{"id":639591,"date":"2024-12-16T14:00:08","date_gmt":"2024-12-16T13:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=597879"},"modified":"2024-12-16T14:00:08","modified_gmt":"2024-12-16T13:00:08","slug":"sofia-goggia-palingenesi-di-un-fenomeno-che-va-ben-oltre-lo-sci-e-lo-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=639591","title":{"rendered":"Sofia Goggia, palingenesi di un fenomeno che va ben oltre lo sci e lo sport"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il talento, e nel suo caso ce n&#8217;\u00e8 a dismisura, \u00e8 ovviamente ingrediente fondamentale per raggiungere traguardi epocali nel professionismo pi\u00f9 elitario, ma ad essere meno scontato \u00e8 il fatto che ci\u00f2 sia condizione necessaria ma niente affatto sufficiente allo scopo, al punto che il mondo dello sport \u00e8 pieno di storie di enormi capacit\u00e0 tecniche rimaste inespresse. A far di Sofia Goggia una campionessa difficilmente eguagliabile, quindi, \u00e8 la stessa cifra stilistica di coloro i quali di una disciplina, sebbene non l&#8217;abbiano inventata, hanno contribuito ad alzarne il livello, tanto che se solo l\u2019Unesco avesse a cuore lo sci alpino la includerebbe nella lista dei patrimoni dell&#8217;umanit\u00e0.<\/strong> Trattasi del rigetto feroce del concetto di sconfitta, atleti che nel vocabolario quotidiano non includono per genetica il contrario di vittoria. Quelli come Sofia, pertanto, o vincono o migliorano.<\/p>\n<p>Ieri ha vinto &#8211; successo numero venticinque in Coppa del mondo a meno tre dai ventotto di Brignone, sempre a proposito di fenomeni &#8211; ma quello numerico non \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante, del resto ci ha abituato bene. La pedagogia goggiana discende decisamente pi\u00f9 dal &#8216;come&#8217; che dal &#8216;quanto&#8217; ed il &#8216;come&#8217; racconta la favola di una campionessa gi\u00e0 pluridecorata, con in bacheca tutto ci\u00f2 che si possa ambire a vincere con gli sci ai piedi e di un&#8217;et\u00e0 non pi\u00f9 giovanissima se contestualizza allo sport, che a valle dell&#8217;ennesimo grave infortunio decide che il tempo di lasciare gli onori alle altre colleghe non \u00e8 ancora stato scritto. Fratture multiple ad una gamba \u00e8 la sintesi efficace di un bollettino medico che dieci mesi fa l&#8217;ha forzata ai box e ad una riabilitazione lunga ed estenuante, di quelle che costringono la psiche ad un surplus di lavoro difficilmente quantificabile da chi non ci \u00e8 mai passato. Insomma, per non mollare tutto, ancor di pi\u00f9 se l&#8217;apice in passato \u00e8 gi\u00e0 stato esplorato e con la fame allmeno teoricamente in fase calante, serve una motivazione con la quale si sposterebbero financo le montagne.<\/p>\n<p>Prendere l&#8217;impossibile e attribuirgli il significato speculare quando si \u00e8 rimasti in pochi a crederlo, \u00e8 ci\u00f2 che fa di ottimi atleti i campioni di razza. Franco Baresi, per esempio, che si immagina di poter disputare da protagonista la finale del mondiale di soccer americano a due settimane da un&#8217;artroscopia al ginocchio e ci riesce, nonostante lo sfortunato epilogo. O Pirmin Zurbriggen che, dopo aver lasciato il ginocchio sulla mitica Streif di Kitzbuhel, venti giorni pi\u00f9 tardi nei Mondiali di Bormio fa due ori e un argento domando la Stelvio, il posto meno accomodante al mondo per testare la tenuta delle proprie articolazioni. Due delle tante vicissitudini di ontologica testardaggine sportiva, di campioni, appunto, che disconoscono la possibilit\u00e0 di non essere gli unici artefici del proprio destino. Testa, cuore e gambe. <\/p>\n<p>Il secondo posto di sabato, nel giorno del tanto agognato rientro alle gare, sebbene non lo ammetter\u00e0 mai \u00e8 stato per lei motivo di profondo incazzamento. I pochi centesimi che l&#8217;hanno separata dalla vincitrice, Cornelia Huetter, le hanno probabilmente dato parecchio fastidio perch\u00e9 gi\u00f9 dalla Birds of Pray di Beaver Creek, a trecentodiciotto giorni intercorsi dall&#8217;ultima esibizione, si immaginava di riprendere il filo del discorso proprio da dove l&#8217;aveva bruscamente interrotto. Il gradino pi\u00f9 alto del podio di una disciplina, la discesa, che \u00e8 il suo giardino di casa, un vestito che le sta cucito addosso quanto i prati di Wimbledon impreziosiscono il profilo di Roger Federer. Allora, che ventiquattro ore pi\u00f9 tardi, questa volta al cancelletto del supergigante, l&#8217;occhio fosse, se possibile, ancora pi\u00f9 felino non deve stupire, i fuoriclasse fanno cos\u00ec: migliorano, appunto. Alla sempre magnifica Lara Gut, perci\u00f2, \u00e8 toccato cedere il passo ad una Sofia che ad ogni curva pareva scrollarsi di dosso, una per una, la centinaia di ore spese in palestra per riattaccare la spina. Uno spettacolo. <\/p>\n<p>Bergamasca, terra di ciclisti e sciatori, figlia di Giuliana, professoressa, ed Enzo, ingegnere, ha iniziato a sciare giovanissima sulle nevi brembane di Foppolo, quella care ad Adriano Celentano e Mike Bongiorno, all&#8217;et\u00e0 di tre anni. Passione inesauribile e qualit\u00e0 cromosomiche da predestinata, Sofia ha fatto il suo esordio nel circuito FIS nel 2007, una vita fa, e la sua prima vittoria nel circuito mondiale, sempre in quanto a longevit\u00e0, risale al 2017 quando a Pyeongchang-Jeongseon si \u00e8 imposta sia in discesa che in supergigante in una stagione poi chiusa al terzo posto della classifica generale. Da l\u00ec, alle gi\u00e0 citate vittorie e ad un numero inesausto di podi, Sofia pu\u00f2 sommare quattro medaglie tra Olimpiadi e Mondiali e quattro Coppe del mondo in discesa libera. Numeri eccezionali che senza la malaugurata costante degli infortuni avrebbero potuto essere addirittura pi\u00f9 abbondanti e ci\u00f2 rende plasticamente l&#8217;idea della sua grandezza di sciatrice. <\/p>\n<p>Cadere e rialzarsi pi\u00f9 forti di prima, una delle banalit\u00e0 meno banali da rendere sostanza. Sofia, sempre per quel fuoco che non si spegne mai, si \u00e8 dovuta rialzare tante volte con l&#8217;asticella posizionata in ogni circostanza un centimetro pi\u00f9 in alto di prima. \u00c8 la volont\u00e0 di migliorarsi pur guardando gi\u00e0 tutti dall&#8217;alto, quella di farsi trovare al cancelletto con una freccia nuova nella faretra, quella che fa dell&#8217;umilt\u00e0 il vero &#8216;asso nella manica. In altre parole, essere campioni. Allora, bentornata Sofia. In un noto claim di qualche lustro fa, l&#8217;immenso e compianto Jonah Lomu scriveva sullo schermo con un pennarello &#8216;impossible is nothing&#8217;, lui che, noncurante di una malattia degenerativa ai reni per la quale i dottori pronosticavano una vita senza placcagi e sgroppate, ad ogni stop in ospedale ritornava in campo e la faceva vedere brutta a tutti quanti.<strong> Perch\u00e9, appunto, niente \u00e8 impossibile, nello sport e nella vita del quale \u00e8 meraviglioso paradigma. Sofia Goggia in quest&#8217;ultimo weekend ce lo ha ricordato per l&#8217;ennesima volta. Ringraziarla \u00e8 il minimo.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il talento, e nel suo caso ce n&#8217;\u00e8 a dismisura, \u00e8 ovviamente ingrediente fondamentale per raggiungere traguardi epocali nel professionismo pi\u00f9 elitario, ma ad essere meno scontato \u00e8 il fatto che ci\u00f2 sia condizione necessaria ma niente affatto sufficiente allo scopo, al punto che il mondo dello sport \u00e8 pieno di storie di enormi capacit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":597881,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"localita":[78],"sezione-speciale":[],"class_list":["post-639591","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport","localita-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/639591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=639591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/639591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/597881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=639591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=639591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=639591"},{"taxonomy":"localita","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Flocalita&post=639591"},{"taxonomy":"sezione-speciale","embeddable":true,"href":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fsezione-speciale&post=639591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}