{"id":636163,"date":"2024-09-07T15:53:06","date_gmt":"2024-09-07T13:53:06","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=583776"},"modified":"2024-09-07T15:53:06","modified_gmt":"2024-09-07T13:53:06","slug":"la-regia-di-sara-le-barricate-di-andrea-lo-slam-e-servito-a-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=636163","title":{"rendered":"La regia di Sara, le barricate di Andrea: lo Slam \u00e8 servito a New York"},"content":{"rendered":"<p>Molti diranno, storcendo il naso, che \u00e8 solo il doppio misto. Dall&#8217;alto del loro divano, come se vincere una competizione comunque elitaria fosse roba da tutti i giorni. Infatti, fino a ieri, una coppia interamente azzurra mai era arrivata a tanto.<strong> Dove, invece, hanno messo le mani Sara Errani e Andrea Vavassori, bravi a disporre della coppia di casa composta da Townsend e Young, quest&#8217;ultimo all&#8217;ultima partita di una carriera che quindici anni fa prometteva assai pi\u00f9 di quanto poi abbia capitalizzato, per aggiudicarsi lo Slam newyorkese.<\/strong><\/p>\n<p>E se per Sarita non \u00e8 certo una novit\u00e0, lei che in bacheca i Major di doppio li ha piazzati tutti, per Wave si tratta di una prima assoluta, dopo aver sfiorato il bersaglio grosso con l&#8217;amico Bolelli sia in Australia che a Parigi. Cos\u00ec, l\u2019Italtennis pu\u00f2 adesso annoverare un nuovo campione Slam come Andrea. Di Errani c&#8217;\u00e8 davvero poco da dire, se non che oggi la coppia di doppio pi\u00f9 forte al mondo \u00e8 sempre composta da lei pi\u00f9 un partner a scelta. Olimpionica con Jasmine Paolini, regina degli Us Open con Andrea Vavassori. Giocatrice straordinaria gi\u00e0 un ventennio fa, Sara non ha mai smesso di lavorare sodo per aggiungere, ogni volta, qualcosa di nuovo al suo gioco. Oggi, per dirne una, non c&#8217;\u00e8 collega in circolazione che abbia la stessa sua competenza nel gioco di volo. Due parole in pi\u00f9 le merita, invece, Andrea, che al grande tennis si \u00e8 affacciato relativamente tardi, quando in lui erano rimasti in pochi a crederci. Fino ad un anno fa, le sue comparsate nel circuito maggiore si contavano sulle dita di una mano perch\u00e9 il suo status era quello di giocatore da Challenger. Purgatorio tennistico dove ogni boccone di pane duro costa una fatica bestiale e una vittoria pu\u00f2 valere s\u00ec e no una manciata di euro. Un tritacarne feroce. Poi la svolta: qualche bel risultato in ATP, il tabellone principale del Roland Garros e due turni superati, qualche scalpo interessante. Tuttavia, che fosse depositario di un tennis di qualit\u00e0 era noto da tempo, tanto che i pi\u00f9 romantici parlavano di lui simpaticamente come del Rafter italiano, fatti i sacrosanti paragoni.<\/p>\n<p>Un gioco antico, il suo. Dici Wave e pensi ad un assalto all\u2019arma bianca del fortino, con la conquista della rete quale identitaria ragione di vita tennistica. Come una volta, come non si fa pi\u00f9. Rovescio ad una mano quale cifra stilistica che pi\u00f9 azzeccata non si pu\u00f2 e relativa competenza nell&#8217;uso delle rotazioni, con il taglio indietro a suonare la musica degli albori. Dritto ficcante perch\u00e9 colpito praticamente piatto ed efficace sia sulle traiettorie classiche che a ventaglio, ci\u00f2 a denotare una certa mobilit\u00e0. Il servizio, poi, \u00e8 robusto e sufficientemente vario, ottimo lasciapassare per l&#8217;approccio a rete e fonte di un buon numero di punti diretti. E poi c&#8217;\u00e8 la vol\u00e9e, il suo esercizio pi\u00f9 confortevole. Somma di riflessi, posizionamento e tocco. Un tuffo nel passato, in un tennis che ha ceduto il passo agli stereotipi attuali, sparagnini e troppo spesso noiosi; tennis che Wave prova a far sopravvivere.<\/p>\n<p>Degna spalla di una gigantesca Errani che, infatti, lo adora e non ne fa mistero. Tornando al match di ieri, si \u00e8 assistito all&#8217;esibizione di due ottimi doppista, un docente universitario in gonnella e di uno, al contrario, decisamente improvvisato come Young e ci\u00f2 ha finito per indirizzare le sorti del risultato. Townsend, la sua compagna, ha provato a caricarlo sulle sue spalle ma non le \u00e8 stato sufficiente, un deficit di competenza troppo grande da colmare anche per una giocatrice della sua specifica bravura nell&#8217;arte del doppio. In casa azzurra, la sapiente regia di Sara ha potuto beneficiare di un Andrea in versione portiere, capace di innalzare un muro praticamente insormontabile per il duo di casa. Nel soccer, il sodalizio sarebbe quello di Pirlo e Buffon dell\u2019annata 2006. Due set comunque combattuti e dallo score tirato, ma la netta sensazione che gli azzurri mai avrebbero potuto perdere la partita. Cos\u00ec \u00e8 stato.<\/p>\n<p>E&#8217; doveroso sottolineare ancora una volta l\u2019eccezionalit\u00e0 di questo periodo storico in casa Italia. Dove la presenza di uno o pi\u00f9 connazionali nelle fasi conclusive di un Major \u00e8 ormai la radicata consuetudine. Non di solo Jannik, dunque, vive il tennis di casa nostra: dopo decenni di vacche magre \u00e8 arrivato per noi il tempo di passare all\u2019incasso. Birra ghiacciata e tiv\u00f9 sintonizzata.. la magia continua. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti diranno, storcendo il naso, che \u00e8 solo il doppio misto. Dall&#8217;alto del loro divano, come se vincere una competizione comunque elitaria fosse roba da tutti i giorni. 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