{"id":635219,"date":"2024-08-05T09:00:07","date_gmt":"2024-08-05T07:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=580248"},"modified":"2024-08-05T09:00:07","modified_gmt":"2024-08-05T07:00:07","slug":"il-sequestro-di-emanuela-orlandi-e-mirella-gregori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=635219","title":{"rendered":"Il sequestro di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori"},"content":{"rendered":"<p><strong>Durante le vacanze estive finalmente ho letto, \u201cVaticano. Un affare di Stato.Le infiltrazioni \u2013 l&#8217;attentato \u2013 Emanuela Orlandi\u201d, un dossier scritto da Ferdinando Imposimato, Koin\u00e8 (II ristampa 2009) Una ristampa, che peraltro ha venduto 25.000 copie. <\/strong>Il testo si occupa di vent&#8217;anni di indagini e ricerche portate avanti, nonostante ostacoli di ogni genere, anche dopo la caduta del Muro di Berlino. Una storia vera e affascinante, dall&#8217;uccisione di Moro, all&#8217;attentato al Papa, dalle infiltrazioni delle spie dell&#8217;Est in Vaticano al sequestro di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori. L&#8217;autore \u00e8 Ferdinando Imposimato, investigatore di razza, giudice istruttore dei pi\u00f9 importanti casi di terrorismo. Eletto al Senato della repubblica e alla Camera dei Deputati per tre legislature. <\/p>\n<p>Il testo prefato da Francesco Bruno \u00e8 dedicato a Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, vittime della guerra fredda. Nonostante scritto due decenni fa, il testo, pu\u00f2 ancora essere utile per comprendere la complicata e intrigata storia che ha condizionato per diversi anni l&#8217;attivit\u00e0 di Giovanni Paolo II, assoluto protagonista degli anni &#8217;80. Infatti, il tutto nasce dalla elezioni al soglio pontificio di Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia della Polonia comunista. Breznev capo politico dell&#8217;URSS, lo aveva capito, la sua elezione sarebbe stata una vera e propria sciagura per il Comunismo internazionale. Interessante il colloquio tra Breznev e Gierek, il segretario politico del partito comunista polacca, riportato dal Dossier Mitrokhine ripreso da Imposimato. I comunisti erano convinti che \u201cGiovanni Paolo II avrebbe messo in discussione l&#8217;intero blocco sovietico\u201d. Il rapporto del KGB poneva l&#8217;accento sul fatto che Wojtyla si era definito pi\u00f9 volte non solo il &#8216;Papa polacco&#8217;, ma anche frequentemente il &#8216;Papa slavo&#8217;\u201d. <\/p>\n<p>Pertanto la visita del Papa in Polonia era vista come un cataclisma per il governo comunista. Bisognava dissuaderlo con tutti i mezzi secondo i sovietici. E&#8217; evidente che il Papa polacco era un nemico per il sistema comunista per questo il KGB ha organizzato la sua eliminazione fisica che doveva avvenire il pomeriggio del 13 maggio 1981 in Piazza S. Pietro a Roma ad opera di un killer turco ingaggiato dai servizi segreti bulgari (X-HVA): \u201cBisognava assassinare il Papa\u201d. I bulgari hanno una lunga tradizione di attivit\u00e0 terroristiche e sono i pi\u00f9 sicuri ed i pi\u00f9 servili. Sono i prediletti dell&#8217;URSS, dice l&#8217;ex capo dei DS bulgaro, Stefan Svedlev. Wojtyla diventa il nemico numero uno di Mosca. Imposimato scrive che subito i sovietici misero in moto tutte le spie e agenti infiltrati in Vaticano. Tuttavia, dopo il fallito attentato, la situazione peggior\u00f2, per i Paesi del patto di Varsavia:\u201cl&#8217;attivismo di Giovanni Paolo II divenne inarrestabile. Colpire il Papa era diventato ancora pi\u00f9 necessario anche se pi\u00f9 difficile\u201d. Ma era necessario farlo attraverso \u201coperazioni speciali\u201d, sequestri e omicidi contro persone dello schieramento nemico. Cos\u00ec nacque il progetto contro giovani cittadine vaticane appartenenti a famiglie molto legate al Papa e quindi si pensa di sequestrare alcune familiari, le figlie di alcuni operatori del Vaticano. Prima il 7maggio 1983, Mirella Gregori e poi il 22 giugno 1983, Emanuela Orlandi. Questi rapimenti servono per ricattare il Papa, i giudici italiani e il governo italiano. Non solo, ma le due ragazze, soprattutto Emanuela serviva come merce di scambioper la liberazione dell&#8217;attentatore turco Ali Agca, appartenente ai cosiddetti \u201cLupi Grigi\u201d. Il testo di Imposimato descrive tutti i vari passaggi della cattura della povera Emanuela, basandosi su documenti e dichiarazioni a volte dei protagonisti di queste oscure storie, che hanno tenuto in apprensione non solo i familiari delle due ragazze ma la gran parte degli italiani. Per la verit\u00e0 anch&#8217;io ho dato poca importanza o perlomeno minimizzato, i due casi dei sequestri delle due ragazze. Come si pu\u00f2 notare nella mia Antologia su San Giovanni Paolo II, ho fatto soltanto qualche breve accenno all&#8217;attentato al Papa. Peraltro ancora oggi, sottovalutato e minimizzato anche dal mondo cattolico. Infatti, esistono poche pubblicazioni sul grave episodio.<\/p>\n<p>Imposimato descrive nei particolari, lo stato d&#8217;animo del Papa, per la sofferenza dei familiari e delle ragazze sequestrate, il ricatto dei servizi segreti comunisti era rivolto direttamente alla sua persona. I comunisti erano determinati, bisognava colpire il Papa per via trasversale e poi soprattutto fare di tutto per delegittimarlo. <\/p>\n<p>Mai nessun Papa aveva ispirato tanta paura e avversione a Mosca. L&#8217;intento del KGB era quello di distruggere moralmente il Santo Padre, prima che fisicamente. Si fece di tutto per trovare anche materiale compromettente. Il compito fu affidato al servizio polacco, l&#8217;SB, che aveva pi\u00f9 possibilit\u00e0 di creare una rete di spie in Vaticano. Almeno questa \u00e8 la tesi di Imposimato. Lenin era convinto che un segretario di un partito comunista, per essere all&#8217;altezza del suo compito, se serve doveva essere capace all&#8217;occorrenza di vestirsi anche col saio francescano. Imposimato nel testo fa un elenco di nomi pure di religiosi, coinvolti nell&#8217;attivit\u00e0 spionistica. Il secondo viaggio in Polonia del Papa divenne un incubo per i comunisti. A Mosca, a Berlino e a Sofia si prese la decisione di accelerare il sequestro dei cittadini italiani e vaticani per usarli come mezzi di pressione per costringere il Papa a cambiare condotta. Non c&#8217;era pi\u00f9 tempo bisognava agire in fretta.<\/p>\n<p>Il rapimento della Orlandi ha coinvolto diversi Stati: Vaticano, Italia, URSS, Bulgaria, Germania Est, Polonia, Turchia, Cecoslovacchia, Germania Ovest&#8230;Imposimato anche qui fa i nomi di quelli che hanno partecipato come organizzatori, tutti portano alla pista bulgara. Interessante l&#8217;episodio raccontato nel libro, come hanno fatto i bulgari a minacciare Ali Agca all&#8217;interno del carcere di Rebibbia. Il turco se voleva salvare la sua vita, doveva ritrattare tutto quello che aveva detto intorno alla pista bulgara. Ecco perch\u00e8 Agca simul\u00f2 un delirio religioso farneticante, una lucida follia. Pi\u00f9 volte Imposimato chiarisce che l&#8217;attentato al Papa in Piazza S. Pietro \u00e8 stato opera di un complotto e non l&#8217;opera di un cavaliere solitario o di un folle farneticante. In quei mesi in molti si ostinavano a sostenere il contrario. Del resto anche la Corte d&#8217;Appello di Roma ha sostenuto la tesi di Imposimato. Dietro l&#8217;attentato al Papa c&#8217;era l&#8217;Unione Sovietica, il quale prevedeva, nel caso di un fallimento, la rapina di una personalit\u00e0 di spicco da usare come merce di scambio per la liberazione di Agca. \u201cEmanuela e Mirella\u2013 scrive Imposimato &#8211;  furono le vittime innocenti del piano terroristico-criminale ordito dai complici del killer turco [\u2026] furono il debito pagato dai mandanti dell&#8217;attentato al Papa per dimostrare ad Agca che egli non era stato abbandonato, tanto che una cittadina vaticana ed una italiana erano ostaggi dei suoi amici in vista della sua liberazione\u201d. <\/p>\n<p>Certo il killer vivo sarebbe stato, e lo fu, un pericolo per i complici. La sua cattura in Piazza S. Pietro, per certi versi, gli salv\u00f2 la vita.<br \/>\nSono interessanti i passaggi che il libro offre sull&#8217;inquietante sequestro Orlandi. Il nodo principale era quello di dissuadere il Papa nella sua ostinata decisione di andare nel giugno 1983 in Polonia, sostenere la battaglia di Solidarnocs di Lech Walesa contro il regime di Jaruzelski e contro l&#8217;URSS. I comunisti hanno attuato una strategia chiara, evitare di sequestrare sacerdoti o uomini del clero di alto rango, non si voleva creare martiri nella Chiesa e poi cos\u00ec il Papa non si sarebbe piegato. La scelta doveva cadere su persone estranee alla gerarchia vaticana ed al clero in generale. Occorreva puntare su giovani vittime. E cos\u00ec si individuarono le figlie adolescenti di impiegati, sconosciuti agli italiani. Sostanzialmente una strategia molto simile a quella della mafia.\u201cPer quelle giovani vite, meglio se bambine, per innocenti creature il Papa si sarebbe dovuto piegare al ricatto. Avrebbe avvertito un senso di colpa nel sapere che incolpevoli fanciulle, sue suddite, appartenenti a famiglie di uomini che tutti i giorni rischiavano la vita per lui vegliando su ogni passo [&#8230;]\u201d . E&#8217; evidente la raffinatezza, ma soprattutto la malvagit\u00e0 perversa degli organizzatori dei sequestri delle povere ragazze. L&#8217;obiettivo dai rapitori era quello di mettere pubblicamente in difficolt\u00e0 il Santo Padre umiliandolo agli occhi del mondo. <\/p>\n<p>Dopo il rapimento il Papa interviene con ben otto appelli rivolti ai rapitori per la liberazione delle ragazze. Imposimato nel libro racconta fin nei dettagli le varie telefonate, le missive dei rapitori della Orlandi. Nonostante le diverse prove, c&#8217;era gente che dubitava che si trattava di un sequestro di matrice terroristica. E forse ancora oggi, anche se leggo dai giornali che il giudice Ilario Martella, davanti alla Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui cold case delle due ragazze scomparse a Roma nell&#8217;estate del 1983. Il magistrato, ora in pensione, indag\u00f2 sui sequestri di Emanuela e Mirella dal 1985 al 1990. I sequestri furono &#8220;un&#8217;operazione di distrazione di massa ideata e compiuta dalla Stasi (i servizi segreti dell&#8217;allora Germania&#8221;, per evitare che &#8220;la Bulgaria e tutto il mondo dell&#8217;Est venissero coinvolte nell&#8217;attentato al Papa, dopo che Ali Agca, interrogato da me, aveva iniziato ad accusare tre funzionari bulgari&#8221;. Quanto alle sorti delle giovani rapite, Martella ha detto: &#8220;Credo siano state sacrificate, uccise non subito, ma magari dopo un po&#8217;. Tenerle in vita sarebbe stato pericoloso perch\u00e9 avrebbero potuto essere dei testimoni fondamentali&#8221;. (Rosa Scognamiglio, Orlandi-Gregori, il giudice che indag\u00f2 sui cold case: &#8220;Rapite e uccise dai servizi segreti dell&#8217;Est&#8221;, 28.6.2024, Il Giornale).<\/p>\n<p>L&#8217;attentato al Papa pu\u00f2 essere &#8220;un punto di partenza&#8221;. \u00c8&#8221;emerso che sin da 1982 la Bulgaria era molto preoccupata di poter essere coinvolta nell\u2019attentato al Papa&#8221;. Martella, che ha indagato sull\u2019attentato al Santo Padre, ha ricordato le indagini sul caso del bulgaro Antonov e ha aggiunto che il collegamento con i casi Orlandi e Gregori \u00e8 che si voleva &#8220;determinare una disattenzione totale&#8221; e una&#8221;sorta distrazione di massa.E chi poteva porre in essere una simile operazione? Non era certo una cosa di bassa manovalanza tipo la banda della Magliana ma serviva che le cose venissero fatte con altissima qualit\u00e0 professionale&#8221;, da un\u2019organizzazione &#8220;quale era la Stasi all\u2019epoca&#8221;. &#8220;Questa operazione di distrazione di massa doveva fare in modo di creare episodi su cui attrarre l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica&#8221;, ha concluso. <\/p>\n<p>Torno al libro di Imposimato, ci sono diversi drammatici passaggi, spesso ignorati, dalla stampa di allora. Talvolta i genitori di Emanuela, direttamente interessati, venivano ignorati. Il testo si sofferma sulla figura del Papa che sostanzialmente con questo sequestro e con il consequenziale ricatto, stava subendo anche un vero \u201ccalvario mediatico\u201d, preso di mira dai servizi segreti bulgari e russi. Bisognava tenere sotto scacco il Papa e il Vaticano. Imposimato usa la frase drammatica ben precisa: \u201csi vuole assassinare moralmente il Papa, dopo aver fallito di eliminarlo fisicamente\u201d. Il Papa aveva capito bene la portata del ricatto dei sequestratori, prendeva sul serio i loro messaggi, i loro Komunicati, a differenza degli inquirenti, quello dei sequestratori,\u201cera un piano criminale lucido e preciso, tutt&#8217;altro che delirante e illogico\u201d. Drammatica era la lettera di Emanuela del 29 agosto 1983, anche questa non sar\u00e0 presa sul serio. Intanto la disinformatia dei servizi segreti della Stasi in particolare, opera incontrastata. Nell&#8217;opera di disonformazione, Ivan Ivanovic Agayants, il capo dei Servizi del KGB, afferma:\u201cDobbiamo continuamente incoraggiare i giornalisti occidentali a scrivere ci\u00f2 che rappresenta l&#8217;esatto contrario delle nostre vere intenzioni [&#8230;]\u201d. In pratica chi scrive la verit\u00e0 sul complotto terroristico del KGB, \u201cdeve venire prontamente ridicolizzato come fascista o esponente della destra\u201d.<\/p>\n<p>Imposimato sa quello che scrive perch\u00e9 ha anche intervistato Gunther Bohnsack, collaboratore della Stasi. L&#8217;obiettivo era quello di destabilizzare con qualsiasi mezzo i Paesi occidentali, non solo ma anche il Vaticano e il Papa. Il libro si chiude con la significativa lettera che il giudice ha scritto al Santo Padre. Imposimato sottolinea la sua fede di cattolico, apprezza la battaglia per la libert\u00e0 di Wojtyla contro la tirannide comunista. Successivamente il Papa lo ricever\u00e0, esortandolo a proseguire nella ricerca della verit\u00e0. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante le vacanze estive finalmente ho letto, \u201cVaticano. 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