{"id":639841,"date":"2024-12-23T14:00:29","date_gmt":"2024-12-23T13:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ticinonotizie.it\/?p=598886"},"modified":"2024-12-23T14:00:29","modified_gmt":"2024-12-23T13:00:29","slug":"gli-adulti-rispettano-le-scadenze-deliziosa-articolessa-di-natale-by-camilla-garavaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/relaxed-shaw.217-160-88-173.plesk.page\/?p=639841","title":{"rendered":"Gli adulti rispettano le scadenze. Deliziosa articolessa di Natale, by Camilla Garavaglia"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade&#8221;. Giuseppe, a chi lo dici*.<\/p>\n<p>Cercando di non far passare troppo tempo dall&#8217;ultima newsletter, inviata a novembre, verso un cocktail NIO** nel bicchiere e cerco di buttare gi\u00f9 due righe prima di Natale.<\/p>\n<p>Ve l&#8217;avevo gi\u00e0 detto che per scrivere ho bisogno di bere, siete delle brutte persone a chiedermi di farlo.<\/strong><\/p>\n<p>Pensa te.<br \/>\nNatale in casa Cupiello<br \/>\nNei primi anni Duemila avevo un fidanzato un po\u2019 pi\u00f9 grande di me, molto lombardo (di origine piemontese, ma l\u2019atteggiamento che sto per riportare era molto lombardo), che di fronte alle grandi tavolate imbandite di un\u2019estate nel Napoletano esclamava sempre: \u201cCos\u2019\u00e8, Natale in casa Cupiello?\u201d.<\/p>\n<p>Nei primi anni Duemila avevo un fidanzato un po\u2019 pi\u00f9 grande di me, molto lombardo (di origine piemontese, ma l\u2019atteggiamento che sto per riportare era molto lombardo), che di fronte alle grandi tavolate imbandite di un\u2019estate passata nei dintorni di Napoli esclamava sempre: \u201cCos\u2019\u00e8, Natale in casa Cupiello?\u201d.<\/p>\n<p>Colpevolmente, non ho mai investito un paio d&#8217;ore nella visione della versione televisiva della tragicommedia di Eduardo De Filippo. Mi sono fatta bastare l&#8217;idea di una scena ricca di metalli lucidi &#8211; posate, stoviglie, addobbi &#8211; e di cibo, intrisa di tanto, tanto rumore.<\/p>\n<p>Qualche anno dopo, un fidanzato pi\u00f9 giovane e molto meridionale mi ha invitata alla cena della vigilia di Natale con zii, nonni e genitori (non so se aspettarmi una serie di messaggi molto divertiti o molto risentiti dopo questa newsletter, ma qualcuno ha detto &#8220;Quando in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia \u00e8 finita&#8221; e pare si riferisse anche agli scrittori scarsi come me).<\/p>\n<p>Ripenso sempre a quella cena con un certo affetto e un certo divertimento.<\/p>\n<p>La premessa che va fatta \u00e8 breve: nel mio paese, nel quale i giorni di nebbia superano i giorni di festa, si fa il pranzo di Natale. Possibilmente alle 12.30. Chi fa la cena della vigilia &#8211; minuscolo &#8211; \u00e8 nel migliore dei casi un terone, nel peggiore uno stravagante. Alla vigilia si va a messa di mezzanotte, o al bar fingendo di essere alla messa di mezzanotte: poi vin brul\u00e8 sul sagrato, &#8220;auguri&#8221; &#8220;a te e famiglia&#8221; e tutti a casa***. L&#8217;entrata in famiglia di una persona che sveniva dal ridere ogni volta che sentiva la parola milanese articiocc (carciofo, dai \u00e8 come in inglese) ha per\u00f2 richiesto alla sottoscritta la presenza fisica al cenone della vigilia, almeno per un Natale.<\/p>\n<p>Di quella cena ho un ricordo esotico. Il rumore era in effetti parecchio, cos\u00ec come il cibo: c&#8217;era una torta salata di scarola (?credo) e olive, delle lumachine di mare (le ho sognate?) e poi pasta, pesce, intingoli. I commensali erano pugliesi, campani, calabresi, sardi: io venivo apostrofata, giustamente, come &#8220;la milanese&#8221;. La capofamiglia, una nonna molto carina che per\u00f2 a me metteva soggezione perch\u00e9 ero giovane e stupida, mi ha presa da parte per mezz\u2019ora per indagare le origini della mia famiglia, cercando nel mio albero genealogico un &#8220;parente di gi\u00f9&#8221;. Si \u00e8 fermata al bisnonno svizzero, forse un po&#8217; delusa.<\/p>\n<p>Mentre cercavo di mangiare tutto ci\u00f2 che mi veniva messo nel piatto, la frase &#8220;ma cos&#8217;\u00e8, Natale in casa Cupiello?&#8221; mi tornava in testa ciclicamente, come quegli elicotteri con gli striscioni che si vedono sempre nelle vignette e mai nella vita vera.<\/p>\n<p>Adesso che sono pi\u00f9 vecchia e, forse, un po&#8217; meno stupida, penso a quanto siamo fortunati ad avere dei riti e delle parole in dialetto che fanno ridere gli altri e che per\u00f2 per noi sono porti sicuri.<\/p>\n<p>Poi quella vigilia sono tornata a casa prima dell\u2019una, per bere il vin brul\u00e8 con i miei genitori e con la gente del paese sul sagrato della chiesa. Non lo avevano preparato.<\/p>\n<p>Per\u00f2, c&#8217;era il t\u00e8 caldo con il pandoro.<\/p>\n<p>Due libri per il 2025<br \/>\nCome l&#8217;anno scorso, non parlo di libri letti ma di libri che vorrei leggere nell&#8217;anno che verr\u00e0.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 &#8220;\u00e0tinamu&#8217;lled inroig imitlu ilg&#8221; di Suark Lrak (sono molto simpatica. Ho fatto la foto allo specchio: \u00e8 Gli ultimi giorni dell&#8217;umanit\u00e0 di Karl Kraus. Tra l&#8217;altro, il titolo in tedesco assomiglia pi\u00f9 alla versione allo specchio che a questa****) ed \u00e8 una tragedia in cinque atti di cui \u00e8 piuttosto difficile trovare la trama sull&#8217;internet. Mi serve per continuare a fingermi un&#8217;intellettuale.<\/p>\n<p>La fotocamera \u00e8 unta perch\u00e9 avevo mangiato patatine.<br \/>\nIl secondo \u00e8 &#8220;Una torta per dirti addio&#8221; di Nora Ephron, la sceneggiatrice di Harry ti presento Sally (grande umorista). Non avendolo letto, mi tocca copiare la presentazione da Amazon:<\/p>\n<p>&#8220;Una torta ha grandi poteri. E Nora Ephron lo sapeva bene. Infatti, ogni volta che ha potuto, l\u2019ha lanciata in faccia alle crudelt\u00e0 della vita: con una torta (al lime) ha chiuso un matrimonio pieno di lacrime e tradimenti. Con una torta (alle mandorle) ha fatto in modo che la celebrassero dopo la morte&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Se lo leggete prima di me, mi fate sapere? (tanto non vi ascolto)<\/p>\n<p>La copertina mi piace molto.<br \/>\nUn vino per finire o per iniziare<br \/>\nQuella del 2024, per me, \u00e8 stata un&#8217;ottima annata.<\/p>\n<p>Una fortunata serie di circostanze &#8211; anche lavorative &#8211; mi ha portata a bere e assaggiare vini di ogni genere: sperimentali, rari, comuni, molto vecchi, da presa di botte. Sono stata fortunata.<\/p>\n<p>Se dovessi portare a casa due lezioni direttamente dal taccuino sul quale non prendo appunti, sarebbero queste:<\/p>\n<p>Il vino \u00e8 il suo terroir. Ogni volta che apriamo a casa un vino comprato in qualche cantina, ci troviamo a sperare che &#8211; tolto il tappo &#8211; dal collo della bottiglia fuoriesca un ricordo di terra, di sole o di vento. E chiediamo a quel genio che abbiamo evocato, sfregando il vetro, di ridarci i profumi di quel calice bevuto davanti a quella vigna di fronte al mare. Non succede quasi mai.<\/p>\n<p>Nel mondo del vino c&#8217;\u00e8 chi sa molto e chi pensa di sapere molto. Nel dubbio, conviene essere umili: come dice il mio amico E., non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 divertente che essere sottovalutati.<\/p>\n<p>Quello che voglio dire \u00e8 che non ho un vino del 2024 perch\u00e9 ne ho davvero troppi, e chiss\u00e0 quanti mi aspettano nel 2025: sono sincera, non vedo l&#8217;ora di conoscerli tutti.<\/p>\n<p>Parlando di riti e di abitudini, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 un vino semplice semplice che mi sento di consigliarvi per la fine o l&#8217;inizio dell&#8217;anno. Una bollicina, naturalmente, perch\u00e9 le bolle catturano la luce e la trascinano con s\u00e9: \u00e8 fisica, mica poesia.<\/p>\n<p>Il cr\u00e8mant d&#8217;Alsace di Domaine Schoffit \u00e8 stata la costante di questo 2024. Qualcosa da aprire in estate? Lui. Qualcosa da aprire in attesa di scegliere le altre bottiglie? Lui. Qualcosa da portare a Natale? Lui.<\/p>\n<p>Sembra che nonno Schoffit, a quasi 90 anni, faccia tutte le mattine il giro delle vigne per controllare che tutto vada bene. I grappoli lo sanno, e ce la mettono tutta per maturare in questa terra da sempre di confine: danno, infine, un vino dall&#8217;ottima acidit\u00e0, dritto come una lama e dal profumo grasso dei piccoli fiori di limone.<\/p>\n<p>Ne ho uno nel bagagliaio giusto ora: brindiamo insieme. A cento di questi vini.<\/p>\n<p>Quello nel sacco nero dietro non \u00e8 un cadavere.<br \/>\nTra pochi giorni ci saranno pranzi, cene, aperitivi con parenti e amici (ma soprattutto parenti).<\/p>\n<p><strong>Coltivate per me l&#8217;antica arte del senso di colpa prendendo ispirazione dai miei scambi con ChatGPT.<\/p>\n<p>Oh oh, abbiamo del lavoro per la mia psicoterapeuta.<br \/>\nCome sempre: buona fine, e buon inizio.<\/strong><\/p>\n<p>*Ungaretti era appena tornato dal fronte, aveva motivi ben pi\u00f9 seri dei nostri per non volere incontrare la folla baluginante, dai volti rischiarati a fasi alterne dalle luci di Natale. Cos\u00ec pensavo, gioved\u00ec scorso, prima di mettere piede in piazza Duomo a Milano.<\/p>\n<p>**No marchetta. Magari.<\/p>\n<p>***Il latte coi biscotti lasciato a Babbo Natale non \u00e8 una tradizione del mio paese. Ho chiesto di poterlo fare un anno e ho visto mia mamma mezz&#8217;ora dopo rimettere il latte nel cartone. Ciao ciao infanzia.<\/p>\n<p>**** Sapete che ChatGPT non \u00e8 capace di trascrivere una frase al contrario? Provateci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade&#8221;. Giuseppe, a chi lo dici*. Cercando di non far passare troppo tempo dall&#8217;ultima newsletter, inviata a novembre, verso un cocktail NIO** nel bicchiere e cerco di buttare gi\u00f9 due righe prima di Natale. 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