{"id":638485,"date":"2024-11-14T18:50:05","date_gmt":"2024-11-14T17:50:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=593339"},"modified":"2024-11-14T18:50:05","modified_gmt":"2024-11-14T17:50:05","slug":"magenta-giustizia-riparativa-il-dialogo-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=638485","title":{"rendered":"Magenta, giustizia riparativa. Il dialogo possibile"},"content":{"rendered":"<p>Risale al 6 novembre il primo di una serie di incontri sulla Giustizia &#8211; a cura del Centro Studi politico sociali \u2018Kennedy\u2019 &#8211; <strong>introdotto e moderato da Alberto Fossati<\/strong>. <\/p>\n<p>Fitta presenza di pubblico in aula consiliare vuoi perch\u00e9, come da lui evidenziato, \u201cquello della \u2018giustizia\u2019 \u00e8 un tema fondamentale della vita di ognuno di noi e della convivenza civile\u201d, vuoi perch\u00e9 a parlare della condivisa esperienza di giustizia, in questo caso \u2018 riparativa\u2019, c\u2019erano Grazia Grena, che appartenne al gruppo terroristico Prima Linea e ora presiede l\u2019Associazione \u2018Loscarcere\u2019, e Agnese Moro, figlia del Presidente della Dc sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse nel marzo del 1978.<\/p>\n<p>Su cosa sia la giustizia riparativa Fossati ha speso parole chiare, fugando ogni possibile fraintendimento. \u201cNon \u00e8 una forma privatistica per l\u2019applicazione di una sanzione alternativa a quella pi\u00f9 nota del carcere, n\u00e9 \u00e8 applicabile a tutte le fattispecie di reato. E\u2019 invece un percorso che vede la disponibilit\u00e0 da parte di chi ha subito la lesione di un crimine e di chi l\u2019ha procurata a mettersi in discussione, a fare un passo avanti verso la finalit\u00e0 che, nel nostro ordinamento costituzionale, \u00e8 propria della pena, cio\u00e8 la riabilitazione\u201d. <\/p>\n<p>La pena non pu\u00f2 consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0. La dignit\u00e0 della persona va tutelata. La giustizia riparativa distingue \u201cl\u2019errore dall\u2019errante\u201d.     <\/p>\n<p>Una breve parentesi per introdurre anche il concetto di giustizia \u2018retributiva\u2019. Essa prevede per il reo la garanzia di una pena certa e proporzionata alla  gravit\u00e0 di quanto commesso, con effetto deterrente sul comportamento futuro.  <\/p>\n<p><strong>Un secondo contributo al tema della serata \u00e8 stato fornito da Giulio Russi<\/strong>. L\u2019esperto  mediatore penale, attivo nella provincia di Bergamo, ha citato don Virgilio Balducchi, per vent\u2019anni cappellano del carcere di Bergamo, dalla cui intuizione &#8211; \u201cche la giustizia \u00e8 un processo che ha a che fare con l\u2019esistenza concreta degli uomini e che dietro ogni reato c\u2019\u00e8 un legame tra persone o gruppi di persone, comunit\u00e0, che si \u00e8 spezzato\u201d &#8211; \u00e8 nato nel 2005 il Centro di giustizia ripartiva della Caritas Bergamasca. <\/p>\n<p>Russi ha ricordato inoltre l\u2019introduzione nell\u2019ordinamento italiano, con la riforma Cartabia, della Disciplina organica della giustizia riparativa. Ha parlato dell\u2019attenzione del cardinal Carlo Maria Martini per i detenuti di San Vittore, gli incontri di questi con i brigatisti che andarono poi a consegnare a lui, in Arcivescovado, le armi quale segno della fine della lotta armata, iniziata negli anni Settanta. Ha fatto il nome di padre Guido Bertagna, direttore del Centro Culturale San Fedele, illustrando l\u2019operato del gesuita al fine di far incontrare a Milano, dal 2000 al 2007, ex terroristi con familiari delle vittime. Incontri prima separati, riservati, poi congiunti.<\/p>\n<p>Di quegli incontri sono state protagoniste anche <strong>Grazia Arena e Agnese Moro<\/strong>. Incontri non facili. \u201cUn percorso lento che alla fine ci ha portate ad andare oltre quello che eravamo, abbiamo messo in contatto le nostre anime\u201d. Tra Grazia Grena e Agnese Moro si \u00e8 avviato l\u2019ascolto.     <\/p>\n<p>\u201cL\u2019ascolto per quanto mi riguarda \u2013 ha affermato la prima \u2013 anche di cose che non mi piaceva ascoltare. Con la lotta armata, scelta per amore, avevamo seminato odio, separazione, male, diventando peggiori di quelli che volevamo combattere\u201d.<br \/>\n                                                                                   Perch\u00e9 lei, che aveva da tempo saldato il debito con la giustizia \u2013 non ha mai commesso reati di sangue come ha tenuto a precisare &#8211; e si era ricostruita una vita, che si era dissociata dal proprio passato, rispetto al quale \u201cero gi\u00e0 un\u2019altra\u201d, ha accettato l\u2019incontro con la figlia di Moro? \u201cPerch\u00e9 qualcosa mancava. Qualcosa che rendesse davvero giustizia. Cosa stavo cercando?\u201d. Agnese l\u2019ha aiutata, \u201cpur essendo io quella che le aveva date\u201d.  La giustizia riparativa \u201caiuta a vederti diverso proprio dentro l\u2019ascolto di chi ha subito, non ho mai rinnegato me stessa, sono stata anche quello che devo imparare a non essere pi\u00f9\u201d. <\/p>\n<p><strong>Grazia Grena <\/strong>ha parlato di \u201cuna fessura\u201d che si \u00e8 aperta, di un \u201criconoscersi piano piano, incontrandosi, esprimendo la propria umanit\u00e0\u201d. Cosa ci vuole per fare questo? \u201cNon credo coraggio. Piuttosto determinazione, curiosit\u00e0, interesse. L\u2019altro ha bisogno di conoscere la nostra verit\u00e0\u201d. <\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 Agnese Moro, <\/strong>che dalla giustizia penale ha ottenuto \u201ctutto quello che essa pu\u00f2 dare\u201d, ha voluto intraprendere un percorso di giustizia riparativa? \u201cHo perso mio padre che amavo \u2013 ha detto -,  il fatto che delle persone fossero in carcere e pure trattate male non mi ha restituito nulla. Per me la giustizia deve considerare quelli che sono i miei problemi. Quanto ho subito \u00e8 irreparabile e l\u2019irreparabile lascia degli effetti duraturi, scorie radioattive, con cui ti devi misurare. La tua vita cambia per sempre\u201d. <\/p>\n<p>E la sua \u00e8 stata a lungo \u201cimmobile\u201d, in ogni momento il passato invadeva il presente, rendendo impossibile uno sguardo libero sul futuro. \u201cEro piena di sentimenti di rabbia, odio, rancore, disgusto \u2026 di colpa, perch\u00e9 non ero riuscita a fare nulla per salvare mio padre in quei 55 giorni in cui era vivo\u201d. <\/p>\n<p>E\u2019 stata zitta, in silenzio, pensando che fosse bene comportarsi in tal modo. <\/p>\n<p>\u201cDopo anni, per\u00f2, quel silenzio continuava a urlare dentro e allora \u2026 basta!\u201d. Quando le \u00e8 giunto <strong>l\u2019invito di don Guido Bertagna<\/strong>, l\u2019ha colto. <\/p>\n<p>\u201cHo capito che loro erano l\u00ec per ascoltare il mio dolore, cui nessuno si era prima interessato. Ho intuito che mi potevo fidare\u201d. E cos\u00ec il dolore di Agnese \u00e8 stato ascoltato da chi (persone coinvolte nella vicenda Moro) l\u2019aveva procurato. <\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 sono venuti? Mi domandavo. Io sono un rimprovero vivente per loro? Mi ha colpito \u2013 ha proseguito Agnese \u2013 quel loro dolore per me inconcepibile, il desiderio di essere con me, l\u2019orrore di aver compiuto azioni irreparabili. Mi sono parsi sinceri, perch\u00e9 il dolore \u00e8 umano, perch\u00e9 se provi dolore sei come me\u201d. E cos\u00ec la sua vita \u00e8 cambiata. \u201cIl passato adesso sta in un luogo preciso, non invade tutto, la mia vita \u00e8 tornata ad essere mia\u201d.     <\/p>\n<p><strong>Nel corso degli interventi non si sono usate parole quali \u2018riconciliazione\u2019 o \u2018perdono\u2019. <\/strong><\/p>\n<p>Ma si \u00e8 detto della \u201cnascita di amicizie\u201d, della \u2018magia\u2019 \u2013 Agnese Moro non sa definirla in modo diverso \u2013 della giustizia ripartiva che, in un luogo protetto, riservato, sicuro e libero, ti permette di esprimere il tuo dolore e ti pone davanti a \u201cun mistero di umanit\u00e0 meravigliosa da scoprire\u201d.  Incontrandosi, riconoscendosi.                                                                               <\/p>\n<p>Nel proprio intervento Giulio Russi aveva raccomandato al pubblico di tenere quale leitmotiv della serata le parole di <strong>Etty Hillesum<\/strong> (giovane ebrea olandese morta ad Auschwitz), di cui ha dato lettura, \u201cperch\u00e9  vi condurranno dove sono arrivate Grazia e Agnese\u201d.     <\/p>\n<p>Tra le tante riportiamo le seguenti: \u201c.. cerco ogni volta di rintracciare il nudo piccolo essere umano che spesso \u00e8 diventato irriconoscibile in mezzo alle rovine delle sue azioni insensate\u201d.<br \/>\n                                                                              Molti gli interventi della platea, che ha ascoltato in silenzio,  sorprendendosi, commuovendosi, anche dissociandosi, di certo portandosi a casa spunti di profonda riflessione, e anche di dubbio, sempre salutari. Crediamo. <\/p>\n<p><strong>Franca Galeazzi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risale al 6 novembre il primo di una serie di incontri sulla Giustizia &#8211; a cura del Centro Studi politico sociali \u2018Kennedy\u2019 &#8211; introdotto e moderato da Alberto Fossati. 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