{"id":636178,"date":"2024-09-08T11:19:28","date_gmt":"2024-09-08T09:19:28","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=583878"},"modified":"2024-09-08T11:19:28","modified_gmt":"2024-09-08T09:19:28","slug":"arte-e-fascismo-sgarbi-e-borgonovo-alla-festa-di-lealta-azione-a-pontenuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=636178","title":{"rendered":"Arte e fascismo: Sgarbi e Borgonovo alla festa di Lealt\u00e0 Azione a Pontenuovo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Al di l\u00e0 delle polemiche storicamente legate a tutti, nessuno escluso, gli eventi organizzati da Lealt\u00e0 Azione, sabato pomeriggio all&#8217;oratorio di Pontenuovo si \u00e8 svolta una conferenza di indubbio richiamo con Vittorio Sgarbi e Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p>Arte e fascismo \u00e8 il titolo del saggio edito nei mesi scorsi dalla Nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi (presente ieri a Magenta), che ha consentito al talento affabulatorio smisurato del celebre fratello di affrontare, col rigore dello studioso capace di tenere lo spettatore inchiodato alla sedia (come negli spettacoli teatrali su Caravaggio e Raffaello, per chi come noi ha avuto la fortuna di assistervi) quando si parla di pittura, scultura, insomma di arte, un tema naturaliter controverso.<\/p>\n<p>A Borgonovo, gi\u00e0 in passato ospite di LA, \u00e8 bastato aprire ironizzando su chi vorrebbe decostruire, demolire,  negare quanto venne edificato durante il ventennio mussoliniano (&#8220;vogliamo forse abbattere la Stazione Centrale di Milano?&#8221;): la palla \u00e8 passata subito a Sgarbi, il quale ha evidenziato come lo straordinario fervore artistico e culturale di quei decenni sia avvenuto spesso NONOSTANTE e INDIPENTEMENTE dalla volont\u00e0 del regime.<strong> Mario Sironi, Depero, il premio Nobel Salvatore Quasimodo, il futurismo: artisti e movimenti che ebbero, durante l&#8217;epoca mussoliniana, piena libert\u00e0 di campo e azione. <\/strong> <\/p>\n<p>Detto da chi, come Sgarbi, liberale e libertario, ha tutti i potenziali crismi dell&#8217;antifascista.<\/p>\n<p>Premesso che nei secoli qualunque tipo di Governo, sia dall\u2019et\u00e0 romana sia al Secondo dopoguerra ha, in maniera pi\u00f9 o meno esplicita, fatto uso dell\u2019arte come strumento di propaganda, il Fascismo da questo non si discosta. <strong>Ma a differenza di altri regimi \u2013 a cominciare da quello sovietico \u2013 il \u201cculto\u201d e l\u2019attenzione per l\u2019arte, anzi per le arti, durante il regime mussoliniano fu molto pi\u00f9 libero e libertario di quanto si possa immaginare.<\/strong> Quindi, se si d\u00e0 una connotazione negativa al \u201cFascismo\u201d, allora possiamo affermare che tale esso non fu in questo campo. E dunque non vi fu una ingerenza dispotica nell\u2019arte del suo tempo. Ma noi, oggi, a distanza di un secolo lo guardiamo con occhio lucido e smaliziato, privo di pregiudizi ideologici.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che il Duce ordin\u00f2 e fece stabilire una sorta di \u201cdecalogo\u201d al quale l\u2019arte dei suoi anni avrebbe dovuto conformarsi \u2013 ricordiamo le \u201clinee guida\u201d tracciate da un uomo geniale e da un grande artista quale fu Ardengo Soffici \u2013 \u00e8 altrettanto vero che nella realt\u00e0 dei fatti l\u2019arte \u201cfascista\u201d si dimostr\u00f2 essere sempre estremamente libera e variegata, andando da quella che si rifaceva alla \u201cromanit\u00e0 imperiale\u201d alle pi\u00f9 estreme conseguenze dell\u2019aeropittura sino a un avanzato modernismo.<\/p>\n<p>Il Fascismo non distrusse mai le opere d\u2019arte come purtroppo avvenne nella Germania hitleriana, dove molte di esse considerate \u201cdegenerate\u201d vennero arse sul rogo insieme a libri e altro che non si confaceva all\u2019ideologia nazionalsocialista. Sgarbi insomma dimostra come nel Fascismo vi fu arte, non solo, ma che esso fu forse l\u2019ultimo tentativo di restaurare un\u2019arte, soprattutto pittorica e scultorea, in senso tradizionale che si rifacesse al nostro pi\u00f9 aureo passato rinascimentale, al nostro Quattrocento, con il Realismo magico e con il Gruppo Novecento di Margherita Sarfatti, l\u2019intellettuale brillante e lungimirante che and\u00f2 a limitare la fuga materialista del Futurismo con il recupero degli ideali classici quattrocenteschi italiani. Ebbere libert\u00e0 di azione anche artisti ebrei, che tuttavia dovettero riparare altrove dopo le leggi razziali del 1938. <\/p>\n<p>Nel corso del suo interveto Sgarbi ha fatto riferimento alla grande mostra &#8220;Arte e Fascismo&#8221; al Mart di Rovereto, aperta fino a domenica 29 settembre.<\/p>\n<p>Un&#8217;importante esposizione che dimostra chiaramente come &#8220;accanto al persistere di ricerche di avanguardia legate al Futurismo, si delinea una linea di \u201critorno all\u2019ordine\u201d, che confluisce nel movimento del Novecento italiano, creato da Margherita Sarfatti. Il ritorno all\u2019antico, funzionale all\u2019affermazione della tradizione italiana, trova varie declinazioni, dal rinnovato sguardo ai maestri antichi dei protagonisti di Novecento fino a pi\u00f9 radicali affermazioni di un\u2019arte di propaganda volta alla costruzione del consenso.<\/p>\n<p>Uno straordinario apparato di premi, esposizioni pubbliche, convenzioni e mostre permette al regime di intercettare gli artisti pi\u00f9 significativi, di sostenerne l\u2019opera e di inglobarli nel pi\u00f9 ampio progetto di promozione generale. Attraverso la partecipazione a biennali, quadriennali, mostre sindacali, a concorsi e a commissioni pubbliche gli artisti danno voce all\u2019ideologia, ai temi e ai miti del fascismo.<\/p>\n<p>Lo stesso rapporto tra gli artisti e il potere non \u00e8 definito n\u00e9 unico. Accanto a figure dichiaratamente fasciste, convinte sostenitrici del Duce come Depero e Sironi, si muovono artisti meno ingaggiati, pi\u00f9 o meno distanti ma comunque presenti nel ricco panorama italiano.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, i nuovi luoghi del potere divengono strumento di affermazione attraverso un linguaggio aperto tanto al classicismo quanto al razionalismo, che coinvolge architettura, scultura e arte murale, rinata sotto l\u2019impulso di una rinnovata volont\u00e0 celebrativa.<\/p>\n<p>Tra pittura, scultura, documenti e materiali d\u2019archivio, il percorso espositivo si snoda tra 400 opere di artisti e architetti come Mario Sironi, Carlo Carr\u00e0, Adolfo Wildt, Arturo Martini, Marino Marini, Massimo Campigli, Achille Funi, Fortunato Depero, Tullio Crali, Thayaht, Renato Bertelli, Renato Guttuso. Provenienti da collezioni pubbliche e private le opere dialogano con alcuni dei grandi capolavori del Mart e con numerosi materiali provenienti dai fondi dell\u2019Archivio del \u2019900&#8221;.<\/p>\n<p>La conferenza di ieri, purtroppo subissata dai consueti strali che impediscono di approfondire qualsiasi tentativo di elaborazione del pensiero,  dimostra in pratica che &#8220;il Fascismo come evento storico \u00e8 concluso e storicizzato da moltissimi anni, un capitolo concluso di un libro ormai riposto negli scaffali, tanto che \u00e8 inutile paventarlo sempre a sproposito anche nel campo artistico, laddove gli andrebbe riconosciuto l\u2019indubbio merito, invece, di aver protetto, curato e favorito l\u2019arte, la nostra arte italica, i nostri oltre duemila anni di bellezza senza pari, come nessun altro ha fatto dopo di lui&#8221;.<\/p>\n<p>F.P.<\/p>\n<p>-foto tratte dalla pagina Facebook Federazione-<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al di l\u00e0 delle polemiche storicamente legate a tutti, nessuno escluso, gli eventi organizzati da Lealt\u00e0 Azione, sabato pomeriggio all&#8217;oratorio di Pontenuovo si \u00e8 svolta una conferenza di indubbio richiamo con Vittorio Sgarbi e Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verit\u00e0. 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