{"id":635142,"date":"2024-08-02T13:05:52","date_gmt":"2024-08-02T11:05:52","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=579957"},"modified":"2024-08-02T13:05:52","modified_gmt":"2024-08-02T11:05:52","slug":"olimpiadi-dalle-19-a-muso-duro-contro-nole-tutti-in-trincea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=635142","title":{"rendered":"Olimpiadi, dalle 19 a &#8216;Muso duro&#8217; contro Nole: tutti in trincea!"},"content":{"rendered":"<p><strong>La scena \u00e8 quella tratta dal film Terminator, dove il nuovo cyborg all&#8217;inseguimento di quello vecchio, cattivo il primo e buono il secondo, viene distrutto a ripetizione ma, immancabilmente, si rigenera e riprende la corsa ogni volta con maggiore vigore. Novak Djokovic \u00e8 fatto cos\u00ec,<\/strong> quando pensi di esserti sbarazzato di lui, te lo ritrovi ancora agganciato alle caviglie come un\u2019ombra. Una sensazione tutt&#8217;altro che piacevole, bench\u00e9 professionalmente stimolante, che il nostro Lorenzo Musetti pare destinato a rivivere un sacco di volte, quale arcigno percorso di crescita tennistica.<\/p>\n<p>Solo nel 2024, infatti, \u00e8 gi\u00e0 successo sia al Roland Garros, con il serbo capace (manco a dirlo) di risorgere da due set di ritardo nel punteggio, che a Wimbledon, quando, al contrario, la lezione impartita all\u2019azzurro fu decisamente pi\u00f9 severa. E se per un celebre adagio \u00e8 vero che non c&#8217;\u00e8 due senza tre, il terzo capitolo della saga verr\u00e0 servito molto presto, cio\u00e8 stasera, nuovamente in Bois de Boulogne. Perch\u00e9 si giocheranno sul mattone tritato pi\u00f9 iconico al mondo l&#8217;accesso alla finale olimpica. Insomma, faccia a faccia, s\u00ec, ma solo nelle occasioni importanti.<\/p>\n<p>Lorenzo sta vivendo il momento migliore della sua carriera, almeno in quanto a continuit\u00e0 di risultati. In sequenza: semifinale a Stoccarda, finale al Queen&#8217;s, semifinale a Wimbledon e quantomeno il penultimo atto di Parigi. Lollo il Magnifico s&#8217;\u00e8 fatto grande, vince le partite da vincere e vende cara la pelle contro i giocatori di lignaggio pari o superiore. Che \u00e8 ci\u00f2 che distingue un campione da un buon giocatore che solo occasionalmente lascia il segno. Il percorso \u00e8 stato fin qui trionfale. Se il simpatico Monfils \u00e8 ormai solo la copia sbiadita del gran giocatore che fu, le vittorie autorevoli su Fritz e, soprattutto, Zverev raccontano tutta un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p>Quella di un Musetti centrato e convinto, spettacolare come genetica gli impone ma anche accorto nell&#8217;uso delle infinite frecce al proprio arco. Variet\u00e0 di soluzioni non pi\u00f9 fine a s\u00e9 stessa e al suo ego tennistico da soddisfare ma al conseguimento dell&#8217;obiettivo. Se ancora non \u00e8 la quadratura del suo cerchio, si sta avvicinando. Decisamente matura la performance con la quale ha estromesso dal torneo il campione uscente, appunto, Zverev.<\/p>\n<p><strong>Un avversario che non sar\u00e0 Djokovic ma che \u00e8 tornato ai livelli antecedenti al terribile infortunio rimediato qualche stagione fa e che sulla terra battuta ha costretto Alcaraz, il pi\u00f9 bravo di tutti, non pi\u00f9 tardi di qualche settimana fa a sudare le proverbiali sette camicie <\/strong>per aggiudicarsi l&#8217;ultimo Roland Garros. Uno tosto e di sostanza che il vecchio Musetti avrebbe sofferto fino a perderci, ma non questo. Due break chirurgici, entrambi nell\u2019undicesimo gioco del set sul punteggio di cinque pari, gli hanno garantito il doppio 7-5 finale, dopo che in entrambe le occasioni Lollo non ha tremato al servizio in procinto di capitalizzare il vantaggio. Cos\u00ec, alla maniera dei grandi. Del resto, la differenza di qualit\u00e0 tra lui e il tedesco \u00e8 decisamente ampia ma, si sa, giocare meglio dell&#8217;avversario non \u00e8 mai garanzia di successo; servono tutti gli altri ingredienti che Lorenzo, con pazienza, umilt\u00e0 e lavoro, ha finito per mettere a punto.<\/p>\n<p>Djokovic, da ormai dieci anni a questa parte, non sembra pi\u00f9 dare di s\u00e9 la migliore versione. Ma vuoi la tigna del campione che non accetta l&#8217;idea della sconfitta e avversari spesso e volentieri di dubbia qualit\u00e0 &#8211; perch\u00e9 il periodo storico resta quello che \u00e8 &#8211; e il macinato lo porta sempre a casa. O vince o ci va molto vicino nonostante le trentasette primavere. Qua a Parigi, tralasciando il match-passerella con Nadal buono solo per i nostalgici, ha asfaltato l\u2019impresentabile Ebden e il volitivo Koepfer prima di fare la voce grossa con Tsitsipas che, nonostante una preoccupante involuzione tecnico-tattica, resta un grande interprete dei campi rossi. Otto set giocati, otto set vinti che, tradotto, significa tanta benzina nel serbatoio da poter spendere, anche se il ginocchio operato tra Roland Garros e Wimbledon resta sempre un&#8217;incognita.<\/p>\n<p>A giocarsi l&#8217;oro, e in agguato dall&#8217;altra parte del tabellone, ci sono Alcaraz e Auger-Aliassime. Se sul murciano dubbi non fosse lecito averne, per perdere un incontro deve mettere un certo impegno, quella del canadese \u00e8 una piccola sorpresa per due ragioni. La terra battuta non \u00e8 tipicamente la sua zona confortevole ed \u00e8 un ragazzo tuttora impelagato nella comprensibile difficolt\u00e0 di uscire dallo status di incompiuta promessa. Perch\u00e9 talento ne avrebbe da vendere. Questa sera, pertanto, avremo le idee pi\u00f9 chiare e ci si augura che Lollo possa regalarsi la chance di sfidare presumibilmente Alcaraz per la medaglia pi\u00f9 pesante.<br \/>\n<strong><br \/>\nBreve amarcord, per chiudere. Esattamente quarant&#8217;anni fa, e sembra ieri, Paolino Can\u00e8, che oggi sar\u00e0 chiamato a commentare le gesta di Musetti, disputava a Los Angeles la semifinale olimpica quando il tennis era ancora sport dimostrativo. <\/strong>Un cerchio azzurro che si chiude. Dal nostro connazionale pi\u00f9 talentuoso dell&#8217;epoca, il meraviglioso Neuro, al pi\u00f9 geniale di questi giorni. Il filo conduttore \u00e8, quindi, la bellezza e l&#8217;idea che il colore possa essere quello dell&#8217;oro ci rende impazienti. Perch\u00e9 noi, tra un giorno da Musetti e una vita da Djokovic, ci prendiamo sempre il primo. Nel bene e nel male.<\/p>\n<p>Buona fortuna Lollo, a Muso duro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scena \u00e8 quella tratta dal film Terminator, dove il nuovo cyborg all&#8217;inseguimento di quello vecchio, cattivo il primo e buono il secondo, viene distrutto a ripetizione ma, immancabilmente, si rigenera e riprende la corsa ogni volta con maggiore vigore. 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