio dell\u2019andamento del diabete di tipo 2 in Italia, fornendo dati preziosi per orientare le nostre politiche e azioni future nella lotta al diabete\u201d.<\/p>\n<p>Secondo le ultime analisi, inoltre, i fattori socio-demografici che aumentano il rischio di sviluppare il diabete sono l\u2019et\u00e0 avanzata, addirittura di quasi 8 volte tra gli over 74enni (rispetto ai 45-54enni), il sesso maschile, tanto che gli uomini hanno un rischio maggiore delle donne di circa il 40% a parit\u00e0 di et\u00e0, vivere al sud, con una probabilit\u00e0 pi\u00f9 alta di circa il 50% rispetto a chi vive al nord e in comuni con pi\u00f9 di 2000 abitanti.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda, invece, gli aspetti socio-economici il rischio quasi raddoppia tra le persone che al massimo hanno un titolo di licenza media inferiore rispetto a chi \u00e8 in possesso di almeno una laurea. Aumenta di circa il 30% tra chi giudica scarse o insufficienti le risorse economiche della propria famiglia rispetto a chi gode di risorse economiche ottime o adeguate.<\/p>\n<p>Infine, emerge la forte associazione con l\u2019obesit\u00e0, che incrementa il rischio di diabete di oltre il doppio a parit\u00e0 di tutti gli altri fattori considerati, mentre la sedentariet\u00e0 aumenta tale rischio di circa il 30%.<\/p>\n<p>Il continuo invecchiamento della popolazione porta all\u2019aumento delle malattie che sono frequenti nelle fasi di vita dell\u2019anziano, come quelle cardio-metaboliche, spesso conseguenza di squilibri energetici dovuti a eccessiva nutrizione associata a sedentariet\u00e0 e che combinati con caratteristiche genetiche, comportamentali, sociali e ambientali portano a sviluppare malattie croniche come obesit\u00e0, diabete, aterosclerosi, steatosi epatica non alcolica, con conseguente peggioramento della qualit\u00e0 di vita.<br \/>\n\u201cLa compresenza di altre malattie croniche, che colpisce oltre tre diabetici su quattro- spiega nell\u2019introduzione dell\u2019IBDO Report il presidente dell\u2019Istat, Francesco Maria Chelli\u2013 costituisce un altro importante fattore da considerare nella presa in carico dei pazienti e nella organizzazione dei servizi sanitari che devono rispondere ai bisogni assistenziali di queste persone. Nel Rapporto si sottolinea come convivere con altre malattie, oltre al diabete, ha significative conseguenze sulla qualit\u00e0 della vita dei pazienti e dei loro familiari\u201c.<\/p>\n<p>\u201cNel 2022- sottolinea Roberta Crialesi, dirigente Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia dell\u2019Istat\u2013 il numero di anziani multicronici con diabete che hanno espresso un giudizio elevato di soddisfazione per la propria vita \u00e8 risultato di 5 punti percentuali pi\u00f9 basso rispetto a quelli senza diabete (33,6% contro il 38,4%) e di ben oltre 9 punti percentuali rispetto al dato medio generale (42,8%). Anche se la minor soddisfazione degli anziani con diabete accomuna tutte le aree del Paese, \u00e8 stato riscontrato un divario evidente tra i residenti nel Mezzogiorno e quelli del nord, tanto che solo il 26,4% degli anziani multicronici con diabete residente al sud e il 28,5% residente nelle isole esprime un\u2019elevata soddisfazione per la vita nel complesso rispetto al 41,1% residente nel nord-ovest e il 44,7% residente nel nord-est con gli stessi problemi\u201c.<\/p>\n<p>\u201cLe malattie croniche come il diabete- commenta il presidente dell\u2019Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, Paolo Sbraccia\u2013 hanno conseguenze non solo sulle condizioni di salute, ma anche su altri ambiti della vita quotidiana, su aspetti sociali, economici e relazionali degli individui. Infatti, come mostrano i dati dell\u2019Istat, i livelli di soddisfazione per la qualit\u00e0 della vita sono fortemente influenzati dalla presenza del diabete, soprattutto quando combinato con altre malattie croniche\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019IBDO Foundation- aggiunge- promuove da sempre la raccolta e la condivisione di importanti informazioni sull\u2019entit\u00e0 del fardello rappresentato dal diabete, fondamentali per dimostrare l\u2019impatto di sforzi ed approcci diversi finalizzati alla riduzione dell\u2019incidenza del diabete, alla diagnosi precoce della malattia e al suo trattamento efficace e contribuire cos\u00ec alla ricerca di soluzioni per frenare la progressione dell\u2019incidenza di questa malattia che, nell\u2019arco di due decadi, si \u00e8 triplicata\u201c.<\/p>\n<p>\u201cDelle quasi 4 milioni di persone con diabete\u2013 evidenzia Riccardo Candido, presidente Associazione Medici Diabetologi (Amd) e presidente Federazione delle Societ\u00e0 Diabetologiche Italiane (FeSdi)\u2013 2 su 3 hanno pi\u00f9 di 65 anni. Parliamo di persone spesso fragili, con altre malattie croniche e un rischio pi\u00f9 elevato di comorbilit\u00e0, che assumono quotidianamente diversi farmaci, il che rende pi\u00f9 complesso il percorso assistenziale e terapeutico con rischio di frammentazione e ridondanze. Possiamo e dobbiamo comunque ambire al buon controllo glicemico e dei diversi fattori di rischio cardiovascolare anche per queste persone per ridurre le complicanze e le ospedalizzazioni\u201c.<\/p>\n<p>Secondo Riccardo Candido, \u201cil modo migliore per raggiungere buoni risultati \u00e8 quello di personalizzare e, soprattutto, semplificare il pi\u00f9 possibile i percorsi di presa in cura e di trattamento, per migliorare l\u2019assistenza, l\u2019aderenza terapeutica e la qualit\u00e0 di vita delle persone con diabete e multi-cronicit\u00e0. Per fortuna questo \u00e8 oggi possibile grazie al progresso tecnologico e farmacologico che permette non solo di trattare meglio le persone ma sviluppare anche dei modelli organizzativi volti a ridurre la frammentariet\u00e0 dei percorsi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl paziente anziano frequentemente svolge poca attivit\u00e0 fisica e non segue un\u2019alimentazione equilibrata- afferma il presidente della Societ\u00e0 Italiana di Diabetologia (Sid), Angelo Avogaro\u2013 il che pu\u00f2 portare a un incremento del peso corporeo che, come noto, rappresenta un importante fattore di rischio per l\u2019insorgenza del diabete, oltre al naturale invecchiamento. Negli ultimi anni ci si sta rendendo conto anche dell\u2019impatto dell\u2019ambiente e dei cambiamenti climatici nell\u2019insorgenza di malattie croniche non trasmissibili, quali diabete, obesit\u00e0 e tumori e nel peggioramento del controllo metabolico del diabete, un legame che richiede una maggiore consapevolezza da parte delle istituzioni e da tutti gli attori del settore sanitario\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSebbene molto sia stato fatto negli ultimi anni- scrive nella prefazione del Report il rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron\u2013 ad oggi, in Italia, ancora si rileva disparit\u00e0 tra le varie regioni e territori per quanto riguarda i programmi di prevenzione, l\u2019educazione ad uno stile di vita sano, la protezione dai fattori di rischio, l\u2019informazione, l\u2019accesso alle cure e l\u2019utilizzo delle tecnologie, come, ad esempio, la telemedicina, i sistemi digitali per il monitoraggio del glucosio e i sistemi innovativi per la somministrazione dell\u2019insulina\u201c.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 necessario affrontare in maniera pi\u00f9 efficiente e strutturata un\u2019emergenza di salute pubblica, quale \u00e8 il diabete- dichiara l\u2019onorevole Roberto Pella, presidente dell\u2019Intergruppo Parlamentare Obesit\u00e0 e Diabete e malattie croniche non trasmissibili e vicepresidente vicario di Anci\u2013 creando organismi che siano in grado di coordinare tutti i soggetti e i settori impegnati nell\u2019educazione sanitaria, dal mondo dell\u2019istruzione e dell\u2019alfabetizzazione ai mezzi di comunicazione di massa, organizzando campagne di prevenzione e di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale. Al tempo stesso, i centri di diabetologia esistenti sono da potenziare integrandoli all\u2019interno di un\u2019autentica rete di medicina territoriale in grado curare e prendersi cura delle persone con diabete nella maniera pi\u00f9 efficace attraverso la diagnostica, terapie pi\u00f9 innovative, telemedicina e un accesso uniforme alle cure e ai trattamenti su tutto il territorio nazionale\u201c.<\/p>\n<p>\u201cIl coinvolgimento dei territori e dei decisori locali e l\u2019implementazione degli strumenti di telemedicina- precisa la senatrice Daniela Sbrollini, presidente dell\u2019Intergruppo Parlamentare Obesit\u00e0 e Diabete e malattie croniche non trasmissibili, vicepresidente della 10a Commissione permanente Affari sociali, sanit\u00e0, lavoro e previdenza sociale del Senato\u2013 rappresentano elementi chiave che consentiranno una presa in carico pi\u00f9 efficace del paziente e, prima ancora, di \u2018prenderci cura\u2019 del cittadino, della sua qualit\u00e0 di vita e del suo benessere. Una prossimit\u00e0 che sia in grado di valorizzare in misura crescente la relazione medico-paziente, essenziale per la cura delle persone pi\u00f9 fragili e vulnerabili\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019obiettivo di Novo Nordisk \u00e8 di portare un cambiamento concreto nella cura del diabete- conclude Marco Salvini, Senior Director External Affairs di Novo Nordisk Italia\u2013 e gi\u00e0 da diversi anni siamo impegnati nel trovare soluzioni innovative in grado di semplificare il trattamento e migliorare la qualit\u00e0 della vita delle persone e, al contempo, ridurre l\u2019impatto ambientale dei nostri prodotti. Siamo sempre molto favorevoli a momenti di confronto come il Diabetes Forum annuale e ringraziamo l\u2019IBDO Foundation per il suo continuo impegno nella lotta contro il diabete, consapevoli che tutti gli stakeholder, comprese le aziende, possano dare un importante contributo nella lotta, cura e prevenzione del diabete e delle malattie croniche non trasmissibili\u201c.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia, secondo l\u2019Istat, sono circa 3,9 milioni le persone che nel 2022 hanno dichiarato di avere il diabete, ovvero il 6,6% della popolazione, e le proiezioni indicano che nel 2040 questa percentuale potrebbe arrivare al 10% se continuasse il trend osservato combinato con il rilevante impatto della dinamica demografica dei prossimi 20 anni. 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