{"id":635426,"date":"2024-08-12T15:35:07","date_gmt":"2024-08-12T13:35:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=581051"},"modified":"2024-08-12T15:35:07","modified_gmt":"2024-08-12T13:35:07","slug":"festival-di-locarno-il-festival-della-nostalgia-delle-rivoluzioni-e-dellimpegno-grazie-alla-settimana-arte-di-monica-mazzei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=635426","title":{"rendered":"Festival di Locarno: il Festival della nostalgia, delle rivoluzioni e dell&#8217;impegno grazie alla settimana arte. Di Monica Mazzei"},"content":{"rendered":"<p>Un Locarno Film Festival dall&#8217;anima che profuma d&#8217;arte, questa 77a edizione.<br \/>\nArte che strizza l&#8217;occhio da alcuni film, nei quali la perfezione si respira persino nella sincronicit\u00e0 dei movimenti, come ad esempio &#8220;Le D\u00e9luge&#8221;, opera del filmaker Gianluca Judice, dove quadri e sculture sembrano ergersi a giudici della famiglia reale francese, prossima all&#8217;esecuzione capitale, osservandoli scarnamente nel lento decadimento delle loro figure, per precipitare nella vulnerabile condizione di esseri umani con delle colpe da espiare.<\/p>\n<p>Ciascun membro della famiglia ha un modo diverso di reagire: Luigi XVI si rifugia in una malata e fantasiosa speranza completamente respinta dalla consorte Maria Antonietta, pi\u00f9 dignitosa ma al contempo concreta.<br \/>\nL&#8217;intreccio vede andare a braccetto i rapporti famigliari e quelli con i rappresentanti di Stato che li odiano e agli sgoccioli, sale a galla la mancanza di amore e stima di Maria Antonietta per il marito che le fu imposto a ragion di Stato.<br \/>\nNelle tristi giornate di prigionia presso la Torre del Tempio, fortezza costruita dai Templari, luogo altamente iconico per momenti cos\u00ec tragici, assistiamo allo spogliamento prima di tutto delle loro identit\u00e0, allo scherno e alla derisione di chi si credeva eterno tramite con Dio in Terra. Infatti, il film si snoda in capitoli che si pongono lo scopo di analizzare e scomporre l&#8217;evento storico ed umano, sino all&#8217;epilogo.<br \/>\nIl quesito \u00e8: esiste il peccato se non ve ne \u00e8 consapevolezza?<br \/>\nE se al loro posto vi fossimo stati noi?<br \/>\nLa silenziosa e calma compostezza della famiglia reale, ci induce a credere che i cattivi non ne siano i membri, ma i loro cinici aguzzini, che paiono aver miserevolmente e sottilmente bramato tutto ci\u00f2 che essi possedevano.<br \/>\nLa Francia dell&#8217;Uguaglianza e della Libert\u00e0 pare perdere l&#8217;umanit\u00e0; solo qualcuno cerca di restare umano e chiede nel comitato, che il Re possa non essere separato dalla famiglia, nei mesi lunghi e bui che precedono l&#8217;esecuzione.<br \/>\nLuigi fa delle richieste sino all&#8217;ultimo, come quella di poter salutare in solitudine la famiglia e di vedersi accordare tre giorni per prepararsi alla propria morte.<br \/>\nDimostrer\u00e0 sino all&#8217;ultimo di non comprendere realmente i motivi che hanno portato a quel momento, ribadendo che secondo lui non \u00e8 possibile una reale uguaglianza tra tutti gli esseri umani. Addirittura se ne stupisce, spesso apparendo persino infantile e rivelando anche scarsit\u00e0 di argomentazioni ed intelletto, nella sua incapacit\u00e0 di tenere testa ad un Robespierre filosoficamente arguto.<br \/>\nChi ha ragione?<br \/>\nA ciascuno la sua risposta.<br \/>\nTutta la storia \u00e8 pervasa di un presagio quasi divino, mentre consegna all&#8217;eternit\u00e0 questi personaggi storici, che un giorno sembreranno diventati unicamente una rappresentazione leggendaria, od opere d&#8217;arte a loro volta, pallidi ed esangui ricordi, in un processo che ha condotto alla nascita del cittadino al centro di tutto.<\/p>\n<p>Retrospettiva Locarno77<\/p>\n<p>La retrospettiva di quest&#8217;anno \u00e8 dedicata invece al Centenario dalla nascita della Columbia Pictures e &#8220;The Lady with the Torch&#8221;, altro non \u00e8 che un titolo per omaggiarne il simbolo femminile che tutti conosciamo e che ricordava la statua della libert\u00e0.<br \/>\nProbabilmente, questa scelta era dovuta ad il desiderio di riunire sotto ad un unico marchio riconoscibile, l&#8217;dentit\u00e0 americana, che si voleva far emergere nelle scelte narrative proposte via via dai registi pi\u00f9 celebri dell&#8217;epoca.<br \/>\nAlla nascita del sonoro, fanno la loro apparizione i primi film western con eroi compassati, che vivevano con l&#8217;unica legge personale del &#8220;un giorno alla volta&#8221;.<br \/>\nFa capolino di nuovo il concetto di scambio fra le arti, nell&#8217;ispirazione dovuta alla presa di coscienza sociale, per passare ai film anti fascisti e alla primissime donne lavoratrici che desideravano spiccare nel mondo del lavoro.<br \/>\nAllora \u00e8 lecito chiedersi se la reale ambizione o vocazione che dir si voglia, di quella torcia, altro non fosse che illuminare un mondo nuovo.<br \/>\nSe il cinema, l&#8217;arte e la musica avevano avuto sempre il merito di accendere per primi nuovi percorsi, migliorando l&#8217;uomo e risvegliandone la coscienza, oggi mi vien da dire che purtroppo, ad occuparsi di ci\u00f2, son rimasti i registi che portano in Occidente i propri drammi sociali e le loro lotte.<\/p>\n<p>E&#8217; il caso del regista iraniano, Mohammad Rasoulof, che con il lungometraggio &#8220;The Seed of the Sacred Fig&#8221;, in Piazza Grande la sera dell&#8217;11 agosto, ha portato da noi il dramma dell&#8217;attuale repressione civile in Iran, rifacendosi alle rivolte che hanno portato ad una vera e propria esecuzione sommaria di tanti giovani, come la tristemente celebre Armita Geravand, divenutane il simbolo, dopo essere stata trucidata dalle forze dell&#8217;ordine iraniane, perch\u00e9 aveva rifiutato di indossare il velo.<br \/>\nIn particolare, ci affacciamo a tutta la vicenda attraverso lo sguardo di una famiglia, prevalentemente delle sue donne, madre e figlie e la loro amica, studentesse di liceo.<br \/>\nMolti i dialoghi, molta la paura: per le giovani quella di un futuro oscuro ed incerto, per una madre quella che alle figlie possa accadere qualcosa di terribile.<br \/>\nLe strade diventano rapidamente teatro di sanguinose rivolte di massa, soppresse nel sangue, con giovani inferociti che non si fermano nemmeno difronte al pericolo di essere uccisi, per invocare i propri diritti. Le scuole vengono chiuse.<br \/>\nNel piccolo nucleo famigliare protagonista della pellicola, si svolgono conversazioni difronte alla cena ed ai telegiornali, durante i quali un padre cerca di convincere le proprie figlie che si tratta solo di teorie complottiste.<br \/>\nMa le figlie si ribellano: dei loro amici sono gi\u00e0 stati presi od uccisi davanti ai loro occhi.<br \/>\nUn&#8217;amica \u00e8 stata massacrata di botte e ha uno zigomo spaccato, forse perder\u00e0 un occhio.<\/p>\n<p>Il dramma di un coraggioso regista che spera ancora che il suo Paese possa vivere l&#8217;alba del ritorno alla libert\u00e0.<\/p>\n<p>Salve Maria, regia di Mar Coll.<br \/>\nTitolo che ha inaugurato la competizione del Concorso Internazionale, ci mostra il difficile adattamento di una giovane donna al ruolo di neo mamma.<br \/>\nBen recitato, ci trascina nelle emozioni della protagonista e nelle sue angosce di madre.<br \/>\nL&#8217;altrettanto giovane marito a volte non comprende le sue crisi, ma l&#8217;ama veramente e prova a darle sostegno in tutti i modi: non ci troviamo difronte ad una situazione difficile e di abbandono e trascuratezza, come si potrebbe credere. Certo, non si decide a prendersi il congedo paternit\u00e0, per\u00f2 la esorta ad uscire con le amiche e a fare qualsiasi cosa la faccia sentire meglio.<br \/>\nVi \u00e8 una bellissima e lunga scena di una passeggiata della neo famiglia sul mare, dopo una cena romantica e per un attimo, lei sembra stare meglio. Poi, di colpo, di nuovo le ombre, di pari passo ai cambiamenti del tempo; come ricadute di una malattia inguaribile.<br \/>\nMa qual \u00e8 la malattia di Maria?<br \/>\nTutto ci\u00f2 la porta su una giostra vorticosa di alti e bassi, difficile da tollerare.<br \/>\nPregna di senso di colpa, porta settimanalmente il neonato dal pediatra, in costante allarme, ma chi ha bisogno di aiuto \u00e8 proprio lei.<br \/>\nCercher\u00e0 persino di elaborare in forma creativa tutto ci\u00f2 che le succede: Maria \u00e8 una scrittrice di successo ed i suoi romanzi hanno gi\u00e0 vinto dei premi.<br \/>\nNiente. Non funziona. Decide di sparire, unico mezzo per salvare se stessa ed il figlio. Lo fa con un sottile rancore, che sta cominciando ad intaccarla interiormente: nessuno pu\u00f2 capirla veramente e nessuno accetterebbe i suoi reali pensieri.<br \/>\nSegue un fil rouge: ritrovare in un paesaggio sperduto che sembra riflettere la sua anima che si dirama in incubi confusi, un&#8217;altra donna che uccise il suo bambino. Mentre tutta la societ\u00e0 la condanna, Maria teme angosciata di perdere l&#8217;equilibrio e di ritrovarsi al suo posto.<br \/>\nIntriso di una costante suspence, ci fa sempre temere il peggio sino al finale controcorrente che, gi\u00e0 lo immagino, non sar\u00e0 potuto piacere a tutti. Eppure \u00e8 proprio quella suspence a cercare di farci comprendere come questo epilogo, fosse l&#8217;unico possibile ed accettabile, anche se disintegra un ideale arcaico. <\/p>\n<p>Un film inequivocabilmente bellissimo sotto ogni profilo, non solo per il soggetto, certamente importante e di grande utilit\u00e0 sociale, ma per la capacit\u00e0 di portare alla luce tutto ci\u00f2 che non riusciamo ad accettare di noi stessi e per la forza interpretativa di un disagio.<\/p>\n<p>Concorso Cineasti del Presente<\/p>\n<p>Les Enfants Rouges, regia di Lotfi Achour.<\/p>\n<p>In una sperduta localit\u00e0 araba, si consuma una vicenda realmente accaduta: due giovanissimi cugini vengono aggrediti da alcuni terroristi, ed uno dei due sar\u00e0 ucciso per decapitazione.<br \/>\nSi tratta della storia vera della quale tutti abbiamo saputo nel mondo, tramite un video raccapricciante&#8230; <\/p>\n<p>La colonna portante di questa comunit\u00e0 che vive di poche cose, come la pastorizia e lo studio scolastico di piante e semine, \u00e8 l&#8217;unione famigliare, senza la quale la sopravvivenza non sarebbe possibile.<br \/>\n\u00c8 per questo che nonostante l&#8217;orrore, quando il cugino pi\u00f9 giovane riprende i sensi, trasporter\u00e0 la testa della vittima a casa, all&#8217;interno della sua cartella di scuola.<br \/>\nNon riuscir\u00e0 a raccontare subito l&#8217;accaduto. Non \u00e8 certo facile comunicare un fatto simile a madre e nonna. Si decider\u00e0 a farlo quando il fantasma del defunto inizier\u00e0 a reclamare giustizia, facendo leva sull&#8217;affetto che li ha legati in vita. La prima alla quale lo sveler\u00e0 sar\u00e0 una giovane amica, della quale l&#8217;assassinato era innamorato, sognando di sposarla.<br \/>\nLa reazione della giovane mi lascia interdetta, poich\u00e9 il regista decide pur essendo una ragazza, di accordarle la libert\u00e0 di affermare le proprie scelte: &#8220;Non lo avrei mai sposato&#8221;, dichiara nettamente, nonostante le dispiaccia.<br \/>\nIl pi\u00f9 piccolo si rattrista: &#8220;Lui ti amava, e tu no&#8221;, mormora.<br \/>\nTrovo apprezzabile da parte di Achour non scegliere un lamentoso coro unisono e di sconvolgimento famigliare per questa uccisione ingiusta, ma invece l&#8217;aver lasciato spazio ad una espressione femminile indipendente.<br \/>\nOserei quasi dire che si tratta dell&#8217;unica voce rivoluzionaria del film.<br \/>\nLa giovane studia senza sosta ed esorta anche l&#8217;amico superstite a fare altrettanto, se un giorno vuole lasciare quel posto.<br \/>\nL&#8217;alba del futuro.<br \/>\nMentre visioni di libert\u00e0 futura si mescolano a nostalgie e rimpianti del passato, \u00e8 per\u00f2 tempo di mettersi in moto: c&#8217;\u00e8 un corpo da recuperare e al quale dare degna sepoltura.<\/p>\n<p>Piazza Grande77<\/p>\n<p>Reinas, di Klaudia Reynicke<\/p>\n<p>Il film si apre con la cronista che evoca la crisi economica con una notizia tangibile: il prezzo del latte.<br \/>\nIl dettaglio diventer\u00e0 l&#8217;incipit di una storia nella quale le protagoniste, due giovanissime figlie ed una madre nell&#8217;et\u00e0 di mezzo, inizieranno ad organizzarsi, soprattutto interiormente, in vista della loro migrazione alla volta di Miami.<br \/>\nLa crisi economica ha reso la vita in Per\u00f9 invivibile ed inoltre, anche la dittatura non la addolcisce di certo: bisogna sempre stare attente a ci\u00f2 che si dice, persino se si \u00e8 bambine.<br \/>\nVedremo lo scenario degli Ottanta cedere il passo per incentrare la trama sui rapporti famigliari, i legami ed il modo di gestire le situazioni di ogni membro della famiglia.<br \/>\nIl padre, che non partir\u00e0 con loro, diventer\u00e0 un compagno di giochi e di piccole fughe, intenzionato a lasciare un ricordo amabile alle figlie, una decenne e l&#8217;altra 14enne, nella possibilit\u00e0 di non rivederle molto presto.<br \/>\nAlcune vicissitudini saranno intrise di un certo umorismo nonostante l&#8217;arresto di due bambine, che nella ingenuit\u00e0 dichiarano che il padre \u00e8 un agente segreto, mettendolo in pericolo.<br \/>\nUn film con una bella e credibile atmosfera, nel quale pare di esserci catapultati realmente l\u00ec con loro, ed ispirato alla vera vita della regista.<\/p>\n<p>Concorso internazionale<\/p>\n<p>Der Spatz in der Kamin, regia di Ramon Z\u00fcrcher<\/p>\n<p>&#8220;Il dolore \u00e8 invisibile e la bellezza visibile&#8221;<\/p>\n<p>Una casa racchiude tutti i ricordi e il senso del tempo che passa, di pi\u00f9 generazioni di una famiglia.<br \/>\nTutti desideriamo una casa cos\u00ec, ma tutti potremmo desiderare di fuggirne, poich\u00e9 a volte, pu\u00f2 trasformarsi un peso insopportabile. La citazione sul dolore \u00e8 ci\u00f2 che una delle figlie dice nel medicare il fratello da una piccola ferita dovuta ad un atto di bullismo; ma \u00e8 anche la chiave di lettura: mascherare, spesso far finta di niente. Negare. Far sopravvivere e scegliere sempre solo la bellezza.<br \/>\nMa si pu\u00f2 continuare a farlo solo fino ad un certo punto, poi quelle spine che si vorrebbero celare, escono allo scoperto di prepotenza.<br \/>\nAnche in questa pellicola emergono i lati umani che si vorrebbero nascondere, come il fatto che tutti i membri appaiono un po&#8217; disturbati. Ma quella casa \u00e8 ci\u00f2 che l&#8217;ombrosa e distante protagonista vuole mantenere per sempre, perch\u00e9 pare l&#8217;unico trucco in grado di tenere uniti tutti i consaguinei sparsi come meteore.<br \/>\nTeme pi\u00f9 di tutte una verit\u00e0: la vita va avanti sempre e comunque.<br \/>\nPermane il valore della nostalgia, come unico modo per ritrovare una identit\u00e0, sino al desiderio di un fuoco che possa bruciare tutto e purificare.<\/p>\n<p>PIAZZA GRANDE 77<\/p>\n<p>Electric Child, regia di Simon Jaquemet.<\/p>\n<p>Annunciato come un film rivelazione sugli scenari futuristici, degno dei suoi storici predecessori, \u00e8 ambientato in Svizzera e vede i due protagonisti avere finalmente il tanto desiderato figlio si inerpica in sviluppi ricchi di azione.<br \/>\nIl beb\u00e9 \u00e8 per\u00f2 nato con una rara condizione che lo porter\u00e0 alla morte entro un anno di vita.<br \/>\nParallelamente, il padre \u00e8 sviluppatore di un progetto di intelligenza artificiale incredibilmente ambizioso.<br \/>\nDiventa il padre di un secondo figlio: la sua creatura frutto di ingegneria genetica che, ad un certo punto sviluppa neuroni in modo infinito.<br \/>\nIl finale vedr\u00e0 salvare il bimbo dopo che il progetto sar\u00e0 sfuggito di mano ed i genitori dovranno sfuggire a militari che vogliono catturarli; e virer\u00e0 di molto sul fantastico. <\/p>\n<p>Concorso cineasti del Presente<\/p>\n<p>Holy Electric, regia di Tato Kotetishvili<\/p>\n<p>In una Georgia che ci mostra i lembi di societ\u00e0 pi\u00f9 ai margini, assistiamo a persone che inventano sistemi fantasioni per guadagnarsi da vivere.<br \/>\nL&#8217;ultima trovata di zio e giovane nipote sar\u00e0 ricavare un commercio da diverse croci ritrovate nelle discariche, poi da loro trasformate in croci elettriche.<br \/>\nLa povert\u00e0 ed i lutti si superano grazie all&#8217;umorismo, l&#8217;accettazione di ogni diversit\u00e0, l&#8217;amore per gli animali e la musica gotica un po&#8217; satanica amata dai protagonisti pi\u00f9 giovani, in netta contrapposizione con l&#8217;articolo improvvisato e venduto.<br \/>\nNessun nesso cristiano in una vita che va avanti, sempre e comunque.<\/p>\n<p>Piazza Grande 77<\/p>\n<p>Mexico 86, regia di C\u00e9sar D\u00ecaz<\/p>\n<p>In un film d&#8217;azione ed impegno sociale, la protagonista \u00e8 una madre di famiglia divisa tra lotta civile e affetti.<br \/>\nAlcuni suoi cari amici sono gi\u00e0 stati assassinati.<br \/>\nArrivata in Messico dal Guatemala in preda ai disordini, sta cercando di istruire al meglio il figlio di 10 anni, perch\u00e9 tutta la famiglia ha cambiato identit\u00e0.<br \/>\nE&#8217; fondamentale per la salvezza di tutti ma probabilmente lei dovr\u00e0 rientrare in Guatemala a continuare la lotta, rinunciando a tutto il resto.<br \/>\nSullo sfondo, i Mondiali di Calcio 1986 sembrano offrire uno scenario di nuovi inizi pi\u00f9 sereni, almeno per il figlio che ancora non si rende conto.<\/p>\n<p>Sew Torn, regia di Freddy MacDonald<\/p>\n<p>Film met\u00e0 svizzero e met\u00e0 statunitense, \u00e8 ambientato nel Canton Grigioni, dove la protagonista, una giovane che vive di lavori di sartoria dopo aver perso la madre, ha creato dei lavori incredibili grazie ad un geniale impiego dei fili di lana e si consola della perdita, riproducendo all&#8217;infinito la voce registrata della madre, che si attiva con delle miniature sonore sempre grazie a meccanismi collegati a dei fili.<br \/>\nUna stravagante creatura dunque, intelligente e all&#8217;apparenza molto pacifica.<br \/>\nMa la vita \u00e8 difficile anche per lei, economicamente parlando&#8230;<br \/>\nLa grande occasione arriva quando in auto incrocia un incidente con due motociclisti, che sino all&#8217;ultimo respiro si stanno litigando una valigia, all&#8217;apparenza piena di soldi.<br \/>\nDa questo momento si attiva di nuovo l&#8217;ingegno della ragazza, che ci condurr\u00e0 in una storia fantasiosa ed incredibile, con pi\u00f9 scelte di sviluppi, sulla falsa riga di &#8220;Sliding Doors&#8221;.<br \/>\nUna cosa \u00e8 certa: con humor ma non poche venature thriller e persino scene di autentica violenza, la protagonista non \u00e8 poi cos\u00ec tanto angelica ma per lei conta solo una cosa: non sporcarsi direttamente le mani&#8230;<\/p>\n<p>Per la retrospettiva, ho invece visto per ora &#8220;Graig&#8217;s Wife&#8221;, regia di George Kelly. B\/N <\/p>\n<p>Il film \u00e8 molto disincantato nel mostrarci gi\u00e0 in quei lontanissimi anni, il disincanto di un matrimonio sorto per interesse ed ora agli ultimi titoli di coda.<br \/>\nUna ragazza osserva &#8220;da fuori&#8221; e pare porsi delle domande sul futuro.<\/p>\n<p><strong>Monica Mazzei<br \/>\nFree lance culturale <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un Locarno Film Festival dall&#8217;anima che profuma d&#8217;arte, questa 77a edizione. 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