{"id":638801,"date":"2024-11-23T21:18:39","date_gmt":"2024-11-23T20:18:39","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/stellantis-imparato-non-lasciamo-litalia-e-rilanciamo-la-fiat\/"},"modified":"2024-11-23T21:18:39","modified_gmt":"2024-11-23T20:18:39","slug":"stellantis-imparato-non-lasciamo-litalia-e-rilanciamo-la-fiat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=638801","title":{"rendered":"Stellantis, Imparato \u201cNon lasciamo l\u2019Italia e rilanciamo la Fiat\u201d"},"content":{"rendered":"<p>La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it<\/p>\n<\/p>\n<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 \u201cLo abbiamo detto cinquantamila volte, anche al governo Meloni: noi non lasciamo l\u2019Italia, anzi ci investiremo risorse e professionalit\u00e0. Ma non chiedetemi oggi quanto vender\u00f2: io produco ci\u00f2 che vendo\u201d. Lo afferma Jean-Philippe Imparato, CEO di Stellantis Pro One e Chief Operating Officer del Gruppo per l\u2019area Enlarged Europe, in una lunga intervista ad Andrea Boeris e Roberto Sommella su MF-Milano Finanza.<br \/>\u201cSe guardiamo tutto il percorso fatto da prima della nascita di Stellantis nel 2021, nel 2014 avevamo una Psa in difficolt\u00e0 e abbiamo rilevato una Opel in fallimento e poi \u00e8 arrivata una fusione tra Psa e Fca, e insieme abbiamo supportato marchi che erano in crisi. Li abbiamo messi tutti a posto, con un piano prodotto di 70 macchine in pi\u00f9 \u2013 spiega Imparato -. Un lavoro enorme. E ora, per aver sbagliato un semestre, il mercato ci ha tartassato. E questo nonostante un margine del 10% nel semestre, che paragonato a quello di altri \u00e8 molto pi\u00f9 alto\u2026\u201d.<br \/>\u201cAnche se non posso dare cifre precise, confermo che al momento lo stock negli Usa sta scendendo alla giusta velocit\u00e0 giusta e al livello che vogliamo \u2013 prosegue -. Anche dal punto di vista del mix. E lo stesso lavoro lo stiamo facendo in Europa, perch\u00e8 vogliamo uscire dal 2024 con il livello giusto di stock e di free cash flow\u201d.<br \/>\u201cStellantis sta preparando la nuova generazione di tanti suoi modelli e quindi siamo in un momento di transizione, che dobbiamo gestire \u2013 sottolinea il top manager -. Ad esempio a Trnava, con la piattaforma Smart Car, o a Mirafiori, dove arriver\u00e0 l\u2019ibrido. O anche ad Attesa, dove arriver\u00e0 il Ducato elettrico. Ma con tutti i lanci previsti gi\u00e0 per l\u2019inizio del 2025 il rimbalzo arriver\u00e0\u201d.<br \/>Quanto al marchio Fiat, Imparato spiega: \u201cSta soffrendo, s\u00ec, anche se nei primi dieci mesi dell\u2019anno \u00e8 sempre saldamente al primo posto delle immatricolazioni in Italia. Ma quali sono i prodotti che mettiamo in pista per fare tornare Fiat al livello giusto? Il primo \u00e8 la Pandina, prolungata a Pomigliano fino al 2029, perch\u00e8 la Panda fa il 60% del segmento in Italia. Poi c\u2019\u00e8 la 500 elettrica, il cui supporto ci serve a livello europeo e alla quale aggiungeremo l\u2019ibrido a novembre 2025. E su questo modello faremo di tutto per poter anticipare l\u2019apertura ordini senza sacrificare la qualit\u00e0 e parliamo di un modello da 100 mila vetture l\u2019anno. Terzo elemento \u2013 prosegue -, arriva la Grande Panda nel primo trimestre 2025, una splendida auto sia elettrica che ibrida: pu\u00f2 valere 150 mila macchine in pi\u00f9 l\u2019anno. Poi ci saranno altre sorprese, ma gi\u00e0 cos\u00ec c\u2019\u00e8 tutto quello che serve a Fiat per tornare alla quota di mercato che merita in Europa, attorno al 5%. Contando sempre molto sull\u2019Italia, perch\u00e8 non si scherza: Fiat qui deve rimanere dominante tra auto e veicoli commerciali. E con i prodotti che sono in arrivo non ci sono dubbi per il futuro del marchio\u201d.<br \/>E riguardo alla produzione in Italia, \u201csecondo me Mirafiori \u00e8 probabilmente lo stabilimento che avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di giocarsi la transizione elettrica nelle condizioni migliori \u2013 afferma Imparato -. Perch\u00e8, a parte la versione ibrida della 500 in arrivo, Mirafiori fa i cambi eDCT per l\u2019ibrido e per produrli occupa 850 persone: noi abbiamo bisogno di 60 mila di quei cambi ogni mese, che hanno un potenziale di crescita enorme, e quindi Mirafiori \u00e8 una fonte di business incredibile a livello di transizione\u201d.<br \/>\u201cSecondo aspetto, c\u2019\u00e8 il Battery Technology Center, e, terzo, c\u2019\u00e8 il business della Circular Economy \u2013 aggiunge -. Poi a Mirafiori \u00e8 stato realizzato il nuovo polo globale di Stellantis Pro One, la divisione dei veicoli commerciali di cui mi occupo, che integra diverse funzioni trasversali, tra cui ingegneria, marketing, sviluppo prodotto, vendite, logistica, comunicazione, finanza, risorse umane, acquisti, veicoli ricreazionali, produzione e altre attivit\u00e0 incentrate sul cliente. E non \u00e8 finita \u2013 aggiunge -. Non \u00e8 ancora ufficiale, ma a partire dal primo gennaio la regione Europa di Stellantis sar\u00e0 gestita da Torino: questo significa che il personale dell\u2019Enlarged Europe a livello comunicazione, marketing, HR e pianificazione della produzione presente in Italia lavorer\u00e0 con me a Mirafiori. \u201cS\u00ec ma non \u00e8 produzione di auto\u201d, direte voi, e va bene. Ma, in termini di localizzazione del business e di corporate governance a livello europeo di Stellantis, Torino \u00e8 e sar\u00e0 sempre pi\u00f9 centrale: quindi nessuno pu\u00f2 dire che chiudiamo\u201d.<br \/>Pi\u00f9 in generale \u201cla copertura a livello industriale dell\u2019Italia \u00e8 probabilmente la pi\u00f9 ampia d\u2019Europa. L\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico Paese ad avere due delle nuove piattaforme Stla, ha la Panda a Pomigliano ancora per tanti anni e avr\u00e0 l\u2019ibrido sulla 500. Vorrei rassicurare chi \u00e8 preoccupato, perch\u00e8 la protezione dell\u2019Italia a livello industriale \u00e8 totale. Ovviamente, per\u00f2, vale sempre lo stesso principio: si produce quello che si vende e, se non c\u2019\u00e8 mercato, bisogna adeguarsi, perch\u00e8 altrimenti la conseguenza \u00e8 trovarsi piazzali pieni e migliaia di macchine sulle spalle e dobbiamo evitare di entrare in quelle condizioni nel 2025\u201d.<br \/>Quanto all\u2019interlocuzione con il Governo, \u201cfaremo una sintesi molto chiara della vision industriale di Stellantis per l\u2019Italia, con piattaforme e lanci. Il mio consiglio per\u00f2 \u00e8 questo: dobbiamo aiutare tutto l\u2019ecosistema ed essere pragmatici, perch\u00e8 \u00e8 il momento di investire nella transizione strutturale dell\u2019industria verso qualcosa su cui non si torner\u00e0 indietro \u2013 spiega Imparato -. Sarebbe bello trovare sintonia con il governo italiano su questo, anche perch\u00e8 la nostra intenzione, anzi direi l\u2019ossessione condivisa anche con Carlos Tavares, \u00e8 di proteggere l\u2019Europa, i marchi, il Dna e la storia di fronte a una competizione che sar\u00e0 terribile. Per questo, secondo me, sarebbe fondamentale avere al nostro fianco la mano pubblica, con tutte le sue possibilit\u00e0, in questa difficile transizione. Io ci credo e, personalmente, sono aperto a fare ci\u00f2 che servir\u00e0 ad agevolare un accordo\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 Foto IPA Agency \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it ROMA (ITALPRESS) \u2013 \u201cLo abbiamo detto cinquantamila volte, anche al governo Meloni: noi non lasciamo l\u2019Italia, anzi ci investiremo risorse e professionalit\u00e0. Ma non chiedetemi oggi quanto vender\u00f2: io produco ci\u00f2 che vendo\u201d. 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