{"id":636103,"date":"2024-09-05T21:55:57","date_gmt":"2024-09-05T19:55:57","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=583583"},"modified":"2024-09-05T21:55:57","modified_gmt":"2024-09-05T19:55:57","slug":"us-open-la-sovrumana-forza-mentale-di-sinner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=636103","title":{"rendered":"Us Open: la sovrumana forza mentale di Sinner"},"content":{"rendered":"<p><strong>Non che fosse necessaria chiss\u00e0 quale competenza tennistica ma ieri, all&#8217;atto di presentare il match su queste stesse pagine, ci si poneva un quesito, se Medvedev avrebbe assunto un posizione pi\u00f9 avanzata del consueto sul campo, e ci si esponeva in una considerazione circa l\u2019inedeguatezza del russo nei pressi della rete.<\/strong> Il risultato, quindi la vittoria a conti fatti piuttosto netta nello score di Jannik Sinner, \u00e8 somma dei due suddetti aspetti. Daniil \u00e8 rimasto tafazzescamente incollato ai teloni di fondo campo subendo in troppe circostanze la maggiore intraprendenza dell&#8217;italiano e una sciagurata vol\u00e9e di rovescio, pi\u00f9 da domenica mattina al circolo che da vincitore Slam, gli \u00e8 costata molto probabilmente la chance di portare l&#8217;incontro al quinto e decisivo set.<\/p>\n<p>Sul resto, al solito, cerchiamo di restare ancorati a ci\u00f2 che ha detto il campo pi\u00f9 che ai troppo facili entusiasmi. Quindi, partita bruttina, con tre set disputati sulle montagne russe e finiti appannaggio senza appello del pi\u00f9 lesto a prendersi il primo vantaggio, e un quarto parziale finalmente animato da un minimo di lotta, ma pi\u00f9 per un\u2019ampia numerosit\u00e0 di errori (da ambo le parti) che per una sopraggiunta qualit\u00e0. Qualche errore in meno per Jannik che, senza strafare, ha messo a segno il break decisivo nel settimo gioco, dopo aver salvato miracolosamente il suo precedente turno di battuta grazie alla decisiva compartecipazione dell\u2019avversario, prima di mandare in onda i titoli di coda. Ordinaria amministrazione, verrebbe da dire, se non si trattasse di un quarto di finale Slam mai raggiunto prima d&#8217;ora dall&#8217;italiano che in premio avr\u00e0 venerd\u00ec il geniale britannico Draper, che poco prima aveva fatto fuori il volitivo De Minaur &#8211; uno dei Top Ten meno performanti a memoria d&#8217;uomo &#8211; esibendo un tennis che, in quanto a talento, \u00e8 da primo della classe.<\/p>\n<p>Sempre ieri, nella preview, ci si interrogava sulla superiorit\u00e0 dell\u2019azzurro, o del moscovita, qualora entrambi avessero fornito di s\u00e9 la migliore versione possibile. \u00c8 con rammarico, considerate le attese, che, si constata, al contrario, una versione per entrambi lontana da quella ottimale. Un po\u2019, forse, la posta in gioco e un po\u2019 la luna particolarmente negativa di un Daniil che ha finito per far giocare non troppo bene anche Jannik e che siamo certi essere piuttisto incazzato. Pi\u00f9 per il come che per il quanto. Non a caso, il suo linguaggio del corpo nelle battute finali \u00e8 parso oltremodo scoraggiato, quando un paio di giocate degne del suo blasone avrebbero potuto rivitalizzare morale e partita.<\/p>\n<p>Per Sinner, invece, solo il secondo set lasciato sul piatto nel torneo e la prospettiva oggettivamente interessante di non dover far di conto, come viceversa plausibile alla compilazione del tabellone, n\u00e9 con Alcaraz n\u00e9 con Djokovic perch\u00e9 estromessi anzitempo a causa di uno stato psicofisico rivedibile per usare un eufemismo. Se della semifinale certa con Draper si \u00e8 gi\u00e0 detto, ora aggiungiamo che la presenza del britannico neo Top 20 impreziosisce il torneo perch\u00e9 capace di innalzare la voce qualit\u00e0, l&#8217;avversario dell\u2019ipotetica finale uscir\u00e0 dal derby yankee tra Fritz e Tiafoe, bravi a riportare all&#8217;ultimo atto uno statunitense che a New York non vince ormai da un ventennio quando fu Roddick ad alzare la coppa. Bravi tutti e due a sfruttare un tabellone benevolo e due settimane giocate come forse mai prima d&#8217;ora. Fritz, comunque, non \u00e8 poi cos\u00ec una gran sorpresa e sembra il pi\u00f9 attrezzato ma Tiafoe, sulla carta pi\u00f9 avvezzo a incappare in giornate storte, non \u00e8 la prima volta che a New York faccia strada.<\/p>\n<p><strong>Insomma, comunque vada, la finale di domenica avr\u00e0 per protagonista almeno un neofita in materia di Slam con la speranza ci\u00f2 possa non costituire un limite all\u2019auspicabile equilibrio.<\/strong> Tornando a Sinner, \u00e8 davvero ammirevole la granitica capacit\u00e0 di fornire prestazioni sempre all&#8217;altezza anche in un periodo storico emotivamente non facile a causa del pasticcio doping &#8211; un tema che meriterebbe un articolo a s\u00e9 &#8211; e del fuoco di sbarramento mediatico al quale \u00e8 sottoposto. Se la sua mano non \u00e8 quella di Alcaraz, del resto chi ce l\u2019ha, in compenso la testa \u00e8 quella di uno scienziato che non contempla battute d&#8217;arresto. Perch\u00e9 la sconfitta rimediata a Wimbledon proprio contro Medvedev avrebbe potuto insinuare in lui qualche legittimo dubbio e, invece, ha finito per ingigantirli a dismisura nel suo rivale.<br \/>\n<strong><br \/>\nChiusura tassativamente dedicata alla coppia azzurra Errani-Vavassori in procinto di giocarsi la finalissima del misto<\/strong>. E se per la meravigliosa Sarita, per la quale abbiamo terminato gli aggettivi, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla da dimostrare, per Wave sarebbe il premio per un giocatore che non sar\u00e0 un fenomeno ma \u00e8 depositario di un tennis piacevole in estinzione, all\u2019arma bianca, che ci piacerebbe sopravvivesse alla legge del tempo. Per l\u2019ennesima volta, in questo periodo azzurro dalle uova d&#8217;oro, i nostri connazionali transitano con il gruppo di testa all&#8217;ultimo chilometro, per usare un&#8217;espressione cara ai ciclisti, come se ci\u00f2 corrispondesse alla normalit\u00e0. Se pensiamo ai decenni di pane duro che ci siamo messi alle spalle, per\u00f2, \u00e8 facile rendersi conto che di normale non c&#8217;\u00e8 nulla. Trattasi di eccezionalit\u00e0 alla potenza enne, un&#8217;epoca magari irripetibile che, pertanto, difficilmente scorderemo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non che fosse necessaria chiss\u00e0 quale competenza tennistica ma ieri, all&#8217;atto di presentare il match su queste stesse pagine, ci si poneva un quesito, se Medvedev avrebbe assunto un posizione pi\u00f9 avanzata del consueto sul campo, e ci si esponeva in una considerazione circa l\u2019inedeguatezza del russo nei pressi della rete. 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