{"id":636006,"date":"2024-09-03T13:52:30","date_gmt":"2024-09-03T11:52:30","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=583183"},"modified":"2024-09-03T13:52:30","modified_gmt":"2024-09-03T11:52:30","slug":"us-open-la-poesia-di-karo-il-sorriso-di-jas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=636006","title":{"rendered":"Us Open: la poesia di Karo, il sorriso di Jas"},"content":{"rendered":"<p><strong>Karolina Muchova, ci tengono a farlo sapere gli addetti ai lavori col pallottoliere in mano, ha gi\u00e0 compiuto ventotto anni, in carriera ha vinto un solo torneo e per giunta di una fascia che pi\u00f9 bassa non si pu\u00f2 e non fa sanguinare la pallina secondo i dogmi della modernit\u00e0 imperante. Invece, dovrebbero dirci che \u00e8 una giocatrice stupenda. <\/strong>Perch\u00e9 ascrivibile alla cerchia di quelle che, alla stessa pallina, si rivolgono in maniera strettamente confidenziale. Danno del tu. Una di quelle che consentono di raccontare il tennis alla stregua di un&#8217;opera d&#8217;arte. Ancora, dovrebbero dirci che la nostra meravigliosa Jasmine Paolini, che \u00e8 arrivata a New York comprensibilmente a corto di fiato, dopo una stagione esaltante oltre ogni immaginazione e nella quale ha raggiunto gli ottavi in tutte e quattro le prove dello Slam, ha ceduto il passo ad una giocatrice che senza noie fisiche le \u00e8 qualitativamente superiore.<\/p>\n<p><strong>Non a caso la scuola di Karolina \u00e8 quella che fu cecoslovacca, dunque asintotica alla perfezione stilistica. Scuola che in un passato nemmeno cos\u00ec remoto ha regalato alla disciplina almeno tre diamanti di inestimabile valore come Navratilova e Mandlikova, prima, e la compianta Novotna, poi. <\/strong>Muchova, forse non sar\u00e0 della stessa epocale genia delle succitate colleghe, giusto dirlo, ma la tessera di quel club esclusivo pu\u00f2 esibirla al mondo senza imbarazzo. Le credenziali? Una faretra colma di frecce diverse una dall&#8217;altra. Questa settimana, Karolina sembra aver trovato la migliore combinazione tra salute, bellezza e funzionalit\u00e0, tanto che si \u00e8 assicurata un posto tra le migliori otto del Major nordamericano con la prospettiva di un incontro alla sua portata per timbrare il pass per le semifinali.<\/p>\n<p>Morale, stupirsi per la sconfitta rimediata dalla nostra Jas non denota particolare sagacia nella lettura del tennis. Jas che, infatti, ha candidamente ammesso di essere innanzitutto una fan della ceca, oltre che essersi rammaricata per la prestazione comunque sottotono.<br \/>\nMuchova \u00e8 una giocatrice ariosa, dai colpi quasi piatti, depositaria dei segreti euclidei, fatti di angoli che spaziano tra lo stretto e l\u2019ampio e traiettorie imprevedibili e inconsuete, e di tutte le possibili rotazioni concepite dalla fisica classica. Dire Muchova, pertanto, significa spostare il baricentro del gioco sul piano del talento e della fantasia. Parafrasando il maestro Gianni Clerici, da una mano cos\u00ec educata vorremmo tutti ricevere una carezza. Tennis d\u2019antan e pure in estinzione, tennis che non passa mai di moda. <\/p>\n<p>Una famiglia di calciatori e quella maledetta predisposizione all&#8217;infortunio, la sorpresa non \u00e8 tanto che Karolina abbia palesato questi livelli di eccellenza sul cemento newyorchese ma che si sia ricordata di farlo. Un dato piuttosto eloquente che la riguarda recita come abbia un saldo positivo nei confronti delle giocarci occupanti la Top 3 del ranking, tanto che prima della sfortunata finale persa in Bois de Boulogne lo scorso anno era addirittura di 5 a 0. Giusto per ribadire il concetto che in una partita secca, ammesso che gli addominali fragili come cristallo glielo consentano, \u00e8 sempre meglio girarle alla larga, perch\u00e9 \u00e8 piuttosto facile finire scherzati dal suo abbacinante illusionismo.<\/p>\n<p>Muchova, manco a dirlo, in questa stagione ha giocato pochissimo per via di un&#8217;operazione al polso resasi necessaria esattamente un anno fa proprio a New York. Cos\u00ec, la sua classifica recita ora un numero 52 che pu\u00f2 ingannare i meno attenti e che non rammentano un lusinghiero best ranking da 8 al mondo. Quelli che oggi danno addosso a Paolini per non aver proseguito la corsa al titolo, manco avesse perso con una carneade qualunque. All\u2019azzurra, tornando per un secondo al match, non \u00e8 bastato uscire pi\u00f9 lesta della rivale dai blocchi di partenza, al punto che, avanti per tre game a uno, ha subito un parziale taglia-gambe di cinque giochi che ha deciso il primo parziale e forse l&#8217;intero match. Perch\u00e9 il secondo set, di fatto, Muchova non ha mai dato l&#8217;impressione di poterlo perdere, nonostante la consueta garra esibita da Jasmine che, comunque, diventa la giocatrice italiana con il maggior numero di vittorie Slam nell&#8217;arco di una sola stagione. Due ottavi e due finali tra le quali la pi\u00f9 prestigiosa di tutte, Wimbledon. Hai detto niente.<\/p>\n<p>Inserita nella parte alta di tabellone, il prossimo incontro vedr\u00e0 Muchova incrociare la racchetta della brasiliana Haddad Maria &#8211; nulla di cos\u00ec terribile per essere un quarto di finale &#8211; e qualora dovesse prevalere andrebbe forse a testare la qualit\u00e0 della numero uno al mondo, la polacca Swiatek, sul cemento che notoriamente non predilige. Pegula permettendo, altra top player in condizioni super. Siccome sognare non costa nulla, la finalissima, salvo sorprese, la vedrebbe opposta alla devastante Sabalenka che, a differenza sua, con la pallina fa i buchi sul ground ma che potrebbe andare in sofferenza sui binari di un match poco canonico come quello che sa imbastire Karolina. Indipendentemente da tutto ci\u00f2 che verr\u00e0, \u00e8 non essendo dato sapersi quale potr\u00e0 essere gi\u00e0 domani la sua condizione psicofisica e se si avr\u00e0 il privilegio di scrivere di un\u2019altra vittoria, il pensiero che nel circus si aggiri una tennista non stereotipata come Muchova \u00e8 una sensazione rassicurante. Gli d\u00e9i del tennis, a tempo debito, siamo certi troveranno il modo per dirle grazie. Nel frattempo, noi non ci perdiamo nemmeno un quindici, nello spirito per il quale dietro ad ogni suo colpo ci sia sempre qualcosa da imparare.<\/p>\n<p><strong>In bocca al lupo, Karo. E grazie di cuore anche a Jas, orgoglio di connazionale.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Karolina Muchova, ci tengono a farlo sapere gli addetti ai lavori col pallottoliere in mano, ha gi\u00e0 compiuto ventotto anni, in carriera ha vinto un solo torneo e per giunta di una fascia che pi\u00f9 bassa non si pu\u00f2 e non fa sanguinare la pallina secondo i dogmi della modernit\u00e0 imperante. 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