{"id":637992,"date":"2024-10-30T19:30:17","date_gmt":"2024-10-30T18:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=591451"},"modified":"2024-10-30T19:30:17","modified_gmt":"2024-10-30T18:30:17","slug":"boxe-mezzo-secolo-fa-lincontro-del-secolo-a-cura-di-max-colombo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=637992","title":{"rendered":"Boxe: mezzo secolo fa l&#8217;incontro del secolo. A cura di Max Colombo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mercoled\u00ed 30 Ottobre 1974<\/strong>. Seconda liceo cominciata da un mese. \u00c8 la vigilia del sospirato &#8220;ponte dei morti&#8221;. Con l&#8217;aggiunta del 4 novembre,  Festa nazionale della Vittoria (ormai da anni vigliaccamente cancellata dal calendario). E, per noi studenti legnanesi, c&#8217;\u00e8 anche la salutare coda del giorno 5, alias San Magno, patrono della Citt\u00e0 del Carroccio. Insomma, una bella tirata d&#8217;ossigeno, dopo questo pesantissimo, primo mese di scuola.<\/p>\n<p><strong>Questa notte sar\u00e0 una notte speciale.<\/strong> \u00c8 tutto il giorno che ci penso. Sono giorni che ci penso. A Kinshasa, Zaire, ospite il sanguinario dittatore Mobutu Sese Seko, sta per andare in scena il match del secolo (cos\u00ec definito dai giornali del pianeta) tra il campione del mondo in carica dei pesi massimi George Foreman e lo sfidante, un &#8220;certo&#8221; Muhammed Al\u00ec, all&#8217;anagrafe Cassius Marcellus Clay Jr.. <\/p>\n<p>Al mattino sono in classe e non mi frega niente delle lezioni. Le ore scorrono lente. Forse veloci. Mi tremano le mani. Prima o poi arriver\u00e0 sera. In TV il match del secolo \u00e8 l\u00ec che mi aspetta. C&#8217;\u00e8 di buono che anche mio pap\u00e0 Aurelio \u00e8 appassionato di boxe, per cui sul palinsesto televisivo &#8211; peraltro ristretto &#8211; non c&#8217;\u00e8 da discutere. Ma il match sar\u00e0 combattuto e trasmesso a notte fonda, in modo che gli americani lo possano vedere in prima serata. E il carnefice Mobutu si frega le mani, perch\u00e8 diventa anche lui una star mondiale, sia pure di sbieco.<br \/>\n<strong><br \/>\nMuhammed Al\u00ed mi \u00e8 sempre stato sulle scatole<\/strong>. Il suo fare strafottente. Il rifiuto di andare in Vietnam (che gli costa tre anni di inattivit\u00e0). Il ritorno sul ring con la pretesa di essere &#8220;il pi\u00f9 grande&#8221;. Un vero rompicoglioni. Davvero insopportabile. <\/p>\n<p>&#8220;Merita una batosta definitiva&#8221;, mi dicevo. Intanto, inesorabile come la Signora con la falce, mi si incista nel cervello un tarlo bastardo. Non voglio ammetterlo. Ma Al\u00ec comincia a piacermi. Il suo fare strafottente. Il rifiuto di andare in Vietnam. Il ritorno sul ring. Con la pretesa di essere &#8220;il pi\u00f9 grande&#8221;. Per di pi\u00f9 un negro. <\/p>\n<p>Cristodundio, comincia a piacermi! E non mi d\u00f2 pace. Ma stasera, anzi stanotte, la facciamo fuori. Tu ed io. Foreman viene dal Texas. \u00c8 negro come te. Ha 7 anni meno di te. E un cartellino da paura. 40 incontri. 37 knock out. Imbattuto. Una macchina progettata e costruita per uccidere. Con mio pap\u00e0 il match lo vediamo sulla TV svizzera, perch\u00e8 non sappiamo se la Rai lo manda in onda. <\/p>\n<p>Del resto, abitare a 35 km. dal confine servir\u00e0 pure a qualcosa. \u00c8 l&#8217;ora. Si accende la TV. &#8220;Go George!&#8221;.Toglimi dalle palle quel gradasso di m&#8230; E levami finalmente dal cervello quel tarlo bastardo che non mi d\u00e0 tregua! Foreman \u00e8 una tigre famelica. Domina il match. Al\u00ec \u00e8 alle corde. Prende botte da paura. Da tutte le parti. Un assedio senza fine. Sempre chiuso dentro. Imbottito di pugni. Poi succede l&#8217;impensabile. Minuto 2,45 dell&#8217;ottava ripresa. Un gancio sinistro di Al\u00ec gira la faccia di Foreman come una trottola. E un destro al mento lo spedisce al tappeto. Poco pi\u00f9 di mezz&#8217;ora.<br \/>\nTutto finito.<br \/>\nSaluto e vado a dormire. Frastornato e confuso. Come un setter cui hanno sfilato una beccaccia sotto il naso. Non esiste. Non chiudo occhio. Il mattino arriva presto. \u00c8 buio. Fa freddino. L&#8217;autunno lombardo detta la sua legge. Riluttante vado a scuola. Delle lezioni non mi frega niente. Come ieri. Tanto domani \u00e8 festa.<\/p>\n<p>Ma un sorriso mi affiora alle labbra. Forse ora&#8230; Faccio fatica ad ammetterlo. No. Devo ammetterlo. D<strong>i sicuro ora so chi \u00e8 davvero &#8220;IL PI\u00d9 GRANDE&#8221;.<\/strong> Alla faccia dei tarli bastardi. O forse grazie a loro.<\/p>\n<p>Incontrer\u00f2 &#8220;THE GREATEST&#8221; sei anni dopo. Settembre 1980. Ho vent&#8217;anni. Vado a cercarlo a Las Vegas, dove di l\u00ec a qualche giorno, al Caesars Palace, nuova meraviglia della citt\u00e0 del gioco, sfider\u00e0 il suo ex &#8220;sparring partner&#8221; e compagno di strada Larry Holmes. <\/p>\n<p>Al\u00ec \u00e8 al tramonto. Aveva gi\u00e0 annunciato e confermato il ritiro. Ma sulla tabella di marcia quotidiana ha troppa gente da mantenere. E non pu\u00f2 ancora appendere i  guantoni al chiodo. <\/p>\n<p>Las Vegas non ha nulla a che fare con quella di oggi. Riesco ad eludere la sorveglianza. Raggiungo la sala allestita per gli allenamenti. Entro senza bussare. <\/p>\n<p>Una coppia di gorilla neri come la pece mi solleva da terra. Vedo il Campione ancora avvolto nell&#8217;accappatoio. E lui vede me. Fa segno ai buttafuori di tenermi dentro. Si avvicina e mi chiede come mi chiamo e da dove vengo. Gli dico che sono italiano e gli chiedo un autografo e una dedica. So che lui non ama avere gente attorno. Ma sar\u00e0 che ho il faccino efebico e gli occhi azzurri da angioletto. Cos\u00ec gli porgo una copia del Time, e porto a casa dedica e firma. Pi\u00f9 un buffetto sul muso. Prima di salutarci. I gorilla mi accompagnano alla porta. Gentilmente. Non so pi\u00f9 dove sono. <strong>Ma mi sembra di essere &#8220;IL PI\u00d9 GRANDE&#8221;!<\/strong><\/p>\n<p>Guardiamoci, cinquant&#8217;anni dopo, questi otto minuti scarsi di grande boxe. Non sono gli &#8220;highlight&#8221; di un incontro irripetibile.<strong> Sono una lezione di vita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tra due giorni parto per il Texas. Ma far\u00f2 una deviazione, non m&#8217;importa quanto lunga, per andare a Louisville, Kentucky. A posare un fiore sulla tomba del PI\u00d9 GRANDE. Anche sul ring della vita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>RIGUARDIAMO INSIEME QUEGLI OTTO MINUTI CHE HANNO CAMBIATO LA STORIA DEL PUGILATO E NON SOLO:<\/strong><\/p>\n<div class=\"youtube-embed\" data-video_id=\"ODQt5ZqVW-c\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Muhammad Ali vs George Foreman (Highlights) The Rumble In The Jungle\" width=\"696\" height=\"392\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ODQt5ZqVW-c?feature=oembed&#038;enablejsapi=1\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ed 30 Ottobre 1974. Seconda liceo cominciata da un mese. \u00c8 la vigilia del sospirato &#8220;ponte dei morti&#8221;. Con l&#8217;aggiunta del 4 novembre, Festa nazionale della Vittoria (ormai da anni vigliaccamente cancellata dal calendario). 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