{"id":636568,"date":"2024-09-19T18:00:37","date_gmt":"2024-09-19T16:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=585447"},"modified":"2024-09-19T18:00:37","modified_gmt":"2024-09-19T16:00:37","slug":"a-palazzo-reale-a-milano-apre-la-mostra-picasso-lo-straniero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=636568","title":{"rendered":"A Palazzo Reale a Milano apre la mostra &#8220;Picasso lo straniero&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Da domani e fino al 2 febbraio 2025, Palazzo Reale presenta Picasso lo straniero. A cinquant\u2019anni dalla scomparsa, l\u2019opera di<strong> Pablo Ruiz Picasso<\/strong> \u00e8 indagata e raccontata attraverso la lente del suo stato di immigrato, rifiutato, censurato dalla nazione che lo ha visto crescere e raggiungere il successo, la Francia.<\/p>\n<p><strong>Promossa dal Comune di Milano &#8211; Cultura, la mostra nasce dall\u2019idea originale di Annie Cohen-Solal<\/strong>, autrice di Picasso. Una vita da straniero e curatrice scientifica del progetto espositivo, ed \u00e8 prodotta <strong>da Palazzo Reale con Marsilio Arte<\/strong> grazie alla collaborazione del Mus\u00e9e National Picasso-Paris (MNPP), principale prestatore, del Palais de la Porte Dor\u00e9e con il Mus\u00e9e National de l\u2019Histoire de l\u2019Immigration e della Collection Mus\u00e9e Magnelli Mus\u00e9e de la c\u00e9ramique di Vallauris. La mostra si avvale anche della curatela speciale di C\u00e9cile Debray, presidente del MNPP.<\/p>\n<p><strong>Picasso lo straniero presenta pi\u00f9 di 90 opere dell\u2019artista<\/strong>, oltre a documenti, fotografie, lettere e video, provenienti principalmente dal MNPP ma anche dal Mus\u00e9e National de l\u2019Histoire de l\u2019Immigration di Parigi e dalla Collection Mus\u00e9e Magnelli Mus\u00e9e de la c\u00e9ramique di Vallauris: un progetto che apre a pi\u00f9 riflessioni sui temi dell\u2019accoglienza, dell\u2019immigrazione e della relazione con l\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>Per Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano: <\/strong>\u201cLa mostra Picasso lo straniero rappresenta un\u2019occasione straordinaria per riflettere non solo sull\u2019opera di uno dei pi\u00f9 grandi artisti del Novecento, ma anche sulle dinamiche storiche e sociali che hanno influenzato la sua vita e il suo percorso creativo. Milano, con la sua tradizione di accoglienza e apertura culturale, si conferma ancora una volta un centro internazionale in cui l\u2019arte diventa strumento di dialogo e inclusione. L\u2019approccio innovativo di questa esposizione ci invita a riscoprire Picasso sotto una nuova luce, quella dell\u2019uomo, oltre che dell\u2019artista, segnato dall\u2019esperienza dell\u2019essere straniero\u201d.<\/p>\n<p>Pablo Picasso, nato nel 1881 a Malaga in Spagna, si stabilisce a Parigi nel 1904. Nonostante la Francia diventi la sua casa e la sua fama cresca oltre i confini nazionali, l\u2019artista non otterr\u00e0 mai la cittadinanza francese: la mostra segue la traiettoria estetica e politica di Picasso, per illustrare come abbia plasmato la propria identit\u00e0 vivendo nella difficile condizione di immigrato.<\/p>\n<p>Su Picasso \u00e8 stato scritto tutto, si direbbe. Nessun altro artista ha suscitato altrettanti dibattiti, controversie, passioni. Ma quanti sanno quali ostacoli il giovane genio ha dovuto affrontare quando \u00e8 arrivato diciottenne a Parigi per la prima volta, nel 1900, senza parlare una parola di francese? Nel 1901 viene schedato per sbaglio &#8211; con il numero 74.664 &#8211; come anarchico sottoposto a sorveglianza speciale, prima di stabilirsi definitivamente a Parigi nel 1904, dove si di affermer\u00e0 come leader dell\u2019avanguardia cubista. Durante la guerra civile in Spagna, l\u2019artista realizza Guernica (1937), l\u2019immensa tela destinata a diventare il vessillo universale della resistenza antifascista. Nel 1940, temendo di essere in pericolo in Francia, dove l\u2019invasione nazista \u00e8 imminente, Picasso decide di inoltrare la domanda di naturalizzazione che viene rifiutata. Risale al 1929 poi il gran rifiuto del Louvre alla donazione de Les Demoiselles d\u2019Avignon (1906-1907), nonostante sia ormai celebrata in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Nel 1955, quando Picasso lascia Parigi per stabilirsi nel sud della Francia, sceglie di lavorare con gli artigiani del posto, voltando deliberatamente le spalle alla tradizione del bon go\u00fbt: decide insomma di immergersi nel mondo mediterraneo, nel sincretismo originario delle sue molteplici identit\u00e0, consegnando il proprio mito al vasto mondo.<\/p>\n<p>Come ha fatto, in un secolo caratterizzato da grandi turbolenze politiche, in un mondo dilaniato da nazionalismi di ogni specie, a imporre le sue rivoluzioni estetiche? L\u2019esposizione di Milano risponde a queste domande, al di l\u00e0 dell\u2019aspetto puramente formalista dell\u2019opera dell\u2019artista grazie a un approccio multidisciplinare e alla ricerca negli archivi della polizia francese e del MNPP.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo si snoda in ordine cronologico, dal 1900 al 1973<\/strong>, e le opere selezionate sono testimonianza della travagliata condizione di esule e straniero di Picasso in Francia, esperienza che ha che influenzato radicalmente la sua pratica artistica. Nel dipinto La lettura della lettera (1921), ad esempio, Picasso rappresenta s\u00e9 stesso accanto a un amico, che potrebbe essere il poeta Guillaume Apollinaire o il poeta Max Jacob, oppure Georges Braque: ma ci\u00f2 che emerge \u00e8 l&#8217;importanza che l\u2019artista &#8211; proprio a causa della fragilit\u00e0 della sua condizione di straniero &#8211; attribuisce ai legami e alle amicizie che ha costruito nel corso degli anni.<\/p>\n<p>Tra le oltre quaranta opere per la prima volta esposte in Italia &#8211; tra dipinti, disegni, sculture &#8211; c\u2019\u00e8 una piccola gouache Gruppo di donne del 1901: Picasso nei primi mesi a Parigi lavora moltissimo, eseguendo a tempo di record sessantaquattro opere che ci pongono di fronte a personaggi sconcertanti, ritratti con colori violenti, con ampi tocchi di rosso che spiccano come ferite. \u00c8 il popolino di Parigi osservato nei bassifondi della citt\u00e0, nei caff\u00e8 e nelle stradine di Montmartre, insieme al gruppo accogliente dei catalani del quale adesso anche Picasso fa parte.<\/p>\n<p>\u201cGuardato con sospetto come straniero, uomo di sinistra, artista d\u2019avanguardia, Picasso si destreggia con abilit\u00e0 e acume politico in un paese che poggia su due grandi istituzioni: la police des \u00e9trangers e l\u2019Acad\u00e9mie des beaux-arts, che tutelano ossessivamente la \u2018purezza della nazione\u2019 e il \u2018buon gusto francese\u2019 &#8211; racconta Annie Cohen-Solal -. \u201cNella mia ricerca appare costantemente l&#8217;immagine di un Picasso vulnerabile e precario, perch\u00e9 sapeva di poter essere espulso in qualsiasi momento. Tuttavia, seppe navigare da grande stratega contro la xenofobia diffusa\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione \u00e8 stata realizzata anche grazie al sostegno di Unipol Gruppo, main sponsor<\/strong>: \u201cLa mostra apre una nuova prospettiva nella comprensione dell\u2019arte di Picasso, indagando come la sua condizione di \u201cstraniero\u201d in Francia abbia influito e plasmato la sua identit\u00e0 artistica. Considerato \u201cstraniero\u201d anche per aver rotto alcuni schemi di giudizio estetico tipicamente borghesi. Nonostante le critiche dei tradizionalisti, e forse proprio per questo, Picasso \u00e8 stato libero, indecifrabile, incontrollabile, cosmopolita, disinvolto nella gestione dei suoi rapporti di lavoro e disinvolto nella vita privata, nella sua arte ha rimodellato i canoni estetici di riferimento, attraverso la scomposizione dei volumi ha tracciato nuove strade ardite e irripetibili&#8221; afferma Vittorio Verdone, Direttore Communication and Media Relations Unipol Gruppo.<\/p>\n<p><strong>E con il supporto di BPER Banca, sponsor Serena Morgagni, Responsabile della Direzione Communication commenta:<\/strong> \u201cCon il sostegno a quella che rappresenta una delle pi\u00f9 importanti iniziative artistiche della stagione, confermiamo il nostro impegno nella promozione e divulgazione dell&#8217;arte e della cultura. Desideriamo offrire alla collettivit\u00e0 esperienze di altissimo valore artistico considerandole occasioni di inclusione e di crescita sociale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMarsilio Arte &#8211; <strong>afferma Luca De Michelis, amministratore delegato di Marsilio Editori e Marsilio Arte<\/strong> &#8211; sta implementando la sua presenza nella citt\u00e0 di Milano con una programmazione condivisa e costruita con il Comune di Milano, di cui \u00e9 partner continuativo: Picasso lo straniero \u00e9 un progetto editoriale integrato complesso e articolato con un saggio, un catalogo e la mostra che si inserisce nel panorama espositivo per la sua originalit\u00e0 di approccio e indagine scientifica, oltre che come esperienza di visita. Un\u2019esposizione differente, necessaria per i temi affrontati, cos\u00ec attuali, e per il dibattito che ne sta gi\u00e0 scaturendo\u201d.<\/p>\n<p>Accompagna la mostra il catalogo, pubblicato per l\u2019appunto da Marsilio Arte, che si apre con una sezione introduttiva, che raccoglie interventi istituzionali e curatoriali, oltre a un testo a firma dello scrittore Niccol\u00f2 Ammaniti. Segue un percorso cronologico diviso in quattro macro-sezioni, in cui viene presentata la parabola artistica di Picasso, strettamente interconnessa ai diversi periodi della sua vita. Il volume, completato da apparati dedicati alle opere in mostra, ai documenti e alle illustrazioni dei saggi, rivela la situazione del Picasso \u201cstraniero\u201d in Francia e la ricezione del suo lavoro da parte delle istituzioni francesi, che sembra essere intessuta di anomalie, discrepanze, a volte persino da scandali. Senza mai esporre pubblicamente i suoi problemi con le autorit\u00e0 francesi, Picasso riusc\u00ec, a seconda delle circostanze, a navigare mirabilmente in questi travagliati periodi storici, lasciando che il suo lavoro parlasse da solo.<\/p>\n<p>A Palazzo Te di Mantova \u00e8 gi\u00e0 aperta, fino al 6 gennaio 2025, la mostra Picasso a Palazzo Te. Poesia e salvezza, in dialogo con gli affreschi di Giulio Romano, che presenta circa 50 opere del Maestro simbolo del Novecento, tra disegni, documenti, sculture e dipinti, alcuni eccezionalmente esposti in Italia per la prima volta. Entrambi i progetti nascono dalla collaborazione con il MNNP e sono curati da Annie Cohen-Solal. Con il biglietto di ingresso della mostra a Milano i visitatori potranno accedere alla mostra di Mantova con il biglietto ridotto e viceversa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da domani e fino al 2 febbraio 2025, Palazzo Reale presenta Picasso lo straniero. 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