{"id":635618,"date":"2024-08-20T19:58:57","date_gmt":"2024-08-20T17:58:57","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=581775"},"modified":"2024-08-20T19:58:57","modified_gmt":"2024-08-20T17:58:57","slug":"locarno-film-festival-77-unannata-da-sogno-di-monica-mazzei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=635618","title":{"rendered":"&#8216;Locarno Film Festival 77&#8217;: un&#8217;annata da sogno. Di Monica Mazzei"},"content":{"rendered":"<p>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO &#8211; &#8220;Sar\u00e0 un caso ma anche in moltissimi film di quest&#8217;anno, ho intravisto un cammino al femminile ben tracciato, e quando non l&#8217;ho notato io, me l&#8217;hanno fatto inavvertitamente notare gli altri.<br \/>\nMa \u00e8 stato anche un festival ricco di storie di giovanissimi, alle prese con problemi pi\u00f9 grandi di loro e con il difficile percorso che porta alla consapevolezza.<br \/>\n\u00c8 stato anche il festival degli omaggi ad un cinema intriso d&#8217;arte e di nuove visioni di aspetti insospettabili della vita.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 il caso del primo riconoscimento conferito: <\/strong>l&#8217;Exellence Award Davide Campari, \u00e8 andato agli attori M\u00e9lanie Laurent e Guillaume Canet, che poi abbiamo visto in Piazza Grande, in &#8220;Le D\u00e9luge&#8221;, pellicola con il pregio di averci fatto conoscere sul piano umano personaggi storici rimasti tali e niente altro, in un certo senso: un Luigi XVI quasi infantile ed incapace di sostenere un confronto intellettuale con Robiespierre.<br \/>\nRaimondo Rezzonico Award a Stacey Sher (produttrice di fim quali &#8220;Pulp Fiction&#8221;, &#8220;La porta dell&#8217;Universo&#8221;, &#8220;Matilda 6 mitica&#8221; e molti altri); Pardo alla Carrieraa Shah Rukh Khan, stella di una Bollywood ormai imposta a livello mondiale.<br \/>\nAlfonso Cuar\u00f3n ha ricevuto il LifeTime Achievement Award (ha diretto attori come George Clooney e Julianne Moore). <\/p>\n<p>Poi ci sono stati come tutti gli anni, molti altri premi, ma al di l\u00e0 di questo, le scelte di questa edizione riportano il Locarno Film Festival ad un respiro pi\u00f9 internazionale, con grandissimi nomi e grandi star, capaci di conciliare i diversissimi interessi cinematografici di un pubblico molto vasto.<br \/>\nParlando di pubblico, non bisogna tralasciare il premio assegnato proprio dalla grande platea di affezionati al film amato di pi\u00f9 in Piazza Grande: il Prix du Public UBS.<br \/>\nQuest&#8217;anno a riceverlo \u00e8 stata Klaudia Reynicke, da me intervistata per un altro film nel 2019.<br \/>\nCon &#8220;Reinas&#8221; ha vinto anche la Berlinale 2024.<br \/>\nRecensito nella prima trance di articoli, esplora, grazie alle origini miste svizzero-peruviane della film-director, la crisi economica a Lima degli anni Ottanta ed i suoi influssi su una famiglia, la cui met\u00e0 sta per trasferirsi per sempre a Miami.<br \/>\nIl film \u00e8 in parte biografico, anche se la Reinicke non ha fratelli al contrario delle due giovanissime protagoniste della storia.<br \/>\nLa storia finisce per essere incentrate sul rapporto tra le donne del nucleo famigliare e quello con il padre delle ragazzine, che non partir\u00e0 con loro.<br \/>\nSullo sfondo la dittatura e la capacit\u00e0 di trovare aspetti ilari quasi in tutto. <\/p>\n<p>Il Pardo d&#8217;Oro Locarno77 \u00e8 invece andato alla giovane regista lituana Saul\u00e9 Bliuvait\u00e9 per il film Akipl\u0117\u0161a (Toxic), una storia incentrata sul ricordo di una adolescenza dedita a risolvere il conflitto con un corpo visto come, recito pari passo, &#8220;un campo di battaglia&#8221;.<br \/>\nAltri premi in fondo all&#8217;articolo.<\/p>\n<p>Ora mi concentrer\u00f2 per\u00f2 soprattutto su Ben Burtt, vincitore del Vision Award TicinoModa.<br \/>\nCome recita il nome del premio, si tratta di un riconoscimento assegnato a chi \u00e8 stato in grado con una visione di portare un contributo personale molto significativo al cinema, grazie al proprio genio.<br \/>\nCelebre per aver curato il sonoro di film assolutamente indimenticabili come &#8220;ET&#8221;,&#8221;Star Wars&#8221; ed &#8220;Indiana Jones&#8221; tra i numerosi altri; ci ha accompagnati durante una conversazione pubblica eccezionale, vista anche la sua et\u00e0, nel modo nel quale ha creato i suoni unici ed inimitabili dei propri personaggi, fossero voci o combattimenti.<br \/>\nMa Burtt ha fatto molto altro, ha compiuto il salto e nella vita, si \u00e8 spinto sino ad occuparsi del montaggio e della regia.<br \/>\n&#8220;Per arrivare a ci\u00f2 non ci si impone. Ci possono volere anni. Lukas ad esempio \u00e8 un po&#8217; un dittatore come tutti i grandissimi registi, non puoi dirgli cosa fare. Tutto si basa sul rapporto di fiducia: man mano che questo si instaura, saranno i grandi nomi a richiedere sempre di pi\u00f9 la tua collaborazione su pi\u00f9 livelli&#8221;.<br \/>\nAlla mia domanda su cosa pensasse dell&#8217;impiego dell&#8217;Intelligenza artificiale nel cinema e del suo possibile coinvolgimento nella creazione del sonoro, si \u00e8 detto molto preoccupato:<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 un grosso pericolo per l&#8217;originalit\u00e0 e la creativit\u00e0 umana, che spesso \u00e8 legata a stati emotivi&#8221;, mi ha risposto riassumendo; e questa frase, in poche parole racchiude tutto il danno che un utilizzo spropositato dell&#8217;IA apporter\u00e0 al cinema e non solo; detto da chi si \u00e8 definito qualcuno che ama sperimentare.<\/p>\n<p>A lui infatti si debbono i primi impieghi Dolby Sistems, che hanno entusiasmato il pubblico al cinema e lo sosrprendono ancora oggi, con un suono che si esapende in tutta la sala, abbracciando gli spettatori.<\/p>\n<p>L&#8217;altro incontro di questo festival che per me rester\u00e0 indimenticabile, \u00e8 quello con attori e regista del bellissimo film &#8220;La piccola ed il vecchio&#8221;.<br \/>\nDal direttore artistico Giona A. Nazzaro durante un viaggio in Canada, trattasi di un lungometraggio ispirato in parte ad &#8220;Il Vecchio ed il Mare&#8221;, ma basato sul romanzo di Marie-Ren\u00e9e Lavoie, nonch\u00e9 sui ricordi di infanzia del filmaker Patrice Sauv\u00e9, che ha scelto di ambientare la storia nel Quebec degli anni Ottanta.<br \/>\nNon per niente, visto che un&#8217;epoca nella quale non c&#8217;erano cellulari e social network era pi\u00f9 genuina e ricca.<br \/>\nPartecipa in un certo senso un personaggio dei manga: &#8220;Lady Oscar&#8221;; ma non potendo per i diritti d&#8217;autore utilizzare il vero anime, si \u00e8 deciso di disegnarne uno apposito che ne ricalcasse la trama.<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che ispira molto Helen, la piccola protagonista, in conflitto con la propria identit\u00e0, un po&#8217; maschiaccio e che desidera essere chiamata Jo.<br \/>\nJo sar\u00e0 esortata dalla madre a coltivare un rapporto con un anziano amico di famiglia, che ha sempre il consiglio e la soluzione giusta per tutto e a lui si appoggia tutta la famiglia.<br \/>\nJo \u00e8 in gamba ed intelligente, dal carattere calmo e pratico, tuttavia piano piano imparer\u00e0 a scoprire i lati positivi di questo rapporto e della lettura, grazie alle continue interruzioni quando guarda il suo cartone preferito.<br \/>\nPerch\u00e9 noi ce lo ricordiamo bene: ai nostri tempi era la televisione a distoglierci troppo dalle cose importanti.<br \/>\nIn famiglia vi \u00e8 anche un padre con tanti problemi psicologici, che vuole bene alle figlie ma non sempre riesce ad essere il supporto che vorrebbe e dovrebbe.<br \/>\nJo, che gi\u00e0 ad unidici anni desidera guadagnarsi qualcosa, coltiva il perdono, l&#8217;accettazione e la comprensione verso tutti.<br \/>\n&#8220;La felicit\u00e0 non si impone&#8221;, \u00e8 il messaggio di questo film.<br \/>\nHo posto delle domande e durante la conversazione il regista ha spiegato che non \u00e8 un film sulla nostalgia, ma proprio sul guardare avanti.<br \/>\nCi ha poi raccontato i motivi per i quali ha scelto proprio Juliette Bharucha per il ruolo della piccola protagonista e concordo: ella ha qualcosa di magico.<br \/>\nIl film \u00e8 da non perdere, perch\u00e9 oltre al potenziale emozionale e alla commozione capace di suscitare, grazie ad inquadrature e a costruzioni immaginarie che si sovrappongono alla realt\u00e0, come alla fine, diventa una perla rara di grande contenuto umano e capace di immensi insegnamenti.<br \/>\n\u00c8 per tutti, non solo per i ragazzi.<\/p>\n<p><strong>LA VITA ACCANTO, di Marco Tullio Giordana<\/strong><\/p>\n<p>Una famiglia molto ricca ma come tante: lui e lei si godono il matrimonio nel grande palazzo di famiglia, che appartiene interamente a loro.<br \/>\nAl piano di sopra, abita la sorella di lui, quotata e talentuosa pianista e sar\u00e0 proprio ad uno dei suoi concerti, che al lei si romperanno le acque. La corsa in ospedale, la gioia, la zia che li raggiunge &#8220;Ho fatto solo un bis, dovevo correre qui&#8221;; il marito ginecologo che preferisce non far nascere la figlioletta affidata ai colleghi e sceglie di non essere nemmeno presente in sala parto. Attende in sala d&#8217;attesa, lontano dalla fatica, con la sorella artista.<br \/>\nFinalmente entrabi i genitori faranno la conoscenza della piccola: lo fanno in piedi, gi\u00e0 vestiti, come due in visita, quando la bambina vien loro posta in braccio. La scoperta: la neonata ha una grossa voglia su met\u00e0 del viso ed il collo.<br \/>\nDa qui si snoder\u00e0 quella che diventer\u00e0 una trama con sfumature gotiche, popolata da statue &#8220;viventi&#8221;, arte che pare quasi minacciosa, e tanta, tanta oscurit\u00e0.<br \/>\nQuesta bimba cresce nascosta, la madre non l&#8217;accetta, si ammala addirittura a causa di questa voglia, colpevolizza tutti. Rende l&#8217;esistenza a tutti impossibile, con un egoismo che sconfina nella follia.<br \/>\nForse al disagio mentale si accenna.<br \/>\nCapita anche nelle migliori famiglie, soprattutto se la perfezione era l&#8217;unico obiettivo.<br \/>\nAlla piccola Rebecca viene negato il battesimo, il prete ne \u00e8 allontanato, la madre medita addirittura di non mandarla a scuola con gli altri.<br \/>\nSi odia ferocemente questa madre.<br \/>\nMolto meglio l&#8217;altra Maria, quella di &#8220;Salve Maria&#8221;: non lo accetti, allora meglio andarsene.<br \/>\nMa questa Maria rimane, quasi con lo scopo definitivo di rinfacciare alla piccola qualcosa di cui non ha colpa, di tormentarla, una bambina in realt\u00e0 bellissima e rivelatrice di un talento innato ed unico per il pianoforte, sostenuto dalla zia.<br \/>\nIl padre un debole, non cattivo ma incapace di compensare.<br \/>\nSar\u00e0 la zia ad aiutarla a riconoscere la propria forza ed ad accompagnarla in un cammino fatto di impegno e successo.<br \/>\nSaranno tanti altri gli episodi.<br \/>\nRebecca crescendo sar\u00e0 confrontata con vari drammi e varie meschinit\u00e0 umane, ma a tutto resister\u00e0 grazie solo ad una cosa: la musica.<br \/>\nUn dono ci salva.<br \/>\nE lei si salver\u00e0 a 17 anni in un momento preciso: rivedr\u00e0 le statue che l&#8217;avevano spaventata da bambina.<br \/>\nNon lo sentiamo, ma certamente riecheggiano nelle sue orecchie le parole della zia.<br \/>\nRebecca fugge e rifugge la disperazione.<br \/>\nLei non sar\u00e0 vittima del destino.<br \/>\nPoi c&#8217;\u00e8 un altro personaggio non poco importante: l&#8217;amica dai fulgidi capelli rossi.<br \/>\nUna pura.<br \/>\nPura come la verit\u00e0. Quest&#8217;amica porter\u00e0 la luce nell&#8217;oscurit\u00e0 di Rebecca, ne sar\u00e0 l&#8217;antitesi.<br \/>\nLa verit\u00e0, certo, \u00e8 scomoda.<br \/>\nA volte, volgare.<br \/>\nMa l&#8217;amica \u00e8 la salvezza definitiva: le apre nuovi orizzonti.<br \/>\nAnche lei suona e canta.<br \/>\nSaranno probabilmente le due facce di una medaglia, quando Rebecca partir\u00e0 per raggiungerla; poco dopo la realizzazione di un miracolo.<br \/>\nCome avrete capito, questo film pure l&#8217;ho adorato. Ve lo dice una che il cinema italiano attuale lo snobba spesso.<br \/>\nHa a che fare con la capacit\u00e0 di afferrare subito ci\u00f2 che la vita ci offre, non permettendo a nessuno di lasciarci adombrare.<\/p>\n<p><strong>SULLA TERRA LEGGERI, di Sara Fgaier<\/strong><\/p>\n<p>Il film inizia con il raccoglimento in una casa dei parenti dopo un funerale: \u00e8 appena morta dopo lunga malattia, la madre di famiglia e l&#8217;unica figlia, poco pi\u00f9 che ventenne ma gi\u00e0 madre a sua volta, riallaccia i rapporti con i consanguinei di origine tunisina come la madre appena scomparsa. Il dolore \u00e8 grande ed alla situazione gi\u00e0 difficile, si unisce l&#8217;improvvisa amnesia paterna, che di colpo ha rimosso tutta la propria esistenza degli ultimi trent&#8217;anni. I medici non trovano n\u00e9 causa n\u00e9 cura, suggeriscono solo alla figlia di restargli accanto e di aiutarlo con piccoli oggetti, per esempio.<br \/>\nDa questo nodo si scioglie una trama meravigliosa, intessuta dei ricordi che egli recuperer\u00e0 dai diari, nei quali descriveva il proprio infinito amore per la moglie, fin dal primo incontro, avvenuto in un&#8217;epoca recente ma gi\u00e0 lontanissima.<\/p>\n<p>Un amore misterioso, irresistibile, avventuroso, composto anche dalla volont\u00e0 di immergersi totalmente nel mondo di lei.<br \/>\nSovrapposizioni improvvise di immagini e spezzoni tratti da film e dalla letteratura pi\u00f9 iconica che ha narrato sentimenti e drammi umani, producono una sovrapposizione emozionale di esistenze, che nella medesima disperazione ci accumuna, con un effetto capace di farci vivere pi\u00f9 vite e rendere il film poetico ma senza clich\u00e9 e banalit\u00e0: quegli spezzoni sono gli impulsi ed i pensieri che attraversano come lampi la mente del protagonista.<\/p>\n<p>Un film sorprendente per come decanta l&#8217;amore vero in modo nuovo.<br \/>\nLui cerca se stesso e la propria storia con lei, fortemente connessi ed indivisibili: la sua stessa identit\u00e0 \u00e8 a lei strettamente legata.<br \/>\nLa mente diviene un brusio continuo a volte intollerabile, nel cercare indizi nei quali potersi riconoscere.<br \/>\nArriver\u00e0 infine alla sua destinazione, un giorno, e dovr\u00e0 accettarne tutto il dolore che ne deriva: la morte non si pu\u00f2 cancellare.<br \/>\nFaceva anch&#8217;essa parte della cultura dell&#8217;amore della sua vita, che invece l&#8217;aveva presto integrata come nei rituali che gli aveva mostrato in Tunisia, nella loro lontana giovent\u00f9.<br \/>\nIl lutto si pu\u00f2 elaborare solo grazie ad un percorso a ritroso.<br \/>\nBello come una leggenda da tramandare.<\/p>\n<p><strong>PIAZZA GRANDE<\/p>\n<p>RITA, di Paz Vega.<\/strong><\/p>\n<p>I protagonisti di questo film sono bambini molto piccoli, in particolare la bimba che cede il suo nome al titolo: appena 7 anni.<br \/>\nNel ruolo di due fratellini, la loro recitazione \u00e8 naturale come esortati a giocare davanti alla cinepresa.<br \/>\nLa storia della quale si narra per\u00f2, ambientata a Siviglia nei primi anni Ottanta, non parla affatto di giorni spensierati: la loro mamma \u00e8 vittima di violenza domestica da parte del loro padre.<br \/>\nIl padre \u00e8 un&#8217;ombra incombente, nelle prime scene ne udiamo solo la voce forte e capace di incutere timore, e ci si chiede che volto abbia il mostro.<br \/>\nPoi appare nella sua massiccia e disturbante presenza concreta.<br \/>\n\u00c8 come assistere ad una famiglia vera in questa situazione e la madre ne porta sulle proprie spalle, in silenzio, tutto il peso.<br \/>\nVi \u00e8 anche la nonna, una danzatrice di flamenco, che insegna i primi passi ad una piccola Rita dagli occhi luccicanti e pieni di vita, sviluppando lentamente una trama di continuit\u00e0 generazionale al femminile.<br \/>\nRita per soli due anni di differenza con il fratellino, sviluppa presto anche un senso protettivo, prima verso di lui e poi verso la madre.<br \/>\nComincer\u00e0 a percepire il pericolo vero, il giorno in cui il padre getter\u00e0 il secondogenito in acqua per insegnargli a nuotare di botto ed il piccolo prover\u00e0 la terribile angoscia della vita che sfugge tra un respiro e l&#8217;altro.<br \/>\nNel quotidiano si riflette solo una cosa: il condizionamento del padre e dei suoi umori.<br \/>\nLa dolce Rita, grazie all&#8217;esempio di un piccolo amico, comincer\u00e0 a pensare a come difendere la mamma.<br \/>\nLa fine dell&#8217;innocenza.<\/p>\n<p><strong>SHAMBHALA, regia di Min Bahadur Bham<\/strong><\/p>\n<p>Un film pregevole che ci trasporta sul tetto del mondo, precisamente un piccolo villaggio nepalese composto di paesaggi naturali di incredibile bellezza, dove il tempo pare essersi fermato, se non fosse per l&#8217;orologio ultra moderno, che fa capolino dal polso di un piccolo protagonista, per ricordarci che anche loro abitano la nostra epoca.<br \/>\nUna ragazza andr\u00e0 in sposa al coetaneo che ama e inizier\u00e0 ad organizzare la propria nuova vita.<br \/>\nDi fianco a lei c&#8217;\u00e8 tuttavia sempre una specie di maestro, con il quale avr\u00e0 pure una relazione, assolutamente legittima nel suo popolo dove a praticare la consuetudine di pi\u00f9 coniugi \u00e8 la donna.<br \/>\nScopriamo dunque una realt\u00e0 per noi incredibile.<br \/>\nLa protagonista, che \u00e8 incinta, partir\u00e0 con il maestro per ritrovare l&#8217;altro marito, scomparso nel nulla, e sar\u00e0 lei a dettare le regole fra loro: questa sar\u00e0 una delle scoperte che far\u00e0 su se stessa.<\/p>\n<p><strong>GAUCHO GAUCHO, regia Michael Dweck, Gregory Kerhaw<\/strong><br \/>\nDocumentario in bianco e nero su una comunit\u00e0 che ha scelto di vivere privandosi di tutte le comodit\u00e0 moderne, inclusa la telefonia. L&#8217;unico mezzo accettato \u00e8 la radio, che trasmette tutto il giorno musica popolare locale, allo scopo di rafforzare i rapporti tra i popolani.<br \/>\nI problemi di salute, siano essi psicologici che fisici, si curano con la suggestione del pi\u00f9 influente del paese; ed il passatempo maggiore per tutti, uomini e donne, ragazzi e ragazze, sono i rodei.<br \/>\nDurante delle interviste che spezzano le sequenze del docu-film, per poi ricucirle, ci viene spiegato perch\u00e9 per loro sia cos\u00ec importante vivere cos\u00ec.<br \/>\nAnche qui la protagonista \u00e8 una giovane che ha un sogno: domare un cavallo e cavalcarlo per la prateria, godendo della propria libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>LE PROC\u00c8S DU CHIEN, di Laetitia Dosch<\/strong><\/p>\n<p>Una nota avvocatessa accetter\u00e0 una causa improbabile: difendere in tribunale il comportamento di un meticcio che ha morso a tradimento la nuova compagna del padrone, che gli aveva appena passato uno snack.<br \/>\nIl dubbio \u00e8 che si sia trattato di una vendetta, poich\u00e9 la donna non gli aveva servito le solite crocchette.<br \/>\nIl processo prende forma in un dibattito esilarante, in un film adatto a tutta la famiglia.<\/p>\n<p><strong>KADA JE ZAZVONIO TELEFON, di Iva Rang<\/strong><\/p>\n<p>Il 1995 ha segnato un passaggio importante per molti serbo-croati, a causa dello sfollamento improvviso di 200&#8217;000 persone nell&#8217;operazione che venne denominata &#8220;Operazione Tempesta&#8221;.<br \/>\nGrazie a questo film, il pubblico viene catapultato nel periodo storico che precede quel momento: lo vediamo nelle strade percorse dalla giovanissima protagonista con i suoi amici; oppure le divertenti le capatine dal parrucchiere per assomigliare ai propri idoli. La vita alla quale tutti i giovani avrebbero diritto.<br \/>\nNell&#8217;improvvisa azione, si ebbero anche saccheggi e moltissime vittime. Ma la trama del film indaga un aspetto intimo e difficile da interiorizzare: il momento esatto nel quale la telefonata che l&#8217;avverte, spezza la vita di un&#8217;allora undicenne.<br \/>\nA questa ragazza, strappata alla vita quotidiana con gli amici e soprattutto l&#8217;amica del cuore, cos\u00ec come ai sogni fantastici sul futuro tipici dell&#8217;et\u00e0, resta da continuare a rivivere quel momento come un trauma.<br \/>\nSono passati molti anni da allora e tanti di noi, travolti e bombardati tramite telegiornali da nuovi conflitti internazionali, hanno probabilmente dimenticato.<br \/>\nQueste persone sentono tuttora di non aver ricevuto giustizia; e la musica, il cinema di prima di quel momento, nelle loro origini tipicamente nazionali oppure giovanili, sono ci\u00f2 che resta per mantenere salda un&#8217;identit\u00e0 perduta.<br \/>\nIl senso dell&#8217;arte in tutte le sue forme, come traccia per mantenere una radice, spazzata via dai conflitti.<\/p>\n<p><strong>Monica Mazzei<br \/>\nfreelance culturale<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO &#8211; &#8220;Sar\u00e0 un caso ma anche in moltissimi film di quest&#8217;anno, ho intravisto un cammino al femminile ben tracciato, e quando non l&#8217;ho notato io, me l&#8217;hanno fatto inavvertitamente notare gli altri. 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