{"id":637718,"date":"2024-10-23T13:33:46","date_gmt":"2024-10-23T11:33:46","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=590332"},"modified":"2024-10-23T13:33:46","modified_gmt":"2024-10-23T11:33:46","slug":"dominic-thiem-dice-basta-addio-al-bombardiere-del-tennis-gentile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/dominic-thiem-dice-basta-addio-al-bombardiere-del-tennis-gentile\/","title":{"rendered":"Dominic Thiem dice basta: addio al bombardiere del tennis gentile"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quello che poteva essere e in parte \u00e8 stato: Dominic Thiem ha detto che pu\u00f2 bastare cos\u00ec. La sconfitta subita contro l&#8217;azzurro Luciano Darderi nel torneo di casa &#8211; Vienna, lo stesso che lo lanci\u00f2 ormai tredici anni fa, quando nel pi\u00f9 classico dei ricorsi storici aveva messo fine alla carriera di Thomas Muster, il suo connazionale pi\u00f9 forte di sempre &#8211; passer\u00e0 alla memoria del tennis come il suo ultimo match da professionista.<\/strong> A soli trentuno anni. Pochi, considerato che il gotha della generazione precedente, quella nata negli anni ottanta, \u00e8 ancora parzialmente in sella. Generazione dei fenomeni che ha finito per limitare l&#8217;ascesa della sua; la stessa dei vari Raonic, Dimitrov, Zverev e Tsitsipas, solo per citarne alcuni. Eccellenti giocatori che, tuttavia, non hanno saputo subentrare a gamba tesa agli illustri predecessori ai quali, nonostante il cospicuo vantaggio anagrafico, hanno sempre ceduto il passo quando la posta in palio si \u00e8 fatta importante. <\/p>\n<p>Gli Slam, per esempio. Eccetto uno, fino all\u2019avvento di Medvedev, gli Us Open del 2020 che proprio Dominic \u00e8 riuscito a strappare al triumvirato pigliatutto &#8211; Federer, Nadal, Djokovic (con Murray e Wawrinka) &#8211; che ha riscritto la storia del gioco. Dopo una lunga rincorsa, quindi, Thiem in un solo colpo faceva proprio il torneo pi\u00f9 importante della carriera e, in conseguenza a ci\u00f2, si issava al numero tre del ranking mondiale. A ventisette anni tutto lasciava presagire al compimento di un nuovo dominio. Invece, New York ha significato per l\u2019austriaco l\u2019irripetibile vertice della parabola, il punto pi\u00f9 alto della scalata prima del precipitoso ramo discendente. Quando si dice che il difficile \u00e8 mantenersi in vetta, piuttosto che raggiungerla, non \u00e8 solo una frase fatta e Thiem lo ha imparato sulla propria pelle.<\/p>\n<p>Il nuovo status acquisito, perch\u00e9 vincere un Major fa tutta la differenza del mondo, ha fatto sfracelli nella testa di un ragazzo che, in un amen, ha perso la determinazione che l&#8217;aveva portato cos\u00ec in alto e che sarebbe stata necessaria per rimanerci a lungo. Come spesso accade, la sfiga ha la vista lunga e le disgrazie viaggiano in coppia e, per Thiem, ha significato il dover far di conto, da l\u00ec a poco, con un brutto infortunio al polso che lo ha costretto prima ad un lungo stop e poi ad un faticoso e, a conti fatti improbo, recupero psicofisico. Morale, la furia agonistica capace di far esplodere la pallina ad ogni impatto non esisteva pi\u00f9. Tanto devastante in campo, forte di fondamentali dalla potenza con pochi eguali, tanto moderato nella vita fuori dai ground. Gentile e sempre misurato, sottovoce. Senza gli occhi iniettati di sangue di chi \u00e8 programmato per competere sempre alla morte.<\/p>\n<p><strong>Nato nel \u201893 a Wiener Neustadt, Bassa Austria a ridosso del fiume Leitha e capoluogo dell\u2019omonimo distretto, Dominic, professionista dal 2010, ha al suo attivo diciassette tornei ATP, tra i quali spiccano il gi\u00e0 ricordato Flushing Meadows e il 1000 di Indian Wells strappato dalle mani di Federer. <\/strong>In bacheca altre tre finali Slam, delle quali due al Roland Garros e una a Melbourne sciaguratamente persa contro Djokovic, e una finale alle ATP Finals, il Master che fu e che chiama a raccolta i migliori otto giocatori del seeding. Proprio a Parigi, Thiem, per quasi un lustro, ha rappresentato l\u2019alternativa pi\u00f9 qualificata alla brutale tirannia rossa di Nadal. Tra il 2016 e il 2018, infatti, ha messo a referto in serie due semifinali e due finali, lasciando intendere che per sollevare la Coppa dei Moschettieri sarebbe stata solo questione di tempo. Trionfo che, per\u00f2, rester\u00e0 incompiuto.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio sul mattone tritato che, con ogni probabilit\u00e0, ha dato il suo meglio, dove per caratteristiche tecniche e attitudinali ha saputo spingere l&#8217;asticella pi\u00f9 in alto, fino a dare l&#8217;impressione, appunto, di poter contendere l&#8217;attestato di miglior terraiolo al mondo a sua maest\u00e0 Nadal, e gi\u00e0 l&#8217;idea che potesse ambire ad esserlo \u00e8 il suo riconoscimento pi\u00f9 prestigioso al di l\u00e0 dei trionfi. Un tennis dispendioso, il suo, perch\u00e9 perennemente in spinta e perch\u00e9 giocato molto spesso con i piedi distanti dalla riga di fondo. Che, per i meno avvezzi alle dinamiche della disciplina, significa tanta corsa per la difesa del campo e altrettanto vigore atletico per il surplus di gittata richiesto a colpi scagliati da cos\u00ec lontano. Non \u00e8 da escludere che la somma algebrica di questi aspetti abbia contribuito ad accorciare la carriera.<\/p>\n<p>Tuttavia, finch\u00e9 ha potuto, Dominic \u00e8 stato in grado di rendere sublime la disciplina perch\u00e9 depositario di una competenza tecnica da primo della classe nella quale spiccava un rovescio ad una mano, insieme, antico e moderno. D\u2019antan nel gesto quasi estinto; antesignano nella capacit\u00e0 di farne un colpo di offesa letale. <strong>Iconica, appunto, la sua sbracciata rovescia, paradigma di potenza e vigore ma senza sacrificare l&#8217;eleganza di un colpo che mai annoiava.<\/strong> Con dritto e servizio competitivi e funzionali al suo power-tennis, Dominic ha potuto contare anche su una mano di ottima sensibilit\u00e0 che gli ha consentito sia di esplorare con costrutto entrambe le rotazioni note al tennis &#8211; facendo dello slice di rovescio uno strumento spesso decisivo &#8211; che di finalizzare a rete, senza i patemi che caratterizzano i suoi coetanei, la gigantesca mole di lavoro prodotta bombardando l&#8217;avversario dal fondo del campo. Un tennista completo e senza buchi neri nel gioco e, pertanto, buono per tutte le stagioni. Non cos\u00ec a proprio agio solo sull&#8217;erba, tanto che a Wimbledon, il tempio, Dominic non si \u00e8 mai spinto oltre il quarto turno raggiunto in una sola occasione. Chiss\u00e0, magari per via di aperture nel portare i colpi un po\u2019 troppo ampie per i tempi e i rimbalzi dei prati, tant&#8217;\u00e8 che in Church Road il feeling non \u00e8 mai sbocciato ma ci\u00f2 non sposta di una virgola il giudizio su un giocatore straordinario capace di coniugare rendimento e bellezza.<br \/>\n<strong><br \/>\nE pure fragilit\u00e0 mentale, a renderlo umano. Un aspetto, quest&#8217;ultimo, delicato e personale del quale non si \u00e8 mai vergognato, al punto da rendere di dominio pubblico le difficolt\u00e0 psicologiche insorte gi\u00e0 all&#8217;indomani della vittoria Slam. I<\/strong>l compimento del suo sogno pi\u00f9 grande che, paradossalmente ma non troppo, ha frantumato per sempre la ferocia necessaria per essere quel tipo di agonista. Per chi se la ricorda, la finale degli Us Open contro Zverev fu tecnicamente tra le peggiori che si ricordino a memoria d&#8217;uomo ma, in compenso, dall\u2019elevato carico pedagogico. Quel giorno, infatti, Thiem e il suo avversario giocarono dilaniati dalla paura di vincere con un consumo di energie nervose abnorme che ha finito per lasciare un segno indelebile nella testa di entrambi. E per Dominic, in quanto a tennis, nulla fu pi\u00f9 lo stesso. Detto a beneficio di coloro, e sono in tanti, che non hanno chiaro in mente quanto sia complicato il gioco del tennis e, soprattutto, quanto pretenda dall&#8217;uomo il professionismo.<\/p>\n<p>Tornando a ieri, in un palazzetto gremito e commosso, Thiem ha detto basta con tutto ci\u00f2. Si chiude, cos\u00ec, il percorso tennistico del giocatore che pi\u00f9 di ogni altro ha sfidato gli d\u00e9i riuscendo talvolta a batterli. Allora, buona pensione Domi. Vederti far sanguinare la pallina a suon di schiaffoni di rovescio ci ha fatto divertire un sacco e non si pu\u00f2 che dirti grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che poteva essere e in parte \u00e8 stato: Dominic Thiem ha detto che pu\u00f2 bastare cos\u00ec. 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