{"id":635212,"date":"2024-08-04T18:22:53","date_gmt":"2024-08-04T16:22:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=580280"},"modified":"2024-08-04T18:22:53","modified_gmt":"2024-08-04T16:22:53","slug":"robecco-e-lest-ticino-dicono-addio-a-rino-garavaglia-signore-del-mobile-antico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=635212","title":{"rendered":"Robecco e l&#8217;Est Ticino dicono addio a Rino Garavaglia, Signore del Mobile (antico)"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Il passato regala bellissimi esempi di alcuni tratti della sua storia. Sono monumenti, opere d\u2019arte, tradizioni o semplici manufatti. Ciascuno, a suo modo, fa rivivere emozioni legate al pensiero di vite che si sono intrecciate con quegli oggetti o hanno prodotto quelle opere.<\/p>\n<p>Un mobile antico \u00e8 un esempio di una parte tangibile del passato che ha vissuto la sua storia ed \u00e8 arrivata a noi.<strong> I mobili antichi hanno il fascino dell\u2019oggetto privato, forse amato, forse indifferente, ma che comunque ha vissuto l\u2019intimit\u00e0 di una famiglia.<\/strong><\/p>\n<p>Il restauratore \u00e8 colui che si occupa, prima di tutto per passione, di riportare i vecchi mobili del passato a nuova vita. Un buon restauratore \u00e8 innanzitutto bravo in storia.<\/p>\n<p><strong>Le antiche botteghe di restauro, quelle che si trovano nei centri storici delle grandi citt\u00e0 o, quasi anonime e nascoste, discrete, nelle stradine dei paesi, spesso sono forti dell\u2019esperienza maturata da decenni di attivit\u00e0, tramandata da padre in figlio.<\/strong><\/p>\n<p>I restauratori che operano in queste botteghe sono cresciuti respirando il profumo del legno e delle essenze ed hanno giocato con trucioli e legnetti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come l\u2019arte del restauratore si tramanda da generazioni, ma se c\u2019\u00e8 passione si pu\u00f2 imparare, c<strong>os\u00ec il mobile antico, se non lo si possiede, si pu\u00f2 acquistare e considerarlo un\u2019eredit\u00e0 gradita da lasciare alla famiglia<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Abbiamo trovato queste parole sul sito di un&#8217;antica bottega dell&#8217;Italia centrale, da un &#8216;collega&#8217; di quel Rino Garavaglia da Robecco sul Naviglio, morto venerd\u00ec a 89 anni, che ha segnato per decenni la storia di un mestiere, di una passione, di una dedizione assoluta ad un&#8217;arte che molti, troppi, considerano oggi fuori dal tempo.<\/p>\n<p>Errore marchiano dell&#8217;epoca che viviamo, che innalzando l&#8217;iper velocit\u00e0 a modello assoluto sta portando alla decostruzione dei fondamenti su cui siamo cresciuti, come civilt\u00e0 e consesso di uomini. <strong>Rino Garavaglia ha ridato lustro al tempo, ridato vita e lucentezza a mobili pi\u00f9 o meno pregiati, ma tutti onusti e carichi di storia.<\/strong><\/p>\n<p>Per molti anni, quand&#8217;eravamo piccoli, era impossibile non rimanere catturati dagli odori e dai profumi dei materiali coi quali curava il legno antico con proverbiale sapienza: la sua bottega era collocata nel tratto finale di via Matteotti (sino agli anni Sessanta-Settanta ricca di negozi ed attivit\u00e0 commerciali, come documentato da Dario Tonetti in un bellissimo libro), all&#8217;interno di villa Gaia. Ossia il monumento maggiormente simbolico di Robecco.<\/p>\n<p>Da diverso tempo, invece, i figli Marco e Stefano (che hanno appreso dal pap\u00e0 Rino quest&#8217;arte che fa della trasmissione famigliare una delle sue caratteristiche distintive) si sono trasferiti ai &#8216;piedi&#8217; del ponte carrabile, adiacenti ad un&#8217;altra villa che testimonia la bellezza senza tempo di Robecco, ossia villa Fasana. Ed \u00e8 l\u00ec che quegli stessi profumi, odori e ritmi scandiscono la vita, la passione ed il lavoro quotidiani di una famiglia che si \u00e8 votata ad un&#8217;attivit\u00e0 che ha un valore decisamente pi\u00f9 grande di quello economico o materiale.<\/p>\n<p>Il legno antico, il mobile, i suoi cassetti, le ante, i vetri che lo accompagnano e adornano, i suoi robusti appoggi, sono un esempio vivente della Tradizione. Quella che Marcello Veneziani definisce cos\u00ec: <strong>&#8220;Tradizione e\u0300 senso della continuita\u0300, un\u2019eredita\u0300 tramandata e da tramandare. Comporta dunque un rapporto fecondo non solo col passato ma anche col futuro. La tradizione non e\u0300 il culto del passato ma il senso della continuita\u0300;<\/strong> e rispetto al passato seleziona cio\u0300 che e\u0300 morto da cio\u0300 che vive. E\u0300 implicito nella tradizione con l\u2019idea di trasmissione, il passaggio di testimone di generazione in generazione, di padre in figlio, di maestro in allievo, e via dicendo&#8221;.<\/p>\n<p>N\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. Per tutta la sua vita Rino Garavaglia, i cui funerali si celebrano luned\u00ec 5 agosto alle 11, nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, ha fatto esattamente questo: ridare vita, &#8216;eternizzare&#8217; il legno antico, divenendo il riferimento di moltissime persone e famiglie, anche ben fuori da Robecco; persone e famiglie che per tutta la loro vita, quando c&#8217;era un mobile antico cui ridar vita, semplicemente si rivolgevano senza alcuna esitazione a lui, al &#8216;Rino&#8217;. Un&#8217;arte che ora i suoi figli perperetuano. E che speriamo non si interrompa mai. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il passato regala bellissimi esempi di alcuni tratti della sua storia. Sono monumenti, opere d\u2019arte, tradizioni o semplici manufatti. Ciascuno, a suo modo, fa rivivere emozioni legate al pensiero di vite che si sono intrecciate con quegli oggetti o hanno prodotto quelle opere. 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